7.7

Mass Effect: Andromeda è davvero così terribile come dicono? (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Mass Effect: Andromeda – Ricordiamo la saga di Mass Effect con affetto. Un po’ per la nostra passione per la fantascienza, una passione che accomuna milioni e milioni di persone, un po’ anche perché abbiamo visto la saga nascere, crescere e infine giungere al termine con il terzo, chiacchieratissimo capitolo. Mass Effect nel corso degli anni si è evoluto, raggiungendo forse il suo picco massimo con un secondo capitolo che andava ad eliminare alcuni dei più grandi difetti del predecessore, introducendo allo stesso tempo nuovi e carismatici personaggi.

L’annuncio di Mass Effect: Andromeda è stato ovviamente accolto con gioia dai milioni di fan della saga: una nuova galassia da esplorare, nuove armi, razze aliene da scoprire, una nuova nave e tanto altro. Un “fresh start“, come si suol dire in lingua inglese, il modo migliore per immergersi nuovamente in quell’universo sci-fi senza andare ad influenzare quanto visto nella trilogia originale. Purtroppo però Andromeda è afflitto da qualche problema di troppo dovuto probabilmente a incidenti di percorso in fase di produzione.

LEGGI ANCHE: Star Wars Battlefront 2 è ufficiale

C’è anche un altro fatto che purtroppo ha influenzato l’opinione pubblica: se un gioco non prende voti superiore al 8/8.5 viene bollato come fallimento. Se poi si tratta di un gioco appartenente ad una saga così celebre, neanche un 8.5 può salvare la situazione. In realtà Mass Effect: Andromeda non è così terribile come alcuni utenti vorrebbero far credere. Si tratta di un gioco enorme, che vanta una quantità di contenuti davvero incredibile e che probabilmente, grazie a quanto ereditato dalla trilogia originale, riuscirà comunque a catturare migliaia di giocatori in tutto il mondo. Allo stesso tempo però non è un titolo perfetto. Vediamo quindi di capire insieme cosa ha in serbo per noi.

Editore Electronic Arts
Sviluppatore BioWare
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore

Video Recensione Mass Effect: Andromeda

Di seguito la nostra video recensione con spezzoni di gameplay tratti dalle sessioni di gioco su PC Windows. Ecco anche la configurazione hardware su cui è stato giocato il nuovo Mass Effect.

  • Intel Core i7-6700
  • 16 GB di RAM
  • NVIDIA GeForce GTX 1060
  • Qualità grafica: alto

Shepard Effect

Prima di analizzare il gameplay e il comparto tecnico, iniziamo come di consueto con un’introduzione agli eventi. Nel 2185, a cavallo tra gli eventi di Mass Effect 2 e Mass Effect 3, le quattro razze della Cittadella e i Quarian decidono di colonizzare nuovi mondi, facendo partire quella che verrà conosciuta come l’Iniziativa Andromeda. Ogni razza spedirà un’Arca con 20.000 cittadini nella inesplorata galassia di Andromeda in un viaggio della durata di ben 600 anni. Ognuna di queste arche sarà guidata da un leader, conosciuto con il nome di Pathfinder. All’arrivo a destinazione, le razze avrebbero dovuto contribuire alla costruzione del Nexus, un’enorme stazione spaziale che fungerà da centro nevralgico dell’Iniziativa Andromeda. Inutile dirvi che le cose non vanno come sperato.

Il giocatore si troverà sin da subito a dover scegliere se assumere i panni di Sara o Scott Ryder, fratelli gemelli figli del Pathfinder della razza umana. Si potrà decidere se assumere l’aspetto standard o se personalizzarlo. A seconda delle personalizzazioni scelte, cambieranno di conseguenza anche gli aspetti del fratello o della sorella non scelti per giocare e del padre, Alec Ryder. Come accennato, le cose non vanno come sperato. Dopo un viaggio durato 600 anni il risveglio è piuttosto traumatico. Ad accogliere l’umanità una strana forma di energia solida in cui l’arca di incaglia malamente e come se non bastasse uno dei pianeti che doveva prestarsi come habitat di partenza completamente sconvolto da strane tempeste di fulmini e altri fenomeni non rilevati durante le scansioni effettuate 600 anni prima.

