6.0

Recensione Mighty No. 9

Mighty No. 9 – Il nuovo Mega Man? (recensione)

Giorgio Palmieri - Dopo aver attraversato mille peripezie, l'erede spirituale della gloriosa saga di piattaforme ideata da Capcom è tra noi. Scopritelo nella nostra recensione.

Recensione Mighty No. 9 – Una promessa è una promessa e, se la si fa a metà, qualcuno può sentirsi libero di adirarsi senza che nessuno lo biasimi. Se dovessimo infatti prendere la versione dimostrativa di Mighty No. 9, confezionata in soli sette giorni di lavoro per stuzzicare il palato dei finanziatori, e la paragonassimo a quella definitiva, il risultato lascerebbe perplessi anche i meno pignoli, specie se si considera i fondi raccolti su Kickstarter, oltre quattro milioni di dollari, uniti a tre anni di lavoro e altrettanti rinvii.

Non staremo qui a lamentarci troppo, anche perché prevedibilmente ne avete già le tasche piene delle controversie che turbinano attorno a questo progetto ormai da tempo immemore (del resto, ne abbiamo già parlato abbondantemente). Quindi, signore e signori, tagliamo corto e rispondiamo alla domanda più quotata del momento: alla fine della fiera, com’è Mighty No. 9?

Video Recensione Mighty No. 9

Come al solito, ecco la video recensione che illustra al meglio i concetti espressi nei seguenti paragrafi, uniti alle sequenze di gameplay da noi registrate su PlayStation 4.

La colpa è del Norton

Iniziamo col dire che il titolo in questione abbraccia a piene mani lo spirito del videogioco vecchia scuola. Mighty No. 9 è fondamentalmente un platform d’azione in cui il giocatore impersona Beck, l’androide numero 9, l’unico immune ad un virus che ha infettato tutti i robot del pianeta. La storia, simpatica ma parecchio debole, è raccontata attraverso brevi scene d’intermezzo quasi del tutto statiche, che danno proprio l’idea di un progetto a basso budget.

Mighty No 9 Screen (2)

Lo scopo è quello di superare gli otto livelli dell’avventura principale (esclusi i tutorial e le fasi finali), nei quali si alternano sequenze platform a sane sparatorie, al fine di battere il boss di turno, la cui sconfitta dona al protagonista una nuova abilità sotto forma di una scintillante armatura, intercambiabile con le altre tramite la semplice pressione di un tasto.

L’utente può scegliere liberamente quale stage affrontare, ma…

La progressione segue una flebile linea retta. L’utente può sì scegliere liberamente quale stage affrontare ma, in realtà, il gioco stesso spinge a completare prima uno piuttosto che l’altro per il suddetto discorso dei potenziamenti ottenuti dai cattivoni di fine livello. Ad esempio, acquisire il potere del fuoco prima di combattere contro il robot di ghiaccio Cryo, vi faciliterà le cose, e non di poco.

Parlando invece più nello specifico della giocabilità, le meccaniche che sorreggono l’aspetto ludico di Mighty No. 9 sono basilari. L’interazione si limita infatti al solo salto, al cambio di costume e allo sparo verso sinistra e destra, oltre ovviamente al movimento bidirezionale. L’impossibilità di inginocchiarsi, di caricare il colpo base e di direzionare lo sparo fanno storcere il naso, e lasciano ampio spazio alla nuova dinamica della spazzata, su cui si basa praticamente l’intero gameplay.

Mighty No 9 Screen (5)

Beck infatti può stordire i nemici colpendoli ripetutamente con il suo blaster: una volta intontiti, sarà sufficiente eseguire un Dash attraverso loro per distruggerli e guadagnare sia punti extra che potenziamenti temporanei. È quindi sconsigliabile eliminare i nemici nel modo tradizionale, ovvero crivellandoli di colpi.

l’obiettivo degli sviluppatori è quello di rivitalizzare la formula nostalgica del platform vecchio stampo con una velocità superiore al passato

Si capisce dunque che l’obiettivo degli sviluppatori è quello di rivitalizzare la formula nostalgica del platform vecchio stampo con una velocità superiore al passato e a tratti davvero stimolante, se non fosse che il level design non si dimostra all’altezza di sostenerla.

La composizione dei livelli è scialba e spesso ingannevolmente punitiva, con trappole impossibili da scorgere, o inserite in contesti in cui un piccolissimo sbaglio porta alla morte istantanea. La sfida è permeata da picchi di difficoltà esagerati e soprattutto scorretti, e questi momenti spezzano il ritmo di gioco che, di fatto, non è per niente armonioso.

