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Recensione Overwatch

Overwatch: Ryuu-ga, Wa-ga-te-ki-wo, Ku-ra-u! (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Overwatch – “Dai, questa è l’ultima partita, giuro!“: se probabilmente vi trovate spesso a dire frasi del genere e a fissare poco dopo le prime, timide, luci dell’alba, vi capiamo perfettamente. Niente di meglio la sera, dopo una intensa settimana di lavoro o di studio, che rilassarsi con qualche passatempo che riesca a farvi sentire appagati e divertiti allo stesso tempo. Ecco, se amate questo genere di videogiochi siete nel posto giusto. Overwatch è incredibilmente divertente, rapido, immediato e gratificante, grazie ad una serie di dinamiche ben congegnate che tendono a mettere in risalto il giocatore e le sue gesta nei vari match. Ma procediamo per gradi.

Dovreste aver vissuto svariati mesi in una caverna per non sapere cos’è Overwatch. È il nuovo gioco firmato Blizzard, e si sa, come ogni gioco sfornato dalla suddetta software house presenta una cura quasi maniacale dei dettagli ed un’attenta pianificazione di ogni sua dinamica. Basta vedere il successo di Hearthstone: Heroes of Warcraft. La software statunitense non aveva mai realizzato nessun gioco di carte collezionabili, ma sappiamo tutti bene com’è andata a finire. Stesso discorso per gli MMORPG. C’è stato un periodo in cui ne uscivano a bizzeffe, ma World of Warcraft poteva comunque vantare quel solido nucleo di utenti che tutt’ora continuano ad abitare le terre di Azeroth e i successivi territori aggiunti tramite le tante espansioni.

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È il primo sparatutto in prima persona realizzato da Blizzard, e guarda caso anche stavolta il lavoro svolto è encomiabile. Il confronto con Team Fortress 2 è però inevitabile e vi sono orde di utenti, non disposti al momento a spendere i 39,99€ attualmente richiesti per la versione digitale classica, che continuano a nominare l’Online FPS di Valve come valida alternativa gratuita al nuovo prodotto di casa Blizzard. Come in ogni recensione che si rispetti, siamo qui per aiutarvi nella vostra decisione.

Perché dovreste spendere 40€ per un Online FPS che non vanta campagna single player, che non sfrutta classiche modalità di gioco e che vi fa utilizzare strampalati personaggi con altrettanto strane abilità? Perché Overwatch è un successo assicurato nonostante i difetti che è possibile attribuirgli? Vediamo di rispondere insieme a queste domande. Trovate come al solito la nostra video recensione dove potete ascoltare, godendovi alcuni istanti di gioco, i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Video recensione Overwatch

World of Overwatch

Prendiamo ispirazione da un meraviglioso articolo di Polygon, che vi consigliamo caldamente di leggere, per una breve introduzione storica. Overwatch non è solo un Online FPS. Si tratta di un incredibile universo fantascientifico che presenta una quantità spropositata di caratterizzazioni, molte più addirittura di videogiochi che puntano magari ad offrire campagne single player della durata di dieci o più ore. Sono mesi che Blizzard propone un gran numero di filmati di qualità ineccepibile che mano a mano ci hanno fatto scoprire un numero sempre maggiore di elementi di gioco (guardate i corti di Winston, Hanzo, Soldato: 76 e quello di Tracer | Widowmaker).

Recensione Overwatch - Screenshot - 14
Anche le ambientazioni di Overwatch sono estremamente caratteristiche, e sono legate alla storia di alcuni dei personaggi disponibili.

