Emulare giochi è illegale?

Lorenzo Delli - Non è una domanda a cui si può rispondere "Sì" o "No" con semplicità. Vediamo di fare un po' di chiarezza.

Si tratta di un quesito piuttosto ricorrente. Emulare videogiochi è una pratica legale o illegale? È vera la storia delle 24 ore legata al “possedimento” delle ROM sui proprio hard-disk? Devo effettivamente possedere console e/o giochi per emularli legalmente? Tutte domande a cui cercheremo di dare risposta ma che, come in molti casi, possono essere interpretate diversamente a seconda dell’occasione.

Perché abbiamo deciso di parlarne proprio ora? Principalmente a causa della presentazione del Nintendo Classic Mini SNES, la nuova retro-console firmata Nintendo che promette, con un investimento di circa 80 euro, una versione miniaturizzata del glorioso Super Nintendo, 20 giochi più uno inedito (Star Fox 2), due controller e soprattutto la possibilità di giocare sui più moderni monitor e televisori con un classico cavo HDMI. Ed è ovviamente sui canali social che se ne sentono di tutti i colori in merito. “Perché spendere 80 euro quando posso scaricare gratuitamente emulatori e ROM anche sui dispositivi mobili e giocarci senza spendere un centesimo?“. O ancora “basta un Raspberry Pi e un emulatore e sei a cavallo!” (che poi tra l’acquisto della scheda e delle periferiche aggiuntive finisce che spendi uguale per un’esperienza complessiva peggiore, NdR) e addirittura “80€ è un furto legale bello e buono“.

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Abbiamo quindi deciso di cogliere la palla al balzo cercando di fare un po’ di chiarezza sull’argomento emulazione (anche se, vi anticipiamo, non è cosa banale) e anche sul perché, a conti fatti, acquistare le mini console di Nintendo non è poi una così brutta idea.

Emulare giochi: legale o illegale?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda. E per prima cosa bisogna fare chiarezza sul concetto di emulazione. Emulare, citando direttamente la definizione legata al mondo informatico, vuol dire “Riprodurre in un certo sistema di elaborazione dati il funzionamento di un sistema diverso.“. Teoricamente quindi un emulatore utilizza un codice personale che esegue le stesse funzioni o che permette di utilizzare gli stessi software / applicazioni / programmi / giochi di un dato hardware. Sempre teoricamente quindi, se il codice di un dato emulatore è completamente diverso da quello utilizzato da una macchina commercializzata da un determinato marchio non si dovrebbe cadere nell’illegalità.

Tutto un altro discorso nel caso qualcuno decida di installare una serie di emulatori su una macchina costruita ex-novo cercando di commercializzarla. In tal caso una società come Nintendo o Sony potrebbe intentare causa per concorrenza sleale, anche se il codice dei vari emulatori è diverso da quello proprietario, ma qui la faccenda si fa spinosa e non riguarda direttamente il singolo utente che vuole semplicemente emulare uno o più giochi su uno smartphone, su un PC o su una console.

Prima di passare al discorso ROM, torniamo un attimo agli emulatori. Solo in un caso l’emulatore può risultare “fuori legge”: nel caso utilizzi il BIOS della console che si sta cercando di emulare, ovvero nel caso si utilizzi del codice originale sviluppato da terzi. L’unica soluzione in questo caso è “estrarre” il BIOS da una console effettivamente posseduta ed utilizzarlo con un emulatore che lo richieda ma che non lo includa nel suo codice. Sul fatto se sia o meno legale scaricare il BIOS della console dal web ci torneremo a breve. Questi ultimi due punti si ricollegano in un certo senso a quello delle ROM.

Il MAME è uno degli esempi più classici di emulatore: si tratta di un software in grado di emulare varie macchine arcade, e il bello è che è in circolazione dal 1997!

Visto che ci siamo facciamo chiarezza anche sul concetto di ROM. Un file ROM (o un immagine ROM) è un file che contiene una copia dei dati estratti da un chip di sola lettura (Read-only memory, ROM), come ad esempio una cartuccia per console o una scheda madre/scheda principale di una macchina arcade. Proprio il termine ROM viene utilizzato spesso nell’ambito dell’emulazione per indicare i file da scaricare per emulare i vari titoli su piattaforme diverse da quelle originali.

Bisogna quindi domandarsi: è legale possedere e riprodurre una ROM? La risposta alla domanda è più o meno la stessa che ci si dava anni fa per giustificare la presenza sui PC di casa dei primi masterizzatori di CD. Nel caso si possieda una copia autentica del gioco che si intende emulare, e nel caso si proceda all’emulazione utilizzando un software che non sfrutta codice originale, dovremmo non correre rischi a livello legale, che è la stessa cosa che si diceva quando si masterizzavano CD che poi venivano puntualmente passati ad amici e parenti. Sì, continuiamo ad utilizzare il condizionale perché il tema trattato è comunque piuttosto nebuloso e ipotetico: nessuno è mai stato multato né tanto meno condannato per l’utilizzo di un gioco emulato con o senza copia originale.

