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Persona 5: JRPG all’ennesima potenza! (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Persona 5 – La serie Persona, parte integrante del franchise Megami Tensei, giunge alla sua sesta incarnazione, senza contare i vari spin-off usciti su console e console portatili. Si tratta di una serie particolarmente longeva, il cui primo capitolo risale al 1996. Nonostante si tratti del sesto capitolo, il nuovo JRPG firmato ATLUS si intitola Persona 5. Collocarlo poi solo nel genere dei giochi di ruolo giapponesi è erroneo: sin dal terzo capitolo infatti i giochi appartenenti alla saga vantano elementi di simulazione sociale estremamente importanti ai fini della trama e del gameplay.

Persona 5 fa tesoro di quanto visto nei precedenti capitoli, cercando ovviamente di migliorare ed ampliare ulteriormente quanto visto nel quarto (fantastico, NdR) capitolo, uscito su PS2 e PS Vita. Il nuovo gioco di ATLUS tra le altre cose si porta dietro quello che potremmo definire un fardello: Persona 5 esce il 4 aprile su PlayStation 4 e persino su PlayStation 3. Il comparto tecnico potrebbe quindi risentire del lancio su console di vecchia generazione.

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Fortunatamente non è così, complice lo stile grafico che riesce a dare il meglio di sé anche senza spingere al massimo le potenzialità hardware offerte dalle due piattaforme. Ne parleremo comunque nel dettaglio in uno dei prossimi paragrafi. Gettiamoci dunque nella mischia e scopriamo cosa ha da offrire

Editore Deep Silver
Sviluppatore ATLUS
Piattaforme PS3, PS4
Genere JRPG, Simulatore Sociale
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Persona 5

Di seguito la nostra video recensione di Persona 5, realizzata utilizzando spezzoni video mostrati da ATLUS in questi mesi grazie ai tantissimi trailer rilasciati. Al momento purtroppo non possiamo mostrarvi screenshot o filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco.

I am thou…

I am thou, thou art I“: Io sono te, e tu sei me. Una citazione ricorrente nei videogiochi della serie Persona, una frase che nasconde un significato piuttosto profondo. Quando i protagonisti della saga affrontano quello che potremmo definire come il “risveglio“, sentono la voce interiore di ciò che nel gioco viene denominato Persona, il loro vero io che si nasconde non solo a chi li circonda, ma anche a loro stessi. E in Persona 5 questo tema viene ulteriormente amplificato, introducendo una metafora della maschera di pirandelliana memoria. Il protagonista del gioco, così come i suoi subalterni poco dopo, per risvegliarsi dovrà letteralmente strapparsi di dosso una maschera incollata al volto, in modo da rivelare al mondo il suo vero io, e scatenare di conseguenza il potere dei Persona.

Recensione Persona 5 – Il protagonista sta per rivelare al mondo il suo vero io, nascosto finora dietro a una maschera.

Non ci avete capito nulla? Iniziamo dal cercare di definire il concetto di Persona. Dopo il risveglio, il nostro eroe è in grado di evocare varie tipologie di Persona, ovvero una manifestazione “fisica” della psiche umana in grado di scatenare sul campo di battaglia varie tipologie di poteri. Il loro aspetto è in parte basato sulla mitologia nipponica, e in parte anche su elementi fantasy comuni o anche semplicemente sulla fantasia degli sviluppatori. I Persona però non sono richiamabili nella realtà tangibile, ma in una sorta di dimensione parallela ovviamente in stretto contatto con quella fisica. Solo il protagonista è in grado di evocarne più tipologie: questo perché è il giocatore a plasmare il carattere del proprio personaggio.

Recensione Persona 5 – Inizialmente il nostro eroe potrà evocare Arsène. Successivamente imparerà a richiamare altri Persona.

In Persona 5 il protagonista scoprirà, grazie ad una particolare app che si è installata da sola sul suo smartphone, di poter visitare delle versioni alternative di alcuni edifici, dei veri e propri palazzi mentali edificati da individui di spicco, realtà distorte in cui tali persone giustificano le loro malefatte senza risentire del giudizio del prossimo. A fianco di altri personaggi, il protagonista dovrà distruggere questi palazzi smascherando le vere intenzioni dei loro creatori. Prima di procedere oltre, vediamo come si viene introdotti alla storia che fa da teatro agli eventi.

