8.5

Call of Duty: WWII, con i piedi piantati per terra (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Call of Duty: WWII – Un gradito ritorno alle origini. È così che abbiamo già definito in passato Call of Duty: WWII, la nuova fatica di Sledgehammer Games e Activision che, così come il primissimo Call of Duty del 2003, è ambientato in piena Seconda Guerra Mondiale. Il teatro bellico del secondo conflitto mondiale è tra i più affascinanti da cui trarre ispirazione, anche se DICE e Electronic Arts hanno dimostrato che persino la Prima Guerra Mondiale, se gestita a dovere, risulta tanto affascinante quanto divertente.

E proprio Battlefield 1 è stato ancora prima dell’uscita del nuovo CoD proposto erroneamente come pietra di paragone. Erroneamente sì, perché in primis si tratta di due esperienze videoludiche completamente differenti, e poi anche perché questo nuovo capitolo della serie è in via di sviluppo da parte di Sledgehammer Games già da prima dell’arrivo sul mercato di Battlefield 1. Detto questo, non ci rimane che capire quali sono i punti di forza di questa nuova produzione Activision e se davvero la serie CoD è tornata ai fasti di un tempo grazie all’abbandono dei temi per alcuni fin troppo futuristici che hanno caratterizzato gli ultimi capitoli.

Editore Activision
Sviluppatore Sledgehammer Games
Piattaforme PlayStation 4, Xbox One, PC Windows
Genere First Person Shooter
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore (online, locale)

Video Recensione Call of Duty: WWII

La nostra video recensione di Call of Duty: WWII, realizzata con spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4, va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

L’ottica statunitense

Ci teniamo come prima cosa a ribadire che acquistare un qualsivoglia capitolo di Call of Duty per affrontare solo ed unicamente la modalità singolo giocatore è un po’ uno spreco di soldi. Con ciò non stiamo dicendo che la campagna di questo nuovo capitolo non sia degna di attenzione, ma si tratta comunque di un’esperienza della durata di una manciata di ore (dalle 6 alle 10, anche a seconda del livello di difficoltà) che serve tra le altre cose ad introdurvi alle ambientazioni delle mappe multigiocatore.

Detto questo, la storia che affronteremo nei panni del soldato semplice Daniels di origini statunitense ci proietta nel bel mezzo del D-Day, il tragico sbarco in Normandia che ha portato però alla progressiva disfatta dell’armata tedesca. Una scelta che ha fatto discutere, un po’ come ogni cosa che riguarda Call of Duty: perché vedere sempre tutto da un’ottica statunitense, quando le forze in gioco durante il secondo conflitto mondiale sono tantissime? Perché i giochi sulla Seconda Guerra Mondiale devono vedere sempre i nazisti come nemici supremi e spietati e gli americani come i salvatori della situazione? Sinceramente il tema non ci tange più di tanto: la campagna si lascia apprezzare, nonostante tutti gli stereotipi tirati in ballo. C’è un solo problema che tratteremo a breve riguardante il comparto multigiocatore .

Recensione Call of Duty: WWII – Nei panni del soldato semplice Daniels ci troveremo a vivere in prima persona lo sbarco in Normandia e altre operazioni guidate dall’esercito statunitense in Europa.

Tornando a noi, la campagna cinematografica si lascia giocare che è un piacere. Scordatevi la libertà di azione: i livelli che la compongono ci spingono a seguire percorsi ben definiti, con confini fisici e con eventi scriptati, ma rimane il fatto che il suo obiettivo è raccontare una storia di guerra e di amicizia, e l’obiettivo in questione è centrato in pieno. Da sottolineare poi che in questa campagna il protagonista non avrà a disposizione la rigenerazione automatica della salute: è dal 2005 che la saga non vanta questo espediente. Per curarci dovremo sfruttare appositi med-kit forniti dai compagni di squadra o scovati sul campo di battaglia. Gli altri membri della squadra potranno anche fornirci munizioni, fumogeni di segnalazioni per i mortai o anche indicare i nemici evidenziandoli sul campo di battaglia.

Oltre ad essere narrativamente molto efficace, Call of Duty: WWII ha dalla sua un motore grafico davvero pregevole. Nelle situazioni più concitate, tra esplosioni, fumo, soldati feriti e proiettili che fischiano, ci si trova spesso dispersi, senza sapere cosa fare, rendendo perfettamente l’idea di guerra totale. Durante la storia poi avremo modo anche di giocare altri personaggi e persino di pilotare veicoli (la scena del treno grazie a questo espediente risulta davvero frenetica e adrenalinica). C’è poco altro da dire: il comparto singolo giocatore svolge egregiamente il suo scopo, fornendo agli acquirenti un “in più” gradito che altro non è che un assaggio di ciò che veramente il gioco ha da offrire.