Seguendo il ragionamento appena fatto, possedere ed utilizzare ROM di giochi non posseduti risulterebbe illegale. Badate bene: non si è parlato di scaricare una ROM. Anche in questo caso la faccenda è piuttosto nebulosa, perché scaricare software protetto da copyright è considerato illegale. Anche in tal caso si dovrebbe procedere manualmente all’estrazione della ROM dalla copia originale del gioco per non incappare in eventuali problemi. Ci si riallaccia a questo punto al discorso del BIOS delle console: scaricare il BIOS da un sito web è comunque considerato illegale per lo stesso discorso fatto in relazione alle ROM.

Proprio all’inizio di questo mini-approfondimento abbiamo poi fatto cenno alla storia delle 24 ore. Gli utenti più navigati potrebbero ricordarsela: si tratta di una “bufala” che girava in rete anni fa, probabilmente messa in circolazione da vari siti web che ospitavano database sterminati di ROM (ce ne sono ancora molti online), secondo la quale per scaricare una ROM e non scadere nell’illegalità bastava eliminarla nell’arco di ventiquattro ore. Ovviamente è una cosa che non ha assolutamente alcun senso. Riepilogando:

  • Si può teoricamente utilizzare un emulatore che non utilizza codice originale/BIOS della console
  • Si può teoricamente “possedere” una ROM a patto di possedere una copia originale del gioco
  • Non si può scaricare una ROM poiché non si può scaricare software protetto da copyright
  • Eliminare una ROM dopo 24 ore non ha alcun senso

Gli Abandonware

Un argomento che meriterebbe un approfondimento a sé stante, ma cerchiamo di riassumere il tutto. Con abandonware si intende un software pubblicato da molto tempo (da quanto di preciso non è dato saperlo) che non è più di interesse commerciale in quanto obsoleto, ma tecnicamente ancora protetto da diritto di autore. Spesso il termine abandonware viene proprio utilizzato in relazione all’emulazione. C’è quindi chi giustifica l’utilizzo di emulatori e ROM proprio per salvaguardare i software abbandonati che rischiano di cadere nel dimenticatoio, ma c’è sempre di mezzo il problema della legalità. La seguente citazione è tratta dalla pagina Wikipedia del termine abandonware:

Tuttavia solo raramente è facile determinare se i diritti sul software siano stati esplicitamente rilasciati da parte del legale detentore, se vi sia disinteresse da parte del titolare ad esercitarli, oppure ancora se si tratti semplicemente di software datati non più commercializzati. Per questa ragione la definizione abandonware non ha valore legale; le leggi sul diritto d’autore, che differiscono nei vari paesi del mondo, si occupano di definire termini e tempi di scadenza di tali diritti.

La faccenda quindi è ugualmente nebulosa, visto che di fatto si sta scaricando software protetto da diritto di autore. Se per il software valgono le stesse regole che si applicano a produzioni musicali, letterarie, fotografiche e simili, il diritto d’autore scade dopo 70 anni dalla morte dell’autore. Come accennato, il tema meriterebbe un approfondimento a sé stante, anche perché potrebbero valere regole diverse da quelle applicate appunto a produzioni di tipo diverso. Le regole generali da seguire quindi sono più o meno le stesse prima elencate.

Ma quindi si parla di “Pirateria informatica”?

Visto che ci siamo e che finora non è stata nominata, parliamo di pirateria informatica. Con pirateria informatica si intendono varie attività, come ad esempio l’accesso non autorizzato a dati riservati. Ma nell’insieme delle attività che ricadono nella pirateria c’è anche la copia di software o altro materiale digitale senza il rispetto del diritto d’autore e anche l’uso improprio del diritto di utilizzare il software secondo le condizioni alle quali è stato concesso in uso da chi ne detiene i diritti economici di sfruttamento. Emulare un gioco non posseduto è quindi assimilabile alla pirateria informatica? E se vi dicessimo che anche in questo caso non esiste una risposta univoca? Bisognerebbe appunto consultare le note informative relative all’utilizzo di ogni singolo software, cosa che in certi casi potrebbe risultare impossibile (ad esempio con giochi che risalgono a più di 30 anni fa).

Conviene quindi acquistare un Mini SNES?

Se siete appassionati di retrogaming e più in particolare dell’universo Nintendo la risposta è sì. Si tratta di un dispositivo che, così come il Mini NES, vi permette di godervi un’ampia selezione di titoli (tra cui, continuiamo a ricordare, uno inedito) senza impazzire con adattatori e soprattutto con risoluzioni e grafica più adatti ai moderni televisori e monitor.

Vi sfidiamo a trovare un Super Nintendo originale, 20 cartucce, un controller aggiuntivo e un adattatore a meno di 80€. E in ogni caso non potreste giocare a Star Fox 2!

Non ha neanche senso dire “acquisto uno SNES originale, mi bastano 50€“. È vero, basta farsi un giro su eBay per trovare decine di inserzioni, ma quanto vi costerebbe acquistare anche le 20 cartucce originali? E gli adattatori per collegare il Super Nintendo al vostro televisore? Se invece siete appassionati di altre piattaforme, vi ricordiamo che sono in arrivo anche riedizioni del SEGA Mega Drive e dell’ATARI 2600, persino in versione portatile.

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