9.0

Get Even: un thriller/horror psicologico di altissima qualità (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Get Even – Dopo aver provato tanti videogiochi è un vero piacere riuscire ancora a sorprendersi, in questo caso grazie al lavoro di alta qualità di una software house probabilmente poco conosciuta come The Farm 51. Gli sviluppatori polacchi della suddetta sono riusciti, grazie anche alla collaborazione con Bandai Namco Entertainment, a confezionare un thriller dai tratti horror e psicologici di altissima qualità sfruttando uno stile narrativo non convenzionale, un comparto sonoro azzeccatissimo e tante altre piccole chicche che abbiamo apprezzato non poco. Vi abbiamo anticipato fin troppo. Procediamo per gradi e scopriamo cos’è Get Even e perché dovreste seriamente valutarne l’acquisto.

Editore Bandai Namco Entertainment
Sviluppatore The Farm 51
Piattaforme PS4, Xbox One, Windows
Genere Avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Get Even

Il seguente filmato, realizzato con spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PlayStation 4, riassume i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Please proceed, Mr. Black

Prima di capire cosa rende così speciale Get Even, cerchiamo di scoprire qualcosa di più sulla trama e sulla tipologia di gioco. In Get Even assumeremo il ruolo di Cole Black, ex-militare ora mercenario al soldo del migliore offerente. Black non fa il suo lavoro per soldi, ma per quella scarica di adrenalina che prova nel compiere missioni sempre più pericolose e fuori legge. Rimane però un uomo con una coscienza, ed è proprio la sua coscienza, seppur macchiata da crimini efferati, a farlo invischiare in qualcosa più grande di lui.

Il protagonista si risveglia in un manicomio abbandonato, privo della memoria relativa agli ultimi avvenimenti della sua vita. Gli unici ricordi frammentari riguardano una adolescente con una bomba legata al petto, e lui che cerca di salvarla disattivando l’ordigno. In realtà non si trova casualmente nella struttura in cui si risveglia: un misterioso personaggio che si fa chiamare Red lo tiene prigioniero nella struttura, tenendolo sotto controllo con telecamere e impartendogli dei veri e propri ordini attraverso schermi sparsi qua e là. Ed è sempre Red ad avergli impiantato un particolare visore, l’unità denominata Pandora, che permette a Black di accedere ai propri ricordi e di riviverli quasi per filo e per segno. Black dovrà quindi capire, rivivendo appunto le sue memorie, cosa lo ha portato a cercare di disattivare quella bomba, in che modo è connesso alla giovane ragazza e perché Red lo tiene rinchiuso in quell’edificio dove altri “pazienti”, dotati dello stesso visore, gli danno la caccia rendendogli il compito ancora più difficile del previsto.

Recensione Get Even – Che manicomio “abbandonato” sarebbe senza qualche paziente matto da legare? Ma… non era abbandonato?

La trama, così descritta, sembra piuttosto semplice e lineare. Niente di più sbagliato. In Get Even nulla è ciò che sembra, compresa storia, personaggi, ambientazioni e quant’altro. Proprio la trama e la narrazione sono tra i punti di forza del titolo, ed è anche per questo che non vogliamo svelarvi altro. Vi aspettano un bel po’ di sorprese, e un finale piuttosto inaspettato. Altri personaggi entreranno in gioco, e una volta che entrerete nel contesto capendo come orientarvi nel manicomio e tra i vostri ricordi, inizierete ad indagare cercando di collegare tra loro tutte le tessere dell’intricato puzzle.

Pensa, ricorda, spara

Get Even vi fa vivere il tutto in prima persona, mischiando insieme più generi e meccaniche nel tentativo di creare un qualcosa di originale. Proprio la visuale in prima persona contribuisce a calare il giocatore nel ruolo e nelle particolari ambientazioni a metà tra un survival horror e un thriller. Black avrà a disposizione un particolare smartphone rugged multi-funzione che lo aiuterà non solo ad orientarsi nelle varie ambientazioni che si troverà ad esplorare, ma anche ad indagare grazie ad uno speciale analizzatore che gli permetterà ad esempio di scansionare le impronte digitali, e ad una serie di strumenti aggiuntivi quali una torcia UV ed una telecamera termica. A cosa servono questi due strumenti? Il primo è utile per seguire tracce, trovare macchie di sangue o anche scovare indizi utili a risolvere puzzle di vario genere. Il secondo è invece utile per seguire ad esempio tubature, identificare eventuali nemici appostati o comunque seguire tracce di calore fino alla loro origine.

