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Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration

Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration – Tanti auguri, Lara Croft! (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration – E così anche Lara Croft compie i suoi primi 20 anni: 11 capitoli all’attivo, tre diverse cronologie che in teoria non si intrecciano tra di loro, e soprattutto un nuovo corso nato sotto la coppia Square Enix Crystal Dynamics nel 2013 che non ha minimamente risentito del corso del tempo, anzi.

Dopo 20 anni la serie è più in forma che mai, e proprio per celebrare questo importante traguardo Rise of the Tomb Raider, sbarcato su Xbox e PC Windows quasi un anno fa, arriva finalmente anche su PlayStation 4 in una edizione davvero imperdibile, sia per i fan che per chi si avvicina per la prima volta ad una saga che, volenti o nolenti, è parte integrante della storia dei videogiochi.

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Nei prossimi paragrafi vi spiegheremo perché acquistare su PlayStation 4 un gioco già vecchio di un anno e soprattutto vedremo di fare chiarezza sui tanti contenuti aggiuntivi presenti, quali DLC vecchi e nuovi, costumi aggiuntivi, modalità di gioco e tanto altro.

Video Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration

Come di consueto, trovate il riassunto dei concetti espressi nei seguenti paragrafi nella nostra video recensione di Rise of the Tomb Raider per PlayStation 4, un’ottima scusa per godersi anche qualche minuto di gameplay!

Cento di questi giorni, Lara Croft!

Lara Croft compie 20 anni, e già sappiamo che alcuni di voi solo a sentire questa frase si sentiranno vecchi. Se ciò vi può consolare, facciamo parte di quella schiera di videogiocatori che hanno avuto modo nel 1996 di giocare al primissimo capitolo su PlayStation e di vedere crescere la serie nel corso degli anni. A proposito di “anzianità“, Rise of the Tomb Raider è uscito quasi un anno fa, e nonostante tutto il comparto grafico è a dir poco incredibile. Solo in un altro gioco avevamo passato così tanto tempo a realizzare screenshot per il solo gusto di farlo, Uncharted 4: Fine di un ladro, titolo facente parte di una serie molto più giovane di quella di Eidos.

Recensione Rise of the Tomb Raider 20 Year Celebration - 34
Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration – Difficile credere che si tratti di uno screenshot catturato in gioco.

Ed è sin dai primi minuti di gioco che il confronto con Uncharted 4 sorge spontaneo: Rise of the Tomb Raider è però di fatto uscito qualche mese prima, e possiamo assicurarvi che terminato il prologo, che oltre a fare da introduzione agli eventi del gioco ci permette di prendere dimestichezza con le meccaniche dello stesso, un confronto tra i due lascia il tempo che trova. Questo ultimo capitolo della saga Tomb Raider unisce insieme talmente tanti generi che difficilmente potremmo collocarlo solo sotto la voce “giochi di azione”.

Avventura, azione, sopravvivenza, gestione delle risorse: Rise of the Tomb Raider non è certo collocabile in un unico genere

Rise of the Tomb Raider è esplorazione, è sopravvivenza in territori con temperature estreme, è gestione delle risorse, è azione sapientemente mixata ad elementi stealth e, dulcis in fundo, è anche avventura. Si tratta di un capitolo essenziale per apprezzare a fondo il nuovo corso che speriamo possa continuare con successo negli anni avvenire: in Rise of the Tomb Raider esploreremo infatti il passato della celebre eroina videoludica, cercando di portare a termine le ricerche di tutta una vita del defunto padre di Lara ricostruendo allo stesso tempo la storia della famiglia e della madre di Lara, morta in giovane età potremmo dire proprio per via delle ricerche del marito.

Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration - L'ossessione della vita eterna si è tramandata di padre in figlia.
Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration – L’ossessione della vita eterna si è tramandata di padre in figlia.

Forse la storia di fondo che caratterizza Rise of the Tomb Raider potrebbe non essere la più emozionante di sempre, ma le dinamiche di gioco, le ambientazioni in stile open world e le tante side quest e le sfide lo rendono un prodotto particolarmente longevo e godibile. A proposito delle sfide, siamo rimasti particolarmente colpiti dalla scelta stilistica di inserire all’interno della storia, o meglio, dell’open world, una serie di tombe aggiuntive che Lara potrà liberamente decidere di affrontare per ricevere pezzi di armi, monete antiche o altre reliquie.

