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Destiny I Signori del Ferro

Destiny: I Signori del Ferro – Bungie ce l’ha fatta, ma… (recensione)

Giorgio Palmieri - Che siate vecchi o nuovi Guardiani non ha molta importanza. Destiny, adesso, può dire tanto a chiunque.

Recensione Destiny: I Signori del Ferro Destiny è uno di quei giochi che ha spaccato in due l’opinione pubblica per dei motivi assolutamente condivisibili da entrambi i lati della barricata. La prima versione, pubblicata nel 2014, era afflitta da pesanti limitazioni ereditate dalla struttura dei classici giochi di ruolo online, dalla ripetitività delle missioni all’eccessiva casualità nell’acquisizione di oggetti. Da un po’ di tempo a questa parte, tuttavia, la creatura di Bungie Studios è cresciuta, e ha raggiunto quella giusta maturità che i suoi più accaniti sostenitori già scorsero al lancio.

Con I Signori del Ferro, infine, Destiny conclude, anzi, finalizza l’esperienza di sparatutto a mondo condiviso ideata dalla società statunitense madre della saga di Halo, senza però stravolgerla in alcun modo. Ecco la nostra recensione dell’ultima espansione di Destiny.

Video Recensione Destiny: I Signori del Ferro

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate nella video recensione, con i filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PlayStation 4.

Mamma, sono un Signore del Ferro

Sappiate subito, senza troppi giri di parole, che I Signori del Ferro non è l’espansione che vi farà cambiare idea su Destiny. Espressione banale, ma doverosa, perché l’ultimo contenuto aggiuntivo è sostanzialmente quello che gli anglofoni chiamano more of the same: la progressione è la stessa, gran parte dei nuovi territori hanno solo subito un restyling rispetto ai precedenti, e anche la così tanto pubblicizzata campagna dal taglio cinematografico non è la grande novità che ci si aspettava, ma riveste il solito ruolo di preparazione ai contenuti post avventura.

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D’altro canto, ciò che rende I Signori del Ferro un pacchetto di buona qualità è l’attenzione al feedback degli utenti, fattore che ha consentito al team di smussare e lucidare praticamente ogni segmento dell’offerta. Le buone intuizioni a livello contenutistico non mancano, e coprono sia il PvE che il PvP, anche se in misura minore. Ciò significa che adesso è il momento perfetto per iniziare a giocare su Destiny: il pacchetto “La Collezione”, ora disponibile nei negozi, include tutto ciò di cui avete bisogno per addentrarvi in un titolo estremamente divertente e ricchissimo di contenuti.

Parlando nello specifico dell’espansione, innanzitutto Bungie si è impegnata a disegnare le origini di un mondo che, almeno nella sua prima edizione, non riusciva a esprimere se stesso a causa di una trama che lasciava spazio a troppi interrogativi. Infatti, le vicende in questo DLC sono più chiare ed affascinanti rispetto al passato, e girano attorno, appunto, ai Signori del Ferro, potenti guerrieri che tanto tempo fa si sono sacrificati per difendere il genere umano da una grossa minaccia, la SIVA, una sostanza nanotecnologia tanto potente quanto pericolosa.

L’unico sopravvissuto dell’ordine al terribile evento è Lord Saladin, noto e amato eroe di Destiny, che deciderà di reclutare quanti più guardiani possibili in un viaggio epico contro quella stessa minaccia che ha decimato i Signori del Ferro: dopo una lunga ricerca condotta da alcuni caduti, infatti, la SIVA è riemersa ed è pronta ad infettare l’intero Cosmodromo.

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L’incipit funziona, ma il suo sviluppo, narrativamente parlando, è piuttosto debole: le missioni di questo arco si contano sulle dita di una mano, e il tutto può essere completato in un’oretta abbondante, almeno se si considera solo il cammino per diventare Signori del Ferro.

Come conseguenza, la campagna è brevissima, anche più corta di quella proposta nella precedente espansione, e il design dei livelli non azzarda a proporre nuove tipologie di compiti, come appunto aveva fatto il Re dei Corrotti, e si limita a presentare missioni piatte, a parte qualche piccola sorpresa, indirizzata perlopiù ai fan di vecchia data (qualcuno ha detto Gjallarhorn?)

Come una lampadina

Una volta completata la storia, il gioco offre un ventaglio di attività per incrementare la propria potenza o, nel gergo di Destiny, il personale livello di luce. Si procede, come al solito, con il canonico ciclo di pattuglie, ovvero missioni libere in un mondo aperto, il quale ospita di tanto in tanto degli eventi casuali che, a loro volta, doneranno oggetti ed equipaggiamento. La nuova zona su cui passerete molto tempo, sia per completare le pattuglie che le nuove taglie settimanali, prende il nome di Terre Infette ed è situata sul Cosmodromo: riprende in larga parte lo stile della prima zona terrestre, ora cosparsa di neve e, chiaramente, di SIVA.

Destiny I Signori del Ferro (12)

Dopo aver raggiunto il giusto livello di luce, sarà possibile affrontare i dungeon o, meglio, gli Assalti a tre giocatori, sia a difficoltà normale che eroica: quelli vecchi sono stati riadattati e resi più impegnativi, mentre quelli sul Cosmodromo sfoggiano nuovi tipi di scontro e dei piccoli cambiamenti nel design. La novità si limita ad un solo nuovo Assalto, il quale, almeno, è ben fatto e presenta un boss finale molto interessante.

