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Portal Knights – Quando Minecraft e Diablo si incontrano (recensione)

Giorgio Palmieri - Il gioco preferito di Geralt di Rivia. O forse no

Recensione Portal KnightsSandbox, “sabbiera” per i non anglofoni, è il termine col quale si riassume quella tipologia di videogioco in cui vengono offerti al giocatore innumerevoli strumenti per divertirsi, lasciandolo in balia della fantasia, mentre si sfoga in uno o più ambienti totalmente modificabili.

Il promotore di questa tipologia di esperienza creativa è senza dubbio Minecraft, e di certo non ha bisogno di presentazioni. La sua formula è stata presa, ripresa, riusata, stravolta e ripensata tante di quelle volte che abbiamo perso il conto da ormai troppo tempo. Portal Knights è l’ennesimo esperimento in tal senso, che cerca comunque di farsi strada combinando elementi provenienti da vari generi, per un miscuglio nuovo che, però, sembra essere stato sempre vicino a noi. Ecco la nostra recensione.

Editore 505 Games
Sviluppatore Keen Games
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Sandbox, gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Portal Knights

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella videorecensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Porte e portali

Portal Knights è certamente un titolo basato sulla costruzione di oggetti e sulla modifica di mondi generati casualmente alla stregua del suo rivale, ma ci piace incanalarlo nel genere avventuroso, proprio perché riesce a trasmettere bene la sensazione, la voglia, la curiosità della scoperta, quella semplice, quasi innocente, specie se condivisa con gli amici.

La sinossi dell’opera, d’altronde, è abbastanza elementare: il mondo è piombato nel caos a causa della Frattura, una catastrofe che ha diviso il regno in tante piccole isole collegate tra loro attraverso dei portali. Vestirete quindi i panni di un cavaliere, creato appositamente grazie all’editor del personaggio, il quale consente di scegliere tra una notevole manciata di tratti estetici. Prima, tuttavia, vi verrà chiesto di selezionare una delle tre classi disponibili, guerriero, mago o arciere, ognuna delle quali vanta un albero di talenti peculiare, proprio come i classici giochi di ruolo.

In contrasto con ciò che dovrebbe essere il sandbox, Portal Knights non solo cerca di risultare accomodante offrendo un minimo di guida ben strutturata, ma attribuisce ai giocatori un fine: bisogna infatti sconfiggere il boss finale, il Re Vacuo, esplorando le 47 isole che compongono il mondo, ciascuna con il personale ecosistema, costituito da abitanti, flora, fauna e risorse differenti. Per passare da un isolotto ad un altro, è necessario raccogliere prima le schegge delle pietre del portale, di vario colore, con cui creare le pietre complete, le quali, una volta collocate sull’apposito altare, attiveranno il portale per procedere all’area successiva. Inoltre, prima di iniziare la propria avventura, è possibile selezionare la dimensione delle varie isole, tra piccola e grande, una scelta vincolante che andrà a modificare la longevità complessiva, visto che, banalmente, gli altari saranno più difficili da trovare.

Mettiamo i puntini sulle i, come si suol dire: su un singolo isolotto, potrebbe esserci più di un portale, ma non è detto che debba essercene per forza uno, fermo restando che, nel caso in cui ce ne fossero due, ciascuno porterà ad un isolotto diverso, cosa che, quindi, vi permetterà di saltare a piè pari alcune isole.

La raccolta di schegge, e di conseguenti pietre complete, è legata dunque all’uccisione di mostri e all’ottenimento di minerali, perché entrambe le attività ve ne doneranno una, anche se non sempre garantita. Proprio qui si nota la duplice anima di Portal Knights, uno spirito che si avvale sia della terza persona, che della prospettiva in soggettiva, intercambiabile con un tasto: se da una parte bisogna sempre armarsi di piccone, ascia e trivella per recuperare ferro, metallo, legname, seta e quant’altro, dall’altra il gioco pone un’enfasi notevole sull’azione e sui combattimenti.

