Intervista Tabata FF XV - 3

La nostra intervista ad Hajime Tabata, Game Director di Final Fantasy XV (foto)

Lorenzo Delli "Non è un Final Fantasy da guardare, è un Final Fantasy da giocare", una delle frasi che più ci ha colpito durante la nostra intervista a Hajime Tabata, Game Director di Final Fantasy XV.

In occasione dell’edizione 2016 dei Lucca Comics & Games il Game Director di Final Fantasy XV, Hajime Tabata, ha tenuto una interessante conferenza ovviamente incentrata sul quindicesimo capitolo della fantasia finale, un titolo particolarmente ambizioso che mira a risollevare la serie e, perché no, anche ad attirare a sé nuovi fan grazie a dinamiche di gioco più incentrate su uno stile occidentale.

A seguito di questa conferenza abbiamo anche avuto l’opportunità un faccia a faccia con Tabata. Quale occasione migliore quindi per porgli qualche domanda anche più personale a cui non avevamo avuto risposta nella sessione di Q&A che si è tenuta nel corso della conferenza ? Prima di dare un’occhiata all’intervista però è d’obbligo evidenziare i vari punti esposti durante la conferenza. In vista dell’intervista con il Game Director di Final Fantasy XV ci eravamo preparati una scaletta di domande, alcune delle quali hanno trovato risposta proprio durante la conferenza.

GUARDA ANCHE: Lo spettacolare trailer Omen di Final Fantasy XV

Si è parlato ad esempio dello sviluppo del gioco, che a differenza di altri titoli è continuato anche dopo aver terminato la realizzazione in modo da proporre non tanto semplici update, ma pacchetti aggiuntivi in grado di far evolver il gioco. Sempre a proposito dello sviluppo si è parlato di altre due piattaforme: PC e Nintendo Switch. Per quanto riguarda una versione PC, Tabata è stato piuttosto diretto, affermando di aver pensato che lo schermo del televisore, possibilmente più ampio di quella di un classico monitor PC, e l’interfaccia di gioco che ne consegue fossero più adatte per Final Fantasy XV; inoltre il team ha speso tutte le energie possibili per il lancio in contemporanea mondiale, e aggiungere il PC alle piattaforme supportate sarebbe stato un impegno di lavoro insostenibile.

Final Fantasy XV su Nintendo Switch? Tabata non conferma, ma conferma l'apprezzamento verso la nuova Console.
Final Fantasy XV su Nintendo Switch? Tabata non conferma, ma l’apprezzamento verso la nuova Console di Nintendo c’è.

Per quanto riguarda Nintendo Switch, Tabata non si è sbilanciato più di tanto. In un’intervista di qualche giorno fa aveva affermato di essere molto interessato alla nuova console, e che era da tanto che non sviluppava/progettava qualcosa per una piattaforma di casa Nintendo. Durante la conferenza ha dichiarato che i videogiochi, almeno secondo la sua ottica, diventeranno un mezzo di comunicazione sempre più diffuso, che chiunque nel mondo può giocare. E cosa c’è di meglio se non una console ibrida che si può portare ovunque?

Si è parlato molto anche dell’influenza che l’Italia e le sue meraviglie hanno avuto su Eos, l’enorme mondo di gioco che caratterizza questo quindicesimo capitolo, un mondo che ovviamente risente anche dell’influenza dei manga, degli anime e anche dell’universo videoludico giapponese così ricco e variegato. Non è mancato anche un confronto con Final Fantasy XIII, un capitolo che ha lasciato piuttosto interdetti i fan del gioco: i due titoli, a detta di Tabata, sono diversi. L’obiettivo del team di sviluppo di FF XV era quello di trasmettere un’esperienza di viaggio il più realistico possibile, ecco il perché della creazione di un mondo estremamente dettagliato in parte ispirato al mondo reale.

Intervista Tabata FF XV - 6
Anche l’Italia è stata fonte di ispirazione per Eos, il mondo di gioco di Final Fantasy XV.

Pochi giorni fa, in concomitanza con la pubblicazione del trailer Omen, è stata annunciata una modalità co-op online per Final Fantasy XV. Una domanda da parte del pubblico era piuttosto scontata, ed è stato chiesto a Tabata il perché, durante il processo di sviluppo di un gioco, si arrivi a decidere di inserire una modalità multiplayer in un titolo appartenente a una saga di solito pensata per il singolo giocatore.

Siamo partiti da un gioco single-player impegnandoci a fondo, tutto il mondo di gioco è pensato per un singolo giocatore. Considerato che sono sicuro di aver ottenuto un ottimo risultato da questo punto di vista, il passo successivo è stato quello di voler far divertire insieme i giocatori, da qui nasce la modalità multigiocatore. Si tratta comunque di un pacchetto aggiuntivo non obbligatorio, la decisione spetta al giocatore.

C’è chi poi ha chiesto cosa potrebbe spingere ad avvicinarsi a FF XV un giocatore che non ha mai affrontato e apprezzato la saga: Tabata è tornato sul concetto del viaggio, della profondità di Eos, e di come i personaggi che ci accompagneranno in questo viaggio non siano semplici “marionette” che si muovono al computer. Più di una volta Tabata ha consigliato di giocarlo fino in fondo, come a voler dire “godetevi l’esperienza completa, affrontate questo viaggio che potrebbe risultare uno dei migliori mai visti su Console“. Vi lasciamo quindi con la nostra intervista ad Hajime Tabata nell’attesa del 29 novembre, data di uscita ufficiale di questo quindicesimo ed atteso capitolo.