Recensione Get Even – La torcia UV potrebbe svelare qualche indizio ben celato.

Ma Black, da buon mercenario qual è, è anche esperto nell’uso di armi da fuoco, e fortunatamente Red ha messo a disposizione del protagonista una pistola per difendersi dagli assalitori presenti nel manicomio. Non solo, anche durante l’esplorazione dei suoi ricordi avrà a che fare con avversari di vario genere. Per contrastarli Black avrà a disposizione anche una speciale pistola angolare, ovvero un’arma in grado di colpire dietro gli angoli.

Va da sé che l’introduzione di un dispositivo così particolare regala agli scontri a fuoco dinamiche altrettanto particolari, anche grazie all’uso combinato della stessa pistola e dello smartphone. Get Even in teoria è strutturato in modo da premiare un approccio stealth: nulla vieta di affrontare le sparatorie senza troppa strategia, non senza conseguenze però anche a livello di trama! Ovviamente le sparatorie non vantano lo spessore tipico di uno sparatutto nudo e crudo, ma dobbiamo ammettere di averle trovate sufficientemente divertenti, e strategiche al punto giusto (se affrontate in una certa ottica) tanto da metterci talvolta in difficoltà. Diciamo che gettarsi nella mischia ad armi spiegate non vi porterà a nulla di buono. Inoltre da un punto specifico del gioco in poi, le sparatorie assumono dinamiche completamente diverse, che vi obbligheranno ad un altro tipo di approccio.

Recensione Get Even – La particolare pistola angolare in combinazione con lo smartphone vi permette di colpire bersagli dietro gli angoli, rimanendo al sicuro e soprattutto ben nascosto.

E il bello è che quasi ogni punto o particolare del gioco è spiegato o comunque giustificato: la presenza della pistola angolare, di nemici in grado di ferire di Black nonostante si tratti di meri ricordi, di un diverso approccio ai combattimenti o qualsiasi altro dettaglio non è stato inserito casualmente o comunque senza un qualche tipo di spiegazione apparentemente logica.

Le fasi di fuoco sono alternate a quelle di indagine e di esplorazione che vi abbiamo già anticipato parlandovi delle funzionalità dello smartphone. Dovremo raccogliere prove disseminate sia nel mondo reale che in quello dei ricordi: impronte digitali, registrazioni audio, dossier della polizia, scambi di email sono solo alcune delle prove che vi aiuteranno piano piano a interpretare il quadro generale. Proprio grazie al visore Pandora poi, avrete la possibilità di recarvi in una speciale stanza virtuale che vi permetterà di consultare quanto scovato fino a quel momento, e persino di rivivere i singoli ricordi in modo da recuperare quanto potreste aver lasciato indietro per disattenzione o per troppa fretta.

Recensione Get Even – La stanza delle prove.

Nulla è ciò che sembra

Come accennato nell’introduzione, lo stile di gioco non è l’unico fattore che ci ha convinto della bontà del gioco di The Farm 51. Dobbiamo quindi entrare nel merito del comparto tecnico, partendo come di consueto dal lato grafico. A spingere il tutto è l’Unreal Engine 3, non il 4 visto che quando è iniziato lo sviluppo di Get Even il nuovo motore grafico di Epic Games era ancora in beta e quindi non del tutto stabile. Va da sé che Get Even non vanta un motore grafico da titolo tripla A: in certe occasioni si notano texture a più bassa risoluzione, qualche difetto qua e là e un risultato complessivo altalenante. In alcuni momenti abbiamo notato anche dei drastici cali di frame rate, che speriamo vengano risolti al più presto con una patch correttiva. Eppure gli sviluppatori, con gli strumenti a disposizione, sono riusciti a conferire alla stragrande maggioranza delle ambientazioni un’atmosfera estremamente caratteristica, giocando con luci ed ombre e non solo.