Vi basti comunque sapere che ci troviamo nel futuro: la civiltà umana ha ovviamente raggiunto un livello tecnologico molto più avanzato, riuscendo ad esempio a fondare una colonia sulla Luna, a modificare geneticamente i gorilla rendendoli super intelligenti e addirittura creare intelligenze artificiali a dir poco incredibili. La crisi degli Omnic, robot guidati da intelligenza artificiale, è uno degli eventi fondamentali dell’universo di Blizzard, quello che ha portato alla formazione degli Overwatch, un gruppo di eroi provenienti da tutto il mondo in grado di contrastare la crescente minaccia. Terminata la crisi, il corpo di vigilanti è stato sciolto, ma il mondo e i suoi abitanti stanno sprofondando nuovamente nel caos. Chi meglio dei vecchi eroi per ristabilire l’ordine e la pace nelle varie nazioni della Terra? Seriamente, prendetevi 10 minuti di tempo e leggetevi l’incredibile approfondimento di Polygon che vi svelerà un incredibile numero di dettagli sull’ambientazione e sui vari personaggi.

Ryuu-ga, Wa-ga-te-ki-wo, Ku-ra-u!

Ma che diavolo è quella cosa che avete appena letto nel titolo? Beh, se avete già giocato a Overwatch, magari durante la beta, con tutta probabilità lo avrete già sentito, e lo avrete anche già associato o a morte certa o a un’occasione d’oro per sfondare le linee nemiche. Si tratta della Ultimate di Hanzo, uno dei due personaggi di origine giapponese del gioco: ogni volta che la sfodera urla minaccioso quelle parole, che tradotte dovrebbero più o meno significare “Che il drago divori i miei nemici!“. Molto probabilmente l’avete vista in azione anche nel corto a lui (e al fratello) dedicato, ma perché gli diamo così importanza?

Overwatch GIF Hanzo

Ci serve solo ad introdurre uno dei concetti di base che si nasconde, in bella vista, dietro Overwatch: la soddisfazione che riesce a trasmettere ai giocatori. Si inizia proprio dall’uso delle Ultimate, mosse speciali che riescono a sovvertire le sorte degli scontri, un po’ come succede nei MOBA. Non sono sempre facili da utilizzare, ma sfoderarle al momento giusto può farvi guadagnare la stima di tutta la squadra e farvi vincere un match altrimenti già perso. Non è finita qui: il loro utilizzo, o l’utilizzo delle abilità standard al momento giusto e sopratutto nel posto giusto, vi permette di guadagnarvi lo spazio finale dedicato alla così detta “Azione migliore“, un replay che tutti i giocatori vedranno al termine della partita.

Volete mettere l’estrema soddisfazione di far vedere a tutti i partecipanti quanto siete stati “fighi” in quel momento? Alla fine del suddetto replay verrano poi scelti 3 o 4 giocatori tra coloro che hanno fatto più uccisioni, che hanno incassato più danni, che hanno fatto più danni, che hanno elargito il maggior numero di cure, che hanno mantenuto salda la loro posizione vicino all’obiettivo e così via. A quel punto proprio i giocatori saranno chiamati a votare il migliore della partita. Beh dai, avrete capito che l’obiettivo ultimo della partita non è solo la vittoria (e non è solamente riuscire a fare più uccisioni degli altri), ma anche guadagnarsi l’Azione migliore ed essere votati “Uomo partita“, uscendone quindi soddisfatti ed appagati.

I personaggi

I personaggi di Overwatch sono il punto focale dell’esperienza di gioco. È uno dei tanti fattori che permette a Overwatch di contraddistinguersi da titoli quali ad esempio Team Fortress 2. Oltre alle macro classi di appartenenza, ovvero Attacco, Difesa, Supporto e Tank, ogni personaggio è dotato di due o più abilità specifiche e di una o due armi principali con cui affrontare i nemici o con cui supportare gli alleati.

