Tutto su Death Stranding

Death Stranding: tutto quello che sappiamo sul nuovo gioco di Kojima, fisica quantistica compresa!

Lorenzo Delli -

Death Stranding – Sapevamo che Hideo Kojima aveva qualcosa in serbo, ma non pensavamo che potesse trattarsi di un qualcosa di così particolare indirizzato solo ed unicamente alla piattaforma di casa Sony. Stiamo ovviamente parlando di Death Stranding, il nuovo, misterioso, videogioco della Kojima Productions presentato dal celebre autore di Metal Gear e da Sony in occasione di questo E3.

Inutile ricordarvi che i presenti alla conferenza hanno letteralmente esultato sia alla vista di Kojima, sia a seguito dell’enigmatico trailer mostrato in quell’occasione. Sta di fatto che proprio il suddetto filmato, l’unico (o quasi) materiale a nostra disposizione, non solo è enigmatico, ma praticamente non ci dà nessun indizio su quello che avrà da offrire il titolo. Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza su quanto abbiamo visto finora e su quanto è stato svelato dall’autore del gioco in questione.

In che genere si collocherà Death Stranding?

A quanto pare potrebbe non trattarsi di un classico survival horror. Kojima ha rivelato che il suo nuovo titolo si colloca nel genere dei giochi di azione, ma che comunque i giocatori troveranno qualcosa di diverso ad attenderli, qualcosa che non rientra nei canoni a cui siamo appunto abituati. A quanto pare potrebbe persino esserci una modalità multigiocatore, caratteristiche che permea ancora di più di mistero il titolo in questione. In sostanza Kojima vuole reinventare il genere, un po’ come ha fatto con Metal Gear. Leggete la sua dichiarazione in una delle tante interviste che ha rilasciato all’E3:

Metal Gear was an action game, but it was an action game where you happened to be hiding. There was no genre for that back then, and now it’s classified as a stealth game. In that regard, Death Stranding will also be an action game, but I want to make something new, something different.

Hideo Kojima

Corde e bastoni

No, non abbiamo (ancora) perso il senno. È lo stesso Kojima durante un’intervista ad aver parlato di “corde e bastoni“. In una novella di Kōbō Abe, scrittore, drammaturgo e inventore giapponese, Abe affermava che il bastone era il primo strumento creato dall’umanità, con lo scopo di tenere a distanza le cose “cattive“, di proteggersi quindi. La corda invece è il secondo strumento creato, con il preciso scopo invece di tenere vicine a sé le cose importanti.

Death Stranding - 3

Il cordone ombelicale che si può osservare nel trailer simboleggerebbe proprio la corda. Secondo Kojima nella maggior parte dei giochi di azione si comunica utilizzando strumenti simili al bastone: in Death Stranding invece l’autore vorrebbe cercare di utilizzare strumenti equivalenti alla corda, ma ci sarà comunque l’opportunità di usare “i bastoni” all’occorrenza. Insomma, come già accennato nel paragrafo precedente, l’obiettivo è quello di rivoluzionare il genere dei giochi di azione. Come però non è ancora dato saperlo.

Cosa significa Death Stranding?

Stranding sta ad indicare il fenomeno dello spiaggiamento, ovvero quel fenomeno che induce cetacei di vario genere a smarrire letteralmente la via e ad arenarsi sulla spiaggia. Spesso gli animali in questione muoiono in parte per l’impossibilità di sopportare il proprio peso, o anche per disidratazione o perché l’alta marea copre lo sfiatatoio. Con Death Stranding si intende proprio la morte di tali animali. Per quanto riguarda il gioco sembra si faccia riferimento a creature o esseri provenienti da altri mondi o dimensioni, anche se nel trailer è impossibile non notare vari animali marini quali crostacei, molluschi, pesci e appunto cetacei spiaggiati vicino al protagonista.

Death Stranding Cetacei

Perché il protagonista non ha l’ombelico?

Se avete visto il trailer avrete sicuramente notato che il protagonista, al posto dell’ombelico, ha una vistosa cicatrice. Perché? Semplice, non lo sappiamo! Il web, come al solito, si sta scervellando offrendo interpretazioni a più non posso, ma finché non ne sapremo di più sono tutte molto campate in aria. Se masticate l’inglese potete dare un’occhiata a questa analisi. Una cosa comunque è sicura: questo era proprio l’effetto che Kojima si aspettava di scatenare, estrema curiosità e confusione generale.

Death Stranding no ombelico

Perché Kojima ha scelto PlayStation?

Death Stranding sarà un’esclusiva PlayStation 4. Ma da cosa deriva questa scelta? È lo stesso Kojima a rispondere alla domanda in occasione di un’intervista rilasciata dopo la presentazione del gioco. L’autore ha ammesso di aver ricevuto molte offerte, ma voleva che il primo gioco da indipendente fosse rilasciato sotto le migliori condizioni. Proprio le lunghe ed ottime relazioni passate con Sony lo hanno convinto a questa scelta, con l’idea di poter concentrarsi maggiormente alla parte creativa lasciando tutto il resto proprio nelle mani di Sony. Proprio Sony ha dato carta bianca a Kojima, permettendogli di fare “tutto quello che voleva“.

