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ABZU: quando i videogiochi si fanno arte (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione ABZU – I videogiochi possono essere considerati una forma d’arte? È oramai da tempo che se ne discute, e state sicuri che una buona parte di appassionati risponderebbe affermativamente alla domanda senza alcuna esitazione. D’altronde di fronte a piccole perle videoludiche come Prune e Monument Valley, per quanto riguarda il panorama del mobile gaming, o come Child of Light, Ori and the Blind Forest, e Journey per quanto riguarda il panorama del gaming su PC e Console, è difficile negare ai videogiochi un posto nell’elenco delle arti riconosciute. Persino in Italia si sta smuovendo qualcosa grazie alla Triennale di Milano, che ha pubblicato una vera e propria mostra d’arte virtuale dedicata a particolari produzioni videoludiche indipendenti.

Poco fa non abbiamo nominato Journey del tutto casualmente. Oltre ad essere effettivamente una vera e propria opera d’arte digitale, e vi basta dare un’occhiata ad un qualsivoglia filmato per confermarlo, è legato strettamente ad ABZU, il nuovo (nonché primo) videogioco di Giant Squid pubblicato su PlayStation 4 e Steam per PC Windows da 505 Games, divisione editoriale del gruppo Digital Bros.

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Matt Nava, direttore artistico di Journey e Flower, è infatti il fondatore della software house Giant Squid responsabile appunto di ABZU, e come se non bastasse al suo fianco ritroviamo anche il compositore Austin Wintory già responsabile delle musiche di Journey. Due nomi quindi che già di per sé offrono una garanzia niente male, e vi anticipiamo sin da subito che il lavoro svolto dal team di sviluppo è davvero incredibile.

Video Recensione ABZU

Come al solito, prima di procedere con la versione testuale della recensione, vi proponiamo la nostra video review che andrà ad esprimere i concetti riportati qui di seguito accompagnati da alcuni (meravigliosi NdR) spezzoni video del gameplay di ABZU. Buona visione!

La poesia del mare

Il mare è poesia, è armonia e anche incertezza. E ABZU inizia proprio così: con la poesia e l’armonia del mare e delle specie che lo abitano, e con le incertezze che derivano dalle sue profondità e dalle origini del protagonista. Non verrà infatti dato un nome allo strano personaggio, denominato “Diver” dagli sviluppatori, caratterizzato da tratti stilizzati e da occhi rapidi e curiosi protetti da una maschera forse in grado di farlo respirare sott’acqua.

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Il misterioso protagonista di ABZU. Sarà un lui, una lei o un qualcosa di diverso?

Forse, perché per quanto ne sappiamo potrebbe essere a sua volta un abitante delle profondità marine, o qualcosa di ignoto che il giocatore dovrà scoprire nel corso dell’avventura. E sarà proprio l’incertezza e il mistero che circondano le origini del Diver che ci spingeranno ad esplorare le prime incredibili ambientazioni di ABZU.

Il gameplay e le dinamiche di gioco lasceranno subito spazio allo stupore: gli sviluppatori sono riusciti a ricreare l’oceano e i suoi abitanti con un realismo che vi lascerà sbalorditi. È vero, lo stile grafico non è del tutto improntato al realismo, ma l’effetto visivo complessivo è stupefacente: banchi di pesci che si muovono all’unisono, magari evitando un predatore o un altro banco, foreste di alghe che si muovono sinuosamente, tartarughe marine, piccoli squali, delfini e altri mammiferi marini, coralli, anemoni di mare.

Un’esplosione di vita e di colori.

Un enorme organismo che respira, che vive e che si muove indipendentemente dalle nostre azioni, quasi come fosse appunto vivo, reale, quasi tangibile. I primi minuti li passerete probabilmente a guardarvi in giro stupefatti, a nuotare assieme ai pesci o a cavalcare le specie più grandi e ad osservare anche i movimenti sinuosi del protagonista, un nuotatore provetto che si esibirà in capriole per i cambi repentini di direzione e in potenti colpi di pinna per accelerare. Tutto questo finché, avvicinandovi al fondale, troverete il vostro primo drone, il punto di partenza della storia che vi accompagnerà lungo i vari livelli che compongono ABZU.

Il mistero si infittisce

La storia di ABZU non vanta una longevità tipica invece di titoli quali Uncharted 4 o The Witcher 3. Si tratta di un’esperienza di gioco che mira a rimanere impressa nel giocatore grazie ad altre caratteristiche, ed è per questo che non vogliamo svelarvi troppo sulla storia che lo caratterizza. Possiamo dirvi che nei primi livelli, oltre ai simpatici droni utili ad esempio a rimuovere alcuni tipi di ostacoli, troverete delle strane rovine caratterizzate da mosaici realizzati probabilmente da un’antica civiltà che vi indirizzeranno verso quella che potrebbe essere l’origine delle rovine stesse e del misterioso personaggio.

Nuotando nelle profondità oceaniche scoprirete anche rovine di un’antica civiltà.