Qualche esempio? Hanzo è dotato di un letale arco con frecce modificate per tracciare i nemici o per abbatterne un numero maggiore in contemporanea; Lucio è dotato di una pistola in grado di lanciare onde sonore curando e velocizzando contemporaneamente sé stesso e i compagni vicini; Genji è dotato di una letale katana e di una serie di shuriken con cui colpire gli avversari dalla distanza; Junkrat utilizza un letale lanciagranate ed una serie di trappole altamente fastidiose; e così via. Vi ci vorranno letteralmente ore per padroneggiare ogni singolo personaggio, considerato anche che ognuno ha una certa velocità di movimento e un certo grado di libertà, un tot di punti ferita e, appunto, un approccio completamente diverso al gioco, ed è anche ovvio che ogni giocatore vada poi a specializzarsi su personaggi particolari con cui supportare la propria squadra (non necessariamente con cure o potenziamenti). Ecco una serie di carte che riassumono le principali caratteristiche, le sinergie e i punti di forza di ognuno dei 21 protagonisti di Overwatch.

Perché Overwatch non è un gioco free-to-play?

La spiegazione è in realtà più semplice del previsto, ed è da ricercarsi in una delle meccaniche di gioco. Il punto focale del gameplay di Overwatch risiede nella possibilità di cambiare il proprio personaggio durante le partite. Non si tratta solo di cambiare classe, cosa a cui siamo abituati in alcuni Online FPS: cambiare Phara, armata di lanciarazzi e quindi di colpi esplosivi e di una Ultimate devastante, con un personaggio di supporto come Mercy, scarsa in attacco e sicuramente più versatile per la difesa, può ad esempio servire se la propria squadra necessita di meno potenza di fuoco ma di un gran numero di cure per resistere agli attacchi nemici, e questo giusto per fare uno dei tantissimi esempi che potrebbero venirci in mente. Ad ogni morte, o persino tornando nel punto di partenza, potrete optare per un cambio di personaggio, e avrete persino la possibilità di sceglierne uno già presente sul campo di battaglia, anche nella vostra squadra!

Recensione Overwatch - Screenshot - 2
Due tank a confronto. Da notare quelle simpatiche palline che rimbalzano vicino a Winston: non sono palline, sono granate! Ci deve essere Junkrat appostato da qualche parte.

E cosa ci incastra questo con il fatto che Overwatch non è un titolo free-to-play? Semplice: vista la presenza di tanti personaggi, e la probabilissima introduzione di nuovi a breve, nel caso si fosse trattato di un gioco gratuito con micro-transazioni avremmo probabilmente assistito ad una meccanica di rotazione degli stessi, tipica ad esempio di MOBA quali League of Legends. Il gameplay, e le dinamiche che caratterizzano il gioco, avrebbero quindi perso di mordente.

Giocatori disposti a spendere avrebbero avuto la possibilità di cambiare scegliendo tra un vasto numero di personaggi sbloccati a pagamento, giocatori invece meno disposti a investire cifre ingenti sarebbero stati obbligati ad utilizzare quelli disponibili nella rotazione settimanale magari meno adatti alla situazione o alla mappa affrontata. Ad essere sinceri siamo perfettamente d’accordo con Blizzard: alla fine per avere accesso al gioco sono sufficienti 39,99€, un prezzo che, come specificheremo ulteriormente nel paragrafo finale, troviamo più che bilanciato. Ricordatevi quindi: cambiare personaggio è una dinamica essenziale nei match di Overwatch, e non significa non riuscire ad utilizzare il personaggio scelto in partenza, bensì adattarsi alla situazione e permettere alla squadra di ribaltare le sorti di un match magari perso in partenza proprio per scelte sbagliate o che non si armonizzano con quelle degli altri.

Level system e micro-transazioni

Un cenno d’obbligo anche al sistema di livelli previsto per il giocatore e alle micro-transazioni presenti. Non c’è un level cap: giocando continuerete a guadagnare esperienza e a salire di livello. Gli unici cambiamenti relativi alla salita di livello sono puramente estetici e davvero minuscoli, e sono quelli che potete osservare a questo link. Ogni volta che salirete di livello sarete però ricompensati con un forziere che vi premierà con una serie di oggetti sempre utili a livello estetico.

