8.0

Warhammer 40,000 Dawn of War III: un vero e proprio ritorno alle origini (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Dawn of War III – Nel 2004 usciva su piattaforma PC il primissimo Dawn of War, uno strategico in tempo reale in tre dimensioni che portava alla ribalta l’incredibile universo fantascientifico di casa Games Workshop. All’epoca il gioco ricevette un gran numero di recensioni positive, nonostante alcuni difetti di bilanciamento come la possibilità di schierare un gran numero di Terminator nei panni degli Space Marine, riuscendo a vendere milioni di copie. Poi venne Dawn of War II, e i fan della saga rimasero delusi per il drastico cambio di rotta del team di sviluppo.

Personalmente apprezzai anche il secondo capitolo e le espansioni che ne seguirono, ma si trattava effettivamente di un gioco ben diverso, incentrato unicamente sugli eroi e sulla loro crescita. Mancavano quindi la costruzione e la gestione di una base, l’addestramento di truppe, il mantenimento di posizioni strategiche e così via. In Dawn of War III, disponibile su Steam e in formato retail da qualche giorno, si assiste però ad un vero e proprio ritorno alle origini, con una rinnovata attenzione alle dinamiche che caratterizzano le razze coinvolte nel gioco e tanti altri fattori. Vediamo quindi cosa ha da offrirci questo terzo, promettente capitolo della saga RTS firmata Relic Entertainment!

Editore SEGA
Sviluppatore Relic Entertainment
Piattaforme PC Windows
Genere Strategico in tempo reale
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore online

Video Recensione Dawn of War III

Di seguito la nostra video recensione di Dawn of War III che riassume i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Il video è stato realizzato utilizzando spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows.

  • Processore: Intel Core i7-6700
  • RAM: 16 GB
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1060
  • Qualità grafica: personalizzata

Walk softly, and carry a big gun

Ritorno alle origini, ma in che senso? Semplice: in Dawn of War III abbiamo a che fare con dinamiche da strategico in tempo reale vecchia scuola. Torneremo quindi a gestire risorse, due nello specifico (requisizione ed energia), a costruire una base e ad addestrare o richiamare truppe di vario genere appartenenti a più classi di specializzazione. Ovviamente Relic Entertainment non poteva limitarsi a lanciare una sorta di Command & Conquer caratterizzato “solo” da un super comparto grafico e da una storia gradevole.

Questo terzo capitolo cerca di prendere quanto di buono avevano i due precedenti capitoli mischiandoli in un unico prodotto, non limitandosi quindi alle classiche meccaniche RTS Old School ma introducendo anche il concetto di unità élite. Si tratta di unità scelte tra alcuni dei più importanti personaggi dell’immaginario di Warhammer 40,000, come ad esempio il bibliotecario Jonah Orion, e squadre speciali, come gli Striking Scorpion degli Eldar o la Compagnia della Morte degli Space Marine. Le partite non si limitano quindi a farci accumulare risorse e unità, ma anche a gestire unità speciali dotate di poteri in grado di ribaltare le sorti degli scontri.

Si inizia quindi con la campagna singolo giocatore, che serve ad introdurci alle rinnovate dinamiche di gioco e all’utilizzo delle tre razze coinvolte: Space Marine, Eldar e Orki. Ogni razza ha ovviamente un suo stile di gioco ed abilità specifiche che le valorizzano. Potremmo definire gli Space Marine come “razza di partenza”. Oltre a vantare unità particolarmente potenti, gli Space Marine hanno la possibilità di lanciare unità in qualsiasi punto della mappa grazie alle capsule d’atterraggio. Gli Eldar invece sono la razza con il maggior grado di mobilità, non solo grazie alla velocità dei veicoli e delle truppe, ma anche grazie alle abilità di teletrasporto di truppe ed edifici. Dulcis in fundo gli Orki, la razza più caciarona, che grazie alle torri WAAAGH! e ad altre abilità sono in grado di motivarsi a vicenda e portare in battaglia decine di unità infuriate. Le varie truppe sono però un contorno ai veri protagonisti, ovvero gli eroi e le squadre speciali a cui facevamo cenno prima.