Proprio nei primi livelli farete la vostra conoscenza del Grande Squalo Bianco, una presenza minacciosa e inquietante legata però a doppio filo al protagonista. L’obiettivo è quindi in parte quello di svelare i misteri che si nascondo dietro a tutti gli elementi finora esposti, e qui entra in gioco un’altra delle peculiarità di ABZU: non ci sono voci narranti o testi da leggere che vi spiegheranno quello che sta succedendo. Starà al giocatore interpretare il particolare finale del gioco anche in base a quanto visto e quanto scoperto nei livelli che lo caratterizzano.

Quante emozioni…

Rimane il fatto che ABZU, a prescindere da quanto troverete nel corso dei livelli che compongono il gioco e dall’interpretazione che darete al finale, è emozionante a dir poco. Tutto grazie a come il team di sviluppo è riuscito a plasmare l’Unreal Engine 4, donando all’oceano e ai suoi abitanti una linfa vitale degna della loro versione reale, e all’incredibile colonna sonora composta da Austin Wintory (che potete acquistare qui) degnamente interpretata dall’orchestra e dalle voci coinvolte (ha collaborato anche Eric Whitacre).

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Nuotare a fianco delle balenottere azzurre è un’emozione unica.

Proprio per via delle emozioni che suscita, ABZU è uno di quei titoli che si presta perfettamente ad essere condiviso con amici, familiari, figli e compagni. Spesso il videogiocatore si trova ad affrontare una serie di pregiudizi legati appunto al mondo dei videogiochi, e ABZU offre un ottimo spunto di riflessione proprio a coloro che si pronunciano anche con spiccata frequenza a favore di tali pregiudizi. Vi assicuriamo che anche chi non è abituato a masticare videogiochi rimarrà piacevolmente sorpreso da cosa possono offrire le moderne piattaforme di gioco.

Qualche cenno anche al comparto tecnico

Come già accennato il lavoro svolto da un punto di vista grafico e musicale è davvero encomiabile. Nuotare insieme ad un branco di orche osservando i riflessi della luce solare che filtra sui loro addomi ascoltando il loro canto è a dir poco incredibile. Le ambientazioni sono spesso enormi, e richiedono molti minuti di gioco per essere completamente esplorate. Molte nascondono segreti che ad un primo passaggio potreste non aver notato, come speciali piattaforme di corallo da cui usciranno nuove specie marine o statue su cui è possibile sedersi per entrare in modalità meditazione.

Recensione ABZU - 8
La modalità meditazione ci permette di osservare da vicino le specie marine che abitano quella particolare ambientazione.

Proprio la modalità meditazione ci permette di osservare più da vicino le specie marine che abitano l’ambientazione in cui ci siamo fermati, osservandone movimenti, rapporto con le altre specie e abitudini. Peccato che in questa modalità ci siano due bande nere, una superiore e una inferiore, che contribuiscono in parte a “rovinare” l’atmosfera.

Oltre alla modalità riflessione afflitta da questo (perdonabile) difetto, ci sentiamo di criticare solo un altro punto di ABZU: il comparto controlli. In pochi minuti riuscirete a controllare il personaggio senza difficoltà, prendendo dimestichezza con eventuali movimenti rapidi, con cambi di direzione repentini e quant’altro. Certe manovre risultano però piuttosto ostiche, e la meraviglia potrebbe per un attimo lasciare spazio alla frustrazione. Si tratta però di un tentativo di trovare il pelo nell’uovo.

9.0

Giudizio Finale

Recensione ABZU Giudizio Finale – Il nostro giudizio finale su un prodotto del genere non può che essere estremamente positivo, a prescindere dai piccoli difetti che abbiamo evidenziato nel precedente paragrafo. La longevità del titolo particolarmente contenuta è giustificata da vari fattori: l’esperienza finale e le emozioni suscitate; il grado di rigiocabilità, visti i segreti da scovare sui fondali e la voglia di rigiocare certi livelli per avvalorare ipotesi delineate dopo il finale del gioco; la modalità meditazione e infine il prezzo.

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Il turbinio dei pesci è incredibilmente realistico.

Sì perché ABZU, come già accennato, non è il classico videogioco a cui siamo abituati caratterizzato da prezzi anche piuttosto alti: su Steam e sul PlayStation Store è possibile acquistarlo a 19,99€, e gli abbonati PlayStation Plus possono accaparrarselo per soli 15,99€. Se ancora non siete disposti a spendere una cifra già di per sé esigua per un titolo così particolare vi consigliamo caldamente di inserire ABZU nelle vostre liste desideri e tenere d’occhio eventuali sconti.

Rimane il fatto che in caso di acquisto, rimarrete probabilmente soddisfatti di aver investito qualcosa in un videogioco così ambizioso e così assimilabile ad una vera e propria opera d’arte digitale. Vi consigliamo caldamente di dare un’occhiata anche alla video recensione, non tanto per i concetti espressi, identici a quelli che avete appena letto, quanto più per le meravigliose sequenze video tratte dal gameplay.

PRO CONTRO
  • Unico ed emozionante
  • Una incredibile finestra sull’oceano
  • Colonna sonora protagonista alla pari degli altri elementi di gioco
  • Da condividere con chi vi sta a cuore
  • Prezzo contenuto
  • Finisce in un baleno
  • La modalità meditazione potrebbe essere raffinata
  • I controlli possono risultare talvolta frustranti

Recensione ABZU Screenshot

Recensione ABZU Trailer Musicale

Recensione ABZU Trailer Gameplay