Recensione Call of Duty: WWII – In certi momenti sembra di assistere ad un filmato. In realtà è la grafica di gioco ad essere particolarmente “realistica”.

Novità ne abbiamo?

Veniamo quindi al comparto multigiocatore. Questo nuovo capitolo della serie presenta ben 9 modalità di gioco, tra cui le classiche Dominio, Cattura la Bandiera, Deathmatch e Deathmatch a squadre più qualche altra gradita variante. La vera novità è però da ricercarsi nella Modalità Guerra. I giocatori sono sempre suddivisi in due squadre da 6 (per un totale di 12 unità sul campo quindi), ma l’obiettivo stavolta non è fare più kill o mantenere il controllo di determinate zone. Ogni mappa presente in questa modalità propone ad ogni squadra degli obiettivi ben definiti: conquistare una zona, scortare uno o più mezzi corazzati fino a un determinato obiettivo, mantenere il controllo di un’area, piazzare cariche esplosive e così via.

In questo modo il giocatore tralascia completamente il fattore “kill” concentrandosi sugli obiettivi principali e anche su attività secondarie che vanno comunque ad aumentare il punteggio complessivo offrendo al tempo stesso vantaggi tattici a tutta la squadra. In difesa sarà ad esempio possibile costruire torrette o alzare barriere di vario genere (anti-carro, filo spinato o anche muri). In attacco invece potremmo essere chiamati a costruire scale o distruggere ostacoli per far avanzare veicoli e compagni di squadra. Un’altra caratteristica che permette di concentrarsi maggiormente sugli obiettivi e non sui kill è la totale assenza delle “Serie di punti”, ovvero delle abilità speciali da utilizzare dopo le kill streak. Ogni mappa poi è composta da più fasi. Ovviamente è la squadra in attacco che deve riuscire a passare alle fasi successive, pena la sconfitta. Tranquilli comunque: se pensate che i difensori siano avvantaggiati, al termine dello scontro ci sarà un’inversione delle parti.

Tra gli altri dettagli degni di nota ci sono sicuramente da annoverare la lobby multigiocatore e il sistema di personalizzazione dei personaggi. Per quanto riguarda la prima, si tratta di una funzionalità simile alla Torre finale presente in Destiny 2, un punto di ritrovo quindi per gli avatar tridimensionali dei giocatori dove accedere ad alcuni sotto menu quali il lancio di rifornimenti, l’assegnamento di missioni secondarie e così via. Purtroppo la lobby al momento è leggermente castrata, visto che mostra unicamente il giocatore e non gli altri utenti, questo almeno su PS4.

Per quanto riguarda le personalizzazioni, ci sono stavolta 5 divisioni tra cui scegliere, che comprendono le classiche sotto-classi quali soldato semplice, cecchino, geniere e così via. Oltre a decidere armamento, modifiche per l’arma scelta e abilità aggiuntiva (i classici perk, anche se solo uno a testa), si potrà assegnare alle varie divisioni una uniforme ben precisa. Le uniformi, caratterizzate da vari gradi di rarità (da comune a leggendaria), offrono solamente un’estetica diversa, in taluni casi davvero distintiva, e possono essere scovate in quelle casse di rifornimenti a cui facevamo cenno prima ottenibili in vari modi. Qui però ci si ricollega al problema a cui facevamo cenno poco fa. Nel multiplayer ci alterneremo tra la squadra degli americani e dei nazisti, il problema è che non sono previste delle divise caratteristiche dell’esercito nazista o comunque dell’Asse. Potrete trovare divise dei paracadusiti americani, dei corpi scelti canadesi, persino dell’esercito olandese, ma le controparti da indossare quando farete parte dei “cattivi” semplicemente non ci sono.

Recensione Call of Duty: WWII – Siamo in piena Modalità Guerra. La squadra avversaria sta avanzando con un carro armato Tiger, grazie anche a un membro che sta utilizzando la mitragliatrice posta sopra la torretta.