Alcune delle tombe aggiuntive esplorabili a scelta sono davvero divertenti e caratterizzate da un level design per nulla banale

Dopotutto il gioco si chiama Tomb Raider, ma rimane il fatto che il level design di queste tombe aggiuntive non è affatto banale, e ognuna di esse richiederà una buona dose di astuzia per il raggiungimento del bottino finale. Niente di sorprendente direte voi, ma non è tanto il fatto di averle inserite, quanto più di averle rese particolarmente gradevoli e divertenti anche per chi di solito si fionda sulla storia principale tralasciando le spesso inutili side quest inserite per ampliare la longevità.

Un comparto tecnico al top

Il comparto tecnico contribuisce in modo piuttosto radicale a rendere impeccabile la struttura di gioco e tutto ciò che ne consegue. Il Foundation Engine realizzato da Crystal Dynamics è a dir poco incredibile: alcune ambientazioni lasciano davvero senza fiato, ma sono soprattutto i modelli dei personaggi e l’attenzione ai dettagli che lasciano talvolta stupefatti. La maggior parte degli eventi di gioco sono ambientati in Siberia. Il team di sviluppo ha quindi avuto a che fare con la realizzazione tecnica della neve e della sua fisica. Ciò però che colpisce maggiormente è la cura con cui gli sviluppatori hanno cercato di rendere la sensazione del freddo. Nonostante la dura scorza che la caratterizza, Lara la maggior parte delle volte morirà di freddo, tremando, sostenendosi con le braccia per tenersi al caldo, muovendosi lentamente nella neve o magari a causa del vento troppo forte.

Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration - Il sistema di illuminazione dinamico è incredibile, così come il numero di dettagli che caratterizzano Lara e le ambientazioni circostanti.
Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration – Il sistema di illuminazione dinamico è incredibile, così come il numero di dettagli che caratterizzano Lara e le ambientazioni circostanti.

Niente da eccepire quindi, e gli screenshot (tutti tratti in gioco) che trovate qui al termine e i minuti di gioco nella video recensione ne sono la prova tangibile. Durante i nostri test non abbiamo mai riscontrato cali di frame rate e se proprio dobbiamo cercare il pelo nell’uovo abbiamo da segnalare solo alcuni problemi di aliasing dovuti al sistema di illuminazione dinamico, che però si nota in pochissimi frangenti, e qualche raro fenomeno di compenetrazione poligonale causato dai cadaveri degli avversari abbattuti. Utilizzando armi particolarmente potenti gli avversari verranno letteralmente sbalzati indietro, e può succedere che qualche corpo si incastri malamente con l’ambiente di gioco.

La performance dei doppiatori italiani è praticamente impeccabile.

Un cenno anche al comparto audio. Rise of the Tomb Raider è completamente doppiato in italiano da professionisti del settore, un valore aggiunto non da poco che impreziosisce il tutto proprio grazie alla performance dei doppiatori. Ovviamente anche tutti i testi (non pochi) e i menu di gioco sono tradotti. La medesima cura è stata spesa per la colonna sonora, realizzata dalla Nashville Music Scoring Orchestra (potete ascoltarla qui) e per i vari rumori ambientali e degli animali che caratterizzano le lande siberiane. Forse un tantino esagerato il numero di versi che emette Lara: i colleghi di Multiplayer circa un anno fa scherzavano affermando che con i loro “potenti mezzi” avevano calcolato una media di 5,4 emissioni ogni minuto di gioco.

20 Year Celebration, ovvero una marea di contenuti aggiuntivi

Ci pareva d’obbligo porre particolare enfasi sui tanti contenuti aggiuntivi presenti in questa edizione speciale di Rise of the Tomb Raider. Il gioco di per sé è stato già valutato positivamente sia dalla critica che dagli utenti paganti mesi e mesi fa, e in questa recensione abbiamo solo grattato la superficie dell’offerta videoludica proposta dal titolo. I contenuti aggiuntivi contribuiscono a rendere il gioco ancora più appetibile. Per cominciare sono inclusi i due DLC precedentemente rilasciati da Square Enix, ovvero Baba Yaga: Il Tempio della Strega e Il Risveglio della Fredda Oscurità. Entrambi propongono delle piccole story line parallele che si integrano alla perfezione con la pre-esistente mappa di gioco e che offrono anche sfide aggiuntive (leggasi tombe!) per ampliare ancora di più la longevità.

Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration - Demoni? Spettri? Streghe? Tutto vero, o frutto di un'illusione causata da qualche sostanza?
Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration – Demoni? Spettri? Streghe? Tutto vero, o frutto di un’illusione causata da qualche sostanza?

A fianco dei due precedenti DLC ne troviamo uno nuovo di zecca lanciato per l’occasione, intitolato Blood Ties, ovvero Legami di Sangue. Questo DLC, che potrete sbloccare dopo qualche ora di gioco della campagna, sarà affrontabile in qualsiasi momento direttamente dal menu di gioco. Ci troveremo nella oltremodo celebre Croft Manor, la villa della famiglia Croft ridotta purtroppo in stato pietoso. Proprio l’esplorazione della villa ci permetterà di scoprire parte della storia della famiglia di Lara, della sua infanzia e anche delle ricerche sull’immortalità che l’hanno spinta a seguire le orme del padre. Un’avventura in solitario incentrata sull’esplorazione, sull’ascolto della storia tramite diari, registrazioni e dei racconti di Lara e sulla ricerca di un testamento che garantisca il possedimento della villa a Lara stessa.

Esplorare la magione della famiglia Croft vi permetterà di scavare nei ricordi di Lara e di apprendere tante informazioni sul background della famiglia

Insomma, un’ottima scusa per incrementare ulteriormente il background della serie esplorando un’ambientazione realizzata a regola d’arte. A fianco di questa modalità c’è anche Lara’s Nightmare, che ci immergerà nella medesima villa invasa però da simil-zombie tra cui farsi largo per sopravvivere. Ci sarebbe anche una modalità dedicata a PlayStation VR, sempre all’interno della villa, di cui vi parleremo più nel dettaglio appena testeremo il visore per la realtà virtuale di Sony.

Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration - Sì, potrete giocare anche con la skin originale dei primi Tomb Raider.
Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration – Sì, potrete giocare anche con la skin originale dei primi Tomb Raider.

Non finisce qui: nel pacchetto sono compresi anche 12 completi, 7 armi, 35 carte spedizione da utilizzare nell’apposita modalità di gioco, ben 5 skin classiche di Lara ispirate ai design originali dei primi capitoli, un meraviglioso artbook da sfogliare, sempre che abbiate acquistato l’edizione fisica, un nuovo livello di difficoltà e anche una variante della modalità stoicismo. Quest’ultima non è certo una novità, visto che era già possibile giocarla nell’edizione dedicata a PC e Xbox, ma adesso sarà possibile giocarla in co-operativa con un vostro amico. Sarete gettati a fianco di un altro giocatore nella natura selvaggia. L’obiettivo? Sopravvivere, cercare nuovi materiali, scoprire tombe, resistere alla natura stessa, a patto di non morire, pena la perdita di tutto quanto avete trovato e raggiunto fino a quel momento.

9.2

Giudizio Finale

Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration – Giudizio Finale – Non potevamo non assegnare un voto particolarmente alto a questa produzione. L’anno di ritardo che ha accumulato la versione PlayStation 4 fortunatamente non si fa sentire, anzi: gli utenti della console di casa Sony potranno mettere le mani su un’edizione speciale ricca di contenuti aggiuntivi, tra cui il nuovo DLC Legami di Sangue e i due precedenti DLC.

Aggiungeteci un comparto grafico all’altezza del miglior gioco per Console degli ultimi mesi (ovvero Uncharted 4), una colonna sonora eccellente coadiuvata da un altrettanto ottimo doppiaggio italiano, e le tante altre caratteristiche evidenziate nei precedenti paragrafi e capirete il perché di un voto così alto. Da non tralasciare anche il fatto che il prezzo di vendita del gioco non è così elevato come quello delle produzioni più recenti. La versione fisica, quella comprensiva dell’artbook a colori, è già reperibile su Amazon a 54,99€, mentre la versione digitale è acquistabile a 5€ in più sullo store virtuale di casa Sony.

PRO CONTRO
  • Level design incredibilmente curato
  • Il comparto grafico potrebbe lasciarvi più volte a bocca aperta
  • Doppiaggio italiano impeccabile
  • Un gazillione di contenuti aggiuntivi
  • Prezzo tutto sommato contenuto
  • Trama con alti e bassi
  • Scontri a fuoco talvolta fin troppo caotici
  • Lara si lamenta un po’ troppo

Recensione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration – Trailer ufficiale

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