7.5

Anche in Everspace si muore. Tante, tante volte… (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Everspace – Capiamo chi non sopporta i roguelike. Non c’è bisogno di giustificare l’odio verso una tipologia di gioco dove la morte, spesso provocata da fonti imprevedibili, azzera il progresso ad ogni partita: d’altronde, la motivazione parla da sola. Guarda caso, Everspace non è altro che l’ennesimo esponente del genere, a cui però vanno attribuiti diversi meriti, che comunque non faranno cambiare idea ai detrattori. Ecco la nostra recensione.

Editore Rockfish Games
Sviluppatore Rockfish Games
Piattaforme XB1, PC
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Everspace

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni di gameplay tratti da filmati di repertorio, trailer e nostre sessioni di gioco su Xbox One S.

Giù, nello spazio profondo

Everspace unisce il dinamismo dei combattimenti spaziali con i classici elementi del roguelike: ciascuna sessione di gioco è diversa dall’altra, poiché l’universo muta e propone, di conseguenza, sfide differenti. Non manca però un filo conduttore, qui rappresentato da una trama. Sì, avete letto bene: una trama.

Sebbene il focus sia l’azione, in questa avventura cosmica si impersona effettivamente un pilota di astronavi, colto da un’amnesia lancinante, a causa della quale non riesce a capacitarsi del fatto che è inseguito da un’orda di Okkar, degli alieni abilissimi nel guidare veicoli volanti quasi quanto lui. La vicenda in sé non desta particolare interesse, ma almeno gli sviluppatori si sono sforzati nel dare un contesto coerente al gioco, non avaro di flashback efficaci, descrizioni dell’universo e momenti comici tra il protagonista e il suo assistente di volo.

Tuttavia, il succo del divertimento sta interamente nel gameplay: in pratica, si tratta di attraversare portali spaziali uno dopo l’altro, per affrontare livelli unici, generati casualmente dall’algoritmo procedurale. Per questo, non si è mai sicuri di quello che può nascondersi all’interno: pirati del cielo, rovine, mercanti, zone di guerra e battaglie campali sono praticamente all’ordine del giorno, attività che condividono spesso l’imprevedibilità del pericolo.

In linea generale si può sempre visitare l’ambiente in tutta libertà alla ricerca di risorse e componenti, oppure è possibile saltare direttamente alla zona successiva, a patto che non ci sia qualcosa che blocchi il portale. Prima di ogni altra cosa, però, bisogna raccogliere i progetti inediti rinvenuti sul campo, i materiali per la realizzazione di migliorie, e, in particolare, i crediti.

Alla morte, infatti, si è costretti a ricominciare dal primo settore, ma il denaro viene ereditato, cosicché possiate spenderlo nell’ampio sistema di sviluppo che permette di migliorare praticamente qualsiasi cosa vi passi per la testa: dai danni del proprio velivolo alla resistenza, dalla velocità alla capienza del serbatoio delle munizioni, fino ad arrivare ad un paio di nuove astronavi che cambiano l’approccio alle battaglie.

A ciò si aggiunge la possibilità di migliorare le proprie armi e, soprattutto, di riparare direttamente lo scafo, un’opzione legata alla sessione corrente: nello specifico, alla morte si perderanno anche tutte le risorse recuperate, impedendovi di riutilizzarle successivamente.

Gli elementi che non permettono a Everspace di brillare come vorrebbe sono sostanzialmente due: il primo risiede nei controlli su gamepad, impossibili da personalizzare a dovere, che risultano legnosi e mal progettati, evidentemente studiati per il gioco su PC. Si fa l’abitudine a tutto, anche a questo, perché tra l’altro stiamo parlando di un titolo che si allontana dalle simulazioni, presentando un gameplay fortemente arcade, però ci siamo ritrovati più di una volta ingarbugliati nella confusione della battaglia proprio a causa dei controlli.

L’altra problematica, di sicuro più prevedibile, sfocia nella ripetitività, con cui ogni roguelike deve spesso convivere: alla lunga l’algoritmo non riesce a proporre situazioni sufficientemente varie, tanto-ché le meccaniche potrebbero dare sfogo alla monotonia, a maggior ragione se l’aumento delle statistiche non rientra nelle vostre corde. Dovrete poi fare i conti con delle situazioni frustranti nelle quali è impossibile combattere il proprio destino, dove la morte sarà l’unica soluzione.

Abbiamo anche qualcosina da obbiettare sul fronte tecnico, che talvolta è letteralmente mostruoso. L’Unreal Engine 4 è una bomba e restituisce un impatto grafico notevole qui in Everspace, che quasi non sembra un prodotto nato da una squadra indipendente.

Stupiscono i paesaggi, gli effetti particellari, le astronavi, e il quadro complessivo dato da questi fattori è davvero bello e pulito, coadiuvato da un ottimo lavoro svolto nel design del suono, doppiaggio compreso. Peccato che la fluidità su Xbox One non sempre è garantita: qualche volta ci siamo ritrovati in sequenze estremamente confusionarie, dove il frame-rate subiva dei cali tangibili.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Everspace  Giudizio Finale – Everspace è una miscela che unifica lo spazio con il roguelike. Non c’è molto altro da sapere: se il genere fa al caso vostro, e al contempo provate un certo amore nei confronti delle astronavi, allora non esitate oltre, sempre che abbiate in mente i limiti imposti dall’esperienza. Per tutti gli altri, non trascuratelo: l’opera di Rockfish Games è un viaggio pieno d’avventura, contaminata sì dalla presenza massiccia dei numeri, ma che sa quel che fa.

PRO CONTRO
  • Dinamiche arcade in un gioco spaziale
  • Le battaglie trasmettono un gran senso di scala
  • Ampio sistema di sviluppo
  • Lo scenario sa sorprendere
  • Alle volte confusionario
  • Punitivo, anche troppo
  • Inevitabilmente ripetitivo

Recensione Everspace – Trailer

Recensione Everspace – Screenshot