Overwatch micro-transazioni
Le micro-transazioni di Overwatch in tutto il loro “splendore”. Tranquilli, non sono assolutamente necessarie.

Ogni forziere può infatti contenere una skin per uno dei 21 personaggi, emote da utilizzare in battaglia, spray, e le pose della vittoria, ovvero una serie di gesti e movimenti che visualizzeremo nel caso il nostro eroe sia scelto come personaggio che ha realizzato l’Azione migliore. Ognuno di questi oggetti ha un livello di rarità, come per gli oggetti di Diablo o di World of Warcraft, e nel caso di duplicato verrà automaticamente convertito in una valuta che potrà essere spesa per acquistare oggetti estetici specifici a nostra scelta. Pensate che per ogni personaggio possono esserci ben 90 oggetti da sbloccare.

Ed è qui che entrano in gioco le micro-transazioni. Il giocatore potrà acquistare da un minimo di due forzieri ad un massimo di cinquanta forzieri partendo da 1,99€ fino a 39,99€. Inutile quindi specificare che tali acquisti sono utili solo alla cura estetica dei vari personaggi. Potete quindi evitarle come la peste, e qualcuno potrebbe obiettare che anche Blizzard avrebbe potuto evitare di inserirle all’interno di un gioco a pagamento. C’è del vero, ma sta di fatto che non arrecano assolutamente nessun fastidio. Ognuno dopotutto investe i propri soldi come vuole.

Ma è un MOBA?

Assolutamente no. È stato inizialmente, ed erroneamente, paragonato ad un MOBA per via dell’estrema caratterizzazione dei personaggi, tipica appunto del genere a cui invece appartengono giochi quali League of Legends, DOTA 2 e Heroes of the Storm. Come già specificato, proprio il roster dei personaggi a disposizione è non solo uno degli elementi di forza del titolo, ma anche ciò che lo diversifica da altri Online FPS.

Di fatto, Blizzard ha già il suo MOBA (l’ultimo del breve elenco appena citato), e non aveva assolutamente bisogno di crearne un altro. L’Online FPS che forse più si avvicina all’esperienza MOBA è Battleborn, un videogioco che altrettanto erroneamente viene affiancato proprio ad Overwatch. Chissà, in futuro Blizzard potrebbe introdurre modalità di gioco sulla falsa riga proprio dei MOBA, ma al momento l’esperienza di gioco è del tutto diversa.

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Hey, ma quella è una torretta! Quindi Overwatch è un MOBA? No, si tratta semplicemente di Bastion in configurazione Sentinella.

È vero che i contenuti di gioco scarseggiano?

Una delle accuse che vengono mosse ad Overwatch è la mancanza di contenuti. Numericamente parlando ci troviamo di fronte a 21 personaggi, 12 mappe (il Tempio di Anubi in Egitto, le Industrie Volskaya in Russia, Hanamura in Giappone, Ilios in Grecia, Hollywood negli Stati Uniti, Lijiang Tower in Cina, Route 66 sempre negli Stati Uniti, Watchpoint: Gibraltar nel Regno Unito, King’s Row nuovamente nel Regno Unito, Numbanil in Africa, Dorado in Messico e la mappa denominata semplicemente Nepal) e quattro modalità di gioco. Riassumiamole un attimo nel seguente elenco:

  • Assalto (Hanamura, Tempio di Anubi, Industrie Volskaya): un team difende una zona ed un altro cerca di conquistarlo. Molto strategico, grazie anche alla vasta scelta di personaggi;
  • Scorta (Dorado, Route 66, Watchpoint: Gibraltar): un team scorta un bersaglio sensibile, l’altro deve cercare di bloccare il movimento del bersaglio. Una sorta di Via della guerra vista nel multiplayer di DOOM;
  • Controllo (Ilios, Nepal, Lijiang Tower): al meglio delle tre, una squadra difende e l’altra cerca di conquistare punti sensibili sulla mappa. A differenza di assalto prevede quindi più round;
  • Ibrida (Numbani, Hollywood, King’s Row): un mix di Assalto e Scorta.

