9.0

Recensione Deus Ex Mankind Divided

Deus Ex: Mankind Divided, “Illuminati Confirmed”, transumanesimo e realtà virtuale (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Deus Ex: Mankind Divided – È il quarto capitolo della saga iniziata ben 16 anni fa da Warren Spector (quinto considerato il capitolo per dispositivi mobili), anche se non è il quarto da un punto di vista cronologico.

Deus Ex: Mankind Divided è ambientato due anni dopo gli eventi del prequel Human Revolution, ovvero nel 2029, in un futuro caratterizzato da instabilità politiche e sopratutto da una scissione all’interno dell’umanità stessa occorsa a causa del transumanesimo e della diffusione dei potenziamenti, organi e arti cibernetici in grado appunto di potenziare il corpo umano.

Se già l’esistenza stessa di tali potenziamenti aveva fatto vacillare l’opinione pubblica, gli eventi che hanno caratterizzato la storia di Human Revolution hanno di fatto portato l’umanità a temere i così detti potenziati e quindi anche a ghettizzarli. La società è quindi divisa in Naturali, ovvero coloro che ancora non si sono fatti impiantare protesi meccaniche tecnologicamente avanzate e i Potenziati appunto.

Nonostante la cornice fantascientifica, ma neanche così improbabile (anzi), i temi trattati risultano quasi attuali, tangibili: le storie che hanno caratterizzato i vari capitoli di Deus Ex non sono per niente banali, e anche per questo capitolo Eidos si è impegnata non solo nella realizzazione di una storia degna della saga e del videogioco che ci permette di viverla e che andremo a recensire nei prossimi paragrafi, ma anche nella creazione di un incredibile background che va ad aggiungere ulteriore realismo al tutto.

Esploriamo quindi insieme le novità che caratterizzano questo quarto capitolo della saga, sia da un punto di vista tecnico che, sopratutto, da un punto di vista di gameplay. Mankind Divided è il degno seguito dell’ottimo Human Revolution, un capitolo incredibilmente apprezzato dalla critica (su MetaCritic ha un metascore di 90) e dal pubblico pagante? Vediamo di rispondere alla domanda!

Video Recensione Deus Ex: Human Revolution

Come di consueto, trovate riassunti nel seguente filmato tutti i concetti espressi nei seguenti (e nei precedenti) paragrafi accompagnati ovviamente da alcuni minuti di gameplay tratti dalla versione PlayStation 4 del gioco. Buona visione!

Introduzione agli eventi

Una rapida introduzione agli eventi ci è parsa d’obbligo. Sono passati ben cinque anni dall’uscita di Human Revolution e per ovvie ragioni potreste non ricordarvi alcune parti della storia. Fortuna che la stessa Eidos si è attrezzata preparando un filmato introduttivo di quasi 15 minuti che riassume praticamente tutta la trama del precedente capitolo. Potete godervelo su YouTube o direttamente in gioco: al primo avvio vi sarà infatti chiesto se avete bisogno di una rinfrescata o se volete gettarvi direttamente nell’azione. Inutile dirvi che un bel tuffo nel passato ci sta tutto. E proprio questo tuffo nel passato vi ricorderà quanto ingarbugliata ed estremamente dettagliata fosse la trama di Human Revolution. Se poi vi state chiedendo come Eidos abbia gestito il triplo finale di Human Revolution, non vi rimane che guardare il filmato

Di fatto, grazie a questo lungo filmato e anche ad una serie di piccoli espedienti adottati dalla software house, è possibile giocare a Mankind Divided senza aver toccato con mano nessuno dei precedenti capitoli della serie. Il protagonista è sempre Adam Jensen e come già accennato il gioco è ambientato due anni dopo gli eventi che hanno portato all’incidente dei potenziati e alla scoperta da parte di Adam dell’esistenza degli Illuminati. Proprio gli illuminati sono riusciti grazie alla loro influenza a mantenere la verità nascosta sotto un cumulo di disinformazione. Tempi duri quindi per i potenziati come Adam che nel frattempo, per sua fortuna o sfortuna, è diventato un membro della Task Force 29, un gruppo anti-terroristico con giurisdizione globale.

