8.0

State of Decay 2: l’esperienza survival definitiva? (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione State of Decay 2 – State of Decay era un titolo che già di per sé aveva un bel po’ di potenziale: dinamiche survival inserite in un contesto sandbox che funzionavano, con un continuo stato di tensione dettato non solo dalla presenza degli zombie. Dopo 5 anni gli Undead Labs, sempre sotto l’ala protettiva dei Microsoft Studios, propongono il secondo capitolo della serie: motore grafico rinnovato, dinamiche di sopravvivenza ancora più incisive, una nuova piaga. State of Decay 2 riesce a convincere, o è il solito more of the same di cui forse non si sentiva il bisogno? Scopriamolo insieme!

Editore Microsoft Studios
Sviluppatore Undead Labs
Piattaforme Xbox One, PC (Windows)
Genere Survival horror/Sandbox
Modalità di gioco Singolo giocatore, multi giocatore (online)
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 29,99€ (Xbox One) | 29,99€ (Windows 10)

Video Recensione State of Decay 2

La nostra video recensione di State of Decay 2 è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows (Alienware 13 R3 – GTX 1060) e video forniti da Microsoft. Buona visione!

The Walking Dead?

Chiariamo subito un punto essenziale: è un secondo capitolo, ma non si propone come un sequel storico che non può essere affrontato da chi, nel 2013 e negli anni successivi, non ha messo le mani su State of Decay. State of Decay 2 accoglie subito il neofita e il giocatore esperto con una rapida introduzione che spiega le principali dinamiche di gioco, accompagnandoli anche lungo le prime ore con consigli di varia natura, che comunque non risultano troppo invasivi.

Da soli non avrete speranza, ma non solo per colpa degli zombie.

Detto questo, State of Decay 2 mantiene intatta la struttura di gioco del primo capitolo. Siamo sempre di fronte ad un survival horror in salsa sandbox, e il paragone con The Walking Dead per molti versi sorge spontaneo. State of Decay 2 infatti non è un gioco di azione nudo e crudo che ci vede uccidere centinaia di zombie senza criterio: l’obiettivo è sopravvivere, e da soli non è possibile. Ecco perché il gioco, tentando in parte di simulare una situazione realistica, vi spinge a creare un gruppo di sopravvissuti, a cercare un rifugio sicuro da cui far partire le vostre scorribande, a gestire risorse preziosi quali cibo, medicine, carburante e materiale da costruzione.

Questo secondo capitolo inizia con una coppia di personaggi a vostra scelta legati da un rapporto familiare o di amicizia, e sarà possibile decidere se muovere i primi passi in un’ambientazione collinare, in una valle o in una pianura. Sono tre quindi le possibili zone, ciascuna ampia più o meno come quella del primo capitolo, e affrontandole con personaggi ogni volta diversi vivrete sostanzialmente esperienze diverse. E sono anche tre in tutto gli slot per iniziare una nuova partita, con la possibilità per i nuovi slot di scegliere i tre sopravvissuti di partenza (generati casualmente fino a che non trovate quelli a voi più adatti) e di saltare il tutorial. La longevità complessiva fa quindi un balzo in avanti considerevole. Dopo l’introduzione e alcuni tutorial sarete lasciati a voi stessi, ed entro poco scoprirete un altro punto di forza del titolo di Undead Labs.

Avere almeno un esperto di giardinaggio vi tornerà utile per la costruzione e la gestione di un orto.

Se una cosa vi sembra logica nella vita reale, probabilmente lo sarà anche in gioco. Idem per le cose “stupide“: nella vita reale vi gettereste da un’altura, anche se non troppo alta, a mo’ di scorciatoia? No, sarebbe stupido, e non fatelo nemmeno in State of Decay 2. Idem dicasi per tante altre cose: con il vostro machete falciate zombie in piena sicurezza? Bene, ma nella vita reale vi lancereste all’attacco di 5 o 6 zombie armati solo di machete? No, perché il machete potrebbe rompersi e gli zombie potrebbero circondarvi e uccidervi facilmente, e così succede anche in gioco.

