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DiRT 4 – Il rally è di tutti (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione DiRT 4 – DiRT 4 è un ottimo gioco di rally. Fatecelo ripetere ancora una volta, così, a scanso di equivoci: DiRT 4 è un ottimo gioco di rally. Non c’è momento migliore di questo per avvicinarsi al genere: eppure, nemmeno i fan irriducibili delle corse su sterrato rimarranno a bocca asciutta, anzi, tutt’altro. Ecco la nostra recensione.

Editore Codemasters
Sviluppatore Codemasters
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione DiRT 4

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella videorecensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Pulito è brutto. Sporco è bello!

La doppia gioia, che accennavamo in apertura, è stata possibile grazie all’introduzione di due esperienze diverse, ma complementari, in un solo pacchetto. Infatti, all’avvio del gioco, prima di mettervi al volante, vi sarà chiesto di scegliere tra lo stile di guida Giocatore o quello Simulazione, uno per chi cerca il divertimento, l’altro per chi, semplicemente, vuole mettersi alla prova. Ciò comporta, tra le tante cose, dei cambiamenti radicali nella fisica, che sarà più o meno realistica a seconda di quello selezionato.

Sia chiaro che uno stile non preclude l’altro: potrete non solo cambiarlo al volo dal menù opzioni, ma ciascuno può essere profondamente personalizzato, dalla difficoltà degli avversari alle riparazioni automatiche, dal controllo della stabilità alla frenata assistita, a seconda delle proprie esigenze.

Focalizziamoci però sulla scelta Giocatore, anche perché, a nostro modo di vedere, è la vera novità di DiRT 4, non tanto per la sua presenza, quanto per il processo e la qualità di realizzazione della stessa. Quello che governa l’auto, infatti, è un modello di guida che rasenta la perfezione, almeno nel suo genere: i movimenti del pollice sull’analogico vengono replicati sullo sterzo in modo assolutamente fedele e affidabile, in una sfida che coinvolge prima di tutto il cervello. Sembra quasi che il gioco o, meglio, il sistema di controllo vi legga nel pensiero, tanto-ché biasimerete solo voi stessi ad ogni sbaglio (questo non è sempre vero, ma tralasciamo NdR).

Il rally alla fine è soprattutto eleganza e pulizia, in controtendenza al titolo della saga, quindi avere dei controlli così ben calcolati, immediati e naturalmente ben fatti è al contempo il minimo ma anche l’indispensabile per un titolo corsistico che richiede precisione millimetrica nell’esecuzione delle curve.

Sì perché, nonostante il modello di guida sia flessibile e personalizzabile tanto da renderlo un gioco più vicino all’arcade di quanto potete immaginare, DiRT 4 rimane una sfida che richiede impegno, concentrazione e attenzione: dimenticate la funzione di riavvolgimento vista in prodotti come Forza Horizon. Qui pagherete le conseguenze di un errore e ve ne farete carico, ma chiaramente ai livelli di difficoltà minori, i tempi sono decisamente più morbidi e larghi.

La struttura incanala il giocatore in un’ottica che mira ad educarlo al rally attraverso sei modalità distinte: Carriera, Competizione, Multigiocatore, Gioco Libero, Dirt Academy e Asso del Volante. L’essenza, l’anima che riflette al meglio la bellezza della libertà offerta in DiRT 4 è proprio il filone del Gioco Libero, mediante il quale potrete gareggiare senza vincoli persino su tracciati generati in maniera procedurale. Altra novità del quarto capitolo è infatti il cosiddetto Your Stage, che consente, appunto, di creare tappe uniche per mezzo di un apposito menù, in cui vi sono alcune variabili da impostare per plasmare il vostro evento casuale. Purtroppo sono presenti solo cinque regioni, nemmeno troppo particolareggiate a dire il vero, ma su questo punto ci ritorneremo a breve. Tuttavia, l’editor consente di modificare la lunghezza e la complessità del tracciato, insieme alla fase del giorno e al meteo.

Al di là della scarsità delle ambientazioni, i difetti veri e propri della produzione sono da ricercarsi nel contorno dell’offerta. In primo luogo la carriera, che presenta diverse discipline slegate da cui scegliere, non è altro che una sequela di tappe incollate tra loro, con un accenno ad una componente gestionale acerba e poco intuitiva, tramite la quale potrete far accrescere i vostri guadagni a fine campionato, così da permettervi veicoli migliori.

Di cose da fare comunque ce ne sono, ma francamente non le abbiamo trovate divertenti anche solo la metà del rally classico. Ad esempio, il Rallycross è un’attività secondaria piacevole, dove il gioco ci permetterà di gareggiare fisicamente con altre vetture, ma appunto si tratta solo di un’attività, peraltro non particolarmente approfondita, e impelagata da un’intelligenza artificiale ad elastico piuttosto fastidiosa. Oppure c’è il Land Rush, nel quale prenderemo parte a gare a bordo di buggy, ma anche questa non ci ha fatto impazzire, presentando un ritmo tutto sommato blando, sebbene cerchino comunque di spezzare l’eventuale monotonia del gioco base.

