8.0

Recensione Battleborn - Copertina

Battleborn: caos e divertimento, in perfetto stile Gearbox! (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Battleborn – Battleborn, sin dalla sua presentazione, è stato definito in molti modi: sparatutto online, MOBA, clone di Overwatch e chi più ne ha più ne metta. Effettivamente è difficile collocarlo in un solo genere, e definirlo “solamente” come un Online FPS è estremamente riduttivo. Durante la nostra video prova della beta, ci siamo chiesti se Battleborn era pronto a competere con Overwatch. Qual è la risposta a questa domanda?

La risposta non è né no né sì: Battleborn è un prodotto a sé stante piuttosto interessante, che cerca di mixare elementi di gioco tratti appunto dal genere dei MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), da quello degli FPS online e anche elementi tratti dagli ultimi giochi editi da Gearbox Software facenti parte della serie Borderlands.

LEGGI ANCHE: Tutto quello che dovete sapere su Battleborn

Proprio Borderlands è uno sparatutto (comprensivo di modalità di gioco online) piuttosto scanzonato, che non mira certo al realismo, e Battleborn eredita a piene mani tale caratteristica offrendo all’utente un’esperienza di gioco davvero peculiare, caotica, estremamente divertente e sopratutto ricca di contenuti, e proprio queste caratteristiche sono contemporaneamente il punto di forza e la debolezza di questo nuovo titolo dedicato a PC e Console (Xbox One e PlayStation 4).

Video recensione Battleborn

Nella nostra video recensione di Battleborn, oltre a diversi minuti di gioco, potete in sostanza ascoltare quanto trovate trascritto qui di seguito. Non ci rimane che augurarvi buona visione, e buon ascolto!

Un’esplosione di colori

Battleborn vanta talmente tanti contenuti di gioco che è impossibile non sentirsi frastornati dopo la prima mezz’ora di gioco. Inizialmente Gearbox Software vi fa affrontare un rapido prologo preceduto da un filmato che cerca di introdurvi agli eventi che fanno da cornice al titolo, e da uno strano ma apprezzabilissimo trailer animato, che non sfrutta quindi il motore di gioco, che vi lascia intravedere ciò con cui avrete a che fare. Assumerete poi i panni di Mellka, una Eldrid (l’equivalenti degli elfi) di una squadra molto particolare di eroi, che si trova a dover tirar fuori dai guai Deande, una Jennerit (un’altra delle razze di Battleborn) ribelle che ha tradito il cattivone della situazione. Come primo livello non c’è male, se non fosse che terminato quello sarete lasciati letteralmente al vostro destino, ovvero a scoprire le varie modalità di gioco offerte dal titolo.

Battleborn è un titolo da godersi prevalentemente in compagnia di altri giocatori

Diciamocela tutta: se state cercando un’appagante esperienza di gioco in single player avete sbagliato titolo. Battleborn è dotato di una campagna affrontabile effettivamente anche in singolo, ma caratterizzata da missioni, otto in tutto, progettate prevalentemente per essere affrontate o in coppia (grazie allo split-screen), o in gruppo. Sì perché i Battleborn, ovvero i tantissimi personaggi che il giocatore può utilizzare nelle sue scorribande, sono fatti per combattere in gruppo, per creare un mix vincente di attacchi in corpo a corpo, supporto dalla distanza e supporto ravvicinato. Se ci aggiungete anche il fatto che le missioni della campagna sono di fatto sconnesse tra loro, capirete che giocarci in solitaria farebbe perdere buona parte delle potenzialità al titolo.

Recensione Battleborn - 4
È bene applicare la regola “Si muove, allora gli sparo”.

Le otto missioni della campagna sono comunque solo un ulteriore preludio al cuore pulsante del gioco, la sezione versus comprensiva delle tre principali modalità di gioco. La più importante delle tre, denominata Incursione, è una sorta di incrocio tra un classico MOBA e Team Fortress 2: due squadre di cinque giocatori ciascuna si sfidano in una mappa con una strada principale, caratterizzata comunque anche da viottoli alternativi, zone rialzate, rampe e postazioni di vario genere, con l’obiettivo di sconfiggere il Guardiano della squadra avversario, un enorme robot armato fino ai denti protetto da minion di vario genere. In vari punti strategici il giocatore può spendere una particolare valuta che si trova in giro per la mappa per assemblare torri d’attacco di vario genere, postazioni per curare e velocizzare i propri minion e persino evocare mercenari.