… Thou art I

Persona 5 è ambientato nell’epoca moderna, per la precisione a Tokyo. Il protagonista è in libertà vigilata dopo aver difeso una donna da molestie. Peccato che il molestatore in questione fosse un potente politico giapponese, che grazie alle sue conoscenze è riuscito a far denunciare il protagonista per aggressione facendolo espellere dalla sua scuola e spedendolo in libertà vigilata lontano dalla sua famiglia. Ci troveremo quindi proiettati in una città enorme, relegati nella soffitta del bar del nostro tutore a cui, almeno inizialmente, staremo tutt’altro che simpatici.

Dopo aver capito quali treni prendere per arrivare alla Shujin Academy, la nostra nuova scuola, faremo la conoscenza di due personaggi fondamentali, Ryuji, che entro breve diventerà nostro compagno di avventure, e Kamoshida, un insegnante della Shujin Academy che nasconde un pericoloso segreto. Ancora prima di entrare a scuola, il protagonista e Ryuji si troveranno proiettati dentro il palazzo mentale di Kamoshida. Qui faranno la conoscenza di un altro personaggio fondamentale, lo strano e misterioso gatto Morgana che ci aiuterà a muovere i primi passi in questa strana e distorta realtà alternativa.

Recensione Persona 5 – Il protagonista a fianco di Ryuji e Ann, due dei tanti personaggi che ci accompagneranno lungo le vicende del gioco.

Poco dopo, il protagonista scoprirà il potere dei Persona, strappandosi di dosso la maschera con cui nasconde il suo vero io e indossandone una nuova: quella di leader dei Phantom Thieves of Hearts (I Ladri Fantasmi di Cuori). Ryuji, Morgana e poco dopo anche Ann e altri personaggi, affiancheranno il protagonista formando un gruppo di vigilanti in grado di padroneggiare il potere dei Persona, pronti a tutto per smascherare alcuni tra i più celebri e crudeli personaggi che nel bel mezzo di Tokyo si nascondono dietro le apparenze. La trama tra l’altro è anche più complessa di così: l’inizio di gioco è piuttosto turbolenta, e il protagonista si troverà, così come quelli dei precedenti capitoli, nella misteriosa Velvet Room, ma non vi sveleremo altro. Non c’è che dire, in quanto ad originalità non gli si può proprio dire nulla, vediamo quindi cosa ha in serbo per noi il gameplay.

Un simulatore… sociale?

Persona 5 non è solo un JRPG, ma anche un vero e proprio simulatore sociale. Del protagonista del gioco si è obbligati ad utilizzare solo l’aspetto fisico: il carattere, le abilità, i suoi modi di fare in generale e persino nome e cognome verranno decisi dal giocatore. Non avremo quindi solo a che fare con l’esplorazione di quelli che abbiamo definito palazzi mentali, ma anche con la vita di tutti i giorni del protagonista della storia. Il giocatore dovrà quindi essere in grado di conciliare la vita del Ladro Fantasma di Cuori con la vita scolastica, dimostrando di essere uno studente diligente (dovrete anche rispondere a domande di cultura generale) e magari cercandosi anche un lavoro part-time per pagarsi le spese.

Recensione Persona 5 – Durante le ore di scuola i professori potranno farvi domande di cultura generale, fate attenzione!

In realtà le attività da svolgere sono innumerevoli. Per plasmare il nostro eroe dovremo allenarci, studiare, nonché dedicarci ad attività ricreative quali cinema, videogame, baseball e persino gare di cibo. Tutte queste attività secondarie possono incrementare caratteristiche quali la conoscenza, il coraggio o la benevolenza. Ognuna di queste caratteristiche ci permette l’accesso a linee di dialogo aggiuntive piuttosto importanti, anche ai fini della trama. E qui entra in gioco il concetto di simulatore sociale: il giocatore dovrà anche intrecciare rapporti sociali con vari personaggi, anche non appartenenti alla propria squadra. Tali rapporti influiranno anche sulle dinamiche JRPG, andando a potenziare le fusioni dei Persona che saremo in grado di catturare nei palazzi mentali. Ci torneremo a breve.

