9.0

Farpoint – La rivoluzione dello sparatutto (recensione PSVR)

Giorgio Palmieri - Nella realtà sembrerai uno scemo, ma nel gioco sarai quel Rambo che hai sempre sognato di essere

Recensione Farpoint – C’è stato un istante, un momento durante il quale, mentre provavo il multigiocatore cooperativo di Farpoint, mi sono dimenticato di star giocando ad un videogioco. Sarà durato dieci secondi, quindici al massimo, ma sentivo di essere davvero lì, tra i relitti di un’astronave distrutta, nel bel mezzo di una tempesta di sabbia asfissiante, mentre un’orda di ragni giganti tentava di stanare me e il mio compagno di armi, un ragazzino un po’ troppo chiacchierone a dire il vero, che si faceva prendere dall’euforia tanto da simulare le frasi dei film d’azione di serie B, quali “muori, muori, muori!” o “crepate tutti!”, robe del genere insomma, con un accento inglese irresistibile.

Ho dimenticato di filmare la scena, preso com’ero a spappolare l’ennesimo aracnide: dovrete quindi credermi sulla parola, dovrete avere fiducia. In realtà, tutta questa disamina è un atto di fede nei nostri confronti, perché descrivere le sensazioni che dona un gioco a realtà virtuale senza che abbiate provato la tecnologia è già di per sé un compito arduo, ma parlare di Farpoint lo è ancora di più. Mettetevi comodi e gustatevi la nostra recensione.

Editore Sony
Sviluppatore Impulse Gear
Piattaforme PSVR
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

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Video Recensione Farpoint

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR, in abbinata con PS4 Pro.

Fanteria dello spazio

Farpoint è il frutto nato dagli sforzi e dalla collaborazione attiva tra Sony e Impulse Gear, ed è il primo gioco studiato appositamente per funzionare in abbinata con il PSVR Aim Controller, il primo (perdonate la ripetizione, ma altrimenti non rende l’idea), vero controller dedicato per la realtà virtuale di Sony. Di cosa si tratta lo dovreste sapere già, specie se bazzicate tra nostre pagine: prende la forma di una sorta di pistola giocattolo non particolarmente elegante, che, una volta indossato il visore, diventa un fucile d’assalto, a pompa o di precisione, un lancia dardi e persino un fucile a plasma, a seconda delle esigenze. Prima di addentrarci nei meandri del gameplay, cerchiamo di delineare i tratti narrativi dell’opera, giusto per darvi un’infarinatura.

Quella che doveva essere una semplice missione di routine per il nostro protagonista, un pilota di una navetta spaziale, si trasforma in una delle catastrofi più grandi mai affrontate dall’essere umano: mentre due scienziati sono impegnati nello studio di un’anomalia ai confini dell’universo, che avrebbe potuto soddisfare il fabbisogno energetico dell’umanità, un cunicolo spazio-temporale risucchia sia l’eroe della nostra storia, e di cui farete le veci, che i due studiosi. E così lampi, esplosioni e attimi di buio precedono un atterraggio, anzi, uno schianto di fortuna su un pianeta alieno popolato da ragni che vogliono farvi fuori a tutti costi.

L’obiettivo, senza troppi fronzoli, è quello di ritrovare i superstiti della stazione, utilizzando l’equipaggiamento rinvenuto dalla capsula di salvataggio e poco altro. In pratica, l’intero gioco alterna momenti nei quali si spara a più non posso, ad altri in cui si assiste alle vicende dei due scienziati, Eva Tyson e Grant Moon: vivrete la loro storia attraverso degli ologrammi recuperati sul campo, tra momenti di disperazione, sogni e gocce di felicità, nella speranza di ritrovarli vivi.

La storia, nella sua semplicità, è appassionante: riesce a farti interessare ai personaggi, alle loro preoccupazioni e scoperte, in un viaggio dove la realtà virtuale aggiunge un tocco immersivo indescrivibile a parole. Gran parte del merito va anche allo splendido doppiaggio in italiano, e agli attori che hanno donato quello strato di profondità maggiore alla trama, con tanto di movimenti e animazioni facciali di qualità eccelsa, rarissime da vedere su PSVR al momento. Ciò che manca è un po’ di spiegazione, proprio perché gli interrogativi nel corso dell’opera sono tanti, e culminano con un finale spiazzante, che fa presagire il solito seguito che chissà se vedremo o meno.

