9.5

recensione god of war

God of War: un degno seguito, e un degno nuovo inizio (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione God of War – Kratos è tornato. Lo abbiamo lasciato più di 8 anni fa, morente, dopo aver sconfitto Zeus e aver donato la Speranza all’umanità, e soprattutto dopo un lungo percorso che lo ha portato dall’essere un anti-eroe alla continua ricerca di vendetta ad un personaggio capace di sacrificarsi, anche se sempre per vendetta, per qualcosa di superiore.

Lo ritroviamo dopo tanti anni invecchiato, più maturo e assennato, con un figlio al seguito e in un contesto completamente diverso. Kratos si è infatti lasciato alle spalle la Grecia: stavolta è la mitologia norrena a fare da cornice agli eventi, una mitologia altrettanto intricata e affascinante, per certi versi anche più di quella classica, che sarà protagonista a tutti gli effetti insieme al Fantasma di Sparta e al giovanissimo figlio Atreus.

LEGGI ANCHE: Perché il nuovo GOD OF WAR è un gioco IMPORTANTE

Ma d’altronde questo ve lo abbiamo già anticipato nella nostra anteprima, dove ci chiedevamo se questa nuova incarnazione della serie, un vero e proprio “fresh start” che mira a far conoscere Kratos anche a chi non si è mai avvicinato alla saga, potesse essere una nuova “hit” per la piattaforma gaming di casa Sony. Vediamo di rispondere a questa domanda nella nostra recensione di God of War!

Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore SIE Santa Monica Studio
Piattaforme PlayStation 4
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Recensione God of War 2018

La nostra video review del nuovo capitolo di God of War riassume i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Il filmato è stato realizzato con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro, e sono stati catturati con l’ausilio di Elgato 4K60 PRO.

Un degno seguito?

Per capire se il nuovo God of War è effettivamente un degno seguito della saga dovremmo addentrarci in elementi della trama che non abbiamo assolutamente intenzione di rivelarvi. Perché la storia di questo God of War, insieme alle nuove meccaniche, alle dinamiche che legano padre e figlio e a tanti altri elementi, è un punto essenziale di questo capitolo. Ci mancherebbe altro, direte voi, ma in un contesto come quello dell’industria videoludica, sempre più incentrato su titoli online che riescono a catalizzare l’attenzione di decine di milioni di giocatori, vedere realtà come Santa Monica Studio e la stessa Sony Interactive Entertainment impegnate per più di 5 anni nella realizzazione di un videogioco incentrato unicamente sulla componente singolo giocatore, merita di essere sottolineato più e più volte.

La presenza di Atreus non smorza la componente action, tutt’altro. Il figlio è componente attivo durante i combattimenti, i boss fight, la risoluzione dei puzzle ambientali e l’esplorazione.

E God of War, a differenza di tante altre realtà singolo giocatore che sopravvivono nonostante tutto, non è neanche un titolo open world. Cosa dovrebbe spingervi quindi ad addentrarvi nella mitologia norrena a fianco dei due protagonisti di questo nuovo capitolo? Una domanda rivolta prevalentemente ai nuovi giocatori, visto che i fan della saga probabilmente non si lasceranno sfuggire l’opportunità di calarsi nuovamente nei panni di Kratos.

Kratos però, come anticipato, è cambiato. La rabbia primordiale che spingeva le sue azioni è ancora lì, ma stavolta è tenuta a freno e viene utilizzata per un unico scopo: difendere Atreus. Non vi sbagliate: il fatto che Kratos sia seguito dalla sua giovane progenie, non lo rende fin troppo cauto e, in un’ottica action, noioso. Il Fantasma di Sparta, con la scusa (si fa per dire) di un viaggio da affrontare per richiesta della defunta compagna, approfitterà per addestrare il figlio, per renderlo a tutti gli effetti una macchina di morte in grado di difendersi da un mondo crudele e spietato.

La telecamera a 3/4 e la scomparsa dell’interfaccia durante le scene di esplorazione donano un taglio cinematografico al gioco.