Pensate sia finita qui? Vi sbagliate di grosso. In preda alla disperazione il Pathfinder e uno stuolo di esploratori, compreso il protagonista ovviamente, scendono sul pianeta designato, e indovinate un po’? La tempesta di fulmini squarcia le navette, disperdendo l’equipaggio di esploratori. Come se non bastasse spuntano fuori una nuova razza aliena, i Kett, che ovviamente non hanno mai presenziato alle lezioni di diplomazia galattica, e le rovine di un’antica razza aliena, i Relictum, che sembrano essere responsabili delle perturbazioni atmosferiche che hanno cambiato i connotati al pianeta.

Senza scendere troppo nei dettagli, papà Ryder muore poco dopo, scegliendo noi come pathfinder successore. In sostanza quindi ci troviamo nei panni di un giovane adulto che si trova sulle spalle il destino di 20.000 anime, una intelligenza artificiale integrata nel cervello (scoprirete giocando di cosa si tratta), e tanti altri problemi, tra cui una razza aliena ostile e armata fino ai denti e un’altra razza forse estinta che, sulla falsa riga dei Prothean, ha disseminato il settore di reperti tecnologicamente avanzati.

Recensione Mass Effect: Andromeda – I Kett non sono l’unica razza aliena che incontreremo nel settore Helium.

E forse parte dei problemi di Mass Effect: Andromeda derivano proprio da questo inizio. Troppa carne al fuoco sin da subito, in modo anche piuttosto sbrigativo. Nella prima mezz’ora di gioco succede di tutto e il protagonista, tutt’altro che esperto, si deve fare carico di qualcosa che è palesemente più grande di lui. Quest’ultima parte non è necessariamente un male. Shepard, all’inizio di Mass Effect, era già un veterano che per via di una missione “sfortunata” si trovava coinvolto in qualcosa di enorme. In Andromeda il giocatore invece plasma il personaggio a sua immagine e somiglianza, partendo nei panni di un leader inesperto per evolversi nella guida di cui quella parte dell’umanità ha bisogno.

Manca però il carisma di Shepard, così come quello di personaggi chiave che lo affiancavano durante le scorribande lungo la via Lattea. E soprattutto, mancano le emozioni. Narrativamente parlando, Andromeda soffre di mancanza di spessore, annoiando il giocatore con cliché e frasi fatte non certo degne di un nome come quello di BioWare. Fortuna che le cose andando avanti si fanno decisamente più interessanti.

Shoot and hide

Ciò che spinge il giocatore ad avventurarsi nella galassia di Andromeda (più precisamente nel settore Helium) non è quindi la trama o i personaggi (anche se, come accennato, le sorprese non mancano), quanto più il gameplay e quella fame di fantascienza che accomuna gli appassionati di Mass Effect. Il nuovo capitolo della saga fa nuovamente del suo punto di forza l’esplorazione, lanciandoci letteralmente su pianeti inesplorati alla scoperta delle antiche strutture dei Relictum, di posizioni strategiche in cui avviare progetti di colonizzazione, di metalli da raccogliere e tanto altro. Mass Effect: Andromeda viene spesso associato al concetto di open world, e un fondo di verità c’è.

Recensione Mass Effect: Andromeda – L’attivazione dei pilastri Relictum ci permetterà l’accesso ad antiche e misteriose cripte.

I pianeti vantano superfici esplorabili davvero enormi, non ai livelli di No Man’s Sky, ma comunque più che soddisfacenti. Ogni pianeta ha un suo bioma, forse non caratteristico quanto un The Legend of Zelda: Breath of the Wild o un No Man’s Sky, ma comunque più che soddisfacente. L’esplorazione a terra sarà facilitata dall’utilizzo del Nomad, un veicolo a sei ruote capace di adattarsi alle situazioni modificando l’assetto di ruote e sospensioni. Per muoverci tra i sistemi utilizzeremo invece la Tempest, un nuovo vascello tecnologicamente avanzato solo in parte ispirato alla gloriosa Normandy. Insomma, da bravi Pathfinder saremo intenti ad esplorare, ad aiutare gli autoctoni o i coloni liberandosi di eventuali insediamenti Kett e magari anche a capire qualcosa di più sui misteriosi Relictum.