Sala giochi in casa

La storia, comunque sia, veste solo un ruolo marginale in Farpoint. Come accennavamo poco prima, l’essenza dello sparatutto di Impulse Gear gira attorno al gameplay, e si fonda, appunto, sul PSVR Aim Controller. Di conseguenza, non pensate nemmeno lontanamente di giocare con il semplice Dualshock 4, ne va della vostra totale godibilità dell’esperienza, la quale perde di significato senza la periferica dedicata.

Dunque, non appena si imbraccia il fucile d’assalto, nel primissimo momento in cui vi viene offerta la libertà di muoverti e di sparare, è lì che Farpoint sorprende, e lascia a bocca aperta anche chi mastica videogiochi quotidianamente da oltre vent’anni semplicemente perché sei tu a premere il grilletto: tu, fisicamente. Metti il braccio in posizione, porti il fucile vicino al viso, chiudi l’occhio per prendere la mira dal mirino olografico, e spari. Per cambiare arma, tra l’altro, basta portare la stessa dietro alla schiena, o premere il tasto corrispondente, se preferite.

Non c’è compromesso che regga, a parte quello dovuto al limite tecnico del visore: la risoluzione rende l’immagine sgranata sulle lunghe distanze, questo è evidente, ma si viene letteralmente calati in un contesto alieno così meraviglioso, così coinvolgente, che quasi non si fa caso alle seghettature sullo sfondo.

La mente viene ingannata in una maniera mai vista fino ad ora su PSVR, in un turbinio di emozioni che, lo ripetiamo, è indescrivibile. Per altro, l’assenza totale di interfaccia migliora l’immedesimazione, e gli sviluppatori hanno implementato una serie di accortezze che rendono il gioco adattabile a seconda delle proprie necessità: si può selezionare l’altezza, giocare in piedi o seduti, si può modificare la rotazione della visuale e persino vedere un modello virtuale della propria PlayStation Camera, così potrete posizionarvi al meglio senza dover togliere il visore. Personalmente non ho accusato nessun fenomeno di chinetosi, cosa che invece avevo provato durante titoli complessi come Resident Evil 7. Si tratta di un enorme passo in avanti, sebbene tutto dipenda dalla tolleranza di ogni individuo.

D’altronde, la nuova periferica di tiro realizzata da Sony permette al giocatore di muoversi liberamente nello spazio, dato che l’arma monta l’intera struttura del gamepad di PS4, stick analogici inclusi. Al di là del movimento, tuttavia, quello che è assolutamente pazzesco sta nella precisione e nelle sensazioni offerte dal PSVR Aim Controller a seconda del fucile impugnato. Ogni arma è diversa dall’altra e, anche se ci sarebbe piaciuto vederne qualcuna in più, c’è davvero molta differenziazione tra una e l’altra.

Non aspettatevi un rinculo degno della realtà, ciò dev’essere chiaro, ma utilizzare un fucile a pompa in Farpoint per far esplodere un ragno è una delle cose più belle e appaganti di sempre, tra quelle provate nell’universo videoludico. Premere il grilletto è galvanizzate, e quando non lo si preme, il gioco cerca comunque di non annoiarvi con degli scorci niente male, forti di un design del suono notevole. La struttura in fondo è lineare, probabilmente per non appesantire troppo l’esperienza, dando quindi vita a potenziale motion sickness, e i livelli presentano qualche bivio che alla fine si ricongiunge con la strada principale. Potreste però perdervi più di un paio di ologrammi nel corso dell’avventura, quindi è importante stare attenti a dove si mettono i piedi.

Non abbiamo apprezzato troppo il sistema di salvataggio: infatti, il gioco salva la partita solo una volta completato il livello, e ci sarebbe piaciuto se gli sviluppatori avessero quantomeno inserito una postilla informativa più in vista, magari all’inizio dell’avventura. I punti di controllo però sono posti in maniera abbastanza intelligente, ma spegnere la console non appena si raggiunge un checkpoint non significa riparte da lì una volta ripresa la partita.

