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Need for Speed Payback: la vendetta è un piatto che va servito… con relativa calma (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Need for Speed Payback – Payback, ovvero vendicare, restituire, ed è proprio intorno alla vendetta che gira la trama di questo nuovo capitolo della celebre saga Need for Speed di Electronic Arts. Un capitolo sempre sviluppato da Ghost Games, la software house che si è occupata del reboot della saga sbarcato forse un po’ tiepidamente su console nel 2015. Quest’anno Ghost Games ha puntato maggiormente sulla trama, che vede alternarsi ben tre protagonisti, e su un open world tipicamente statunitense che offre al giocatore un bel po’ di attività ed una longevità, sulla carta, davvero stratosferica. Andiamo quindi ad approfondire e scopriamo cosa ha in serbo per noi Need for Speed Payback!

Editore Electronic Arts
Sviluppatore Ghost Games
Piattaforme PlayStation 4, Xbox One, PC Windows
Genere Corse arcade
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore (online)

Video Recensione Need for Speed Payback

La nostra video recensione di Need for Speed Payback, realizzata con spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows (Alienware 13 R3), va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Fast & Furious, is that you?

Già dai primi trailer di Need for Speed Payback il confronto con Fast and Furious è sorto spontaneo. Corse clandestine, una crew di personaggi legati da uno scopo comune, tuning di : la trama e il gameplay sembravano davvero convergere verso la saga cinematografica iniziata oramai 16 anni fa. C’è del vero, ma la trama è soltanto uno dei tanti elementi che compongono questo capitolo. Tyler Morgan, il vero protagonista fra i tre personaggi che controlleremo, viene tradito da una sua collaboratrice, Lina Navarro, nel bel mezzo del furto di una fuoriserie appartenente ad uno degli uomini più facoltosi di Fortune Valley (una sorta di Las Vegas alternativa). Navarro è al soldo della Loggia, una organizzazione criminale che tra le altre cose trucca le corse clandestine di Fortune Valley. Tyler finisce così a lavorare per Marcus, il proprietario della fuoriserie che stava tentando di rubare. Dopo sei mesi di calma piatta, Tyler mette su un piano per porre fine allo strapotere della Loggia con l’aiuto dello stesso Marcus e con la sua vecchia crew, composta da Mac, specializzato in corse fuoristrada, Jess, specializzata in inseguimenti, e Rav, un meccanico specializzato in supercar.

Recensione Need for Speed Payback – Mac, il pilota inglese della crew specializzato in fuoristrada e derapate.

Inseguimenti, corse mozzafiato, esplosioni e cut-scene cinematografiche condiscono il tutto trasmettendo appunto quel feeling in stile Fast and Furious che alla fine, in un titolo del genere, non guasta assolutamente. Ma è comunque l’open world che caratterizza Payback il vero protagonista della situazione. Dopo un prologo (forse anche troppo lungo) che ci introduce appunto agli eventi chiave della trama, saremo chiamati a costruirci una reputazione affrontando varie crew sparse per Fortune Valley e dintorni. La speranza è quella di poter correre alla fine nella più importante competizione organizzata dalla Loggia in modo da mandare in fumo le scommesse truccate che circolano nella Las Vegas fittizia del gioco. E per fare ciò dovremo alternarci fra i tre personaggi in modo da gareggiare nelle cinque categorie previste (Sprint, Derapata, Fuoristrada, Accelerazione, Fuga), affrontare e battere varie crew e di tanto in tanto anche svolgere alcune missioni inerenti alla trama.

Grind selvaggio

Need for Speed Payback è un gioco di corse arcade, e non fa assolutamente niente per nasconderlo. La fisica del gioco è a tratti improbabile, gli incidenti spettacolari si risolvono quasi sempre con ben pochi danni e ci sono vetture modificate che tengono testa a costosissime fuoriserie. Ma è divertente così! Lasciate a casa il guidare corretto: ogni gara, che sia su strada o su sterrato, richiede un gran numero di sportellate e gesti scorretti, coadiuvati da una discreta conoscenza del terreno di scontro visto che è possibile sfruttare rampe e scorciatoie di vario genere magari per accorciare le distanze tra un checkpoint (porte virtuali che contribuiscono a demarcare i percorsi delle gare) e l’altro.

Recensione Need for Speed Payback – Arrivare ad un tale livello di personalizzazione della vettura richiederà non pochi sforzi, ma vuoi mettere la soddisfazione!