Mighty No 9 (6)

Considerando che dietro al progetto spiccano nomi del calibro di Comcept, Inti Creates e lo stesso Keiji Inafune, veterani del settore con alle spalle una voluminosa esperienza, tra cui persino la leggendaria saga di Mega Man, viene da chiedersi come siano possibili tali lacune.

Attento a dove metti i piedi

Tuttavia, Mighty No. 9 ritrova la sua identità durante i combattimenti contro i boss, molti dei quali supportati da schemi di attacco intelligenti e originali, affiancati ad altri più convenzionali ma sempre divertenti da scoprire e sfruttare a proprio vantaggio. Il coinvolgimento c’è e la gratificazione tocca le stelle in questi frangenti, e possiamo assolutamente sottolineare che questa è la parte migliore del titolo, al netto delle problematiche legate ad alcune mosse dei boss non sempre cristalline.

Mighty No 9 (1)

Consigliarlo però solo per questo aspetto ci risulta comunque difficile perché, banalmente, Mighty No. 9 è altalenante, tanto è vero che alcuni livelli sono talmente mal realizzati che quasi sembrano essere in fase alfa. L’estrema difficoltà, che è addolcita da potenziamenti erogati alle morti consecutive di Beck, non è quindi dettata da un sapiente design, ma piuttosto da soluzioni arzigogolate frustranti, che si riassumono in livelli davvero poco ispirati, dominati da un opinabile posizionamento dei nemici e delle trappole.

Il gioco è venduto a prezzo budget, 19,99€ in digitale, 29,99€ in edizione fisica con DLC inclusi

Contenutisticamente il titolo non teme rivali nel suo genere, sempre che il sistema di gioco vi aggrada: oltre all’avventura principale di circa quattro ore, ri-giocabile scegliendo diversi livelli di difficoltà (a proposito, non c’è una modalità facile), gli sviluppatori hanno creato decine di sfide affrontabili in cooperativa o competitiva, purtroppo solo online ma, considerando che stiamo parlando di un prodotto venduto a prezzo budget (19,99€ in digitale, 29,99€ in edizione fisica con DLC inclusi), non c’è da lamentarsi più di tanto, anche se avremmo preferito che la co-op fosse sbloccata fin da subito e non verso la fine.

Mighty No 9 Screen (3)

Stesso discorso per la direzione artistica dei personaggi, che ci ha infatti convinto, sia dei personaggi principali che dei più piccoli dei nemici, sempre molto belli da vedere in azione. Peccato che il comparto grafico sia a dir poco mediocre, con stage spesso poveri di dettagli e caratterizzati da una palette di colori spenta e assolutamente non in linea con i toni dell’avventura, o con il materiale visivo rilasciato durante la campagna Kickstarter.

Abbiamo anche notato dei piccoli rallentamenti su PlayStation 4, specie durante le esplosioni più grandi, un elemento sgradevole vista la scarsa quantità di poligoni a schermo, ma per fortuna si tratta di fenomeni poco frequenti.

Mighty No 9 Screen (1)

Per quanto riguarda il reparto audio, il doppiaggio in inglese (c’è anche quello giapponese) è certamente fuori dalle righe ma piacevole se contestualizzato nella produzione, mentre le musiche, pur non essendo memorabili, sono di sicuro piacevoli.

6.0

Giudizio Finale

Mighty No. 9 è un titolo piuttosto disorganico nel quale le buone idee non vengono giustamente valorizzate a causa di evidenti grattacapi a livello di design. Lo consigliamo solo ed esclusivamente ai videogiocatori di vecchia scuola, sebbene anche loro ne riconosceranno i grossi limiti.

PRO CONTRO
  • Battaglie contro i boss appaganti
  • Buona direzione artistica dei personaggi
  • Discreto rapporto quantità/prezzo
  • Graficamente mediocre
  • Parecchie soluzioni di level design discutibili
  • Frustrante e ingannevolmente punitivo

Recensione Mighty No. 9 – Trailer

Recensione Mighty No. 9 – Screenshot

  • Pocce90

    Non ho giocato a questo titolo, ma anche mega man in certi momenti è ingannevolmente punitivo, tipo c’erano delle fosse che quando le saltavi usciva qualcosa da dentro che ti colpiva e ti faceva cadere giu

    • Sì, ma qui è diverso proprio lo studio del level design.

      Pensa che c’è un livello che è composto solo ed esclusivamente da un enorme corridoio infinito e sempre uguale nel quale devi colpire il boss diverse volte prima di affrontarlo davvero. E se muori una sola volta devi rifare tutto daccapo.