5.0

Extinction – M’attacco ai giganti (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Extinction – Nota per le operazioni di trasposizione (l’ultima è Skyrim per Switch), Iron Galaxy, questa volta, punta in alto: lancia sul mercato un videogioco molto diverso da ciò che siamo soliti vedere nel suo curriculum. Una vaga idea ve la siete già fatta guardando il voto in cima, ma lasciamo parlare la nostra recensione.

Editore Modus Games
Sviluppatore Iron Galaxy
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano (sottotitoli)
Prezzo e acquisto 59,99€ (PS4)

Video Recensione Extinction

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Attack On Shrek

L’umanità si trova sull’orlo dell’estinzione. Delle creature gargantuesche stanno decimando la popolazione, radendo al suolo intere città. L’ultimo baluardo risiede in un antico ordine di guerrieri abili nello scalare queste mostruosità, il cui unico punto debole è rappresentato… dalla nuca. Tutto ciò non vi suona un po’ familiare?

Una premessa che, per quanto derivativa essa sia, può vestire i panni di motivo d’interesse per gli amanti dei giochi d’azione verticali, perché di questo si tratta, sostanzialmente. E vi dirò: visto sullo schermo, senza il pad alla mano, e nei momenti utopici, Extinction fa la sua discreta figura. Dà quella sensazione di libertà briosa, dall’utilizzo del rampino – che qui viene chiamato frusta – alla velocità dei combattimenti e delle combo, che appaga i sensi: peccato che quella sia solo una sensazione illusoria.

Anzitutto, l’universo disegnato dal team di artisti non è poi così interessante come ci si aspetterebbe. Non ha nulla di curioso, nulla di particolare, nulla che possa quantomeno renderlo distintivo. Attinge dal fantasy classico, con un pizzico di medioevo, in uno stile sicuramente piacevole alla vista, vivace e giocoso, in contrapposizione con la violenza a schermo, ma che sa di già visto in maniera plateale, stretto nella morsa di un mondo spento, senza spiegazioni né forti guizzi di carisma.

Di storia ce n’è poca e non ha alcuna valenza: Avil è il vostro alter ego virtuale e i Ravenii sono gli orchi da abbattere, prima che distruggano tutto e tutti. La narrazione si compone di fredde e statiche linee di dialogo tra il cast di personaggi, doppiati in inglese, con qualche filmato animato che non si armonizza al meglio con lo scorrere degli eventi, costruendo un quadro generico davvero trascurabile.

Ogni livello prende vita in ambientazioni mediamente ampie, delimitate da barriere, all’interno delle quali il giocatore dovrà compiere una missione principale, come salvare un certo numero di civili o eliminare i Ravenii della zona. Di conseguenza, non si tratta di un titolo open world: in tutta sincerità, abbiamo preferito l’approccio a missioni, meno dispersivo e più diretto, regolato da un’indicatore “estinzione” che riassume le condizioni della città, e dovrete quindi impedire che questo tocchi lo zero completando il compito nel minor tempo possibile, cosa che lo fa somigliare ad un prodotto arcade.

La dotazione di mosse è risicata: concatenare una combo si riduce ad un solo e unico tasto azione, la cui pressione in ritardo consente di inanellare combinazioni diverse, più complesse. In realtà, i colpi semplici sono pressoché inutili nell’alchimia di gioco, che si concentra più che altro sull’uso dell’attacco a rallentatore, il quale diminuisce lo scorrere del tempo per permettervi di indirizzare un potente colpo.

Sebbene questo fendente in bullet time sia sempre attivabile, bisogna caricare un’apposita barra per sferrare il cosiddetto “colpo letale”, con cui tagliare la testa ai Ravenii. L’indicatore sale sconfiggendo gli orchi più piccoli, tagliando gli arti delle enormi creature o distruggendone le armature, oppure salvando i civili sparsi in punti specifici della mappa.

L’obbligo di doverla ricaricare ad ogni uccisione è un’operazione monotona, ed infatti la giocabilità diventa una routine nel giro di un paio di livelli. Le missioni non fanno altro che riproporre sempre le stesse situazioni, con piccolissimi rimaneggiamenti agli obiettivi e alla cornice estetica, in cui un algoritmo procedurale cerca disperatamente di garantire un minimo di varietà con le poche variabili disponibili.

L’aspetto dei Ravenii varia tramite colorazioni diverse che ne denotano la maggiore pericolosità, e, soprattutto, attraverso un’armatura più spessa a seconda della loro potenza. I vari pezzi, dai bracciali agli elmi, proteggono gli arti e dovranno essere distrutti colpendoli in determinati punti deboli. La varietà si ferma qui e da esplorare non c’è nulla di nulla, tant’è che missioni principali e secondarie sono pressoché identiche tra loro.

Purtroppo, oltre a peccare nell’assortimento di situazioni, Extinction delude nella struttura di base della giocabilità, o, meglio, nelle meccaniche basilari che compongono la formula, perché scalare i Ravenii si rivela spesso confusionario, data la telecamera ballerina e i comandi scivolosi, tale da non permettere quella precisione che l’azione impone.

Incastrarsi sotto un’ascella di un orco è all’ordine del giorno, motivo per il quale la strategia rimane la solita di missione in missione, ossia quella di cominciare la scalata sempre dalla schiena, così da evitare di essere schiacciati dalla fisicità dei cattivoni, le cui hitbox giocano talvolta brutti scherzi, portandovi verso morti ingiustificate.

La pochezza di elementi interattivi funzionali e funzionanti, insieme alla varietà ridotta ai minimi sindacali, fanno di Extinction un prodotto inspiegabilmente scialbo. E non basta inserire un paio di modalità orda con classifiche online, insieme ad un timido albero delle abilità capace di smussare qualche falla, per salvarlo dalla mediocrità nella quale tristemente sguazza.

5.0

Giudizio Finale

Recensione Extinction  Giudizio Finale – Ci piacerebbe sorridere, e dire che Extinction è una nuova proprietà intellettuale riuscita, ma purtroppo non lo è. Quella confezionata da Iron Galaxy risulta essere un’esperienza al più mediocre, piacevole solo a piccole dosi, spesso incapace di trasmettere quell’epicità che vorrebbe emanare con le sue enormi creature. Prende in prestito idee da altri titoli, quegli stessi lavori che hanno già fatto di meglio in passato: viene da chiedersi come sia stato possibile concepire un’avventura del genere da una premessa così piena di divertimento.

PRO CONTRO
  • Lo stile grafico è piacevole…
  • Spettacolare, quando tutto funziona come dovrebbe
  • … ma il mondo è spento, non ha carisma
  • Storia astratta
  • Varietà non pervenuta
  • Formula ripetitiva e problematica

Recensione Extinction – Trailer

Recensione Extinction – Screenshot