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Robinson: The Journey, croce e delizia della realtà virtuale (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Robinson: The Journey – La line-up di PlayStation VR si sta piano piano espandendo. Le vendite del visore per la realtà virtuale di Sony sembrano andare piuttosto bene, anche meglio dei visori concorrenti dedicati a PC Windows, complice anche il prezzo e la presenza di PS4 in oltre 40 milioni di case in tutto il mondo. Robinson: The Journey è forse uno dei titoli più ambiziosi tra quelli realizzati per questa nuova piattaforma.

Il titolo, realizzato niente meno che da Crytek con l’ausilio del Cryengine, è un primo tentativo da parte della celebre software house di tastare il terreno della realtà virtuale, offrendo un’esperienza di gioco fantascientifica che cerca di spremere al massimo le possibilità offerte dall’hardware di PS4 e dal visore di Sony. Il tutto, a detta degli stessi sviluppatori, è influenzato dai temi che catturavano l’immaginazione di quando eravamo più piccoli: la fantascienza appunto, i dinosauri, i viaggi nell’ignoto e, perché no, la realtà virtuale stessa.

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Il modello di gioco è già in parte stato sfruttato da titoli quali Here They Lie: avventura in prima persona in cui il giocatore controlla direttamente i movimenti del protagonista esplorando varie location. Robinson: The Journey però punta moltissimo anche sull’interazione con l’ambiente stesso, ma procediamo per gradi.

Video Recensione Robinson: The Journey

I concetti esposti nei seguenti paragrafi sono come di consueto riassunti nella nostra video recensione, realizzata con spezzoni tratti dalla nostra prova su PS4 con l’ausilio di PlayStation VR e PlayStation Camera. Buona visione!

Robin, HIGS e Laika

Nel gioco assumeremo il ruolo di Robin, un giovanissimo sopravvissuto allo schianto sul pianeta Tyson III di un’enorme nave spaziale il cui obiettivo era colonizzare pianeti distanti. Nonostante la giovane età, Robin, anche grazie alla guida dell’intelligenza artificiale HIGS, si organizza sullo strano e particolare mondo in cui si trova per sopravvivere e per tirare avanti nella speranza di trovare altri sopravvissuti. Appena sbarcato, Robin si imbatte in un nido di tirannosauri (sì, il pianeta è abitato da dinosauri praticamente identici a quelli terrestri), facendo la conoscenza di Laika, un cucciolo di tirannosauro appena nato che diventerà un altro inseparabile compagno.

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Recensione Robinson The Journey – Il multi-tool si comporterà come una sorta di pistola gravitazionale, e ci permetterà anche di analizzare la fauna in cerca di informazioni scientifiche utili.

Come accennato, buona parte del gameplay si basa non solo sull’esplorazione di quanto circonda Robin e il suo campo base, ma con l’interazione con la fauna e la flora locale e con altri elementi inanimati che lo circondano. In tal senso bisogna davvero fare i complimenti al team di sviluppo di Robinson: The Journey: anche senza l’ausilio dei PlayStation Move, è facilissimo prendere dimestichezza con i comandi previsti in gioco, quasi tutti eseguibili tramite un apposito multi-tool sempre presente nella mano destra di Robin che sarà possibile direzionare utilizzando proprio la testa (per il sistema di tracciamento di PlayStation VR date un’occhiata alla recensione).

Non sarà quindi necessario utilizzare i due PlayStation Move proprio perché il team di sviluppo ha reso particolarmente intuitivo l’utilizzo dei controlli presenti sul DualShock. Un esempio banale? Per arrampicarsi sarà necessario alternare la pressione e il mantenimento dei pulsanti R2 e L2, osservando gli effetti sulle mani del protagonista. Sempre a proposito del multi-tool, lo strumento fantascientifico ci permetterà di sfruttare un raggio in perfetto stile pistola gravitazionale e anche di utilizzare un raggio per l’analisi della fauna e dei dispositivi tecnologici scovati. Sempre grazie al multi-tool potremo anche impartire comandi a Laika: sì perché il giovane esemplare di tirannosauro ci seguirà come un fedele cagnolino, e sarà in grado di eseguire ordini elementari utili alla risoluzione di alcuni puzzle ambientali.