I tre principali eroi coinvolti, ovvero Gabriel Angelos (già protagonista dei precedenti capitoli) maestro del capitolo degli Angeli Sanguinari, la veggente Eldar Macha e il Kapoguerra Gorgutz degli Orki sono i protagonisti della campagna singolo giocatore nonché eroi centrali anche delle sfide online. Si tratta ovviamente di truppe schierate in ogni missione della campagna che vanno protette e allo stesso tempo utilizzate per portare a termine gli scontri più ardui. Oltre a statistiche di rilievo, che gli permettono di vincere scontri 1 vs. 1 anche con gli avversari più potenti, gli eroi hanno una serie di abilità offensive e difensive da utilizzare nei momenti più giusti. Nessuna novità, sia bene inteso: la memoria volta a grandi classici del genere come Warcraft III e i suoi predecessori, o gli stessi capitoli precedenti di Dawn of War.

Explosion extravaganza

Come accennato si torna quindi a gestire anche una base, seppur composta da pochi edifici. Dovremo gestire oculatamente le due risorse, in special modo l’energia, accumulabili grazie a vari punti strategici sparsi per la mappa. Ci sono poi zone strategiche da conquistare dove posizionare truppe da difesa: in questi punti, una volta conquistati, avremo a disposizione uno scudo protettivo a difesa delle unità presenti. Non mancano poi i vantaggi provenienti dall’utilizzo di posizioni sopraelevate e zone dove è possibile occultare le unità grazie a vegetazione fitta. Insomma, i terreni di scontro offrono la possibilità di sfruttare punti strategici da cui prendere di sorpresa il nemico. Il problema è che almeno da questo punto di vista Dawn of War II era ben superiore. Per non parlare della serie Company of Heroes, sempre firmata Relic Entertainment, che da un punto di vista strategico offriva così tanti elementi da entrare di diritto tra i capostipiti del genere. Giusto per farvi un esempio, i veicoli di Dawn of War III vengono trattati come truppe qualsiasi. In Company of Heroes la situazione era ben diversa: se vi ricordate era ad esempio possibile danneggiare elementi specifici dei veicoli, come il motore o ruote e cingoli, cosa impossibile nel gioco di cui vi stiamo ora parlando.

L’assenza di componenti strategiche più profonde, come quella appena evidenziata, fa sì che gli scontri finali, specialmente in multigiocatore, finiscano in un tripudio di esplosioni e di masse di truppe scaraventate nel mezzo delle mappa. Il risultato finale è estremamente spettacolare, ma di strategico ha ben poco. Visto che ci siamo, vediamo di approfondire il comparto multigiocatore. Le mappe permettono di sfidarsi in match online 1 vs. 1, 2 vs. 2 o 3 vs. 3. La struttura di queste ultime ricorda per certi versi quelle dei MOBA: punti strategici da consolidare e difendere e un obiettivo finale, un vero e proprio nodo energetico da distruggere per dominare sulla squadra avversaria.

Proprio questa struttura simil-MOBA potrebbe far storcere la bocca a chi cerca qualcosa più sulla falsa riga di uno Starcraft o simili. Come accennato, far finire la partita in “caciara” con enormi quantità di truppe che si scontrano al centro è estremamente facile. Coordinarsi con il proprio gruppo diventa quindi essenziale, e potrebbe dare la svolta giusta a partite altrimenti fin troppo standardizzate. Le razze fortunatamente sono ben bilanciate: giocare gli Space Marine non vuol dire vincere ogni scontro con estrema semplicità, tutt’altro. Potremmo quindi riassumere il tutto con un “bene, ma non benissimo“. Visto il curriculum della software house, ben più che esperta nel genere strategico, e visti anche gli ottimi spunti offerti da Dawn of War II, la componente strategica poteva essere ulteriormente impreziosita. Se non altro sono presente le così dette schermaglie (o skirmish) per allenarsi offline contro la CPU.

