6.5

Operation Warcade – 200 lire per un’emozione (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Operation Warcade – Ma quanto era bello spingere il gettone nella fessura del cabinato arcade? Che emozioni, cari lettori, che emozioni! Non vogliamo cadere nel “si stava meglio quando si stava peggio”, per carità, lungi da noi, ma l’epoca d’oro del coin-op è indimenticabile, un’era che Operation Warcade ricorda e celebra con l’ausilio della realtà virtuale: ecco la nostra recensione.

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Editore Ivanovich Games
Sviluppatore Ivanovich Games
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 19,99€ (PS4 / PC)

Gli omaggi, quelli belli


È chiara l’ispirazione di Operation Warcade, della quale non fa mistero, quel Operation Wolf che fu uno dei precursori dello sparatutto su binari. La base dell’esperienza è la stessa, ma la realtà virtuale conferisce al tutto un coinvolgimento maggiore, che si dipana anche nelle meccaniche di gioco.

Si comincia in una sala giochi, in cui purtroppo sono solo due i cabinati funzionanti, quelli di Operation Warcade, che sono praticamente la stessa cosa, eccetto piccole diversificazioni: in particolare, uno è riservato all’avventura originale, l’altro invece offre una modalità classica, dove, anziché essere nel videogioco, giocherete come se foste davanti ad uno schermo, con l’illusione di essere al cospetto di un mobile arcade, in una sequela di livelli a difficoltà crescente.

Quella principale, d’altro canto, vi immette proprio nel cabinato: ciò che vi si parerà davanti è uno sparatutto su rotaie a scorrimento laterale, giocabile su PSVR tramite Dualshock, PlayStation Move o Aim Controller, a vostra discrezione. I gamepad gelato si sono difesi molto bene durante i nostri test, tant’è che li abbiamo preferiti all’Aim, soprattutto per la varietà di armi.

L’offerta è frazionata in missioni, all’interno delle quali bisogna fare piazza pulita, in ambienti pieni zeppi di soldati, carri armati, aerei, droni e non solo. Non vi è una operazione di ricarica dell’arma: la dotazione primaria vanta un Uzi completamente automatico e una manciata di granate, armi che sembrano semplici, banali, ma che, in realtà, nascondono una potenza devastante.

I nemici non solo cadono al tappeto in un colpo solo, ma la fisica che li gestisce è a dir poco leggera: infatti, la spettacolarità del gioco sta proprio nel veder schizzare via i corpi inermi dei soldati, e con essi i pezzi di scenario, dalle torri di vedetta agli elicotteri degli avversari. Non mancano delle armi aggiuntive, tra cui un secondo Uzi, una pistola gravitazionale – con la quale scagliare milizie contro altre milizie – e diversi tipi di granate, da quelle incendiare ad altre congelanti.

Il punto focale attorno al quale orbita l’esperienza risiede però nei cosiddetti punti d’immersione, veri marchi di fabbrica della produzione: in pratica, sparsi nei livelli, spunteranno degli indicatori attivabili semplicemente sparandogli contro. Così facendo, la telecamera a scorrimento si fermerà, sarete trasportati in quel preciso punto del segnalatore, e dovrete combattere contro il nemico da una prospettiva differente: le situazioni sono piuttosto varie, e vanno da aree statiche dove bisogna utilizzare armi speciali, come fucili a pompa, di precisione o archi, ad altre nelle quali sarete chiamati a guidare veicoli manualmente per brevi tratti.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla freschezza di queste fasi, davvero ben inserite nel contesto arcade, visto che sono travestite da sezioni bonus, dove un singolo colpo vi riporterà nel momento esatto in cui s’era fermato il livello, mantenendo però il punteggio accumulato nel mentre. L’unica nota dolente dei punti d’immersione risiede nella transizione tra la fase a scorrimento orizzontale e quella bonus, a causa della schermata di caricamento di circa cinque secondi, la quale spezza il ritmo.

L’avventura vanta 36 livelli, divisi in sei zone diverse, che si sbloccano seguendo la classica progressione a tre stelle: ogni missione, infatti, dispone di tre sfide, dal “completare lo stage senza morire” al “sconfiggi tre nemici con una sola granata”, o giù di lì, al cui completamento offrono più livelli da affrontare. Alcuni traguardi sono fin troppo artificiosi, ragione per la quale avremmo preferito una progressione più lineare, più libera, rispetto a quella proposta, ma si riesce comunque ad affrontare in maniera agevole tutta l’avventura, senza dover ripetere troppe volte le missioni già percorse. Emerge poi un timido sistema di potenziamento delle armi, sempre legato all’acquisizione delle stelle: si tratta sostanzialmente di piccoli miglioramenti capaci di semplificarvi la vita, specie nei livelli avanzati.

Tuttavia, il problema più grosso della produzione, che avrete senz’altro intuito dando uno sguardo alle immagini, è la grafica. Il primo impatto è spiazzante, vista la pessima costruzione della sala giochi, con una modellazione poligonale appartenente a diverse generazioni fa. Entrando nel videogioco vero e proprio, la situazione non migliora, e mostra un colpo d’occhio assolutamente tra i peggiori su PSVR: al di là della pessima qualità di tutto ciò che concerne il comparto, dai pessimi modelli alle texture slavate, fino ad arrivare all’illuminazione obsoleta, spiccano delle eccessive scalettature dell’immagine che sminuiscono il grado d’immersione, e quindi il ruolo della realtà virtuale. L’audio, fortunatamente, ricalca i motivetti e gli effetti dei giochi arcade di un tempo, e riesce dunque a fare il suo.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Operation Warcade – Giudizio Finale – Anche l’occhio vuole la sua parte, e mai un detto retorico fu così calzante. È il caso di Operation Warcade, il cui scarno e spartano apparato visivo sporca la magia di uno sparatutto arcade molto divertente, capace persino di sorprendere anche chi di titoli su rotaie in VR ne ha masticati e digeriti a vagonate. Aspettiamo un aggiornamento che possa quantomeno ripulire la definizione dalle seghettature.

PRO CONTRO
  • Buona la trovata dei punti d’immersione…
  • Longevità e varietà più che accettabili
  • Giocabile sotto diverse configurazioni di controlli
  • … peccato per le attese delle transizioni
  • Grafica terrificante, piena di aliasing
  • Progressione un po’ artificiosa

Recensione Operation Warcade – Trailer

Recensione Operation Warcade – Screenshot