7.0

Ma quanto è ambizioso Shiness: The Lightning Kingdom? (recensione)

Giorgio Palmieri Tanto, forse anche fin troppo

Recensione Shiness: The Lighting Kingdom – Se dovessimo riassumere con una sola parola Shiness: The Lighting Kingdom, diremmo “temerarioSe non ne avete mai sentito parlare, non c’è nessun problema: del resto, stiamo pur sempre parlando di un progetto indipendente, nato da una piccola software house francese di nome Enigami, al lavoro sulla loro opera prima. Difficilmente avrebbe visto la luce senza l’appoggio di una campagna Kickstarter, perché punta così in alto, ma così in alto per un gioco a basso budget, che quasi sembra irrealizzabile. Mettetevi comodi, e gustatevi la nostra recensione.

Editore Focus Home Interactive
Sviluppatore Enigami
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Gioco di ruolo, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Shiness: The Lightning Kingdom

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella videorecensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

L’inizio di un viaggio

Shiness: The Lightning Kingdom è un gioco di ruolo tridimensionale di stampo giapponese, che già di per sé rappresenta un obiettivo onorevole, data la scarsa presenza del genere al di là del confine nipponico: a ciò si aggiunge l’implementazione del salto, su cui va studiata la verticalità nei livelli, la presenza di enigmi ambientali che omaggiano un po’ lo spirito della saga di Zelda e, dulcis in fundo, un sistema di combattimento che richiama i picchiaduro, in tutto e per tutto.

Partiamo dalla base: la trama segue il mirabolante viaggio di Chado e del suo compagno Poky, due inseparabili amici dalle fattezze di animali antropomorfi, il cui obiettivo è quello di raggiungere le Lande della Vita, un misterioso luogo leggendario che consentirà a Chado di rivedere sua madre, almeno stando alle parole, speranzose ma non troppo, dello spirito guardiano Terra, che, per la cronaca, può essere visto solo dal protagonista. In realtà la questione è molto più complessa di quello che vi abbiamo descritto, e comincia dopo un atterraggio alquanto fortunato, dove il dinamico duo si ritroverà in una misteriosa terra, nella quale conosceranno nuove persone, e le aiuteranno in una serie di compiti legati al destino del mondo.

Insomma, i cliché trasudano da tutti i pori di questa trama classica e un po’ troppo scontata, raccontata per altro con dialoghi spesso freddi, pregni di troppi nomi e retroscena commentati solo in superficie, e una caratterizzazione dei personaggi tutt’altro che carismatica. Il disegno di un universo sconfinato ed interessante c’è, ma quella narrata è una trama priva di una conclusione soddisfacente, e che fa presagire un seguito praticamente obbligato. Ci pensa però la direzione artistica a spiegare al meglio i tratti del mondo di Shiness, un’esplosione di colori vividi e vivaci spalmati in zone semi lineari, che ricordano quelle dei platform di vecchia scuola, pieni zeppi di oggetti da raccogliere e tesori nascosti da recuperare.

Nel dettaglio, il gioco vi permette di vestire i panni di cinque personaggi diversi, tre dei quali faranno parte del gruppo, e ognuno possiede piccole diversità che vanno a differenziarli: all’appello risponde la solita dose di statistiche come forza, vitalità, magia e tante altre, che crescono in automatico passando di livello, o acquistando e recuperando armature, accessori e persino pergamene, che modificano profondamente i parametri e vi permettono di imparare nuove abilità, sia magiche che fisiche.

A proposito di magie: esistono quattro elementi, aria, terra, acqua e fuoco, e ciascuno abbraccia tanti tipi diversi di incantesimi, da globi infuocati a fontane curative, per ogni esigenza, e il sistema che gestisce il tutto è abbastanza articolato. Ora, fate attenzione: negli ambienti sono posizionati dei nemici e, non appena gli andrete incontro, partirà la sequenza di lotta, delimitata da una barriera che cambia costantemente colore, a seconda dell’elemento: quando è rossa, ad esempio, ci si potrà ricaricare più velocemente la rispettiva barra del mana di fuoco (chiamata shi), o infliggere più danni con le magie legate, appunto, alle fiamme.

