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Cosa va e cosa no in Dynasty Warriors 9 (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Dynasty Warriors 9Dynasty Warriors è una saga ottusa per sua scelta, una di quelle che non conosce cambiamento, a cui le rivoluzioni non interessano. Una formula anti-stress assuefacente ma mai pienamente evoluta, che negli anni è stata spalmata su una miriade di titoli, oltre a quelli appartenenti al filone originale. Arrivati al nono capitolo, finalmente la musica cambia, ma purtroppo abbiamo una brutta notizia da darvi. Ecco la nostra recensione di Dynasty Warriors 9.

Editore Koei Tecmo
Sviluppatore Omega Force
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Azione, GDR
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Dynasty Warriors 9

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Si stava meglio ieri

Che sia messo a verbale: Dynasty Warriors 9 cerca di innovarsi, e questo gli va senz’altro riconosciuto. Certo, si tratta pur sempre del solito ritmo al quale siamo abituati da anni, dove il giocatore impersona un generale della Cina medioevale, a scelta tra un vasto bacino di eroi, e deve far fuori decine e decine di nemici, mossi da un’intelligenza artificiale a dir poco apatica.

A differenza dei predecessori, la nona incarnazione prende i tratti somatici della serie e li porta in un contesto realmente a mondo aperto, senza compromessi di sorta, da cui prende tutte le possibili declinazioni.

Oltre a quella Libera (Free Mode), la modalità Storia è quella portante, divisa in tredici capitoli, affrontabili sotto una miriade di prospettive diverse, a seconda dell’eroe selezionato. Tuttavia, indipendentemente da quello scelto, la struttura non cambia affatto, e il gioco rimane sempre uguale a se stesso, eccezion fatta per alcuni piccoli rimaneggiamenti, come i dialoghi e i filmati.

Per conoscere tutte le sfaccettature narrative, c’è bisogno di completare ogni bivio con tutti i personaggi, per un totale di ore francamente incalcolabile. Vi basti sapere che, per portare a termine il primo filone, quello di Cao Cao, abbiamo impiegato una ventina di ore, completando però anche gran parte delle missioni secondarie e sviscerando i vari aspetti del gioco, tutto con la dovuta calma. Di eroi, comunque, ce ne sono oltre settanta: i conti li lasciamo a voi.

Per la prima volta nella saga, l’azione si svolge su una mappa estremamente vasta, in cui il conflitto procede senza fermarsi mai. Ciò nonostante, questa è solo una maschera, la quale nasconde una dinamica che più classica non si può, all’insegna di missioni principali e secondarie dove, sostanzialmente, si sconfiggono nemici, che sia per conquistare un accampamento, o per eliminare un bersaglio importante.

In particolare, la meccanica del morale dell’esercito risulta interessante, e riesce quantomeno a trasmettere un po’ di libertà d’approccio: ogni obiettivo primario ha una serie di compiti collaterali, i quali, una volta completati, ridurranno la difficoltà del principale. Nessuno vi vieta di caricarlo a testa bassa, ma la difficoltà sarà ovviamente più alta.

Le distanze per raggiungere le varie mete sono spesso lunghe, e possono essere accorciate con i cavalli, come ogni buon open world insegna, o mediante il viaggio veloce, una volta sbloccati i rispettivi punti d’interesse. Il problema è che il mondo di Dynasty Warriors 9 non ha brio: la Cina disegnata da Koei Tecmo e Omega Force vive in una piattezza disarmante, lontanissima dagli standard odierni, sebbene cerchi costantemente di avvicinarvisi, di somigliare ai giochi di ruolo occidentali.

Ad esempio, si può pescare attraverso un banale minigioco, che non ha una vera e propria rappresentazione grafica; o, ancora, è possibile recuperare minerali e risorse per la realizzazione di armi e accessori più potenti, ma queste operazioni sembrano essere state inserite tanto per fare numero, dato che i reagenti sono distribuiti nella mappa senza un reale nesso logico, e la raccolta avviene in una maniera che non si allontana dal recupero disinteressato di monete in un classico platform.

La progressione dell’equipaggiamento poi è mal studiata, perché recuperare gli ingredienti per un’arma di rango alto è fin troppo semplice, vanificando le rarità precedenti. Per non parlare della caccia, utile per ricavare pelli, dove gli animali sono tutt’altro che reattivi. Si ha l’impressione che il team di sviluppo abbia preso in prestito degli ingredienti da varie ricette, per poi gettarli nel calderone, sperando che ne uscisse qualcosa di migliore, quando in realtà Dynasty Warriors pare essere a disagio accanto a certe scelte: c’è persino una missione furtiva che non ha proprio senso d’esistere, visto che i controlli non permettono di pianificare un contatto cauto e silenzioso.