Questi due esempi ci servono per farvi capire il livello simulativo di State of Decay 2, e di conseguenza anche il livello di difficoltà che vi troverete ad affrontare. Qualche altro esempio? Rovistare in fretta e furia in contenitori, armadi e simili significa baccano non necessario, che di conseguenza attirerà gli zombie. Investire non morti con il vostro pick-up vi sembra geniale? No, non state giocando a Carmageddon: la benzina finisce, il pick-up si danneggia e se avete sfiga uno zombie potrebbe staccare la portiera rendendovi particolarmente vulnerabili. I vostri personaggi si feriscono, vengono debilitati e si stancano facilmente. Anche se tendete ad identificarvi nel personaggio iniziale a vostra disposizione, dovrete ben presto tenere in considerazione il grado di stanchezza dello stesso, e farlo quindi riposare alla base mentre vi lanciate all’esplorazione con altri personaggi. E occhio al perma-death degli stessi!

Gestire una comunità di sopravvissuti, tra risorse primarie, richieste e malcontenti, non è affatto banale.

Vi troverete quindi a gestire vari aspetti del gruppo di sopravvissuti riunitisi sotto la vostra bandiera, alternandoli nelle varie fasi di esplorazione e di raccolta delle risorse essenziali per la comunità e magari addestrandoli in rami specifici di abilità. Nel frattempo potrete occupare nuovi avamposti, alcuni utili a fornirvi ogni risorse essenziali, e sviluppare quello centrale allestendo nuove stanze come infermerie, officine, centri di raccolta di acqua piovana e così via. Il gruppo reagirà poi in modo dinamico ai vari avvenimenti, proponendo quest secondarie o primarie a seconda di cosa succede intorno a voi, causando risse e malumori se l’umore è basso per via della scarsità di cibo o medicinali.

Come non parlare poi del ciclo giorno/notte, diverso da quello visto nel primo capitolo. La civiltà per come la conosciamo oggi è stata del tutto spazzata via, e la notte, senza corrente elettrica e di conseguenza senza le luci dei lampioni e delle abitazioni, costituisce uno dei tanti pericoli del gioco. Il buio è reso ancora più incisivo, e la piccola torcia agganciata al nostro zaino, utile anche per esplorare gli edifici durante il giorno visto che di fatto manca la corrente elettrica, vi permetterà a malapena di orientarvi. Gli unici riferimenti che avrete per difendervi saranno le vostre orecchie, visto che le poche cose che riuscirete a vedere nell’oscurità sono gli occhi gialli o rossi degli zombie. Solo che quando li vedrete sarà probabilmente troppo tardi.

Girare di notte è estremamente pericoloso, ma vista la scarsità di risorse sarete obbligati a sfruttare ogni ora delle giornate a vostra disposizione.

Già da quanto detto finora dovrebbe essere evidente che la componente zombie, così come nel primo capitolo, non è l’unico fattore a contribuire allo stato di ansia generale trasmesso dal gioco. Sarete costantemente messi di fronte a problemi di vario genere, che richiederanno un approccio strategico e ponderato e non un modo di fare in stile Rambo. In definitiva non può certo essere considerato un gioco spensierato! Se non altro quando terminate le vostre sessioni di gioco, gli sviluppi della comunità si bloccheranno, facendovi ripartire dal primo auto-salvataggio utile. Chi ha giocato il primo State of Decay si ricorderà che non funzionava esattamente così!

C’è però da dire che molte di queste dinamiche erano presenti anche nel primo capitolo, anche se stavolta sono state rivisitate e talvolta ampliate. Quali sono quindi le altre novità di State of Decay 2, oltre i personaggi casuali e le tre zone di partenza? Gli zombie, compresi quelli speciali, sono rimasti praticamente identici, con la differenza che stavolta avrete a che fare anche con l’infezione del sangue, una patologia che fa grondare sangue ad alcuni non-morti rendendoli immediatamente riconoscibili. Oltre ad essere più veloci e violenti dei classici zombie, quelli infetti possono a loro volta infettare voi e i personaggi che vi seguono. Già dall’inizio sarete chiamati a produrre una cura, utilizzando campioni infetti raccolti dai cadaveri a loro volta infetti. Gli zombie del sangue hanno poi origine dagli ammassi infetti, dei cumuli di organi, ossa e sangue che andranno distrutti con fuoco ed esplosivi. Una dinamica che aggiunge un ulteriore grado di sfida insomma, visto che gli eventuali membri infetti della comunità dovranno essere trattati o addirittura soppressi prima che si trasformino in zombie del sangue.