Death Stranding Kojima

Perché proprio Norman Reedus?

Domanda semplice semplice in realtà. Reedus nel 2014 aveva firmato un contratto come principale protagonista del reboot di Silent Hill, a cui avrebbe partecipato proprio a fianco di Hideo Kojima e Guillermo del Toro. Konami nella primavera del 2015 cancellò il progetto (poco dopo Kojima abbandonò la nave infatti), ma i due sono rimasti in buoni rapporti.

Il making-of del trailer

Solo a guardare le foto presenti nella galleria sottostante ci si può fare un’idea di quanto sia stato impegnativo anche solo realizzare il breve trailer presentato da Sony Entertainment e Kojima in occasione dell’E3 2016. Capite ora perché il modello tridimensionale di Norman Reedus è così dettagliato? Le immagini sono state catturate qualche mese fa, per la precisione questo marzo, durante la registrazione del “corto” agli studios VASG Sony in San Diego. Il team ha utilizzato un processo di fotogrammetria, catturando centinaia di foto del corpo e del volto Reedus per riprodurlo fedelmente in tre dimensioni. Il bambino che vedete nel corto è invece solo un bambolotto sostituito digitalmente in post-produzione.

Cosa ci incastra la fisica quantistica?

Potreste essere incappati in qualche articolo che parlava di fisica quantistica legata a Death Stranding. Cosa diavolo ci incastra la fisica quantistica, e perché se n’è iniziato a parlarne ben dopo il trailer dall’E3? Semplice, il tutto è nato da un’immagine che potete trovare al termine di questo paragrafo. Per comodità qui di seguito abbiamo inserito un ritaglio di un particolare che potrebbe rendere più chiaro, o più oscuro, il tutto.

Nelle medagliette che si trovano al collo del protagonista si possono notare due formule. La prima serve a calcolare il raggio di Schwarzschild, mentre la seconda è l’equazione di Dirac. Partiamo dalla prima:

Death Stranding Raggio di Schwarzschild

Tutto chiaro vero? A parte gli scherzi, il raggio di Schwarzschild viene anche definito raggio gravitazionale, un nome che già di per sé potrebbe dipanare alcune delle perplessità iniziali. Si tratta del raggio che dovrebbe avere una sfera di massa M (una rappresentazione ideale quindi di un oggetto di massa M) per far sì che la velocità di fuga, ovvero la velocità minima iniziale a cui un oggetto deve poter muoversi per allontanarsi indefinitamente da una sorgente di campo gravitazionale, sia pari alla velocità della luce. Un esempio di un oggetto la cui massa è confinata all’interno di un raggio di Schwarzschild? Un buco nero. La seconda equazione invece, quella di Dirac, è ben più difficile da spiegare.

Death Stranding Equazione di Dirac

Si tratta dell’equazione d’onda che descrive in modo relativisitcamente invariante il moto dei fermioni. Capite ora perché abbiamo detto che è più difficile da spiegare? Vi basti sapere che tale equazione è stata un passo fondamentale verso una teoria unificata dei principi della meccanica quantistica e della relatività ristretta, e che ammette soluzioni ad energia negativa. Ovvero? Ovvero ammette l’esistenza dell’antimateria! Probabilmente la pagina Wikipedia non sarà sufficiente ad approfondire, ma i più curiosi e coraggiosi potrebbero comunque volergli dare un’occhiata.

Come se non bastasse, sul sito di Kojima Productions è possibile leggere la frase “From sapiens to ludens” che potrebbe fare cenno ad una serie di racconti russi di fantascienza, dove i Ludens sono viaggiatori del tempo. O più semplicemente Kojima voleva fare cenno al libro Homo Ludens, come è più logico che sia, visto il passaggio da Homo Sapiens a Homo Ludens. Sta di fatto che tra fisica quantistica, antimateria e buchi neri siamo ancora più confusi di quando abbiamo finito di vedere il trailer di Death Stranding per la prima volta.

Chi è il bambino che si vede nel filmato?

Kojima, a distanza di vari giorni dal termine dell’E3 2016, ha rivelato un dettaglio a riguardo dell’enigmatico bambino co-protagonista del trailer, quello che, per intenderci, Norman Reedus stringe a sé prima della scomparsa dello stesso.

Il bambino in questione si chiama Lu e, da quanto rivelato da Kojima, non è un clone del protagonista come preventivato da alcune delle ipotesi che circolano intorno al poco che siamo riusciti a vedere su Death Stranding.

Sì ma…quando uscirà?

Difficile a dirsi, pensate che ancora non è nemmeno stato scelto il motore grafico definitivo per il gioco. Death Stranding è in stato embrionale, e per quanto ne sappiamo potremmo non vederlo primo del 2018. Un po’ come è successo con The Last Guardian. Speriamo solo che la troppa libertà concessa da Sony a Kojima non porti a tempi di attesa biblici.

Kojima mostra un nuovo trailer

In occasione dei The Game Awards, il celebre autore giapponese ha mostrato un nuovo, folle trailer di Death Stranding che vede tra i protagonisti l’attore Mad Mikkelsen e il regista Guillermo del Toro.

Trailer Death Stranding

Immagini Death Stranding

  • Buon approfondimento! Complimenti!