LEGGI ANCHE: La recensione di Battleborn Tap, la “companion app” di Battleborn

Le battaglie si traducono in scontri a fuoco incredibilmente caotici e coinvolgenti: minion che esplodono colpi verso altri minion e verso i giocatori, mercenari, giocatori che scatenano abilità di vario genere, torri che offrono fuoco di supporto e chi più ne ha più ne metta. Talvolta proprio tali conflitti risultano anche fin troppo caotici, ma non ci sentiamo di etichettare questa caratteristica necessariamente come un difetto.

Non finisce qui: oltre ad Incursione, comprensivo di due mappe di gioco, vi è anche la modalità Cattura, simile alle modalità che si possono trovare nei classici Online FPS e che prevede la cattura e il mantenimento di punti sensibili senza l’ausilio di minion, e Fusione, una modalità simile a Incursione che vede i giocatori impegnati nel fare da scorta ai minion verso una sorta di altare sacrificale. Anche Cattura e Fusione comprendono due mappe di gioco ciascuno, portando il totale a sei mappe.

I Battleborn!

Abbiamo fatto cenno ai Battleborn, i personaggi che il giocatore può interpretare nelle varie missioni. Come è facile intuire, proprio i Battleborn sono i veri protagonisti del gioco. Gearbox Software ha creato 25 personaggi unici, che possono essere raggruppati in varie macro classi: i tank, caratterizzati da un numero esagerato di punti ferita, i supporter, in grado di curare e di offrire supporto con scudi o evocazioni, e i damage dealer, suddivisi a loro volta in corpo a corpo e a distanza.

Battleborn Interfaccia - 3
Shayne e Aurox è un personaggio corpo a corpo davvero peculiare.

Ognuno ha un’arma diversa, come arco e frecce, minigun, artigli, spade, pistole o fucili, e tre abilità principali più una passiva. Il giocatore può ulteriormente personalizzare il personaggio scelto grazie ad una serie di perk che si sbloccano durante i match, e anche grazie ad una serie di oggetti che andranno poi sbloccati, sempre durante i match, con la medesima valuta da spendere per l’evocazione delle strutture difensive. Sempre giocando si potranno sbloccare anche elementi di storia dei singoli personaggi che ci aiuteranno a collocarli nell’universo di Battleborn. Insomma, di elementi ce ne sono a sufficienza, anche se difficilmente si raggiungerà i livelli di metagioco che caratterizzano MOBA quali League of Legends o il più recente Paragon.

Il confronto Overwatch vs. Battleborn è sensato?

Overwatch ha a disposizione 21 eroi, 12 mappe e 4 modalità di gioco, mentre Battleborn ha a disposizione 3 modalità di gioco più la campagna, 8 missioni più 6 mappe e 25 personaggi. Ma ha davvero senso ridurre il tutto ad una battaglia di numeri? Assolutamente no. I due giochi offrono esperienze completamente diverse: Overwatch cerca di elevare ai massimi livelli quanto imparato proprio da titoli quali Team Fortress, mentre Battleborn cerca di portare una ventata di freschezza al genere introducendo meccaniche inedite e una cornice di gioco che non ha assolutamente niente da invidiare ad Overwatch. Ci sono sì delle similitudini. L’Online FPS di Gearbox, oltre appunto ad una struttura di gioco indirizzata prevalentemente al multigiocatore, così come Overwatch prevede l’utilizzo di eroi con un numero di abilità limitate controllabili con una visuale di gioco in prima persona. Facile quindi per in non “addetti al lavoro” confonderli ed essere portati a pensare che una delle due parti abbia copiato dall’altra. Entrambi poi vantano una struttura di gioco che trasuda free-to-play da ogni poro.

