Rivivete la magica atmosfera di Windows 95 in questo videogioco che vuole farvi sentire utili

Edoardo Carlo Ceretti

Pippin Barr è un professore associato che lavora presso l’Università di Montreal e di tanto in tanto, per lavoro e per passione, sviluppa alcuni videogiochi gratuiti e indipendenti che non hanno lo scopo di intrattenere i videogiocatori più incalliti con grafiche iper dettagliate e gameplay immersivi, bensì di far ragionare e riflettere l’utente. L’ultimo videogioco sviluppato si chiama It is as if you were doing work (‘È come se stessi lavorando’) e parte da un presupposto quasi distopico, ma non così peregrino probabilmente.

Il gioco infatti è idealmente ambientato in un prossimo futuro, in cui le macchine saranno talmente avanzate da aver preso il nostro posto nello svolgimento di qualsiasi tipo di lavoro. L’uomo quindi, attanagliato da uno snervante ed alienante ozio, sente il bisogno di ricreare l’illusione di un lavoro da portare a compimento, per ricominciare a sentirsi in qualche modo utile, ricreandosi una routine quotidiana.

Il gioco nel gioco consiste quindi in una vera e propria simulazione di un lavoro da ufficio – ricreando per l’occasione un ambiente desktop che richiama la gloriosa epoca di Windows 95, con le classiche finestre grigie bordate di blu – nella quale sarete chiamati a inviare fittizie e-mail (con continue finestre che si aprono random per distrarvi) e a scendere a compromessi con i vostri superiori per scalare la gerarchia della vostra azienda immaginaria.

Il gioco, come accennato, si può provare del tutto gratuitamente tramite il vostro browser web, visitando questo indirizzo. Dategli una chance, perché l’idea di fondo è davvero interessante e merita una riflessione.

 

Via: The VergeFonte: It is as if you were doing work
  • Guido Astolfoni

    Ma che cosa avrebbe di magico Windows 95? Mah!

    • Edoardo Carlo

      Tutto ciò che proviene dalla mia infanzia, ora lo vedo come magico. Mi sarò lasciato trasportare dal mio entusiasmo malinconico 😛
      Era ovviamente ironico il titolo 😉