Di conseguenza la vena action è ancora lì, che scalcia, che ci fa sentire protagonisti della scena con mosse spettacolari e combo che coinvolgono anche Atreus. Grazie ad un set di comandi perfettamente congegnato, controlleremo Kratos utilizzando tre diversi approcci al combattimento: uno basato sull’uso di Leviatano, la nuova arma di riferimento del protagonista, in corpo a corpo; l’altro prevede il lancio di Leviatano in perfetto stile Martello di Thor, con tutte le dinamiche che ne conseguono (angolazione per colpire più bersagli, ritorno dell’ascia con danneggiamento dei nemici e così via); l’altro ancora a mani nude, con l’ausilio di uno scudo a scomparsa nascosto in un bracciale magico. Con la semplice pressione di L2 e di Quadrato invece controlleremo indirettamente Atreus, un alleato preziosissimo durante i combattimenti grazie al suo arco e a tutta una serie di abilità che apprenderà nel corso dell’avventura.

In realtà si tratta di un’estrema semplificazione, perché procedendo nel gioco il gameplay e di conseguenza il combattimento, sia di Kratos che di Atreus, si evolverà ulteriormente. Sta di fatto che nei combattimenti più concitati e nei boss fight più emozionanti stringerete il DualShock nelle mani, lo spremerete cercando di trasmettere la stessa furia che Kratos scatena sui suoi nemici. E in tutto ciò non abbiamo ancora fatto cenno alle componenti RPG, che permettono di specializzarsi in determinati stili di combattimento piuttosto che in altri, e all’equipaggiamento, che cambierà l’aspetto e le caratteristiche fondamentali dei due protagonisti. Il gameplay della serie di fatto si è evoluto, mantenendo intatto, come già accennato, il cuore dell’esperienza della saga.

Non è un open world, ma c’è così tanto da fare, così tanto da esplorare e da approfondire che quasi lo sembra.

Poco fa abbiamo scritto che il nuovo God of War non è un titolo open world. È vero fino a un certo punto. Le ambientazioni presentano così tanti segreti da scoprire, molti dei quali in un’ottica metroidvana visto che dovrete proseguire nella storia per acquisire i poteri necessari per la completa esplorazione, che si ha quasi la sensazione di avere a che fare con una sorta di open world “limitato”. Vi confermiamo poi che una volta terminata la storia principale, non solo potrete tornare sui vostri passi per esplorare eventuali strade e segreti alternativi, ma avrete anche zone inedite da scoprire e tanto, tantissimo altro. Se c’è quindi una cosa di cui proprio non ci si può lamentare quella è la longevità del titolo, a cui si aggiungono anche le varie difficoltà selezionabili che potrebbero garantire run aggiuntive per sfidare le vostre abilità.

Quello che hanno mostrato i trailer finora è un mero 5/10% di quanto effettivamente ha da offrire God of War. La varietà e la complessità di ciò che vi troverete ad esplorare è talvolta incredibile, e il merito va anche al fascino della stessa mitologia norrena e alla fantasia del team di sviluppo che è riuscita a ricrearla, a plasmarla in modo sopraffino. A contribuire poi ad immergervi nel nuovo God of War c’è anche il taglio cinematografico che è stato donato sia agli intermezzi che ai momenti di gameplay. La nuova telecamera posta sulle spalle di Kratos, quasi a 3/4, è perfetta e non perde quasi mai un colpo. Inoltre non ci sono interruzioni di alcun genere: mai una schermata di caricamento, mai un cambio o un taglio drastico, si passa dal gioco alle cut-scene con fluidità e con lo stesso motore grafico.

Parare i colpi nel momento giusto vi permette di contrattaccare.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Il comparto tecnico contribuisce come il resto di quanto descritto finora a rendere questo nuovo God of War un gioco a dir poco epico. Abbiamo passato le prime ore di gioco a “screenshottare” compulsivamente quasi tutte le cut-scene e alcune delle meravigliose ambientazioni che ci troveremo ad esplorare. Il bello è che il gioco rende alla perfezione sia sulla buon vecchia PS4 standard, su cui abbiamo speso un bel po’ di ore di gioco, che sulla più recente e potente PS4 Pro, che nonostante la risoluzione ampliata riesce a mantenersi stabile in ogni occasione sui 30 fps. E quando diciamo in ogni occasione, è davvero così: ci sono dei momenti con decine di nemici sullo schermo ed effetti di luce, magie e altro che non fanno vacillare in alcun modo il frame-rate. In ogni caso non pensiate che acquistandolo su PS4 avrete a che fare con un’esperienza di gioco castrata, tutt’altro.

Il serpente del mondo. Difficile capire le sue intenzioni, visto che parla una lingua sconosciuta.