Tra l’altro, proprio l’intelligenza artificiale sembra aver fatto passi indietro, con avversari spesso immobili, che reagiscono saltuariamente, in particolare quando il livello dell’alter ego virtuale è inferiore a quello nemico. Fin qui i conoscitori della serie potranno pure chiudere un occhio, ma purtroppo la situazione è ben peggiore: da una cattiva gestione delle collisioni a costanti pop-up degli elementi grafici e texture assenti, Dynasty Warriors 9 paga le conseguenze di uno sviluppo probabilmente frettoloso. La realizzazione tecnica che sorregge l’impostazione open world semplicemente non è all’altezza, e si dimostra incapace di garantire una fluidità costante. Su PS4 Pro la grafica lascia a desiderare e appare incompleta, con un frame-rate spesso sotto i trenta fotogrammi al secondo, che, sommati ad una resa visiva scadente e una risoluzione impelagata da seghettature, fanno di questo titolo un prodotto distante dall’essere pronto al pubblico.

L’unico, tangibile punto di forza di Dynasty Warriors 9 è ciò che riprende dai predecessori, quel sistema di combattimento caciarone e disimpegnato, reso ancor più dinamico rispetto al passato. Sarà pure fedelissimo alle origini, ma sa essere divertente e scaccia pensieri, malgrado la deficienza dei nemici: si riescono ad inanellare combo spettacolari, specie con i Trigger, che scatenano stordimenti, colpi aerei e abbattimenti con effetti pure modificabili attraverso le gemme. Immancabili gli attacchi Mosou, le abilità speciali capaci di decimare gli eserciti nemici con la sola pressione di un pulsante; anche l’ampia scelta di armi si annovera tra i pregi, tant’è che non faticherete a trovare la vostra preferita.

In effetti, quando tutto funziona come dovrebbe, Dynasty Warriors 9 mostra, in un piccolo spiraglio di luce, le potenzialità del mondo aperto applicato alla sua formula: attraversare la Cina a piedi, occupare qualche accampamento nel mentre, scalare le mura di un castello con un rampino senza prendere parte alla guerra, e puntare direttamente al comandante, sono di sicuro imprese tutt’altro che realistiche, ma che gli amanti della formula apprezzeranno, benché non sia abbastanza per farla crescere, data la componente tecnica claudicante.

Se vi aspettavate una componente gestionale più marcata, nella quale vengono valorizzate le armi d’assedio o dove l’intelligenza artificiale si adatta al conflitto, magari proponendo situazioni più varie della solita tiritera, donando la sensazione di essere nel bel mezzo di una guerra reale, non è qui che la troverete. L’assenza del multigiocatore in qualsivoglia forma decreta poi il fallimento di un progetto che, senza mezzi termini, necessitava di più tempo e dedizione per essere limato a dovere. Almeno la presenza della traduzione dei sottotitoli in italiano (che non è attiva di default, va impostata nelle opzioni) è estremamente gradita, data la cronica assenza nei precedenti capitoli.

5.0

Giudizio Finale

Recensione Dynasty Warriors 9  Giudizio Finale – Dynasty Warriors 9 è la dimostrazione empirica che l’open world non sempre può far bene ad una saga. Le idee che prende in prestito da altri titoli sono state implementate in modo poco omogeneo nella formula, anche se, di tanto in tanto, si riescono a scorgere le possibili sfumature evolutive, ma la scarsa realizzazione tecnica impediscono al gioco di splendere. Speriamo solo che venga seguito dai suoi sviluppatori, perché una buona dose di aggiornamenti mirati potrebbero quantomeno renderlo più godibile.

PRO CONTRO
  • Tante armi e personaggi, in una storia dalle molteplici prospettive…
  • Prova a innovarsi
  • Combattimenti anti-stress
  • … diluita con un open world spento, e dalla classica ripetitività della saga
  • Tecnicamente problematico
  • La Cina è gigantesca ma vuota
  • Intelligenza artificiale disastrosa
  • Manca il multigiocatore

Recensione Dynasty Warriors 9 – Trailer

Recensione Dynasty Warriors 9 – Screenshot