Non avete mai giocato Human Revolution? Niente paura, c’è un bel riassuntone di quasi 15 minuti e un prologo/tutorial che vi aspettano

Il prologo si svolge a Dubai e serve sia ad introdurre il giocatore agli eventi che faranno da cornice al nuovo capitolo, sia per introdurci ad alcune nuove dinamiche di gioco di cui parleremo più nel dettaglio nei prossimi paragrafi. Proprio il prologo ci permette di mettere le mani su un Jensen estremamente potenziato, dotato di un numero incredibile di potenziamenti e quindi in grado di falciare enormi gruppi di nemici con una singola mossa o di muoversi indisturbato anche a pochi centimetri dai suoi avversari, e sopratutto di prendere dimestichezza con i nuovi controlli e con le novità relative al gameplay introdotte dal team di sviluppo. Anche in questo caso dobbiamo evidenziare l’eleganza con cui Eidos ha gestito la cosa: i potenziamenti in seguito verranno in buona parte rimossi, in modo da permettere una crescita del personaggio lungo l’arco narrativo e non l’utilizzo di una sorta di divinità cibernetica in grado di seminare panico e distruzione. Preferiamo non dirvi come: dopotutto si tratta di un dettaglio parte integrante della trama del gioco.

L’evoluzione di Human Revolution

Deus Ex: Mankind Divided non è un gioco perfetto. Ci sono tutta una serie di piccoli difetti a livello grafico, come ad esempio la gestione delle collisioni degli oggetti, e, perché no, anche a livello di gameplay che lasciano per certi versi l’amaro in bocca. Ciò nonostante l’esperienza di gioco fa passare in secondo piano ogni difetto lanciando il giocatore in un’avventura caratterizzata non solo da una trama che incuriosisce, ma che mette a dura prova le abilità del giocatore anche al livello più facile di difficoltà.

I giochi della saga sono di fatto difficili, ed è proprio questa caratteristica che li rende estremamente godibili: siamo lontani da un’esperienza di gioco in stile DOOM per esempio, in cui il protagonista imbraccia armi incredibili e fa strage dei nemici. Ogni singola mossa, ogni dialogo, ogni missione, tutto va studiato con oculatezza, valutando con attenzione ogni alternativa e perché no prevedendone gli effetti; anche le risorse a disposizione vanno utilizzate con parsimonia.

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Avremo accesso anche a tutta una nuova serie di potenziamenti che specializzeranno ulteriormente Adam e che ci permetteranno diversi approcci al gioco.

Ma questo, se avete giocato Human Revolution (e i capitoli precedenti) già lo sapete. Mankind Divided eredita tutte queste componenti di gioco dai suoi predecessori, offrendo al giocatore un livello di sfida degno della saga. Il prologo a Dubai forse non riesce a fornirvi un’idea concreta dei vari approcci, ma una volta sbarcati a Praga, principale teatro della storia di Mankind Divided, avrete a che fare con un sacco di missioni che potrebbero mettervi in difficoltà nel caso abbiate intenzione di usare un approccio in stile Rambo. Questo capitolo poi offre una libertà di azione maggiore rispetto al suo predecessore, degna per certi versi di quella offerta dal primissimo Deus Ex.

Le novità sono forse difficili da scovare, ma ce ne sono in gran quantità

Proprio a causa di quanto visto in Human Revolution risulta difficile scovare le novità a livello gameplay. Troviamo però un nuovo sistema di coperture, che prevede l’utilizzo di una versione virtuale di Jensen per valutare lo spostamento tra le varie copertura; tutta una serie di nuovi potenziamenti sbloccabili tramite i Praxis; nuove armi, munizioni specifiche, oggetti da costruire con materiali di scarto e tanto altro, come ad esempio una nuova modalità di gioco di cui vi parleremo nel prossimo paragrafo. Soffermiamoci un attimo sui potenziamenti: grazie ad un piccolo espediente nella trama, Adam ha accesso ad una nuova serie di potenziamenti offensivi e difensivi che possono di fatto renderlo ancora più potente, differenziando ancora di più i possibili approcci del giocatore agli ostacoli. Questi potenziamenti manderanno però il protagonista in “overclock“, obbligandoci quindi a scegliere, anche in questo caso, con una certa oculatezza in cosa specializzarsi. E come al solito gli sviluppatori tengono spesso a farci capire che la forza bruta non è il miglior mezzo per risolvere le situazioni: potreste sì preferire un letale lancia lame, ma l’abilità di hackeraggio dei terminali da remoto potrebbe tornarvi utile più volte del previsto.

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Hackerare terminali, telecamere o qualsivoglia gingillo elettronico dalla distanza favoriscono un approccio ancora più stealth al gioco.