Maledetta Motion Sickness

Visto che abbiamo appena parlato di una buona parte del comparto controlli del titolo, dobbiamo subito passare alla “croce” a cui facciamo riferimento nel titolo di questa recensione. Abbiamo ampiamente parlato della motion sickness nella nostra recensione di PlayStation VR, e forse Robinson: The Journey è uno dei titoli che ne risente maggiormente. Il sistema di controllo di Robin, che ci permette di muoverci liberamente attraverso le ambientazioni di Tyson III, è purtroppo afflitto da svariati problemi.

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Recensione Robinson: The Journey – Purtroppo la motion sickness potrebbe colpirvi già dopo pochi minuti di gioco.

Con il pad sinistro è possibile camminare, mentre con quello destro è possibile cambiare direzione dello sguardo, ed è da questa combinazione che derivano i problemi. Avevamo già accennato a tali problemi anche in occasione della nostra prova della sezione VR di Rise of the Tomb Raider: il movimento libero può causare problemi di motion sickness anche negli utenti dotati di stomaco forte. Non si tratta di una tipologia di movimento naturale, che utilizza il movimento della testa per direzionarlo come ad esempio succede in RIGS. La rotazione della visuale libera, forse a causa del frame rate, o forse a causa del fatto che la testa sta ferma, può tranquillamente causare nausea, per non parlare della modalità di rotazione impostata di default che regola la rotazione secondo scatti di angoli prestabiliti.

Anche il movimento standard, senza rotazione della visuale ma che comunque ci permette di ruotare la testa liberamente, risulta troppo liscio, quasi come se Robin fosse su una sorta di rotaia. Forse una simulazione del passo avrebbe migliorato l’immersione e magari ridotto il verificarsi della motion sickness. Per quanto riguarda la rotazione, le soluzioni, come più volte accennato, potrebbero essere due: lavorare sul frame rate e studiare gli effetti sulle persone o permettere la regolazione della rotazione tramite l’uso della testa.

Immersione garantita

Il problema della motion sickness è reale e tangibile, e non è presente solo nel titolo di Crytek. Rimane il fatto che la grafica e il gameplay di Robinson: The Journey sono da premiare sotto diversi punti di vista. Il comparto grafico è uno dei migliori che abbiamo al momento potuto sperimentare su PlayStation VR. Rimangono i limiti imposti dalla risoluzione massima del visore e da quella effettivamente sfruttata dalle software house, che potrebbe rivelarsi per svariati motivi inferiore a quella massima possibile (1080p). Il Cryengine se la cava comunque alla grande anche nella realtà virtuale, anche se si può notare in alcuni momenti una renderizzazione degli elementi di gioco forse un po’ troppo lenta.

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Recensione Robinson: The Journey – Incredibile come la realtà virtuale renda intuitive certe dinamiche. Qui ad esempio ci siamo avvicinati con la testa a un telescopio, senza interagire direttamente con i comandi del DualShock.

Anche il gameplay è da premiare come già accennato anche quando parlavamo dei controlli. Robinson: The Journey si propone come un’avventura in prima persona ricca di puzzle ambientali da risolvere per procedere nelle varie ambientazioni che caratterizzano il gioco. L’esplorazione, come già accennato, è fondamentale e coinvolgerà tantissimi degli elementi presenti nelle ambientazioni. Da lodare anche il fatto che Crytek ha fatto una discreta attenzione al discorso delle collisioni. Attraversando un cespuglio con il nostro corpo le foglie si sposteranno, alcuni oggetti poi ci ostacoleranno proprio come se il nostro corpo fosse presente in gioco. Insomma, gli ambienti tridimensionali garantiscono un’immersione quasi totale nel gioco.