E il sistema di combattimento e di gestione del personaggio, che ci crediate o meno, risulta piuttosto divertente! Non sarete obbligati a creare un personaggio appartenente ad una classe specifica. Potrete spendere i vostri punti abilità liberamente, mischiando poteri biotici a quelli tecnologici e magari aggiungendoci anche una specializzazione in fucili d’assalto e qualche punto di salute extra. Oltre alle abilità, il protagonista potrà scegliere dei profili, ovvero delle impostazioni predefinite che gli forniranno bonus in ambiti specifici. Il profilo Adepto andrà ovviamente a vantaggio dei poteri biotici, il ricognitore avrà dei bonus nel corpo a corpo mentre la sentinella avrà a disposizione un mix di bonus. Potrebbe non piacere l’idea di non avere una classe di appartenenza, ma questa scelta stilistica è parte integrante della trama di gioco e come già accennato l’abbiamo trovata divertente e ben congegnata.

Recensione Mass Effect: Andromeda – Oltre ai Kett, incontreremo anche la nuova razza degli Angara.

I combattimenti sono piuttosto rapidi e incalzanti. Potremo contare sull’utilizzo di armature ed armi classiche, più tanti nuovi oggetti costruite grazie all’analisi di tecnologie sconosciute, e su tre poteri a scelta tra quelli sbloccati nell’albero delle abilità. Dovremo ovviamente sfruttare le coperture che ci offrirà il terreno di scontro, senza premere particolari pulsanti. Sarà sufficiente spostarsi dietro una copertura per sfruttarla. Le coperture ci permetteranno di subire meno danni e anche di sparare completamente al coperto, sacrificando però un po’ di precisione. Nel frattempo potremo impartire ordini ai due compagni di squadra che altrimenti agiranno secondo strategie predefinite offrendoci supporto di vario genere. Diciamo che Andromeda eredita quanto di buono visto in Mass Effect 3 introducendo qualche gradita novità che certo non guasta.

E sempre da Mass Effect 3 prende ispirazione per il comparto multigiocatore. Oltre ad una vasta campagna singolo giocatore, che tra l’altro al termine della storia principale permette di tornare sui propri passi e terminare tutte le missioni secondarie non affrontate, i giocatori potranno cimentarsi anche online a fianco di altri utenti. Si tratta di missioni aggiuntive proprio sulla falsa riga di quelle proposte nel terzo capitolo. Avremo quindi classi, razze aliene, armi e armature da sbloccare, l’accesso a partite rapide o personalizzate e tanto altro.

Orrore e stupore

Il comparto tecnico di Mass Effect: Andromeda è quanto di più altalenante si sia visto negli ultimi mesi (se non anni). Iniziamo subito dal comparto grafico e togliamoci anche qualche sassolino dalla scarpa. Frostbite dovrebbe essere il fiore all’occhiello di EA, e già in FIFA 17 e Battlefield 1 ha ampiamente dimostrato le sue potenzialità. In Andromeda però ci sono problematiche causate da come il team di sviluppo ha utilizzato Frostbite, e non da ciò che Frostbite può offrire.

Le animazioni facciali dei personaggi, in particolar modo dei due protagonisti, sono già soggetto di decine di filmati comici e meme di vario genere, e purtroppo c’è ben poco da dire. Ci sono evidenti problemi in tal senso, e in alcune cut scene non è insolito vedere personaggi muovere parti del volto in modo sconnesso dal resto. E purtroppo l’elenco dei difetti non finisce qui. Non è raro assistere a fenomeni di compenetrazione poligonale, o vedere personaggi comparire dal nulla, per non parlare delle animazioni durante la corsa (Sara Ryder corre in modo davvero ridicolo) o di bug che talvolta fanno crashare il gioco magari facendoci perdere qualche progresso. Fortuna che il sistema di salvataggi automatici funziona piuttosto bene.