Il gioco comunque vi spinge ad andare contromano, a sfiorare le vetture “civili” e a derapare selvaggiamente per affrontare curve anche tagliando la strada ai nostri avversari. A proposito dei danni, si tratta di una caratteristica praticamente solo estetica che non fa altro che enfatizzare la vena arcade del gioco. La vostra vettura si distruggerà mano a mano che colpirete ostacoli o avversari, senza però mai influire sulle performance della vostra vettura. Gli impatti comunque risultano piuttosto spettacolari e sufficientemente fisici, specialmente durante le gare (o le missioni della storia) della tipologia Fuga che, un po’ sulla falsa riga della serie Burnout, vi permettono di effettuare degli spettacolari takedown su vetture della polizia o della Loggia. Ciò che conta però è la sensazione di velocità restituita dal titolo, specialmente nelle sezioni urbane o in quelle montane. Guidare i primi “catorci” o mettere mano su una Koenigsegg che sfreccia a 350 km/h si sente eccome.

Recensione Need for Speed Payback – Oh, mi stavi inseguendo? Sarebbe un peccato se ti facessi ribaltare!

L’open world presente in Need for Speed Payback è esplorabile liberamente in lungo e in largo. Troverete panorami prevalentemente desertici, la cittadina di Fortune Valley con il suo traffico leggermente più affollato delle zone limitrofe e anche zone montane con curve a gomito e vegetazione più fitta. Terminato il prologo, sbloccherete la prima serie di eventi legati alla classe più standard, Sprint, che prevede corse clandestine in tracciati chiusi, si fa per dire, ricavati sempre e comunque da sezioni dell’open world o più semplicemente percorsi di qualche chilometro. In tal senso dobbiamo ammettere che l’ampiezza della mappa di gioco permette una buona varietà di competizioni: è difficile percorrere lo stesso percorso o tracciato in eventi diversi. Il problema è che, per come è strutturato il gameplay, vi troverete con buona probabilità a ripetere anche più volte le stesse gare per accumulare crediti. Spieghiamoci meglio.

I crediti che potrete accumulare vincendo le varie competizioni vi permettono di acquistare nuove vetture, personalizzazioni estetiche e, soprattutto, le così dette Speed Card. Le Speed Card altro non sono che potenziamenti che permettono di incrementare le performance e il punteggio globale delle vostre auto. Ogni competizione vi premierà con una sola Speed Card estratta casualmente, che potrebbe essere più potente e quindi fare al caso vostro o completamente inutile. Fortuna che possono essere vendute o scambiate con altre Speed Card. Va da sé che questa dinamiche delle carte collezionabili fa sì che potenziare una vettura richieda un grinding talvolta selvaggio per accumulare crediti e acquistarli alle officine (che alternano ogni tot. minuti le carte a disposizione) o sbloccarne appunto di casuali.

Recensione Need for Speed Payback – Sì, ci sono gli acquisti in-app, ma potete tranquillamente ignorarli.

Qui entrano in gioco gli acquisti in-app: gli utenti più pigri possono optare per acquistare valuta premium utile ad accumulare personalizzazioni di vario genere e crediti da spendere in nuovi veicoli e in Speed Card. La loro presenza però non dovrebbe infastidirvi più di tanto. Avete poco tempo e volete investire una somma più o meno cospicua per fornirvi un boost iniziale? Acquistate credito premium. Avete tutto il tempo libero del mondo e volete affrontare l’open world di Need for Speed Payback un gradino alla volta? Vi mettete l’animo in pace, ignorante gli acquisti in-app e gareggiate, gareggiate e ancora gareggiate! Che poi alla fine era quello che si faceva anche in Gran Turismo, ma nessuno se n’è mai lamentato. In definitiva quindi potreste trovarvi per varie ore di gioco a pilotare le stesse due automobili di partenza, potenziandole sempre di più grazie alle Speed Card, ma una volta presa la mano con le dinamiche di gioco vi prefisserete obiettivi ben precisi iniziando a sbloccare vetture di altre classi. Insomma, prima di potervi vendicare ne passerà di acqua sotto i ponti! Ah, battendo le crew avrete a disposizione degli indizi per scovare i Catorci, ovvero delle auto del passato da rimettere a nuovo scovando tutti i pezzi sparsi per la mappa di gioco. Trovandoli tutti riceverete la vettura, caratterizzata però da un punteggio complessivo basso, oltre alla possibilità di acquistare lo stesso modello rimesso a nuovo dai rivenditori.