Gli screamer sono sempre presenti, e sono una delle prime minacce che ci troveremo a dover affrontare.

Un’altra novità riguarda il rapporto con gli umani che non appartengono alla propria comunità. Con alcuni gruppi potrete commerciare e stringere rapporti anche a seguito di missioni secondarie e aiuti di vario genere. Altri saranno meno propensi ad accordi, e attenzione a pestargli i piedi: di fatto possono rivoltarsi contro di voi, dimostrandosi nemici ben più letali dei classici zombie. Anche il comparto multigiocatore e le sue dinamiche sono state rivisitate. In sostanza potrete decidere se ospitare altri giocatori nelle vostre istanze, quelle che di solito vi godete anche in singolo giocatore offline, e così potranno fare gli altri giocatori con le loro. Il sistema ha delle limitazioni, visto che il gruppo deve rimanere vicino al giocatore che hosta la partita, ma al momento non abbiamo potuto testare tale funzionalità visto che il gioco verrà lanciato solo tra pochi giorni.

E per quanto riguarda il comparto tecnico? L’utilizzo dell’Unreal Engine 4 ha sicuramente aiutato Undead Labs, e in effetti la resa grafica in certi frangenti è davvero niente male. I paesaggi e il sistema di illuminazione dinamico regalano ottimi scorci, ma è palese in tante altre situazioni che non ci si trovi di fronte ad una classica produzione tripla A che punta molto sulla grafica. Le animazioni dei personaggi sono spesso legnose, nelle mischie che coinvolgono più zombie e più personaggi ci si trova spesso a colpire l’aria senza capire cosa diavolo sta succedendo, e come se non bastasse non è inusuale individuare glitch grafici di vario genere (nel nostro caso linee in mezzo allo schermo e zombie volanti). Anche i nostri colleghi hanno avuto qualche problemino persino su Xbox One (e One X), ma non è nulla che non si possa risolvere con qualche aggiornamento mirato. In generale comunque si tratta di problemi che non rovinano l’esperienza complessiva di gioco. Da sottolineare però la traduzione in italiano dei testi e la colonna sonora particolarmente azzeccata e incalzante.

8.0

Giudizio Finale

Giudizio Finale – Recensione State of Decay 2 – State of Decay 2 è la giusta evoluzione del primo capitolo. Dopo cinque anni potevamo forse aspettarci qualcosa di più, ma chi ha apprezzato State of Decay e vuole giocare un’esperienza simile, e per certi versi potenziata, sulle piattaforme di ultima generazione, difficilmente se lo lascerà sfuggire. Anche chi si avvicina per la prima volta alla serie troverà pane per i suoi denti, con un’esperienza survival profonda e stratificata. Iniziando una nuova partita, ogni giocatore si costruisce una propria storia, con personaggi sempre nuovi e località generate casualmente. La trama è sicuramente in secondo piano, ma sarete appunto voi a crearne una con le vostre decisioni e con il vostro modo di giocare. Sa comunque rivelarsi frustrante, vista anche l’assenza di un sistema di salvataggio manuale e della possibilità di selezionare un livello di difficoltà.

C’è un altro pro da tenere seriamente in considerazione: il prezzo di lancio. State of Decay 2 può essere vostro per 29,99€, e di fatto rientra nella categoria dei titoli Xbox Anywhere (la chiave vale quindi per PC e Xbox) ed è disponibile nell’Xbox Game Pass. Se ancora non avete provato il servizio di Microsoft, potete usufruire della prova gratuita e giocare alla versione completa di State of Decay 2 senza spendere un centesimo. C’è anche la Ultimate Edition a 49,99€, comprensiva dei due DLC futuri (Pacchetto indipendenza e Pacchetto alba), dell’accesso anticipato al gioco e della Year-One Survival Edition di State of Decay per Xbox One. Al netto dei difetti, State of Decay 2 ha tanto da offrire a un prezzo contenuto.

PRO CONTRO
  • Meccaniche survival profonde e “realistiche”
  • Tre location, personaggi ogni volta diversi
  • Nuove dinamiche di gioco…
  • Prezzo contenuto (e Xbox Game Pass)
  • Comparto grafico non sempre al top
  • Sa essere frustrante
  • … ma dopo 5 anni potevamo aspettarci di più?

Recensione State of Decay 2 – Screenshot