Non c’è altro, se ve lo state chiedendo. Il fatto è che per come è strutturato Overwatch al momento sono più che sufficienti. Certo, se ci volete passare 10 ore filate potreste stufarvi, ma a noi al momento sembrano appunto sufficienti a garantirvi decine e decine di ore di gioco.
Overwatch Modalità competitiva

La mancanza più grave non è da ricercarsi nel numero di mappe o di personaggi che, non ci stancheremo mai di ripetere, possono (e lo faranno) aumentare a dismisura grazie al lavoro di Blizzard, bensì nella mancanza di partite classificate (i match ranked per intenderci). Orde di giocatori trovano ovviamente divertimento nel cercare di scalare le classifiche globali e di migliorare le proprie prestazioni nel tempo. Al momento purtroppo è impossibile, e che avrete l’unica soddisfazione in tal senso sarà quella di salire di livello. La modalità competitiva sta comunque arrivando: dovrebbe fare il suo debutto già da questo giugno, il tempo di stabilizzare i server e di creare una comunità di giocatori pronti a sfidarsi tra loro, magari anche a squadre!

Aggiornamento 29 giugno: arriva la modalità competitiva!

Aggiorniamo la recensione per segnalare l’arrivo della modalità competitiva. Al momento le così dette partite competitive sono disponibili solo sulla versione dedicata a PC Windows di Overwatch. Blizzard ha confermato che entro qualche settimana dovrebbero essere disponibili anche sulla versione dedicata a Xbox One e PlayStation 4.

Overwatch Modalità competitiva ricompense 1

Riassumendo le novità, vi anticipiamo che per partecipare alla Modalità Competitiva dovrete essere di livello 25, ed ogni stagione, della durata di 2 mesi e mezzo ciascuna, prevede 10 partite iniziali per la creazione del vostro indice di valutazione. Ogni stagione potrebbe avere regole diverse: in quella attuale, ovvero la Stagione Estiva, c’è anche la modalità Scontro Decisivo.

Cambiano anche i formati delle partite e ci saranno ricompense sia per chi partecipa alle 10 partite iniziali, sia per chi accumulerà i Punti competitivi, spendibili per acquistare una versione dorata delle armi. C’è una condotta di gioco da seguire e ogni stagione sarà intervallata da due settimane di riposo. Per ulteriori dettagli vi rimandiamo al nostro apposito approfondimento. Abbiamo aggiornato la tabella dei contro per riflettere l’aggiunta di tale modalità.

Un cenno anche al comparto tecnico

Overwatch non mira al realismo, ma a livello grafico è comunque straordinario e appagante. Un’esplosione di colori, sia per quanto riguarda i personaggi che per quanto riguarda le ambientazioni, effetti di luce, ombre, riflessi, esplosioni e quant’altro piuttosto notevoli e sempre fluide, anche nelle situazioni più concitate. Blizzard è riuscita a raggiungere i 60 fps stabili (o quasi) anche su Console, ma ovviamente i dettagli grafici sono leggermente superiori nella versione dedicata a PC Windows. Si notano differenze per quanto riguarda la rifinitura delle ombre, i riflessi di vetri, pavimenti e simili superfici, e nella gestione delle fonti luminose e del loro effetto sull’ambiente circostante

Qualche calo di frame rate, per quanto riguarda la versione console, si ha durante i replay della così detta Killcam (disattivabile nelle impostazioni) e, su Xbox One, in alcuni momenti più concitati. Difficile comunque scendere sotto i 50 fps. Come al solito viene in nostro soccorso Digital Foundry con un filmato (in inglese) che vi mostra differenze e frame rate delle versioni Console. Anche il comparto sonoro è davvero ineccepibile: musiche e doppiaggio sono di altissimo livello, ma d’altronde stiamo pur sempre parlando di Blizzard.