Recensione Mass Effect: Andromeda – In alcuni momenti il comparto grafico dà davvero il meglio di sé.

Allo stesso tempo però ci sono dei momenti in cui l’effetto wow prende il sopravvento, facendoci dimenticare per qualche minuto i difetti appena citati. Alcuni pianeti offrono degli scorci meravigliosi, così come anche i volti delle principali razze aliene che incontreremo nelle nostre scorribande. Belli gli effetti atmosferici, e anche particolari quali la condensa sul casco di Ryder, il ghiaccio che si forma sul Nomad o sugli oggetti nei pianeti nevosi e anche alcuni particolari del terreno di gioco, che su PC presenta un maggior numero di dettagli rispetto alla versione console. In alcuni casi le texture sono realizzate a regola d’arte, in altri casi soxno purtroppo povere. Anche gli effetti di luce e di ombre non se la cavano male, ma anche in questo caso abbiamo notato qualche bug di troppo, come l’improvvisa scomparsa di nuvole di fumo.

Anche il comparto sonoro ha fatto discutere parecchio, specialmente in Italia. È infatti assente il doppiaggio in italiano. Fortunatamente non mancano i sottotitoli nella nostra lingua, anche se la dimensione di visualizzazione è fin troppo ridotta, obbligando il giocatore a distogliere fin troppo lo sguardo per dedicarsi alla lettura. Il doppiaggio inglese è comunque di ottimo livello (anche se quello di Sara Ryder non ci ha fatto impazzire). Idem dicasi per la colonna sonora, che riesce a raggiungere il giusto livello di epicità sfruttando anche elementi sonori tipici delle musiche dei precedenti Mass Effect.

7.7

Giudizio Finale

Recensione Mass Effect: Andromeda  Giudizio Finale – Per rispondere infine alla domanda che ci siamo posti in apertura, no, Mass Effect: Andromeda non è un titolo così terribile come dicono. È sì un gioco afflitto da alcune (gravi?) carenze a livello tecnico e non solo. La storia fatica a decollare, e i personaggi, principali e secondari, non possono dire di vantare lo stesso carisma dei loro predecessori. In compenso troviamo ad accoglierci un gameplay piuttosto divertente, che sfrutta sapientemente dinamiche open world senza esagerare (i pianeti sono grandi ma non così grandi) e meccaniche shooter piacevoli e di facile apprendimento.

Il punto è che Mass Effect non è solo gameplay. La saga di Mass Effect è epicità condita a dialoghi dai toni adulti, mai banali, è avventura, è azione, è un’amalgama di elementi che funzionavano alla grande e che in questo capitolo invece faticano, almeno inizialmente, ad emergere. Persino i fan più accaniti della saga potrebbero durante le prime ore di gioco faticare più del dovuto, quasi sforzandosi di farselo piacere perché è “Mass Effect“, e questo a prescindere da difetti grafici o bug di vario genere. Bisogna però anche dire che si tratta di un nuovo inizio, di un titolo che getta le basi per ripartire da zero senza per forza dover sfruttare Shepard e colleghi. La galassia di Andromeda potrebbe avere molto da offrire, anche se EA e BioWare avranno il loro da fare per farsi perdonare.

PRO CONTRO
  • Tutto il fascino di una delle migliori ambientazioni sci-fi dell’universo videoludico
  • Sistema di combattimento e di gestione delle classi divertente e ben congegnato
  • Comparto multigiocatore ispirato a quello di ME3
  • La versione PC ha evidenti problemi grafici e di stabilità
  • La trama fatica a decollare
  • Sottotitoli faticosi da leggere

Recensione Mass Effect: Andromeda – Screenshot

Recensione Mass Effect: Andromeda – Trailer