Intervista ad Hajime Tabata

Intervista di
Simone Mattolini

 

SW: Come si è sentito, qual è stata la soddisfazione di poter tenere in mano il gioco completo durante la conferenza che si è tenuta qui a Lucca?

HT: È stata una grande soddisfazione, un senso di completezza bellissimo, però mi verrà da piangere a immaginare i giocatori con in mano gli stessi dischi.

SW: Come Game Director di Final Fantasy XV, quanto è stato difficile prendere la decisione di rinviare di due mesi l’uscita? La decisione ha poi dato i suoi frutti?

HT: Siccome mi sono reso conto che in questi ultimi due mesi siamo riusciti veramente a perfezionare come volevamo il prodotto, non ho assolutamente nessun rimpianto, anzi, sono contento di aver preso questa decisione. Sono ovviamente conscio di aver fatto aspettare i fan per altri due mesi, e che per loro è stata dura, e quindi allo stesso tempo mi dispiace. Era però quello che bisognava fare per soddisfare proprio i fan e quindi sono felice di aver preso questa scelta.

Tabata durante la conferenza ha mostrato le copie Xbox One e PS4 di Final Fantasy XV.
Tabata durante la conferenza ha mostrato le copie Xbox One e PS4 di Final Fantasy XV.

SW: Leggevo che lei è un giocatore di vecchia data, nel senso che ha comunque iniziato a sviluppare videogiochi proprio perché era un giocatore. Adesso lavorando a progetti così grandi immagino abbia sempre meno tempo da dedicare ai propri hobby, ma riesce ancora a giocare? Quali sono i titoli che in particolare ha visto di recente e che le sono piaciuti?

HT: Ho già in mente il gioco a cui voglio dedicarmi appena finito di lavorare a FF XV: Civilization VI. Apprezzo particolarmente i giochi di simulazione, e non disdegno anche gli action e gli shooting, ma i miei preferiti rimangono quelli di simulazione. Fin da piccolo giocandoli ho avuto la sensazione di poter creare dei mondi proprio attraverso i videogiochi, ed è da lì che è partito il mio desiderio di voler fare il game designer.

SW: Final Fantasy XV può essere definito un Open World in tutti i sensi, oppure pensa che ci sia qualcosa di più, che non si possa semplicemente etichettare come tale ma che ci sia qualcosa che lo rende più caratteristico, più personale?

HT: A differenza di altri giochi dotati di mondi sterminati che vanno esplorati nel dettaglio, Final Fantasy XV ha un mondo enorme che viene “attraversato dalla storia”, quindi l’importanza è data dalla storia principale, si segue la storia percorrendo un mondo sconfinato.

SW: Prima abbiamo visto che in Final Fantasy XV ci saranno dei DLC che si focalizzeranno sui personaggi che accompagnano il protagonista. In particolare ognuno di questi personaggi ha una propria personalità, molto diversa e caratteristica. In quali di questi si identifica maggiormente, e perché?

HT: Probabilmente Gladius (o Gladiolus, NdR), è il più selvaggio del gruppo, ha questa caratteristica di voler costantemente proteggere il gruppo, si sente in dovere di difendere tutto il party. Per me la cosa più importante è il gioco di squadra, forse per questo posso identificarmi in lui.

Gladiolus, uno degli amici del protagonista di Final Fantasy XV di cui ci ha parlato Tabata durante l'intervista.
Gladiolus, uno degli amici del protagonista di Final Fantasy XV di cui ci ha parlato Tabata durante l’intervista.

SW: Si è parlato di gioco di squadra, non solo in Final Fantasy XV ma anche nell’ambiente lavorativo. A tal proposito, se dovesse dare consigli a chi si affaccia per la prima volta allo sviluppo dei videogiochi, su cosa si dovrebbe concentrare?

HT: Prima di tutto, un videogioco non si può fare da soli. Se non ci sono dei compagni di cui ci si può fidare nella fase di creazione è praticamente impossibile portare a termine il lavoro. La cosa più importante quindi è trovare dei compagni con cui intraprendere questo viaggio, e poi capire qual è la propria predisposizione e lavorare su quello, migliorarsi sempre. Anche il quartetto di FF XV affronta un viaggio insieme, ma non è solo l’amicizia dei tempi del liceo a legarli, bensì avere un obiettivo comune da portare a termine, che li spinge appunto a mettersi in viaggio. Quindi penso (in tono scherzoso, NdR) che ci vuole avvicinarsi al mondo dello sviluppo farebbe bene a giocare a FF XV!

SW: Ad essere sincero sono un po’ scettico a riguardo della serie di Final Fantasy, ho avuto un calo di interesse dopo aver giocato a Final Fantasy XIII…

HT: Sicuramente non rimarrai deluso. Non è un Final Fantasy da guardare, è un Final Fantasy da giocare. Quindi giocalo fino in fondo.