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A King’s Tale: Final Fantasy XV – E chi se lo aspettava? (recensione)

Giorgio Palmieri - Un regalo da Square Enix per chi ha creduto nel progetto di FF XV prima che il gioco uscisse, offerto in una modalità esclusiva che farà storcere il naso a più di un videogiocatore.

Recensione A King’s Tale: Final Fantasy XV – L’argomento dei pre-order è assai controverso: c’è chi assume una posizione netta a riguardo e lo fa spesso con motivazioni sicuramente condivisibili. In effetti, prenotare significa permettere ai produttori di capire quanto quel prodotto potrebbe vendere al lancio, e come il pubblico lo sta percependo, in maniera tale da investire più soldi, ad esempio, in maggiori campagne promozionali, sacrificando persino parte dei costi per lo sviluppo finale.

I figli di questa iniziativa si chiamano bonus pre-order, ai quali è difficile sottrarsi, specie per i cosiddetti videogiocatori completisti. In pratica stiamo parlando di omaggi che vengono offerti esclusivamente a tutti coloro che prenotano un particolare videogioco: si va da gadget e oggetti digitali, fino ad arrivare a giochi completi veri e propri, come accaduto con Final Fantasy XV.

A King’s Tale è stato offerto esclusivamente ai consumatori che hanno prenotato l’ultima fatica di Square Enix da Gamestop. Al momento, mentre battiamo questa recensione, il pre-order è (era) l’unico modo per ottenere questa sorta di minigioco: una pratica alquanto discutibile, e per la quale abbiamo realizzato una recensione apposita, in attesa della nostra analisi dell’avventura principale.

Video Recensione A King’s Tale: Final Fantasy XV

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include alcuni spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Papà castoro, raccontaci una storia

Ambientato trent’anni prima delle vicende raccontate nel gioco originale, A King’s Tale si crogiola nel picchiaduro a scorrimento bidimensionale, con annesso stile grafico che rievoca la gloriosa epoca del Super Nintendo, allo scopo di offrirci un minuto scorcio del passato di Regis, padre del protagonista di Final Fantasy XV, Noctis. La storia (quel poco che c’è) viene esposta come se fosse una favola della buonanotte, raccontata proprio dal punto di vista di Regis mediante l’uso di sequenze d’intermezzo che sembrano essere uscite direttamente da titoli a 16 bit.

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Dato il genere, il gameplay si sviluppa in orizzontale e si focalizza unicamente sulle battaglie, le quali sfruttano un sistema di combattimento molto più profondo di quanto si potrebbe pensare, vista e considerata la natura del gioco. Sono infatti presenti tre tipologie di attacchi (leggero, pesante e la parata) che possono essere concatenati per eseguire combo spettacolari.

A queste si aggiunge la possibilità di scagliare magie, anch’esse di tre tipi (ghiaccio, fuoco e fulmine), unite alla schivata e all’abilità di chiamare gli alleati sul campo per compiere delle speciali super-mosse, una volta effettuata una catena di almeno otto colpi. Il tutto è coadiuvato da una sorta di meccanica di auto-mira che permette al giocatore di cambiare bersaglio con una certa agilità. Ogni mossa va quindi a costruire lo schema di attacco di ciascun mostro, sempre molto distinguibile e semplice da imparare.

Le cose si complicano quando i vari esemplari di nemici vanno a popolare lo schermo tutti insieme, ed è proprio questo il punto forte di questa piccola produzione: i Bomb vanno allontanati con un colpo di scudo, i Ronin bisogna destabilizzarli con un fendente pesante, mentre i nemici più grandi andrebbero colpiti alla schiena per evitare ogni possibile minaccia.

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La varietà dei nemici non è affatto un aspetto da sottovalutare, sempre se contestualizzata per quello che A King’s Tale offre. In fin dei conti si tratta di un’avventura che si può completare in circa un’ora, scandita in tre luoghi differenti, e abbastanza ripetitivi, presi direttamente dalle ambientazioni dell’opera a cui si ispira, per un totale di circa nove livelli.

Oltre ai classici trofei privi del fatidico Platino, le battaglie oniriche rappresentano una larga fetta della breve offerta contenutistica, ovvero dei combattimenti caratterizzati da un handicap. La cornice estetica, invece, risulta essere quantomeno gradevole, anche se manca qualche animazione mente si concatenano le combo, il che fa apparire la grafica un po’ amatoriale. Peccato per l’assenza della cooperativa a due giocatori, opzione che avrebbe migliorato l’esperienza complessiva.

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Giudizio Finale

Recensione A King’s Tale: Final Fantasy XVGiudizio Finale – Possiamo quindi considerare A King’s Tale un tassello minuscolo, quasi invisibile, del Final Fantasy XV Universe, progetto composto primariamente dal film Kingsglaive e dall’anime Brotherhood che mira a completare il quadro narrativo dell’opera firmata da Tabata. Ciononostante, questo picchiaduro bidimensionale è ben fatto e riesce a regalare momenti di spensieratezza: di certo veste il ruolo di omaggio in maniera egregia, anche se sembra più un atto d’amore verso il genere piuttosto che per Final Fantasy XV. A King’s Tale non è quindi un bonus per cui strapparsi i capelli ma, se e quando Square Enix deciderà di pubblicarlo, prendetelo in considerazione. Sempre che costi poco.

PRO CONTRO
  • Gratis con il pre-order di Final Fantasy XV…
  • Sistema di combattimento godibile
  • La varietà dei nemici
  • … ma attualmente è l’unico modo per averlo
  • Storia pressoché inesistente
  • Durata esigua

Recensione A King’s Tale: Final Fantasy XV – Trailer