9.0

Little Nightmares – Mutande leopardate (recensione)

Giorgio Palmieri - Vado a cambiarle

Recensione Little Nightmares – Maledetti siano i clown; e gli zombi; e i ragni, i jump scare, gli aghi, le altezze e il buio, ma si sa: prima o poi, tutti dobbiamo affrontare le nostre paure. Quindi, senza ulteriori indugi, affrontiamole in Little Nightmares, una piccola gemma introspettiva realizzata da Tarsier Studios in collaborazione con Bandai Namco. Ecco la nostra recensione.

Editore Bandai Namco
Sviluppatore Tarsier Studios
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Platform, rompicapo, horror
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Little Nightmares

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella videorecensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Altrimenti arriva l’uomo nero

Little Nightmares si presenta come un platform, ma definirlo in questa maniera sarebbe sminuente nei confronti di quello che, in fin dei conti, è un viaggio nei meandri degli incubi, alla stessa stregua di prodotti come Limbo e Inside.

Anche qui, il mondo lo si vede e vive nei panni di un bambino, in particolare della piccola Sei (Six per anglofoni), un minuscolo personaggio dotato di un accendino e di un impermeabile giallo, col quale il gioco si diverte a fare contrasto con le grigiastre e spregevoli ambientazioni de Le Fauci, l’empia imbarcazione galleggiante in cui si svolge l’avventura, e dalla quale bisognerà scappare, senza alcuna possibilità di difendersi dalle sue minacce.

Materialmente, la parte interattiva è un continuo inanellarsi di rompicapo ambientali, redatti da una prospettiva a metà strada tra il piano bidimensionale e il treddì, e incentrati più che altro sulla bassa statura della protagonista: ad esempio, si sfruttano appigli per aggrapparsi in punti specifici di una libreria, o si spostano valigie per raggiungere la maniglia di una porta, in meccaniche contraddistinte dalla possibilità di interagire con la quasi totalità degli elementi a schermo.

La finalità dell’interazione non è solo stilistica ma, proprio come i prodotti a cui si ispira, Little Nightmares utilizza gli oggetti, i puzzle e gli sfondi anche a fini narrativi. Non ci sono scritte o voci a fare da racconto, ma solo la contemplazione di un mondo costruito a regola d’arte, che sembra davvero vivo, permeato da un’atmosfera da gustare mentre si sta in silenzio: il tutto è coadiuvato da un intreccio intelligente tra il design originale dei rompicapo e la storia ingarbugliata, che raggiunge la sua massima espressione quando si incontrano i veri protagonisti di Little Nightmares: gli abitanti e gli ospiti delle Fauci.

In queste fasi, il ritmo cambia e si trasforma in una sorta di surrogato horror del nascondino, dove bisognerà mimetizzarsi e aspettare il momento giusto per poter sgattaiolare via da individui a dir poco inquietanti, ma anche questo è solo un pretesto per farvi guardare ancor più da vicino questa bizzarra casa delle bambole così tremendamente affascinante, seppur disgustosa e spaventosa.

Le Fauci diventano quindi protagoniste e non solo un suolo per ospitare il gameplay, perché è uno spazio avvolgente, una dimora infestata fatta di enormi pareti e oggetti di dimensioni gargantuesche, realizzati apposta per riflettere la visione di un bambino nei riguardi del mondo adulto. Tra l’altro, sfruttare l’ambiente circostante per superare un ostacolo, o anche solo per il gusto di farlo, è stato reso in un modo estremamente stimolante, accompagnato dall’oscurità che solo l’accendino di Sei può stanare.

L’uso dell’Unreal Engine 4, inoltre, è al contempo semplice e magistrale, forte di un ottimo sistema di illuminazione d’atmosfera e un design del suono assolutamente fantastico, dove l’uso delle cuffie è caldamente consigliato, proprio per cogliere ogni sua sfumatura. Per altro, la telecamera, caratterizzata da uno scorrimento orizzontale, può essere modificata solo marginalmente nell’angolo di visione, ma rimane sempre fissa, valorizzando certamente ogni scena, ma non senza qualche grattacapo: in particolare, nelle fasi platform non è sempre facile distinguere la profondità, un problema condiviso spesso e volentieri dalle avventure che utilizzano la cosiddetta prospettiva 2.5D.

Ciononostante, visitare il suo mondo rimane comunque e costantemente un grande piacere, visto che ciascuna stanza trasmette una sensazione concreta perché ha un senso, un qualcosa da raccontare e con cui interagire, ha una motivazione per cui è stata creata, persino un semplice corridoio, dove magari sullo sfondo sbuca una figura raccapricciante dalle braccia lunghissime… ma fate finta che non vi abbiamo detto niente.

Little Nightmares è uno dei quei casi che meno si vede, meno si sente e meno si sa, meglio sarà per voi, un videogioco che va giocato intimamente, e che cerca di ridurre al minimo il rischio frustrazione con accortezze tali da rendere l’esperienza quanto più scorrevole e affascinante possibile, fatta eccezione per qualche morte di troppo che potrebbe farvi perdere le staffe pregherete nella speranza che i cattivoni non vi prendano, o che dei lombrichi giganti non vi tocchino, è il rischio da assumersi per vivere questi piccoli incubi, ma vale davvero la pena immergersi dentro, soprattutto al prezzo a cui viene proposto.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Little Nightmares  Giudizio Finale – Little Nightmares è un distillato meraviglioso: dall’horror estrapola l’ansia ma non i jump scare, dal platform le meccaniche senza troppa frustrazione, e dall’avventura il senso di curiosità privo dello smarrimento, in un viaggio che, in circa quattro/cinque ore, dipinge un incubo grottesco in una maniera unica, genuina, viva.

PRO CONTRO
  • Mette ansia senza ricorrere ad espedienti spiccioli
  • Un immaginario horror stilisticamente ammaliante
  • Originale e unico, nella sua semplicità
  • Enigmi, inseguimenti e stealth in un ciclo sempre vario
  • La prospettiva talvolta tradisce nelle fasi platform
  • Prima o poi finisce

Recensione Little Nightmares – Trailer

Recensione Little Nightmares – Screenshot