La modalità Breach

Breach è un vero e proprio extra che potrebbe regalare tante ore di gioco in più agli appassionati della saga. È ambientato in una vera e propria realtà virtuale caratterizzata da dinamiche diverse da quelle che affrontiamo nei panni di Jensen. Assumeremo il ruolo di un hacker il cui obiettivo è penetrare nei database di una banca che oltre a proteggere i risparmi, fornisce protezione anche a dati sensibili immagazzinati in server super protetti.

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Breach vanta anche tutta una serie di potenziamenti pensati appositamente e alcune dinamiche, come il doppio salto, assenti nella modalità classica.

Livelli rapidi, puzzle game ambientali, scontri a fuoco: ogni sfida affrontata nella modalità Breach è divertente e piuttosto frenetica. Carino poi l’approccio con cui affrontare i tanti livelli che caratterizzano questa modalità: una volta recuperati i dati presenti, dovrete tornare al punto di partenza entro lo scadere di un timer, evitando tutti i vari ostacoli che il sistema farà apparire per impedirci la fuga e ricordandoci quanto fatto finora per raggiungere il termine del livello. Insomma, una gradita aggiunta di cui potete osservare alcuni secondi di gioco nella nostra video recensione.

Comparto tecnico

Deus Ex: Mankind Divided è un gioco particolarmente complesso, ed era quindi ovvio aspettarsi un comparto tecnico all’altezza del compito sia su Console che su PC. Iniziamo stavolta dal comparto audio: musiche e doppiaggio sono a dir poco eccellenti, e come se non bastasse proprio il doppiaggio è in lingua italiana. Se avete giocato Human Revolution e vi ricordate la voce inglese di Jensen potrebbero volerci alcuni minuti di gioco per abituarsi al doppiaggio italiano, ma non è certo una caratteristica da annoverare tra i difetti. Proprio il doppiaggio però, sia in inglese che in italiano, evidenzia un piccolo problema del titolo: la mancata sincronia tra i movimenti delle labbra dei personaggi e le tracce audio dei dialoghi. Dettagli irrilevanti? Forse, ma si fanno comunque notare.

Mankind Divided è spinto dal motore grafico Dawn Engine, realizzato dalla stessa Eidos Montréal

Veniamo adesso al comparto grafico. Il nuovo capitolo è spinto dal Dawn Engine, un motore grafico nuovo di zecca sviluppato da Eidos Montréal, lo stesso del recente HITMAN, che riesce a dare il meglio di sé sulle tre piattaforme precedentemente elencate. Se come noi avete ottimi ricordi di Human Revolution e del suo comparto grafico, vi sarà sufficiente guardare il filmato introduttivo a cui abbiamo fatto cenno poco fa per rendervi conto del salto di qualità.

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Le strade di Praga sono ricche di vita e di dettagli.

Dopotutto sono passati 5 anni dal lancio del precedente capitolo, ma il lavoro svolto dal team di sviluppo è comunque encomiabile. Le strade di Praga sono incredibilmente dettagliate, ricche di sfaccettature e di interazioni. Le aree di gioco sono molto più vaste e le schermate di caricamento, le poche previste viste che le ambientazioni interne ed esterne sono di fatto amalgamate (ovvero, non richiedono caricamenti aggiuntivi), sono spesso sostituiti da intermezzi video di gran lunga preferibili a blande schermate caratterizzate dagli ennesimi consigli e dalle tanto odiate barre di caricamento.

Peccato invece che per certi dialoghi, anche inutili ai fini della storia come ad esempio le perquisizioni degli agenti di polizia di Praga, ci siano delle sorte di mini interruzioni per passare da modelli grafici leggermente più dettagliati alla grafica utilizzata invece per il gameplay classico. Per l’analisi grafica della versione PC vi rimandiamo ad uno dei sempre ottimi filmati del Digital Foundry.

Analisi Console – PS4 vs. XONE

La versione dedicata a console soffre stavolta maggiormente il distacco con quella dedicata a PC. PlayStation 4 riesce a riprodurre il gioco a 1080p, mentre Xbox One deve accontentarsi di raggiungere i 900p. I frame per secondo massimi sono limitati a 30 e purtroppo entrambe le versioni Console soffrono di repentini cali di frame rate in alcune situazioni più concitate.