Conciliare tutte queste attività non sarà banale. La scuola vi impegnerà dal lunedì al sabato per almeno metà giornata, lasciandovi solo alcuni pomeriggi e alcune sere per esplorare le strade di Tokyo e dedicarvi appunto ai rapporti sociali e attività extra. In alcuni casi sarete invece obbligati a seguire la storia principale o a prendere parte a eventi particolari come esami scolastici, riunioni nel covo segreto dei Ladri di Cuori e tanto altro. Avrete comunque a disposizione un calendario dove potrete consultare eventi, festività o impegni lavorativi e non.

JRPG con dinamiche stealth

Persona 5 prende largamente spunto da quanto di buono visto in Persona 4. Gli sviluppatori hanno però cercato di contestualizzare gli elementi di gioco cercando di proporre interessanti variazioni. Lo scheletro del gameplay rimane quello di un gioco di ruolo a turni. Il giocatore controllerà a turno tutti gli elementi della squadra decidendo se attaccare, usare le abilità “magiche” dei Persona, difendere o usare oggetti. I protagonisti di Persona 5 avranno accesso anche alle armi da fuoco e ad altre dinamiche già viste in passato, come gli attacchi congiunti o la possibilità di passare l’azione ad un altro personaggio per scatenare attacchi con una più alta percentuale di colpo critico. Solo l’eroe avrà la possibilità di cambiare Persona in battaglia, gli altri avranno a disposizione un unico “spirito guida” che diventerà sempre più potente.

Recensione Persona 5 – Le dinamiche sono quelle di un tipico JRPG.

Dov’è quindi la contestualizzazione? Nelle dinamiche stealth tipiche di un gruppo di ladri. Gli sviluppatori sono infatti riusciti ad implementare dinamiche stealth che riescono a coesistere con quelle JRPG. I palazzi mentali, che alla fine sono dei veri e propri dungeon con mostri, trappole e forzieri da scovare, presentano strade alternative e soprattutto nascondigli da cui la squadra può tendere agguati ai mostri. È quindi richiesto un approccio ponderato: mettersi a correre per i corridoi senza valutare eventuali ronde o strade alternative potrebbe portarvi alla sconfitta. Anche una semplice poltrona può essere un nascondiglio dietro cui appostarsi in modo da sferrare attacchi a sorpresa.

Recensione Persona 5 – I corridoi sono troppo affollati? Meglio sfruttare… i lampadari!

Questi dungeon, oltre ad offrire strade alternative, sono davvero enormi e sono inoltre suddivisi in più piani. Troverete comunque delle safe zone in cui salvare e da cui riprendere l’esplorazione in caso vogliate lasciare il così detto Metaverso, la dimensione parallela dove esistono le rappresentazioni distorte di questi edifici. I nemici che popolano le stanze di questi luoghi sono di fatto dei Persona. Durante i combattimenti, se messi alle strette, vorranno parlare con voi per cercare di guadagnarsi una via di fuga: azzeccando i dialoghi potrete convincerli a fondersi con la maschera dell’eroe in modo da poterli riutilizzare in combattimento.

Il che ci porta ad una dinamica accennata poco fa. I Persona possono essere fusi tra loro per crearne di nuovi e più potenti, e le fusioni sono rese più o meno potenti dal livello di interazione sociale che avrete con determinati individui. Ce ne sono decine e decine da scoprire, catturare e/o creare; ognuno di essi potrà contare su un massimo di 8 poteri e su caratteristiche che influiranno sui risultati in battaglia del personaggio che li utilizza. Questo comunque è solo un riassunto delle tante situazioni e meccaniche con cui avrete a che fare. Vi aspetta molto altro!

Uno stile tutto suo

Oltre a vantare dinamiche di gioco che sfruttano più generi, Persona 5 ha dalla sua uno stile davvero unico nel suo genere. La narrazione alterna l’utilizzo di scene realizzate con la grafica di gioco a intermezzi in perfetto stile anime di altissimo livello. I dialoghi sovrappongono alla scena corrente versioni 2D dei personaggi e animazioni in stile manga piacevoli e particolarmente azzeccate. Persino nei menu di gioco c’è una cura che non possiamo che definire maniacale. Sembra davvero di calarsi in una sorta di fumetto giapponese interattivo. Tutto è esagerato, coloratissimo, acceso, intenso. E per quanto riguarda la grafica tridimensionale?

