Prey: un po’ di background storico e un focus su Talos I (aggiornato: nuovo video)

Lorenzo Delli -

Presto potremo finalmente mettere le mani su Prey, il nuovo gioco di azione fantascientifico firmato Arkane Studios e Bethesda pronto al debutto su PS4, Xbox One e PC Windows. Proprio gli Arkane Studios continuano a stuzzicare la nostra curiosità proponendo un nuovo approfondimento indirizzato stavolta al background storico e, soprattutto, a Talos I, la stazione spaziale teatro degli eventi di Prey.

La storia di Prey è ambientata in un futuro alternativo, nell’anno 2032 ad essere precisi. Alternativo sì, perché il tutto inizia nel 1958, con l’Unione Sovietica impegnata contro gli USA nella corsa allo spazio. Il satellite Vorona I cessa all’improvviso le comunicazioni: i russi decidono quindi di inviare una squadra di cosmonauti per indagare. La spedizione troverà una misteriosa forma di vita aliena e ostile.

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Di lì a breve USA e Unione Sovietica collaboreranno per bloccare la minaccia aliena, varando il Programma Kletka. Le superpotenze si impegnano quindi per la costruzione di una stazione spaziale intorno ai resti di Vorona I. Nel frattempo Kennedy sopravvive all’attentato e prende il controllo del programma Kletka. Nel 1998, a seguito di un grave incidente, il progetto viene congelato. Bisognerà aspettare il 2030 perché la società Transtar, a cui il protagonista di Prey è legato a doppio filo, prenda in mano la situazione bonificando la struttura e fondando Talos I, la stazione spaziale più tecnologicamente avanzata di sempre.

Talos I

Talos I è una stazione spaziale enorme, una sorta di città autosufficiente dotata di spazi tutt’altro che angusti. I membri dell’equipaggio e gli scienziati hanno a disposizione aree relax con bar e addirittura una piscina. Ci sono persino una sala cinema e un giardino ricco di piante ed essenze vegetali. C’è poi un occhio di riguardo alle comodità e al lusso stravagante: l’obiettivo è quello di creare un ambiente in grado di attirare i migliori scienziati della Terra. La gravità è uguale a quella terrestre e non c’è bisogno, come ad esempio sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale) di obbligo di esercizi fisici per mantenere i muscoli in allenamento.

Persino il design di Talos I è curato nei minimi dettagli, e risulta composito e stratificato. Ogni sezione presenta un suo design, anche per via del fatto che sono state costruite in anni diversi. TranStar ha infatti recuperato quanto costruito precedentemente migliorandolo e bonificandolo dai Typhon. Ci sono quindi sezione costruite all’inizio degli anni sessanta, a cui si aggiungono sezioni costruite dai sovietici fino ad alcune più recenti e quindi più moderne e tecnologiche. Questo strano mix rimanda agli stilemi dell’art-decò. Vi lasciamo con una gallery di immagini che rappresentano gli interni della stazione spaziale.

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Aggiornamento04-04-2017 ore 16.15

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