Questi cali si notano maggiormente durante alcuni filmati di intermezzo che vanno comunque a sfruttare il motore di gioco anche se, come precedentemente accennato, con qualche dettaglio grafico in più. Nulla comunque che possa influenzare in modo estremamente negativo l’esperienza di gioco, ma si tratta comunque di problemi che fanno intuire l’eventuale limitazione di prestazioni del Dawn Engine su Console. La versione PlayStation 4 esce comunque vincitrice dal confronto. Altro filmato del Digital Foundry per chi volesse ulteriormente approfondire.

Dannati Season Pass

Sì, anche in Mankind Divided c’è il tanto odiato Season Pass, e non costa neanche poco. 30€ circa, qualche pacchetto di benvenuto che vi faciliterà la vita in gioco e, sopratutto, due nuovi DLC che andranno ad espandere la trama e quindi a fornire maggiori dettagli su questo capitolo che si presta più come una sorta di ponte tra Human Revolution e un ipotetico terzo capitolo prequel conclusivo.

Il primo DLC arriverà il 23 settembre, acquistabile separatamente a 11,99€, e si intitolerà System Rift. Il DLC in questione sancirà il ritorno di una nostra vecchia conoscenza, Frank Pritchard, amico e collega di Adam presso le ex-Sarif Industries. Dovremo aiutarlo ad ottenere informazioni su un misterioso gruppo, e ovviamente ci saranno di mezzo anche gli illuminati (sennò che gusto c’è!). Per quanto odiosi possano risultare tali season pass, i più appassionati potrebbero decidere di non farselo sfuggire.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Deus Ex: Human Revolution – Giudizio Finale – Approfittiamo di questo ultimo paragrafo per trarre le conclusioni e per evidenziare qualche altro pregio e difetto del gioco. Come succede spesso con i titoli più recenti, si sono aperte diverse diatribe su alcune caratteristiche del gioco quali le dinamiche degli scontri a fuoco, l’intelligenza artificiale dei nemici e, soprattutto, sugli acquisti in-app. A proposito di questi ultimi, un gran numero di utenti si è precipitato su MetaCritic per assegnare un bello 0 spaccato al gioco solo per via della loro presenza. Un comportamento a nostro avviso piuttosto infantile: gli acquisti in-app ci sono, ma non danno alcun fastidio. E alla fine, considerato che ci sono migliaia di utenti disposti a spendere per avere qualche aiuto in gioco, Square Enix non sbaglia neanche troppo ad inserirli.

Deus Ex Mankind Divided Screenshot Recensione - 4
Adam Jensen: un personaggio dallo scarso carisma? A nostro avviso tutt’altro.

Gli scontri a fuoco poi sono effettivamente caratterizzati da dinamiche fin troppo rigide, nonostante le novità inserite nel sistema di coperture, e l’intelligenza artificiale che dirige i movimenti dei nemici, anch’essa fin troppo rigida, ci darà spesso del filo da torcere, ma si comporterà talvolta in modo imbarazzante, lasciandosi bloccare da una porta chiusa o da un ostacolo sul percorso. C’è poi chi ha da ridire sul carisma di Jensen, o sul finale del gioco, visto che Mankind Divided si presta come una sorta di collegamento tra Human Revolution e un terzo ipotetico capitolo conclusivo, e non quindi come un capitolo a sé stante caratterizzato da una conclusione forse forzatamente rimandata da Eidos.

L’universo di Deus Ex è più vivo che mai

Sta di fatto che, a prescindere da tutti i difetti finora esposti e da quanto detto da chi, a nostro avviso, non si accontenta mai di nulla, Mankind Divided è un degno rappresentante della saga di Deus Ex che sia gli appassionati che i neofiti dovrebbero prendere seriamente in considerazione. La cura maniacale nei dettagli dell’universo di Deus Ex, le nuove dinamiche di gioco, il motore grafico rinnovato e tutti gli extra presenti costituiscono un’ottima scusa per calarci nuovamente in quell’ambientazione cyberpunk immaginata 16 anni fa da Warren Spector che, grazie al lavoro svolto da Eidos, è più viva che mai.

PRO CONTRO
  • Degno seguito di Human Revolution
  • Tante nuove dinamiche
  • Maggior libertà di azione
  • Tanti approcci alle missioni
  • Prezzo della versione PC contenuto
  • Il Deus Ex Universe è sempre più caratterizzato e affascinante
  • Qualche problema di fluidità su Console
  • Sincronia labiale a tratti terribile
  • Season Pass (e acquisti in-app?)

Recensione Deus Ex: Mankind Divided – Screenshot

Recensione Deus Ex: Mankind Divided – Screenshot modalità Breach