È vero, Persona 5 sbarca anche su PS3, e il comparto grafico per certi versi ne risente. Eppure anche in questo caso lo stile con cui sono state realizzate certe ambientazioni è davvero incredibile. Vale la pena soffermarsi ad apprezzare i dettagli anche di semplici stanze in cui dialogano personaggi realizzati in tre dimensioni. Certo, non avremo lo stesso impatto di un Horizon Zero Dawn, ma con gli strumenti a disposizione gli sviluppatori sono riusciti a confezionare qualcosa di veramente unico, con una sua anima. Dimenticatevi quindi della presenza di una versione dedicata a PS3: il risultato finale è più che soddisfacente.

Recensione Persona 5 – Anche i combattimenti vengono talvolta interrotti da sequenze in stile anime.

Bisogna poi soffermarsi anche sul comparto sonoro, che raggiunge vette davvero encomiabili. Probabilmente vi ritroverete a fischiettare alcune delle principali canzoni della colonna sonora dalla mattina alla sera, anche se bisogna ammettere che in certi casi l’uso delle stesse musiche per particolari circostanze può risultare un po’ ripetitivo. Nel nostro caso poi abbiamo giocato a Persona 5 con il doppiaggio inglese (quello giapponese verrà disponibile al lancio), scoprendo con nostra grande sorpresa l’incredibile lavoro svolto dal team che se ne è occupato. Il doppiaggio è a livello professionale, e non vi farà assolutamente sentire la mancanza di quello nella lingua originale, che date le circostanze potrebbe adattarsi meglio.

9.5

Giudizio Finale

Recensione Persona 5  Giudizio Finale – Un altro paio di note prima di volgere al termine di questa recensione. La longevità raggiunge anche in questo caso vette altissime, diciamo che un fine settimana di gioco intenso non vi basterà neanche a finire quello che potremmo definire come il prologo degli eventi. Persona 5 ha però un grosso difetto, sempre si possa definire tale. Ci sono migliaia di righe di dialogo, da leggere o da ascoltare, solo e completamente in lingua inglese. Se non masticate la lingua d’oltre Manica evitatelo come la peste. Inutile cercare di indorare la pillola: è un inglese che si lascia capire con facilità, ma utilizza un vocabolario di termini piuttosto ampio.

Detto questo, possiamo giungere alle conclusioni. Siamo letteralmente innamorati di Persona 5. È vero, condivide molto con il precedente capitolo della saga, ma cerca comunque di prenderne le distanze grazie a un nuovo stile grafico, a un cast e a un ambientazione nuovi di zecca, a dinamiche che stavolta fanno persino uso di meccaniche stealth (non è banale far coesistere un gioco a turni con tali dinamiche), e a un modo di concepire i Persona e tutto ciò che gli ruota intorno diverso dal solito. Se aggiungete sul piatto anche una colonna sonoracatchy” al punto giusto, longevità alle stelle e una storia che vi terrà incollati alla poltrona e tante altre dinamiche di gioco impossibili da descrivere senza dedicare più di un approfondimento, capirete il perché del nostro voto finale. Persona 5 sarà disponibile a partire dal 4 aprile.

PRO CONTRO
  • Stile grafico e di gioco davvero unici
  • Longevità alle stelle
  • Level e Character design ai massimi livelli
  • Colonna sonora impeccabile
  • Dov’è la versione per Nintendo Switch?
  • Se non masticate l’inglese meglio starne alla larga
  • Troppi giochi belli in questo periodo, give us a break!

Recensione Persona 5 – Screenshot

Recensione Persona 5 – Trailer

  • Manuel

    Cosa detesto di Atlus? La loro testardaggine nel voler portare capitoli di una certa rilevanza solo su console Sony…

    • In effetti… da bravi giapponesi ignorano completamente Xbox, ogni tanto lanciano qualcosa anche su piattaforma Nintendo (e pensare che hanno iniziato proprio con titoli dedicati a console Nintendo).