Recensione Get Even – L’Unreal Engine 3 non sarà un motore di ultima generazione, ma è stato usato con sufficiente cognizione di causa. Il risultato finale è di sicuro impatto.

Non solo perché è il comparto sonoro il grande protagonista di questo titolo. Proprio l’audio contribuisce ulteriormente a coinvolgere il giocatore, utilizzando effetti sonori, musiche o semplicemente suoni legati a ciò che sta accadendo in grado di avvolgere il giocatore, mantenendo attiva l’attenzione e talvolta anche suscitando ansia e “paura”. In certe scene è sufficiente il respiro ansimante del protagonista a farvi capire che la situazione non è delle migliori: in combinazione con stanze particolarmente buie o con strane apparizioni state pur certi che riuscirà a generare il giusto grado di tensione. Anche le musiche composte da Olivier Derivière sono particolarmente azzeccate, alcune anche piuttosto disturbanti come strane ed inquietanti cantilene pronunciate dagli stessi “pazienti” del manicomio utilizzate ovviamente in momenti topici della storia. Come non fare cenno poi al doppiaggio d’autore realizzato da professionisti inglesi degno di un film. A tal proposito da sottolineare anche che qualsiasi linea di testo è tradotta anche in italiano, e i dialoghi in inglese sono ovviamente sottotitolati.

Nulla è ciò che sembra: una frase che abbiamo già detto e che ripetiamo perché Get Even, sin dal principio, gioca con la vostra mente e con la percezione della realtà, facendovi porre domande che troveranno risposta solo indagando. Persino nel manicomio, ovvero nelle sezioni appartenenti alla realtà, succedono cose che vanno oltre la vostra comprensione, e sia Black che il giocatore continueranno ad interrogarsi a riguardo di quello che stanno guardando. È realtà? È un ricordo? È un qualche tipo di allucinazione causata dall’utilizzo del visore Pandora? Chi è Red e perché è così importante scoprire il segreto che si nasconde dietro alla ragazzina?

9.0

Giudizio Finale

Recensione Get EvenGiudizio Finale – Get Even è un prodotto tutt’altro che convenzionale, e sono gli stessi sviluppatori ad averlo ammesso durante i primi hands-on della stampa. Il giocatore viene proiettato in un mondo strano, con una gran quantità di informazioni da assimilare, in un totale stato di confusione, così come il protagonista della storia d’altronde. La narrazione non lineare e la trama particolarmente densa di misteri catturano piano piano il giocatore, spingendolo ad indagare più a fondo, a guardarsi intorno per scoprire dettagli nascosti, ad utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per avere la meglio sugli ostacoli che si troverà dinnanzi. Le svolte nella trama riusciranno poi a sorprendere buona parte dei giocatori, e potrebbe anche venirvi voglia di tornare sui vostri passi per scovare tutte le prove che vi siete lasciati alle spalle.

Recensione Get Even – È realtà? O un ricordo? O magari un illusione? E chi è il “Master Puppeteer” che ha disseminato il manicomio di inquietanti manichini?

A tal proposito, la longevità si attesta sopra le 10/12 ore, un po’ meno se volete raggiungere a tutti i costi la fine tralasciando alcuni punti fondamentali, un po’ di più se avete voglia di approfondire. Discreto anche il grado di rigiocabilità: giunti al termine potete, come già accennato, tornare in punti specifici del gioco per concludere al 100% i quadri delle prove presenti nella stanza virtuale a cui facevamo cenno poco fa. Commisurato anche il prezzo di lancio: 29,99€, sia per la versione fisica dedicata a PS4 e Xbox One in arrivo a partire dal 22 giugno 2017, sia per quella digitale dedicata anche a PC Windows disponibile invece a partire dal 23 giugno (aggiornamento: già disponibile su Steam). Una produzione coraggiosa, sotto tanti punti di vista, che merita la vostra attenzione.

PRO CONTRO
  • Trama e narrazione ben congegnate
  • Atmosfere azzeccate
  • Comparto audio protagonista alla pari di trama e gameplay
  • Testi tradotti in italiano
  • Prezzo contenuto
  • Comparto grafico altalenante
  • Alcuni tempi di caricamento troppo lungi spezzano l’azione

Recensione Get Even – Trailer

Recensione Get Even – Screenshot