Il grado di personalizzazione è ulteriormente migliorato dalla presenza di varie tipologie di elmetti, da emblemi, firme, sesso (sì, ci sono anche soldatesse) e persino volto, ma proprio non si capisce perché, almeno per quanto riguarda appunto il comparto multigiocatore, non ci siano elementi facenti parte dell’esercito dell’Asse. Lo stesso per fortuna non si può dire dell’arsenale, che conta una buona scelta di armi da fuoco e granate tipicamente appartenenti al teatro bellico europeo.

Tralasciando il fattore personalizzazione, il comparto multigiocatore di questo nuovo Call of Duty continua imperterrito a fare il suo sporco dovere. Partite frenetiche, velocissime in certi casi, in mappe più o meno vaste (comunque mai troppo) ricche di percorsi alternativi, trincee, edifici e punti di appostamento. Vasta la scelta di abilità da scatenare con le Serie di Punti, alcune talmente distruttive da coinvolgere anche metà della mappa di gioco. E soprattutto, si ha davvero la sensazione di un ritorno alle origini, con soldati ben piantati a terra che non si lanciano in strane acrobazie volanti o nell’uso di armi a ricerca. L’abilità del giocatore e l’esperienza accumulata giocando contano tantissimo, e ciò non può che far del bene alla serie di Activision. È anche vero però che per certi versi si ha la sensazione di giocare all’ennesimo capitolo di CoD: divertente sì, ricchissimo di contenuti, ma per certi versi povero di novità.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Call of Duty: WWIIGiudizio Finale – Questa nostra ultima frase non deve essere fraintesa. I fan della saga troveranno pane per i loro denti non solo perché si tratta di un nuovo capitolo, ma anche perché si torna a fare sul serio in un’ambientazione classica a cui la serie stessa deve moltissimo. La fedeltà storica di ambientazioni, armamenti e persino di effetti sonori è tale da trascinarvi davvero nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale. E ancora non abbiamo evidenziato un altro dei punti di forza di questo capitolo: la modalità zombie!

Recensione Call of Duty: WWII – Nazi Zombies è un vero e proprio fiore all’occhiello per questo nuovo capitolo di Call of Duty.

È talmente divertente e ben realizzata che viene voglia di acquistare Call of Duty: WWII solo per quella. Il tema principale sono i Nazi Zombie: il classico scienziato pazzo tedesco ha trasformato i cadaveri dei soldati nazisti in non morti di vario genere, e i giocatori, in una squadra da quattro, dovranno tenere a bada il più a lungo possibile ondate sempre più complesse di creature infernali. Non mancano armi di vario genere da sbloccare grazie ai punti guadagnati, perk per potenziare armatura, armi o danni in corpo a corpo (prenderete letteralmente a badilate in faccia gli zombie è particolarmente soddisfacente), cancelli o altre barriere da costruire o aprire sempre grazie ai punti accumulati e le tante altre caratteristiche che hanno reso celebre questa modalità. Ad impreziosirla ulteriormente c’è l’atmosfera generale che si respira, tutt’altro che spensierata e quindi ben diversa da quella proposta l’anno scorso. Grazie ad ambientazioni cupe, ai commenti dei personaggi coinvolti e agli stessi zombie, si ha costantemente a che fare con un grado di tensione ben più elevato di quello che ci aspettavamo.

Quindi sì, anche quest’anno come già accennato il nuovo Call of Duty risulta divertente e longevo al punto giusto. Ottimo e curatissimo il comparto tecnico, che ha richiesto un lungo ed accurato studio da parte di Sledgehammer Games, così come il bilanciamento complessivo delle armi della modalità multigiocatore. Ma cambiare l’ambientazione e qualche altro contenuto di gioco potrebbe non essere più sufficiente a garantire quel carisma e quell’effetto wow che in un mercato affollato è sempre più richiesto. Magari un anno di pausa e qualche novità ancora più concreta nel comparto online, come mappe ancora più ampie e affollate magari da collocarsi nell’ambito della Modalità Guerra, potrebbero giovare ad una serie che inizia a sentire il peso degli anni sulle spalle.

PRO CONTRO
  • Campagna cinematografica divertente e senza troppe pretese
  • Modalità Nazi Zombies coinvolgente
  • La nuova Modalità Guerra
  • Comparto tecnico praticamente impeccabile
  • “More of the same”
  • Mancano divise dell’Asse
  • Stereotipi a “go go”
  • Lobby multigiocatore castrata

Recensione Call of Duty: WWII – Screenshot

Recensione Call of Duty: WWII – Trailer