I combattimenti si strutturano come degli scontri uno contro uno in tempo reale, con l’annessa possibilità di darsi il cambio con i compagni nelle retrovie, i quali potranno supportarvi con delle abilità specifiche, che potrete impostare rispettando certe condizioni basate sul causa/effetto. Ciò vale anche per i nemici, che potranno quindi parare, schivare, lanciare magie, concatenare combo e così via.

Pur essendo divertenti, le battaglie devono convivere con una telecamera anarchica, in accoppiata con una certa legnosità di fondo, lontana dalla armonia che potreste trovare in prodotti focalizzati sull’azione, e da cui Shiness: The Lightning Kingdom prende ispirazione a piene mani, come la serie picchiaduro dedicata a Naruto.

In effetti, l’opera di Enigami si fa carico di una serie di problemi dettati più che altro dall’assenza di rifiniture in un’avventura evidentemente troppo grande da gestire per un team così piccolo. Il gameplay, che è in grado di reinventarsi senza stravolgere la sua indole ruolistica, è colmo di spunti interessanti, ma mai nessuno riesce a sfiorare la soglia del buono: ci sono puzzle di vario genere veramente molto semplici, basati sui poteri unici dei personaggi, come la telecinesi di Kayenne o lo strumento in grado di gestire i flussi energetici di Poky.

Niente di eclatante, sia chiaro, ma, se si contestualizzano nel ritmo del gioco, i vari enigmi riescono a rendere il viaggio estremamente vario, tanto ché si permette anche di accennare una piccola fase open world, tanto bella da vedere quanto da giocare. Non mancano poi piccole sezioni platform, missioni secondarie e contratti dedicati ai mostri più ardui, ma il tutto è fornito a piccole dosi, come se vi volessero far intuire le loro reali potenzialità, senza mai raggiungerle. Il pacchetto tra l’altro è permeato da molti bug: animazioni mancanti, muri invisibili, qualche compenetrazione di troppo, e persino un boss incastrato tra le texture che non ne voleva proprio sapere di uscire allo scoperto.

È un peccato, perché Shiness: The Lightning Kingdom è uno di quei giochi fatti col cuore, dove si sente il sudore e la voglia di spingersi al di là delle proprie capacità, cosa che si evince anche dalle piccole cose: ad esempio, abbiamo letteralmente amato i filmati realizzati con i fumetti, che riescono ad argomentare la storia elementare in maniera egregia, e a dare carattere ai personaggi, che, in tutta franchezza, meritavano un approfondimento maggiore.

Anche la realizzazione visiva purtroppo non è esente da difetti, con una mole poligonale, per gli eroi e le ambientazioni, al di sotto degli standard odierni, ma che, comunque, regala numerose soddisfazioni grazie al suo stile, che ricalca quello tipico degli anime giapponesi, forte di un comparto musicale fatto di brani assolutamente fantastici, ben amalgamati con l’atmosfera del gioco, i quali vi accompagneranno in un viaggio della durata di circa venti ore, che possono raggiungere e persino superare le trenta se volete completare tutte le attività collaterali: una longevità tutto sommato abbastanza buona, soprattutto quella dedicata al filone principale, che si prende pochissimi momenti riempitivi. Vi informiamo, infine, che il gioco purtroppo è totalmente in inglese, ma viene venduto al prezzo, onesto, di 29,99€.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Shiness: The Lighting Kingdom Giudizio Finale – Se si scende a patti con alcuni compromessi di troppo, Shiness: The Lightning Kingdom saprà regalarvi una delle esperienze più originali di sempre nel panorama videoludico indipendente, sintetizzata in un’avventura colma di spunti interessanti, che paga le conseguenze di un’ambizione fin troppo grande per le sue possibilità.

PRO CONTRO
  • Originale, vario, unico nella sua specie
  • Sistema di combattimento divertente…
  • Direzione artistica eccellente
  • Ottima colonna sonora
  • Bug a iosa, andrebbe rifinito e non poco
  • … benché piuttosto legnoso
  • La storia e i personaggi lasciano a desiderare in quanto ad approfondimento

Recensione Shiness: The Lighting Kingdom – Trailer

Recensione Shiness: The Lighting Kingdom – Screenshot