Tamarro è meglio

Veniamo quindi al comparto tecnico. Per scendere nel dettaglio, abbiamo testato la versione PC del gioco con l’ausilio di una modesta GTX 1060, che permette di giocare ad un frame rate praticamente bloccato a 60 con dettagli ultra in full HD. Sia su PC che su console (a 30 fps), Need for Speed Payback ha dalla sua un comparto grafico che riesce a farsi piacere senza troppe difficoltà. Il ciclo giorno notte in combinazioni con luci, ombre dinamiche e riflessi fanno spiccare le vetture (78 in tutto) evidenziando le potenzialità del Frostbite Engine. A tal proposito non si può non parlare del sistema di personalizzazione delle stesse automobili. Nel garage è possibile apprezzare al meglio i loro modelli tridimensionali e modificarli in praticamente qualsiasi aspetto. Ci sono potenzialmente migliaia di combinazioni, il che non può che portare beneficio al comparto multigiocatore. Peccato solo che manchi la visuale dall’interno e un sistema di meteo dinamico ad impreziosire il tutto.

Recensione Need for Speed Payback – Il comparto grafico fa il suo dovere, garantendo effetti di vario genere e una sensazione di velocità di ottimo livello.

C’è però da dire che il gioco non è esente da bug. Il sistema di respawn, che risistema il veicolo in carreggiata in caso di incidenti disastrosi o cadute da altezze più o meno elevate, di tanto in tanto interviene anche quando non ce n’è bisogno. Talvolta poi potreste entrare letteralmente dentro alcune auto presenti nel traffico ed è anche possibile assistere a qualche strano glitch che però riusciamo a giustificare vista l’ampiezza della mappa di gioco. C’è anche da dire che l’IA di gioco in certi frangenti si dimostra talmente aggressiva da spedirci non solo fuori pista, ma anche addosso a ostacoli inamovibili costringendoci a ricominciare le gare di sana pianta.

Recensione Need for Speed Payback – Screenshot scattato in gioco, la resa grafica è davvero notevole!

Qualche dettaglio anche sul comparto sonoro. A farcire l’azione c’è una lunga scelta di brani rock, indie rock, elettronica e rap perfetti per aggiungere ulteriore adrenalina alle competizioni e anche per farvi compagnia mentre percorrete i chilometri che vi separano da una location all’altra. Il doppiaggio italiano, per quanto realizzato da professionisti del settore, ci è sembrato un po’ sottotono. Non aiuta il fatto che i dialoghi stessi sono piuttosto elementari e per certi versi banali, e le frasi che pronunciano i protagonisti durante le gare risultano alla lunga piuttosto fastidiose. Buoni invece i suoni emessi dai bolidi e gli altri effetti sonori che caratterizzano l’azione.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Need for Speed PaybackGiudizio Finale – Need for Speed Payback, al netto dei difetti elencati finora, risulta un buon gioco di corse arcade, divertente al punto giusto, accessibile da chiunque e davvero ricco di contenuti. La storia è coadiuvata da una enorme quantità di attività da svolgere sulla mappa di gioco, e sbloccare tutte le vetture e relative personalizzazioni richiederà decine e decine di ore. Finora non abbiamo parlato del comparto multigiocatore, ma forse perché non c’è molto da dire ed è un peccato, visto che l’open world poteva offrire un ottimo spunto per la realizzazione di una lobby ricca di giocatori in tempo reale e di eventi di vario genere. Dovremo quindi accontentarci di competizioni tra otto giocatori, in gare classificate e non, che non presentano certo lo stesso grado di profondità offerto dal resto del titolo. Assente poi la possibilità di giocare in split-screen con gli amici. Se comunque cercate un titolo in grado di offrirvi un bel po’ di contenuti (in singolo) e tanta tamarraggine, a costo di un po’ di grinding selvaggio, Need for Speed Payback potrebbe farvi compagnia per un bel po’ di tempo!

PRO CONTRO
  • Open World vasto e variegato…
  • Una trama in stile Fast and Furious…
  • Longevità e numero di vetture
  • Comparto tecnico più che buono
  • … ma poco popolato
  • … appunto non troppo originale
  • Manca la visuale dall’interno
  • Grinding selvaggio

Recensione Need for Speed Payback – Screenshot

Recensione Need for Speed Payback – Trailer