Giudizio Finale

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Recensione Robinson: The JourneyGiudizio Finale – Potreste aver notato che il gioco non presenta una valutazione numerica finale. Siamo convinti della bontà di Robinson: The Journey, e abbiamo esposto nei precedenti paragrafi tutti i punti di forza del titolo dettati da un comparto grafico a dir poco ottimo, vista la piattaforma di riferimento, e un gameplay davvero niente male. Il problema della motion sickness ha però reso particolarmente difficile i test di questo gioco, e non vi nascondiamo di aver provato un certo disagio (leggasi: forte nausea NdR) dopo la prima sessione di gioco. Già con la seconda sessione di gioco, grazie anche a degli accorgimenti nel sistema di movimento (è personalizzabile dalle impostazioni) siamo riusciti a giocare più a lungo senza dover prendere pause frequenti. Rimane il fatto che per alcuni il titolo potrebbe addirittura essere ingiocabile.

Robinson: The Journey debutterà su PS4 tra pochissimi giorni e presenterà anche miglioramenti dedicati a PS4 Pro. Il prezzo non è dei più economici, ben 59,99€, e la longevità complessiva potrebbe non giustificare la spesa prevista per il suo acquisto. Ne consigliamo quindi l’acquisto? Se siete risparmiatori convinti e prima di acquistare un gioco ci andate con i piedi di piombo, vi consigliamo di no. La cosa più sensata da fare è aspettare altre recensioni, soprattutto quelle di altri utenti, che possano confermare o meno gli eventuali disturbi che il sistema di controllo del gioco potrebbero causare.

PRO CONTRO
  • Uno dei migliori comparti grafici visti su PSVR
  • Comparto controlli intuitivo
  • Trama, ambientazioni e gameplay più che discrete
  • Motion sickness particolarmente accentuata
  • Longevità
  • Prezzo, anche in relazione alla longevità

Recensione Robinson: The Journey – Screenshot

Recensione Robinson: The Journey – Concept e Immagini

  • Ataru

    Speriamo sia individuale il problema della motion su questo titolo o quanto meno adattabile dopo varie sessioni, resta il fatto che devono cercare di fare pace con le prove e darci qualcosa di più stabile.

    • Ti posso dire che dopo le prime prove ho fatto un po’ di ricerche, e anche altri recensori stavano avendo i miei stessi problemi. Odio impostare un articolo su quelli che potrebbero essere problemi soggettivi, ma considerato che tantissimi altri giornalisti hanno sperimentato le stesse identiche cose mi sono sentito obbligato a impostare buona parte della recensione su questo fattore.

      • Ataru

        Ma hai provato Driveclub? E’ simile o peggio? Io a Driveclub facendo prove su prove e sforzandomi alla fine mi sono abituato, comunque oltre che soggettivo è anche in base alla giornata, alla stanchezza, a possibile debolezza causata da influenze stagionali e altro. Io ho come metro di paragone Driveclub che è un gioco dove soffrivo molto la motion e che ho imparato a sopportare.

        • DriveClub l’ho provato ampiamente, in alcuni tracciati e con alcune vetture motion sickness pari a 0. Sulle monoposto, specialmente quando sbandano, mi dà parecchio fastidio. Ma con Robinson è mooooolto peggio.

          • Ataru

            azz… cattiva notizia…. che peccato!!! ma quello che non capisco è… questo gioco è in lavorazione da molto tempo e non lo hanno fatto uscire nemmeno al day one… possibile che non trovino una soluzione per mitigare il problema? Come risoluzione com’è? sgranato? affatica gli occhi? Non intendo la grafica, che da come si evince è buona… intendo la risoluzione.. oppure i movimenti sono innaturali e creano la motion..

          • Movimenti, se leggi il paragrafo relativo alla motion sickness ho cercato di spiegarlo.

          • Ataru

            Spero in una patch….