Ogni classe dispone di un set di armi specifico, con cui si potranno ingaggiare i tanti tipi di nemici presenti, come melme, scheletri, golem, guerrieri elementali e persino boss da sconfiggere in arene delimitate. Il sistema di lotta si basa sulla schivata e sull’uso di oggetti e magie dalla barra di accesso rapido, che può essere totalmente personalizzata.

Nonostante il discreto numero di diavolerie, la profondità delle battaglie lascia un po’ a desiderare: diciamo pure che l’intelligenza artificiale è banale, e che le strategie per batterli sono elementari, tanto-ché vi basterà spesso posizionarvi sopra un’altura e sparare a più non posso per sconfiggere i mostri sprovvisti di armi da lancio. Questo aspetto è stato compensato dagli attacchi avversari, caratterizzati da danni elevati, che quasi vi costringono ad attuare certe tattiche poco onorevoli. Le lotte però fanno un buon uso del classico carta, forbice, sasso, qui sostituito dai vari elementi come fuoco, acqua, oscurità, luce e così via: uno ha la meglio sull’altro, e sono presenti armi che ne fanno buon uso, per ogni evenienza.

Ciclo fantastica avventura

La difficoltà scala insieme alla componente ruolistica, coadiuvata da tutti i parametri del caso: si passa infatti di livello, si ottengono punti da assegnare alle statistiche, e si guadagnano talenti unici per ogni classe. Abbiamo però notato poca inventiva nella diversificazione dei vari archetipi, un grattacapo che rende la progressione di livello in livello meno stimolante del dovuto.

A dire il vero, come accennavamo in apertura, Portal Knights rimane sempre un’avventura basata sulla costruzione di oggetti: ciò significa che dovrete costantemente aggiornare il vostro equipaggiamento col procedere dell’avventura, anche perché la difficoltà delle isole sale seguendo una curva direttamente proporzionale, appunto, al numero di queste (per esempio, l’isola 22 è più difficile della 21).

Vi sarà quindi chiesto velatamente di stabilire, tra le isole visitate, la vostra casa, in maniera tale da costruirci sopra una vera e propria dimora, con tanto di banchi da lavoro, fonderie, tavoli da disegno, incudini e altro per costruire qualsiasi oggetto vi passi per la testa, da armi e armature uniche per classe, a pozioni, anelli, sedie, finestre, blocchi e molto altro. Le varie strutture possono contare inizialmente su un piccolo numero di ricette, che può essere ampliato potenziando la stessa, attraverso i materiali raccolti nelle zone, oppure recuperando le pergamene lasciate cadere raramente dai mostri.

La ricerca di risorse e degli altari dei portali diventa quindi il veicolo di divertimento principale, in un viaggio in cui l’esplorazione sa effettivamente di esplorazione, di perlustrazione, atta proprio a identificare la presenza o meno di un determinato materiale utile per quella o quell’altra ricetta.

Per la cronaca, la nostra prova è stata effettuata su PS4 Pro e, trattandosi di un gioco costruito su PC, per poi essere trasportato su console, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla schematizzazione dei controlli, ma non senza riserve. La barra ad accesso rapido può certamente contare sull’uso di varie combinazioni per selezionare al volo gli oggetti, eppure l’inventario è davvero minuscolo se rapportato alla mole importante di oggetti disponibili. Passerete molto tempo tra le varie schermate dello zaino, selezionando cosa buttare e cosa tenere, e possiamo sottolineare che queste operazioni, se effettuate con il controller, non sono il massimo della comodità. Anche l’inserimento dei blocchi non gode della stessa precisione che si può avere con un mouse, e gli sviluppatori non hanno implementato un sistema che possa sopperire dignitosamente a tale mancanza.

Tuttavia, il problema più grosso della produzione dei tedeschi Keen Games è la varietà. Non fraintendete: ci sono tanti tipi di biomi, da giungle, zone desertiche, innevate, pianeggianti e così via, ma si tratta perlopiù di modifiche estetiche. Nel giro di qualche ora avrete visto buona parte della struttura dei mondi, indipendentemente dalla scelta tra zone piccole o grandi, effettuata prima dell’inizio dell’avventura. D’altro canto, gli elementi audiovisivi godono di una cura degna di nota: guardare Portal Knights muoversi sullo schermo è un piacere per gli occhi e per le orecchie, con sessanta fotogrammi al secondo fissi, una pulizia invidiabile che rende ogni cosa ben distinguibile, e delle musiche godibilissime, sempre in linea con l’atmosfera fiabesca del gioco.