La campagna comunque è composta da circa sei ore, divise non esplicitamente in due fette: la prima si basa più su una formula dinamica che richiama gli sparatutto da cabinato arcade, quelli con le mitiche light gun per intenderci, mentre l’altra si focalizza sulle coperture, in un’esperienza che quasi si avvicina di più ai giochi moderni, con varie tipologie di nemici capaci di farvi cambiare approccio nel corso delle sparatorie. In ambedue i casi, il gameplay che tiene in piedi Farpoint è letteralmente superbo, una rivoluzione, una ventata d’aria fresca per il genere, ma anche per la realtà virtuale, pieni come siamo di prodotti che mostrano le potenzialità senza mai raggiungerle pienamente.

Farpoint invece ci riesce, e le sue meccaniche vengono esaltate ancora di più dalla cooperativa, nella quale, insieme ad uno sconosciuto o ad un amico, si viene catapultati in uno dei quattro livelli disponibili a fare la stessa cosa fatta nella campagna principale: crivellare di proiettili qualsiasi cosa si muove sullo schermo.

L’esperienza multiplayer elettrizza, anche più della storia in solitaria, sebbene le animazioni non siano proprio allo stato dell’arte: la stessa cura riposta nei filmati della campagna è chiaramente assente, ma almeno i movimenti dell’arma si ripercuotono sull’avatar virtuale, tanto-ché vi sembrerà di star giocando con una persona vera e propria, e non con un manichino. Speriamo solo che la modalità online venga espansa in futuro con dei DLC, magari mediante qualche mappa aggiuntiva.

Tutto rose e fiori?

Sul fronte contenutistico, il lavoro di Impulse Gear deve convivere con una spesa abbastanza importante. In breve, la campagna è di sicuro il piatto forte, e presenta un solo livello di difficoltà ben bilanciato, che chiede al giocatore impegno e, quindi, una discreta conoscenza delle meccaniche. Poi c’è la modalità sfida, dove le stesse fasi della storia vengono reinterpretate con più mostri e senza intermezzi narrativi. A differenza della campagna, però, compaiono sia il punteggio che il tempo, con tanto di classifiche finali una volta completato lo stage: insomma, è la modalità perfetta per le serate a tema VR.

Infine, appunto, potete affidarvi alla cooperativa a due giocatori, slegata dalla storia e dai suoi livelli, che potrebbe tenervi impegnati per un’altra manciata di ore, senza poi considerare il tasso rigiocabilità. L’offerta è quindi tutto sommato buona, ma non fa gridare al miracolo, specie se rapportata al prezzo di 90€ circa. In questa cifra c’è l’accessorio di tiro, il quale potrà essere sfruttato con una manciata di giochi compatibili, che troverete recensiti su questi lidi prossimamente, insieme ad altri in arrivo, anche se il futuro della periferica è chiaramente avvolto nel mistero.

La cifra diventa ancora più imponente se non si possiede nemmeno il visore VR, anche se c’è da dire che Sony sta cercando di ammorbidire il prezzo con varie promozioni, che saranno sicuramente sempre più invitanti nei prossimi mesi.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Farpoint Giudizio Finale – Farpoint è uno spaccato dell’avvenire dei videogiochi in mano nostra. Non uno sguardo, non uno scorcio delle possibili potenzialità, ma una dimostrazione concreta, empirica di una nuova direzione del mezzo videoludico. È un modo fresco di fruirli, ed è dannatamente esaltante. Al netto di un’offerta contenutistica migliorabile, provarlo è d’obbligo, e prenderlo è consigliato, perché lo sparatutto di Impluse Gear non solo è divertentissimo, ma anche rivoluzionario, grazie alla splendida periferica di Sony capace di restituire una immedesimazione senza eguali. Se questo è l’inizio, non oso immaginare come sarà il futuro. Ora scusate, ma torno ad ammazzare ragni.

PRO CONTRO
  • Porta lo sparatutto ad un nuovo livello
  • Il massimo dell’immersività
  • Gameplay pazzesco, galvanizzante
  • Storia, nella sua semplicità, più che piacevole
  • In cooperativa è a dir poco spettacolare
  • Doppiaggio in italiano superbo
  • La spesa da sostenere è importante
  • Qualche contenuto in più non avrebbe guastato

Recensione Farpoint – Trailer

Recensione Farpoint – Screenshot

  • Psyco98

    Ecco, ora voglio un VR. Che poi è anche quello che ho detto dopo aver sparato ai ragni giganti al Lucca comics.