Battlezone, il ritorno di un classico anni ’80 in realtà virtuale (recensione PSVR)

Lorenzo Delli

Recensione Battlezone – Sviluppato da Rebellion Developments, Battlezone era uno di quei titoli dedicati a PlayStation VR presenti nella demo scaricabile gratuitamente utile a testare con mano alcuni dei migliori prodotti software dedicati appunto al visore per la realtà virtuale di Sony.

La sua presenza in quella raccolta non era certo casuale: indossare il visore e calarsi nella cabina di pilotaggio di un carro armato futuristico risultava essere un’esperienza davvero incredibile e coinvolgente. La demo, di breve durata, lasciava all’utente un ottimo ricordo del prodotto, un prodotto pensato esclusivamente per la realtà virtuale che, un po’ come EVE: Valkyrie, sfruttava modelli di gioco già visti arricchiti però dal grado di immersione offerto da questo “nuovo” sistema di gioco.

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A distanza di qualche settimana, dopo aver analizzato a fondo PlayStation VR evidenziandone pregi e difetti e dopo aver provato un po’ di titoli dedicati, tornare a bordo dei carri armati di Battlezone fa un effetto leggermente diverso.

Video Recensione Battlezone

Come di consueto, trovate il riassunto dei concetti nei seguenti paragrafi nella nostra video recensione. Il video è stato realizzato utilizzando filmati originali e spezzoni di gameplay dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro e PlayStation VR. Buona visione!

Tron-Style

Veniamo per prima cosa all’interessante struttura di gioco ideata dagli sviluppatori. Battlezone vi permette di affrontare una campagna generata proceduralmente sia in singolo giocatore che in multi giocatore. La trama è piuttosto semplice, priva di narrativa di alcun genere: è il gameplay a fare da padrone. Siamo in un futuro distante: le macchine hanno costretto l’umanità a rifugiarsi nel sottosuolo, e noi, da bravi salvatori dell’umanità, dovremo pilotare dei potenti carri armati in remoto, proprio grazie alla realtà virtuale (sia in gioco che nella realtà quindi) per sconfiggere le macchine e raggiungere la malvagia IA nascosta nel cratere di un vulcano.

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Recensione Battlezone – Parte dell’ispirazione per la trama e le ambientazioni proviene dal Battlezone originale degli anni ’80.

Le ambientazioni, i veicoli e gli effetti non puntano certo al realismo, e ciò è forse un bene. Lo stile è palesemente ispirato a quello di Tron, con colori accesissimi e stile poligonale, ma buona parte dell’ispirazione proviene anche dall’originale Battlezone, videogioco arcade prodotto da Atari negli anni ottanta con molti aspetti in comune, compreso il vulcano che adesso però ospita appunto il nemico finale da sconfiggere. Il comparto grafico in definitiva risulta minimale ma di ottima fattura: gli interni dei carri armati sono super dettagliati, con vari schermi ricchi di dati da leggere e visuale sulle armi utilizzate che si trasformando a comando.

Come accennato non c’è una vera e propria trama, bensì missione generate proceduralmente a seconda delle azioni del giocatore. Ci troveremo di fronte ad una mappa suddivisa in blocchi: ogni blocco rappresenta una zona da conquistare o un obiettivo da abbattere per indebolire la IA avversaria. Il problema è che fallendo le missioni la IA si potenzierà, diventando sempre più brava a schivare i nostri colpi e sempre più resistente. Ci sono armi da sbloccare, veicoli amici controllati dalla IA, varie tipologie di carri armati da comandare e un vasto numero di unità nemiche, terrestri e volanti, da affrontare. Le missioni sono spesso rapide, molto frenetiche e la maggior parte delle volte divertenti, anche se talvolta possono risultare frustranti visto che il tutorial iniziale non spiega tutte le dinamiche di gioco. Il bello è che è anche possibile creare una campagna online aperta al pubblico in modo da affrontare le varie mappe e la battaglia finale in compagnia di altri giocatori, fino a quattro contemporaneamente. Con il supporto della chat vocale risulta un passatempo davvero piacevole, e grazie alle dinamiche procedurali difficilmente affronterete una campagna identica ad un’altra.

Scivola che ti passa

Il gioco però non offre più di quanto appena esposto. Si tratta in definitiva di un passatempo arcade che potrebbe tenervi impegnati per decine di ore, magari a fianco di qualche amico ugualmente appassionato, o annoiarvi dopo poche sessioni. Il modo però in cui si spostano i veicoli potrebbe causare i famosi problemi di Motion Sickness.

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Recensione Battlezone – I carri armati scivolano sui pavimenti, e l’insorgere di disturbi legati alla Motion Sickness è molto probabile.

I carri armati scivolano in sostanza sui pavimenti, quasi come se pattinassero su una superficie completamente lucida. Considerato che talvolta ci si sposta di lato anche a velocità piuttosto elevate con movimenti tutt’altro che realistici, senza però avere la libertà di movimento offerta da titoli quali EVE: Valkyrie, il palesarsi di possibili disturbi è quasi scontato. La grafica non realistica in parte aiuta a non concentrarsi troppo sui dettagli, cosa che invece succede in DriveClub VR, ma è la natura dei movimenti ed il fatto che la visuale ruota muovendo l’apposito pad e non seguendo i movimenti della testa a causare problemi.

Si tratta di un dettaglio di non poco conto: neanche la versione dedicata a PS4 Pro, che dovrebbe presentare un frame rate e un comparto grafico più elevati, migliora di molto la situazione. Non siamo assolutamente ai livelli di Robinson: The Journey, ma tenete di conto che dopo 30/40 minuti di gioco potreste aver bisogno di una pausa.

Recensione Battlezone - Giudizio Finale

Acquistare o non acquistare il nuovo Battlezone quindi? Non ci sentiamo assolutamente di sconsigliarvelo: si tratta di un buon prodotto, dotato di dinamiche forse un po’ ripetitive ma che comunque funzionano, specialmente giocando online con altri giocatori. Il grado di immersione è garantito, e lo stile minimale e futuristico fa davvero molto realtà virtuale. Peccato per i problemi legati al sistema di movimento, presenti in altri giochi dedicati alla realtà virtuale, e appunto al rischio di trovarlo un po’ troppo ripetitivo vista l’assenza di una trama o di qualche missione un po’ più dinamica e coinvolgente. Su Amazon potete trovare la copia fisica a circa 45€.

PRO CONTRO
  • Immersione garantita
  • Campagne sempre diverse generate proceduralmente
  • Multigiocatore co-op con chat vocale
  • Motion Sickness, anche se non così accentuata come in altri titoli
  • Dinamiche di gioco ripetitive

Recensione Battlezone – Screenshot