Il paragone con Horizon Zero Dawn sorge spontaneo: se con l’open world di Guerrilla Games si erano già raggiunti livelli altissimi per quanto riguarda la grafica di un gioco console, God of War consolida questi livelli spingendosi in certi frangenti ancora più avanti, spremendo davvero al massimo le potenzialità grafiche sia del modello standard che di quello Pro.

Del comparto sonoro abbiamo già parlato nella nostra anteprima. Le colonna sonora è stata realizzata da Bear McCreary, il curatore delle OST di Battlestar Galactica e di The Walking Dead. Alcune tracce sono talmente epiche da far venire la pelle d’oca, sempre grazie al taglio cinematografico di cui facevamo cenno prima. Il doppiaggio italiano si è confermato ottimo lungo tutta la storia, con personaggi secondari ben caratterizzati. Anche il doppiaggio di Atreus, che in un primo momento ci aveva convinto poco, si lascia alla fine apprezzare, anche grazie all’evoluzione psicologica del personaggio. Lo troverete saggio e odioso allo stesso tempo.

Il doppiaggio di Kratos è praticamente perfetto. Idem dicasi per la maggior parte dei personaggi che incontrerete sul vostro cammino.

L’unica pecca riguarda il cambio di tono di voce a cui talvolta si assiste, magari a seguito di scene più drammatiche o intense. I personaggi spesso dialogano tra loro, e sentire drastici cambi di tonalità anche da un secondo all’altro non rende giustizia al lavoro svolto dai doppiatori.

9.5

Giudizio Finale

Recensione God of War 2018 – Giudizio Finale – Il nuovo God of War è probabilmente uno dei migliori giochi action di sempre. Anzi, sarebbe corretto dire che è una delle migliori esperienze per PS4 di sempre. Etichettarlo solo come titolo action sarebbe riduttivo, visto che il genere degli action/action RPG conta diversi membri illustri (Dark Souls, Bloodborne, giusto per citarne un paio) che possono fregiarsi di voti altissimi e milioni di fan in tutto il mondo. God of War è un’esperienza a 360°, che mixa elementi di avventura e di ruolo, con combattimenti appassionanti, con la risoluzione di puzzle ambientali mai frustranti e sufficientemente impegnativi.

L’evoluzione psicologica e morale dei due personaggi è parte integrante del gioco.

God of War è di fatto un degno seguito e un degno nuovo inizio. La storia non preclude assolutamente quello che è successo negli altri capitoli, tutt’altro, riuscendo allo stesso tempo a dare una nuova spinta alla serie, ponendola in un contesto inedito che funziona alla grande, e che sicuramente sarà protagonista di altri, nuovi capitoli. Sono davvero poche le critiche che possiamo muovere a questo capitolo: ad una abbiamo già fatto cenno, e riguarda il doppiaggio (o meglio, la gestione delle voci di Atreus e Kratos). L’altra critica che possiamo muovere è che si ha talvolta la sensazione che per raggiungere il finale ci siano davvero troppi ostacoli, quasi un tentativo di allungare la trama per evitare le classiche lamentele di chi pretende che tutti i giochi abbiano durate sensazionali.

I primi secondi di gioco. Rivederli alla fine dell’avventura fa un certo effetto.

Quando arriverete alla fine però, a pochi istanti dal raggiungimento della meta, capirete anche che tutti gli ostacoli superati sono parte integrante del cammino di Kratos e Atreus, un cammino affatto banale che vede una crescita psicologica e morale da parte di entrambi. Il delicato rapporto padre-figlio, un ruolo inedito per il protagonista della saga, il passato di Kratos che incombe anche su Atreus, tutti elementi che impreziosiscono ulteriormente la storia e la sua evoluzione. E non è affatto banale riuscire a creare un gioco appartenente ad una saga storica come questa riuscendo a compiacere sia i fan di vecchia data, che, vi assicuriamo, troveranno pane per i loro denti, che i nuovi giocatori, che impareranno a conoscere e ad apprezzare Kratos e il figlio grazie alla loro profondità e anche grazie al loro passato.

PRO CONTRO
  • Nonostante le novità, è God of War nell’animo
  • Mai una schermata di caricamento
  • Nuove dinamiche di gioco
  • La storia e i personaggi sapranno prendervi sin da subito
  • Comparto tecnico al top
  • La gestione delle voci in alcune (rare) occasioni
  • Alcune sezioni sono state aggiunte solo per allungare la storia?

Recensione God of War 2018

Gli screenshot che trovate qui di seguito sono stati catturati su PS4 Standard a 1080p.

Recensione God of War 2018 – Trailer