The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Come se la cava su Wii U?

Giorgio Palmieri Link... Link... Link... svegliati. Sono le 7

Prova The Legend of Zelda: Breath of the Wild Wii U – Volevamo toglierci il sassolino dalla scarpa, anche perché è ben più di un comune ciottolo tra le dita dei piedi: cari lettori e care lettrici, The Legend of Zelda: Breath of the Wild è il primo Zelda su Wii U, in un parallelismo che ha del curioso. Infatti, l’ultima avventura del sempreverde Link è il titolo di lancio di Nintendo Switch e, allo stesso tempo, il canto del cigno della cosiddetta console col paddone.

Certo, ci sarebbe da citare Hyrule Warriors, il divertente Dynasty Warriors in salsa hyruliana, o le varie rimasterizzazioni uscite nel corso degli anni, per altro davvero ben fatte, ma Breath of the Wild è quella killer application assoluta di cui Wii U aveva bisogno da ormai troppo tempo, giunta però in ritardo.

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L’approdo nell’open world della leggendaria saga sarebbe dovuto essere quel gioco, quel lavoro capace di rimescolare le carte in tavola, che avrebbe mostrato al mondo le potenzialità di Wii U, se solo fosse uscito prima. Meglio tardi che mai, come si suol dire, ma non tutto è andato come previsto o, meglio, come ci aspettavamo.

Non la tireremo per le lunghe, anche perché il povero eroe dalle orecchie a punta si è appena svegliato dopo un lungo sonno durato cento anni. Il resto lo sapete già, proprio perché la nostra ampia recensione avrà di sicuro chiarito ogni vostro dubbio in merito.

In breve, e senza mezzi termini, The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Wii U è in parte una delusione per un semplice motivo: non si avvale in alcun modo delle potenzialità del GamePad, quando il remake di Wind Waker le sfruttava egregiamente per la gestione dell’inventario, che qui in BOTW, per la cronaca, assume un ruolo ancora più centrale. Il touchscreen semplicemente non è stato implementato in alcun modo, nemmeno per la navigazione della mini-mappa, relegando il semplice schermo del controller al solo gioco portatile, tramite un semplice tocco, che permette di cambiare visualizzazione da Pad a TV, o viceversa.

Senza cadere in speculazioni, sembra quasi che la grande N abbia evitato di inserire feature esclusive su questa piattaforma, così da non far sfigurare la versione Switch, che, per altro, è di fatto un porting di quella Wii U. Superato questo scoglio, Breath of the Wild si presenta miracolosamente bene: la risoluzione a 720p evidenza qualche differenza rispetto all’edizione per Nintendo Switch per quanto riguarda la chiarezza dell’immagine, con diverse seghettature piazzate sugli elementi dello scenario, visto l’uso minore di anti-aliasing.

Ciononostante, vedere un mondo così vasto, complesso, così protagonista della scena e non mero contenitore di missioni, girare su un hardware tutto sommato obsoleto, fa davvero impressione, in un traguardo quasi paragonabile a quello tagliato dai Naughty Dog con The Last of Us, altro titolo costruito su misura per salutare un’intera generazione.

I caricamenti poi sono ridotti al minimo, anche se c’è da dire che, nel caso in cui vogliate aprire il menù di sistema di Wii U, il ritorno in gioco vi porterà via circa quindici secondi del vostro tempo. Inoltre, permangono purtroppo i medesimi problemi di fluidità analizzati nelle sessioni sulla dock di Switch, con perdite di frame-rate in determinate situazioni nemmeno troppo prevedibili: si palesano più frequentemente nelle situazioni concitate, ma anche nelle fasi di esplorazione.

Per il resto, l’edizione Wii U di The Legend of Zelda: Breath of the Wild offre la stessa esperienza vista sulla console ibrida di Nintendo. I controlli, la maestosità, le sensazioni che il gioco trasmette sono eccezionali, ma vedere Wii U privata delle sue peculiarità in un lavoro che avrebbe dovuto esaltarla come non mai, francamente ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild Wii U – Screenshot