Insomma, il rally, quello vero, rimane il piatto forte dell’intera esperienza, un concentrato di assoluto divertimento scalabile e gratificante, che fa della stratificazione il suo punto forte: tra i minigiochi de l’Asso del Volante, con i quali sarà possibile cimentarsi in prove a tempo e di autoscontro a difficoltà crescente, e l’immancabile Dirt Accademy piena di tutorial, non rimarrà nessun segreto sulla disciplina, visto che riuscirà a insegnarvi tutto il necessario con una curva di difficoltà davvero ben calibrata, che viaggia di pari passo con l’interesse. Ci sarebbe piaciuto se le varie modalità, specie quelle proposte ne l’Asso del Volante, fossero state incluse nella carriera in un unico grande calderone, così da offrire una progressione più varia e organica.

E poi, quando sarete pronti, il gioco competitivo sarà sempre lì ad aspettarvi: il multigiocatore consente di creare sessioni di gioco o di cercarne di esistenti in base alle vostre preferenze. La modalità Competizione invece non è altro che una raccolta di eventi giornalieri, settimanali e mensili contro tutta la comunità.

Dove delude DiRT 4 è nell’impatto grafico, per certi versi persino datato: gli scenari, in particolare, non godono della stessa cura riposta nella creazione delle vetture che, peraltro, sono tutte confezionate a dovere, anche se non brillano in quanto a quantità. Abbiamo sicuramente apprezzato il sistema dei danni, e soprattutto gli urti, costruiti in modo tale da sembrare reali, e che non svolgono un solo mestiere estetico, proprio perché influenzano lo scorrere della carriera.

La fluidità però è lodevole, e i sessanta fotogrammi al secondo sono costantemente assicurati, ma le regioni, oltre a essere pochine, sfoggiano un livello di dettaglio non sempre al passo con i tempi. Ve lo farete bastare, impegnati come sarete a calcolare al meglio le curve, eppure siamo convinti che, sul lato visivo, si poteva fare molto di più.

8.5

Giudizio Finale

Recensione DiRT 4 Giudizio FinaleDiRT 4 è un senza dubbio un successo. I due stili di guida disponibili, quello arcade e il simulativo, compongono le due facce di una medaglia al valore, per aver confezionato un videogioco capace di divertire chiunque, e di farsi amare anche da coloro che hanno sempre bistrattato le corse su sterrato. Bisognerebbe lavorare un po’ di più sul contorno dell’offerta e sulla rifinitura e della grafica, ma mentiremmo se dicessimo di aver posato il controller senza il sorriso sulla faccia.

PRO CONTRO
  • Arcade o simulazione, a voi la scelta
  • Ottima curva di difficoltà, scalabile e bilanciata
  • Modello di guida a dir poco superbo
  • Motore fisico notevole
  • Contenutisticamente si doveva fare di più, soprattutto nella varietà delle ambientazioni
  • Carriera e discipline secondarie migliorabili
  • La grafica è altalenante

Recensione DiRT 4 – Trailer

Recensione DiRT 4 – Screenshot

  • Gieffe22

    Gioco mediocre, l’ho giocato e chiesto subito il rimborso di steam; non è davvero possibile che il gioco preveda una modalità rally fatta di sole 4 tappe principali , una tappa per paese praticamente, (seppur in varianti piu piccole oltre al percorso lungo). E’ un insulto all’intelligenza. Inoltre di quelle 4 ambientazioni l’unica fatta bene è la spagna, meno australia, e svezia e michigan sono aberranti graficamente, sembrano colin mcrae rally 5 rimasterizzato. Ho fatto il confronto con dirt 2, che reputo il migliore della saga graficamente e il confronto è impietoso, nonostante parlassimo di un gioco di quasi 10 anni fa, DIECI.

    La giocabilità è buona come tutti i titoli codemaster, e l’audio ottimo, ma il comporto grafico ha carenza abnormi sia di bellezza, sia di ottimizzazione, l’ho dovuto giocare a 70-80 fps (abbassando alcune impostazioni grafiche) perchè appena il gioco scende sotto i 60fps ha perdite di reattività imbarazzanti, addirittura ho provato a forzare la mano, ottenendo 30 fps con tutto su ultra, un framerate normalmente più che giocabile in tutti i racing game, eppure in questo gioco 30fps equivalgono a 15 fps di un altro gioco; ed è proprio quello che penso, il framerate credo sia duplicato con qualche artificio (un pò come accade sui televisori con hz fake), e si spiegherebbe perchè qualsiasi cosa sotto i 60fps risulti in una pessima giocabilità (equivalrebbe a scendere sotto i 30fps se è duplicato in modo fake).

    No grazie, è il peggior titolo codemaster da oltre 10 anni. Mi chiedo come abbiano fatto a produrre questa schifezza dopo le premesse, spaventosamente buone di dirt rally (e anche lui aveva già qualche magagna di troppo).

  • Filippo Dardi

    Dirt 2 era carismatico, graficamente prestigioso (tutt’oggi), smaccatamente arcade e penalizzato da una modalità rally che risentiva dell’esuberanza degli altri eventi (Rally Cross, LandRush, Raid e soci).
    Questo Dirt 4 sembra all’antipodo