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Honor and Duty strizza l’occhio a due giochi. Chissà quali… (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Honor and Duty: Arcade Edition – La richiesta, continua, per la realtà virtuale è quella di titoli che possano essere simboli della tecnologia: esperienze memorabili, che sappiano lasciare il segno, prodotti capaci di durare più di un grigio pomeriggio. La longevità è spesso un problema importante per l’industria VR, e Honor and Duty: Arcade Edition cerca di smussarlo attraverso un pacchetto apparentemente prelibato. Ecco la nostra recensione della fetta VR dello sparatutto di Strange Games Studios.

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Editore Strange Games Studios
Sviluppatore Strange Games Studios
Piattaforme PSVR, PS4
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore (online)
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 6,49€

Call of Honor in Medal of Duty

Honor and Duty nacque senza alcun clamore qualche anno fa: accolse valutazioni perlopiù negative nella sua versione standard, con cui concordiamo. Si tratta di un videogioco alquanto basilare, dove vediamo uno sviluppatore, chiaramente alle prime armi, mettere in piedi una serie di costrutti per dare vita ad uno sparatutto ad ondate blando e obsoleto.

Successivamente, il piccolo team di sviluppo ha trovato nella realtà virtuale una valvola di freschezza per la sua creatura, tanto-ché ha deciso di implementare PSVR nel gioco, con tanto di supporto all’Aim Controller, una periferica che necessita disperatamente di nuovo software. Quello che ne è venuto fuori ricalca lo stesso gioco dell’edizione su TV, dietro, però, le lenti del visore, grazie alle quali l’esperienza ne guadagna in immersività.

Nella campagna principale, priva di alcun spunto narrativo, il giocatore veste i panni di uno dei quattro soldati disponibili (fuciliere, ingegnere, medico e soldato pesante, ciascuno con le sue piccole diversità), e deve eliminare un determinato numero di nemici, prima che ne arrivino altri, e altri ancora. Dopodiché si passa al livello successivo, per fare la stessa, identica cosa, all’interno di livelli graficamente antiquati, la cui interattività è prossima allo zero.

L’area di gioco ospita delle strutture tramite le quali è possibile acquistare munizioni, nuove armi o reclutare truppe che cercheranno di difendere la base. La profondità è minima e il tutto si svolge in un esagerato pressappochismo, visto che fucili, mitragliatori e quant’altro hanno una balistica e un rinculo da giocattolo, mentre l’intelligenza artificiale di alleati e avversari risulta a dir poco elementare, caratterizzata da una varietà minima.

L’Aim Controller però fa il suo mestiere come nessun’altro, garantendo quel divertimento che può effettivamente solo offrire una periferica del genere. Prendere la mira e sparare con la mitica pistola di Sony sono due operazioni sempreverdi, le quali posano sul tanto desiderato movimento libero, spesso assente nei titoli VR: di conseguenza, pur essendo un gioco venuto al mondo senza la realtà virtuale in mente, Honor and Duty riesce a sfruttare l’Aim Controller in modo più completo rispetto ad altre produzioni con budget ben più grandi, e con alle spalle team molto più ampi.

Il piatto forte poi risiede nella presenza del multigiocatore online, che mette insieme sia i giocatori dotati di visore, sia chi preferisce giocare sulla TV, in barba al bilanciamento. Il risultato diverte con la confusione, dalla quale si scorgono potenzialità immense, che, ancora, almeno su PSVR, non sono state sfruttate a dovere. Honor and Duty prova a farvele assaggiare, sebbene l’esperienza sia davvero acerba, dove capire la provenienza degli avversari e dei loro colpi è difficile, dove i punti di rinascita sembrano sparsi senza criterio e dove i bug visivi proliferano in ogni angolo.

Sia chiaro che quando tutto funziona come dovrebbe, e quando si fanno i conti con una produzione venduta a soli 6,49€, si comincia ad apprezzarne il semplicistico gameplay. Rimane tuttavia impossibile farsi piacere la grafica, che sembra un ammasso di asset preconfezionati uniti in maniera disperata, in cui animazioni pessime, texture altalenanti e modelli al più passabili compongono un quadro scarso, che, almeno, può contare su una definizione nella media e su un comparto audio accettabile.

5.0

Giudizio Finale

Recensione Honor and Duty: Arcade Edition – Giudizio Finale – Honor and Duty: Arcade Edition è poco più di un prototipo grintoso, che fa da monito severo alle effettive potenzialità della realtà virtuale, alla faccia di chi le continua a sfruttare solo a metà. Si tratta però di uno sparatutto obsoleto ed elementare, semplicistico e visivamente denutrito, ma l’Aim Controller lo eleva a produzione quantomeno godibile, se contestualizzata.

PRO CONTRO
  • Aim Controller ben implementato
  • La VR gli dà una grossa marcia in più
  • Pessima grafica
  • Campagna scialba
  • Acerbo da qualunque lato lo si guardi

Recensione Honor and Duty: Arcade Edition – Trailer

Recensione Honor and Duty: Arcade Edition – Screenshot