Uno spettacolo per gli occhi

Veniamo quindi al comparto tecnico. Wow, semplicemente wow. È vero, alcuni scontri si risolvono ammassando truppe e spedendole in mezzo al caos, ma che spettacolo per gli occhi. Dawn of War III è stato realizzato con l’ausilio dell’Essence Engine, un motore grafico proprietario ricchissimo di opzioni e di effetti. Proprio grazie alle tante opzioni è possibile adattare il comparto grafico all’hardware a vostra disposizione, ma vi avvisiamo: i requisiti minimi o consigliati indicati anche su Steam permettono di godersi impostazioni grafiche di media qualità. Spingere al massimo le capacità grafiche di Dawn of War III richiede processori e schede video di fascia alta. Potete anche scendere a compromessi e sacrificare gli fps per migliorare l’anti-aliasing o la qualità delle ombre, ma vedere scorrere l’azione a 60 fps è tutta un’altra storia.

Il numero di dettagli delle varie unità è impressionante, e ci se ne rende maggiormente conto quando si arrivano ad evocare sul campo di battaglia le unità di alto rango come il Cavaliere Imperiale Solaria o l’enorme Spettrocavaliere degli Eldar. Gli appassionati di Warhammer 40,000 troveranno pane per i loro denti, e non potranno che essere felici di quanto siano fedeli i modelli tridimensionali. Da evidenziare anche la presenza dell’editor di colori delle unità, che permette almeno in multigiocatore di giocare nei panni di alcuni dei più celebri capitoli, arcamondi o tribù dell’universo fantascientifico di Games Workshop, o di crearsi la propria fazione con i colori e i simboli che più ci aggradano.

Un ottimo lavoro è stato svolto anche per quanto riguarda il comparto sonoro. È il doppiaggio a fare da padrone, grazie alle performance di professionisti del settore che sono riusciti a valorizzare ulteriormente il titolo. Mancano scene di intermezzo tra una missione e l’altra: sono proprio i doppiatori a narrare gli avvenimenti che concatenano le missioni con dialoghi tra i personaggi chiave di ottimo livello. Niente da eccepire anche sulla colonna sonora, che contribuisce all’atmosfera generale senza però essere troppo invasiva.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Dawn of War III – Giudizio Finale – Le mancanze da un punto di vista strategico sono purtroppo accompagnate da altri piccoli problemini. Ad esempio sembra incredibile ma è assente un’opzione per regolare la velocità di scroll. Per regolarla dovrete mettere mano ad un file di testo presente nella cartella del gioco. O un altro difetto a cui potremmo fare cenno è la sovrapposizione nell’interfaccia di gioco dei sottotitoli dei dialoghi dei personaggi e degli obiettivi di missione. Fortuna che il team di sviluppo ha già rilasciato alcuni aggiornamenti mirati anche per far capire all’utenza che via via il gioco presenterà sempre meno difetti.

Se avete giocato con piacere ai precedenti capitoli della saga e avete un occhio di riguardo per l’universo di Warhammer 40,000 vi consigliamo di non lasciarvelo sfuggire. Se invece siete amanti degli strategici dotati di una certa profondità valutatene attentamente l’acquisto, magari guardandovi un po’ di scontri tra giocatori su YouTube o su Twitch. Detto questo non ci sentiamo di punire il lavoro finale di Relic Entertainment. Il divertimento, nella maggior parte dei casi, è garantito, anche grazie ad una campagna caratterizzata da missioni piuttosto lunghe, e il comparto tecnico è quanto di meglio si potesse chiedere da un esponente del genere.

PRO CONTRO
  • Ottima rappresentazione dell’universo di Warhammer 40K
  • Graficamente al top
  • Multiplayer divertente e “caciarone”
  • Da un punto di vista strategico poteva essere fatto di più
  • Le influenze MOBA potrebbero far storcere il naso a qualche utente
  • Qualche difetto/mancanza nell’interfaccia e nelle opzioni

Recensione Dawn of War III – Screenshot

Recensione Dawn of War III – Trailer