La stessa cosa vale per i sotterranei, i dungeon presenti nel sottosuolo che nascondono spesso e volentieri dei forzieri pieni di ricompense e, talvolta, anche degli altari dei portali: visitarli è sempre un divertimento, soprattutto per i tesori ma, la loro organizzazione è quasi sempre la stessa di isolotto in isolotto, con stanze piene di mostri, collegate da porte o grate. Ci sarebbe piaciuto vedere un po’ di azzardo in più, magari tramite l’inserimento di trappole o di fasi platform.

Tutto ciò mette in luce le potenzialità dell’algoritmo procedurale, ancora non espresse fino in fondo. Si capisce quindi che Portal Knights è una bellissima base sulla quale costruire una fortezza di possibilità, molte delle quali possono essere sperimentate già da ora, ad un prezzo a dir poco onesto, ossia 19,99€ per la versione digitale, e circa 29,99€ per quella fisica: la versione venduta da Gamestop, alla stessa cifra, o quasi, offre una serie di DLC estetici.

Come avrete senz’altro capito, dunque, Portal Knights è un gioco da gustare con gli amici, perché da soli la noia potrebbe presentarsi prima di quanto pensiate. Le meccaniche girano attorno alla cooperazione, specie durante la raccolta di risorse: del resto, quattro braccia sono meglio di due (per non parlare di otto!).

Infatti, sono disponibili ben due modalità multigiocatore distinte: la cooperativa online fino a quattro giocatori, e quella offline a schermo condiviso fino a due partecipanti, un’interessante, nonché gradita aggiunta che potrebbe fare la felicità di padri e di fratelli maggiori. Peccato si possa giocare online solo ed esclusivamente con persone presenti nella lista di amici, e non con gente sconosciuta per mezzo del matchmaking, anche se c’è da dire che le dinamiche di gioco mal si sposano senza un gruppo un minimo affiatato. L’aspetto interessante è che potrete giocare nello stesso mondo da voi creato sia da soli che online, e tutti i cambiamenti effettuati saranno salvati, ma purtroppo gli altri giocatori non potranno entrare nel vostro universo senza di voi.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Portal Knights  Giudizio Finale – Portal Knights rappresenta l’anello di congiunzione tra due generi, quello ruolistico e il cosiddetto sandbox, in un esperimento che vuole trasmettere ai suoi giocatori l’avventura. Quella magia sparisce dopo un po’ di tempo, più presto di quanto preventivassimo, per poi dare spazio alle classiche operazioni di raccolta e costruzione di oggetti tipiche del genere, senza però sacrificare statistiche, equipaggiamento e tutti quei tratti tipici del gioco di ruolo. Ciononostante, siamo ancora agli inizi dell’epopea, e per chi divora regolarmente titoli simili forse non troverà soddisfacente il numero e la profondità dei contenuti, ma se avete sempre provato una certa curiosità verso questo tipo di esperienza senza mai dargli adito, l’ultima fatica di Keen Games potrebbe sorprendervi per la sua genuinità. Speriamo solo in un supporto post-lancio degno di tale nome.

PRO CONTRO
  • Cooperativa in locale e online
  • Commistione di generi azzeccatissima
  • Esplorazione eccitante, che ripaga 
  • Comparto audiovisivo semplice, pulito, vivace
  • Accessibile e divertente, per diverse fasce d’età
  • Prezzo contenuto
  • Da soli perde gran parte del fascino
  • La componente ruolistica poteva essere più approfondita
  • Inventario troppo piccolo, gestione talvolta macchinosa
  • Contenuti e varietà non fanno gridare al miracolo

Recensione Portal Knights – Trailer

Recensione Portal Knights – Screenshot