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Mortal Blitz – Una lettera d’amore all’arcade (recensione PSVR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Mortal Blitz – Sapete chi rimane davvero folgorato dalla realtà virtuale dopo averla provata per la prima volta? Tutti quelli che hanno vissuto l’epoca d’oro dei cabinati arcade, per poi abbandonare quasi completamente il mondo videoludico. Infatti, Mortal Blitz sembra essere nato proprio per loro, pensando agli appassionati di quei mostri che furono Virtua Cop e Time Crisis. Ecco la nostra recensione.

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Editore Skonec Entertainment
Sviluppatore Skonec Entertainment
Piattaforme PSVR
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Mortal Blitz

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle sessioni di gioco su PSVR.

Una partita, una doccia

All’occhio meno attento, Mortal Blitz potrebbe sembrare una sorta di Gears of War sotto la lente della VR, visto lo stile dei personaggi e delle ambientazioni. In effetti, rispondono all’appello alcuni elementi in comune con le avventure di Marcus Fenix, ma non è uno sparatutto in terza persona quello di cui vi stiamo parlando.

Siamo dinanzi all’ennesimo gioco statico in soggettiva, che contempla l’uso di due PlayStation Move, oppure controller e un singolo Move, o persino il solo Dualshock, a vostra scelta, per offrirvi un’esperienza di sparatutto tra le più classiche, senza però risparmiarsi delle trovate niente male, che lo rendono persino unico nell’ormai affollato panorama dei videogiochi VR su binari.

Nel dettaglio, in questa cornice fantascientifica dovrete farvi strada a colpi di pistole, all’interno di un gameplay che basa le sue fondamenta su tre punti. Il primo è il movimento a teletrasporti: ci si può muovere in punti specifici una volta sconfitti tutti i nemici dell’area, o comunque esclusivamente in determinate occasioni.

Il secondo punto è la telecinesi: grazie al controllo antigravitazionale, potrete infatti interagire con gli oggetti che vi circondano per scagliarli contro i nemici. Non finisce qui: poco prima di morire, i cattivoni entreranno in una sorta di fase di stordimento, un momento speciale in cui si potrà attivare quella che il gioco chiama Groggy Finish System, una super-mossa che consente di scagliare in aria l’avversario stordito per finirlo con colpi aerei in slow-motion.

La meccanica, oltre ad essere dannatamente gratificante, serve più che altro per racimolare punti aggiuntivi, ma è possibile usarla a proprio vantaggio anche per eliminare altri cattivoni con più tranquillità. Sta a voi scegliere come gestirla, stando sempre attenti al fuoco nemico, evitabile mettendosi fisicamente al riparo dietro le coperture.

Ebbene sì, il terzo punto è proprio questo, il potersi coprire spostando la testa o il corpo, a seconda della circostanza, dietro ripari virtuali. Avere quindi un po’ di spazio libero è un obbligo, fermo restando che il tracciamento svolge egregiamente il suo mestiere: si spara che è un piacere, e tutto funziona esattamente come dovrebbe funzionare, liscio come l’olio.

Perché sei così corto?

A costo di ripeterci come in tante altre recensioni, il problema di Mortal Blitz sta nella durata: ad essere precisi, più che nella longevità, il grattacapo più grosso sta nella robustezza generale dell’esperienza, che manca prima di tutto di boss degni di tale nome, e soprattutto di varietà.

I modelli di nemici non sono molti, circa quattro in totale, e vale la stessa cosa per le armi. Alla fine utilizzerete sempre e solo le pistole automatiche, con fucili, mitra e lanciarazzi da raccogliere di tanto in tanto, che si esauriscono nel giro di poco tempo, scelta in ogni caso azzeccata visto il genere. La modalità principale poi è composta da soli cinque livelli, per un totale di poco più di un’ora di gioco circa. C’è da dire, tuttavia, che si presta benissimo ad essere rigiocata, proprio perché sono presenti tre livelli di difficoltà, ciascuno dei quali cambia radicalmente le carte in tavola, spingendo i giocatori ad attuare un piano intelligente per superare i vari livelli.

A variare la struttura della campagna ci pensa l’allenamento, una raccolta di missioni nelle quali bisogna far fuori una serie di droni in un tempo limite, a difficoltà crescente e stando fermi in un punto. Francamente l’abbiamo trovata poco ispirata e blanda, in netta antitesi con le emozioni del gioco vero e proprio, ma siamo sicuri che qualcuno la troverà un extra con cui tenersi impegnato ulteriormente, anche perché sono presenti degli sbloccabili per personalizzare le armi dal solo punto di vista estetico.

A proposito di estetica: Mortal Blitz vanta un comparto grafico discreto, sebbene sia generico. I vari livelli si somigliano un po’ troppo nelle architetture ma, in fin dei conti, il tutto è funzionale al gameplay. Possiamo assicurarvi che su PS4 Pro la resa visiva è di certo più pulita rispetto a quella offerta dalla standard, vittima di una risoluzione minore. Il reparto audio invece sembra quasi amatoriale, o comunque di qualità altalenante, eccezione fatta per l’annunciatore che commenta la nostra prestazione dopo aver sconfitto un avversario in aria, il quale ricorda i bei tempi di Unreal Tournament.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Mortal Blitz  Giudizio Finale – Come tanti altri titoli VR appartenenti al medesimo filone, Mortal Blitz vive di alti e bassi. In ogni caso, il risultato è esattamente ciò che avreste voluto sempre giocare nella sala giochi della vostra città: uno sparatutto su binari in salsa arcade avvincente, dove bisogna fisicamente nascondersi dietro le coperture per evitare i colpi dei nemici. Peccato che la struttura sia alquanto semplicistica, minata oltretutto da una longevità risicata, allo stesso modo di un titolo da cabinato di un tempo. Ciononostante, l’esaltazione è assicurata.

PRO CONTRO
  • Uno sparatutto arcade unico e di qualità su VR
  • Gratificante dall’inizio alla fine
  • Le coperture donano dinamismo
  • Dura quanto un’esperienza da cabinato arcade
  • Varietà di situazioni non esaltante

Recensione Mortal Blitz – Trailer

Recensione Mortal Blitz – Screenshot