8.8

Recensione Overwatch - Giudizio finale

Un turbinio di colori, urla di guerra, esplosioni, battaglie rapide senza esclusione di colpi, appostamenti, salvataggi all’ultimo secondo, Ultimate devastanti, imprecazioni, cambio di personaggi e chi più ne ha più ne metta. Overwatch non è solo una gioia per gli occhi (e per le orecchie), è anche dannatamente divertente ed immediato. Proprio non riuscite ad utilizzare un personaggio? Lo cambiate alla prima occasione. Quel giocatore ha fatto una cosa sorprendente con un altro personaggio? Provatelo anche voi, siete liberi di farlo.

Il nostro giudizio finale su Overwatch non può essere che positivo. Una cornice di gioco estremamente caratterizzata, come ogni gioco Blizzard d’altronde, unita a un level design d’eccezione, 21 personaggi uno più carismatico dell’altro e modalità di gioco non classiche ma estremamente divertenti e dotate di un alto grado di strategia che difficilmente falliranno nell’ammaliare gli acquirenti. Sì, come al solito c’è qualcuno che si vanta di averlo giocato due ore e averlo messo subito in vendita, ma visto quanto detto finora e visti i tanti match che abbiamo avuto modo di goderci, proprio non riusciamo a non farcelo piacere e a pensare che siano soldi sprecati.

I difetti, sempre si possano definire tali, ve li abbiamo in sostanza già anticipati: le modalità di gioco ci sono, ma qualcuna in più, anche tra le più classiche, forse non avrebbe guastato; l’assenza delle partite classificate potrebbe farsi sentire, specialmente per quella fetta di utenza che non vede l’ora di confrontarsi con i più bravi (dovrebbe comunque arrivare a giugno); la presenza delle micro-transazioni, di fatto completamente opzionali ma che potrebbe comunque disturbare alcuni utenti (è tanto se non c’è un Season Pass NdR); ma di più proprio non riusciamo a trovargli. Chi si appella al fatto che manca una modalità singolo giocatore, non ha forse ben realizzato cos’è Overwatch e a quale genere di utenza mira. Inoltre 39,99€, il costo della versione digitale standard, è un prezzo più che onesto visto l’incredibile e certosino lavoro svolto dalla software house statunitense. C’è poco da fare: Blizzard ha fatto nuovamente centro, ma forse non vi stiamo dicendo niente di nuovo.

Questa recensione è stata realizzata con una copia del gioco dedicata a PlayStation 4 gentilmente fornita da Blizzard 

PRO CONTRO
  • I giochi Blizzard sono una garanzia
  • 21 personaggi incredibilmente caratterizzati
  • 12 mappe altrettanto caratteristiche
  • Attenzione al dettaglio quasi maniacale
  • Comparto tecnico ineccepibile
  • Meccaniche di gioco solide e ben rodate
  • Costo tutto sommato contenuto
  • Potenziale di espansione praticamente infinito
  • Ci sono le micro-transazioni
  • Qualche modalità di gioco classica non avrebbe guastato
  • Alcuni combattimenti tendono ad essere estremamente caotici

Recensione Overwatch – Galleria immagini

Recensione Overwatch – Link per l’acquisto

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  • Manu

    Complimenti ottima recensione e graficamente bellissima! Continuate cosi 😀

  • Winston è il migliore di tutti!

  • M4nder

    Gioco fantastico,che a mio parere si merita tutto il successo che sta avendo nonostante per molti non valga tutto ciò ma evidentemente per molti è roba da poco creare un gioco con tutti questi personaggi ed abilità e mantenere comunque un equilibrio all’interno del gioco,spero solo che continueranno ad approfondire le storie di tutti i personaggi con i fumetti e i corti,se dovessero fare ciò la modalità single player potrebbe essere anche del tutto superflua