Ridurre il tutto ad una battagli di numeri non ha assolutamente senso

Attenzione, in Battleborn non c’è valuta premium, e tutti gli elementi di gioco vanno sbloccati sudandoseli (e non poco), ma ciò non toglie che Gearbox Software e 2K Games avrebbero potuto benissimo strutturarlo come un classico free-to-play. Tanto di cappello quindi per aver puntato il tutto e per tutto lanciandolo come classico gioco a pagamento. Da annoverare poi il fatto che sono in arrivo ben 5 DLC che potrebbero comprendere nuove modalità di gioco, nuovi personaggi, mappe e tanto altro. Proprio il fatto però che non siano disponibili e che ci sia il così detto Season Pass potrebbe far storcere il naso a molti acquirenti. Insomma, nulla vieta di godersi entrambi i titoli viste le diverse meccaniche di gioco e, perché no, viste anche le similitudini. Se il genere è di vostro gradimento, non è banale trovare due videogiochi che hanno tanto da offrire lanciati sul mercato nel medesimo periodo.

Comparto tecnico

Da un punto di vista tecnico Battleborn è quasi impeccabile. Lo stile grafico non punta al realismo e non sfrutta neanche l’efficace cel shading già utilizzato nella saga Borderlands. Battleborn ha uno stile tutto suo, coloratissimo, come già accennato più volte, ricchissimo di effetti grafici di vario genere e davvero dettagliato. In rarissime occasioni, cosa riscontrata anche da colleghi di altre redazioni, si possono osservare dei repentini cali di frame rate che si risolvono nel giro di uno o due secondi, problema che probabilmente verrà risolto con uno dei prossimi aggiornamenti.

Davvero ottimo anche il comparto audio: tutto il parlato del gioco è completamente tradotto in italiano, e il doppiaggio è di ottimo livello. I personaggi sono ben caratterizzati e la maggior parte delle battute previste dagli sviluppatori ha uno suo perché anche in lingua italiana. E meno male, visto che l’umorismo che permea il tutto è parte integrante della cornice di gioco prevista.

Ma difetti ce ne sono?

Il nuovo Online FPS di Gearbox Software non è esente da difetti. Come accennato inizialmente, durante il primo approccio a Battleborn il giocatore potrebbe trovarsi scombussolato dai tanti contenuti di gioco. Come se non bastasse, almeno inizialmente è davvero difficile vincere un match nelle varie modalità Versus o nella campagna, caratteristica che potrebbe renderlo frustrante ai più.

Le otto missioni che caratterizzano la campagna sono piuttosto difficili, e trovare un team decente con cui affrontarli (sempre che non abbiate quattro amici o uno solo per la modalità split screen) non è cosa banale. Come se non bastasse il matchmaking tende talvolta a sbagliare, mettendovi contro giocatori di alto livello con maggiore esperienza e con personaggi che non potete usare in un primo momento. Per concludere, in certe fasce orarie risulta difficile trovare facilmente una partita in cui partecipare, complice forse l’ancora scarsa diffusione del gioco in Europa.

8.0

Giudizio finale

Battleborn non è un prodotto perfetto: nel precedente paragrafo abbiamo elencato alcuni dei difetti che lo caratterizzano, e la stessa struttura di gioco potrebbe essere vista negativamente da più di un acquirente. Il lavoro svolto da Gearbox Software merita comunque i nostri complimenti. La software house è riuscita a sfornare un titolo con una sua anima e con tanto potenziale, che può offrire letteralmente decine e decine di ore di divertimento sia a chi apprezza gli Online FPS, sia a chi non disdegna i MOBA. Gran numero di personaggi giocabili, varie modalità di gioco, cornice di gioco originale e coloratissima e tanto, tantissimo altro, rendono Battleborn un titolo appetibile e da tenere in considerazione.

PRO CONTRO
  • Cornice di gioco variegata e ricca di elementi
  • Tantissimi personaggi giocabili
  • Varie modalità di gioco
  • Comparti grafico e audio di ottimo livello
  • Originale
  • Season pass
  • Matchmaking non impeccabile
  • Alcuni conflitti a fuoco sono estremamente caotici