Fa il suo debutto, inoltre, la Forgia dell’Arconte, una sorta di compromesso tra la Corte di Oryx e la Prigione degli Anziani che può essere giocata recandosi sul preciso posto nelle Terre Infette, dove dovrete sconfiggere orde di caduti divisi ad ondate: badate bene che, a seconda della chiave utilizzata per attivare l’evento, la difficoltà sarà diversa, quindi è necessario organizzarsi prima di buttarsi nella mischia proprio per evitare di perdere inutilmente una chiave (tra l’altro, la percentuale di reperimento ci pare piuttosto bassa al momento). Tutto sommato è una gradita aggiunta, ma le modalità di accesso non rendono la vita facile a chi magari vorrebbe affrontarla da solo e con l’ausilio del matchmaking.

A proposito: l’introduzione della nuova Incursione Furia Meccanica mira ad ampliare la longevità per i gamer più organizzati. Fino a sei giocatori possono avventurarsi in un dungeon fatto di sfide che metteranno a dura prova la pazienza di tutti i videogiocatori. Vi ricordiamo che attualmente è disponibile la sola difficoltà normale: quella difficile, infatti, arriverà solo in futuro.

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Anche qui rimproveriamo l’assenza di una modalità facile, magari con matchmaking, che avrebbe aiutato chi non può permettersi di giocare per ore di seguito, con tanto di microfono e team ben strutturato. Insomma, ad un certo punto dell’avventura, il giocatore singolo è abbandonato a se stesso, proprio come in passato.

D’altro canto, l’immancabile parte di acquisizione dell’equipaggiamento è stata ampliata con nuovi oggetti, armi, armature e artefatti. In particolare, gli ultimi due hanno beneficiato di una attenzione minuziosa: le armature per l’impatto estetico, perché alcune sono incredibilmente ben fatte, mente gli artefatti, quelli realizzati proprio per I Signori del Ferro, sfoggiano effetti unici che vanno ad arricchire l’albero delle abilità del personaggio. Tra quelli che abbiamo avuto il piacere di provare, ce n’è uno effettivamente geniale, il quale permette di convertire un nemico di basso grado in un alleato tramite attacco corpo a corpo. Vedere una Maliarda o un Cabal combattere al nostro fianco fa uno strano effetto, ma da un lato è anche molto appagante.

Mazzate tra amici

Il segmento competitivo, invece, vede l’introduzione di una importante novità, le partite private, e di una nuova modalità, Supremazia, unite a quattro mappe fresche di sviluppo. Da questa espansione in poi quindi potrete disputare match personalizzati, scegliendo opzioni come la mappa o le condizioni di vittoria. Per quanto riguarda invece la modalità Supremazia, due squadre di sei giocatori dovranno darsele di santa ragione per raccogliere dei sigilli dai corpi alleati e nemici al fine di guadagnare punti. La squadra che raccatterà più sigilli vincerà ovviamente la partita, e il divertimento, potete starne certi, è assicurato, malgrado non sia nulla di stravolgente.

Destiny I Signori del Ferro (14)

Se c’è una cosa che ci ha sorpreso in maniera estremamente positiva in questa espansione è senz’altro il commento musicale, sempre coerente con l’azione a schermo e pieno di brani epici davvero evocativi, e che già fanno parte della nostra playlist quotidiana.

Inoltre, nonostante I Signori del Ferro sia un’espansione esclusiva per l’attuale generazione, e che infatti non uscirà su PlayStation 3 e Xbox 360 come le precedenti, il comparto grafico non ha subito grandi stravolgimenti rispetto al passato, anche se la nuova zona delle Terre Infette sa regalare qualche scorcio niente male. Si può apprezzare comunque una maggiore cura nei dettagli, ed in particolar modo nella complessità degli effetti particellari.

Concludiamo con una nota sul prezzo: i 29,99€ richiesti per accedere all’espansione potrebbero risultare un pelino sopra la media se si considera la breve durata della campagna. L’offerta contenutistica poi risulta essere meno incisiva rispetto a Il Re dei Corrotti, sia in termini di novità che di quantità, ma c’è comunque tanto da fare.

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Destiny – La Collezione, invece, la raccolta che contiene il gioco base e tutti i DLC, è assolutamente imperdibile nel caso non abbiate mai provato il titolo di Bungie, sempre che siate disposti a giocarlo con amici. Da soli, infatti, Destiny perde gran parte del suo fascino: non a caso è uno sparatutto pensato esplicitamente per il gioco online.

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Giudizio Finale

Recensione Destiny: I Signori del Ferro – Giudizio Finale – Sebbene abbia delle evidenti lacune, Destiny: I Signori del Ferro è un valido pacchetto in grado di riaccendere l’interesse degli utenti verso una produzione che, tutt’ora, consideriamo una delle più robuste del panorama console. ll titolo di Bungie, oggi, è enorme ed appagante, e molto più a suo agio dopo l’uscita de Il Re dei Corrotti, tanto è vero che sfoggia con fierezza un gameplay costruito sulle fondamenta di elementi ruolistici semplici ma efficaci e finalmente bilanciati, dove si ergono delle meccaniche di sparatutto tra le più solide e genuine del settore. In poche parole, Destiny merita un posto nella vostra collezione, a prescindere dalla qualità, solo discreta, di questa ultima espansione.

PRO CONTRO
  • Destiny, ora, è un gioco davvero completo
  • Si rivivono le emozioni del gioco base
  • Il ritorno del Gjallarhorn (e non solo)
  • Nuove armi, armature e artefatti dagli effetti unici
  • Vi terrà impegnati per un numero incalcolabile di ore
  • Riciclo di mostri, mappe e attività talvolta evidente
  • Campagna brevissima, con qualche piccolo momento memorabile
  • Il singolo giocatore è stato ancora trascurato
  • Prezzo abbastanza elevato

Recensione Destiny: I Signori del Ferro – Trailer

Recensione Destiny: I Signori del Ferro – Screenshot