7.5

Shhh! È arrivato Styx: Shards of Darkness! (recensione)

Giorgio Palmieri E puntualmente sbatti il mignolo del piede contro la gamba del letto

Recensione Styx: Shards of Darkness – Styx è un goblin volgare, spietato e bastardo, e dalla regia ci dicono che abbia anche dei difetti. Per chi non lo conoscesse, il puzzolente (ma a suo modo simpatico) mostriciattolo è il protagonista di Shards of Darkness, il seguito di Master of Shadows, un videogioco stealth non particolarmente noto al grande pubblico, dotato però di una schiera di affezionatissimi fan. Un secondo capitolo era quindi quasi d’obbligo, anche solo per non lasciare a bocca asciutta quella vivida cerchia, in un tentativo che comunque cerca di accogliere nuovi giocatori, vista la sua natura a sé stante. Senza ulteriori indugi, scoprite cosa ne pensiamo di Styx: Shards of Darkness nella nostra recensione completa.

Publisher Focus Home Interactive
Sviluppatore Cyanide Studio
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Stealth
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (co-op online)

Video Recensione Styx: Shards of Darkness

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Chi va piano… ti ammazza

Styx: Shards of Darkness non scende affatto a compromessi, e offre un’esperienza furtiva di quelle spietate, anche alla difficoltà più bassa. Qui l’anima stealth pulsa, è vivida, ed è praticamente l’unica via per poter superare le sfide che vi si pareranno davanti: essere scoperti dai nemici significa andare incontro ad una morte quasi certa, e fareste bene ad evitare gli scontri all’arma bianca, costi quel che costi. Persino le uccisioni sono delle mere opzioni, non degli obblighi e, anzi, meno ne farete, meglio sarà per il punteggio di fine livello.

Anche solo con questi pochi elementi, potreste già inquadrare l’opera dei francesi Cyanide, la quale, tra l’altro, non lascia troppo spazio alla narrativa. Vengono certamente gettati i lineamenti di un mondo fantasy oscuro e accattivante, ma la storia non è il punto focale del pacchetto, pur risultando gradevole, soprattutto per merito del protagonista, che si diverte a rompere la quarta parete con continue battute che di sicuro vi strapperanno più di un sorriso. La vicenda, in particolare, gira attorno ad un patto che il goblin stringerà con una misteriosa umana di nome Helledryn, riguardante un’offerta di lavoro che si evolverà in qualcosa di molto più grande di un semplice scambio di favori.

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Invero, dopo una breve sequenza introduttiva nemmeno troppo esplicativa, vi ritroverete subito ad indossare i panni, appunto, del verdognolo ladro Styx, lanciato nel bel mezzo dei complessi scenari che caratterizzano l’arzigogolato level design di Shards of Darkness: vi basti sapere che l’esplorazione dell’ambiente è importante tanto quanto lo studio dei movimenti dei nemici. Capire infatti come sfruttare gli oggetti che circondano il protagonista ricopre un ruolo fondamentale, che sia un diversivo da scagliare per eludere gli avversari, o un armadio dove nascondersi, dal quale potrete sbirciare attraverso una visuale in soggettiva: insomma, ogni occasione va sfruttata con la dovuta attenzione, anche perché il minimo sbaglio potrebbe portarvi alla morte. Ad edulcorare la pillola ci si mette il salvataggio manuale, con cui è possibile salvare la partita al volo, così da ripartire da quell’esatto punto: ciò dà vita a sequenze dai tipici tratti trial and error, secondo cui dovrete ripetere la stessa fase diverse volte prima di poterne venire capo.

Per quanto riguarda le meccaniche, dunque, non c’è nulla di realmente mai visto, specie se masticate il genere, ma Styx può contare su diverse diavolerie, tra cui la raccolta di oggetti, sia pronti all’uso come la sabbia, utile per spegnere al volo le sorgenti luminose, sia reagenti per la creazione di consumabili come, ad esempio, fiale curative o dardi per mettere al tappeto i cattivi da lontano, in tutta comodità. Ciò aggiunge profondità alle rudimentali dinamiche stealth del gioco, coadiuvate dalla possibilità di uccidere i nemici silenziosamente o in modo veloce, nascondere i loro cadaveri, attivare mosse speciali come l’invisibilità o, ancora, vomitare nel cibo dei nemici per avvelenarlo. Fa strano constatare che non si possano chiudere le porte una volta aperte, anche perché ci siamo ritrovati ad essere scoperti in un paio di occasioni proprio a causa di questa mancanza.

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A farcire il piatto ci pensa l’ampio sistema di sviluppo, diviso in cinque rami, ognuno dei quali permette di migliorare praticamente qualsiasi aspetto del gioco, dalla furtività alla cosiddetta percezione, utilissima per mettere in risalto gli elementi dello scenario, avversari compresi. L’acquisizione dei punti abilità è legata al completamento di compiti primari, secondari e all’ottenimento di distintivi, che vengono attribuiti rispettando certe condizioni, come, ad esempio, finire una determinata missione il più in fretta possibile, o senza uccidere nessuno. Trattandosi perlopiù di bonus passivi, i vari talenti aggiungono poco in termini di possibilità di approccio: si tratta grossomodo di facilitazioni, affiancate a nuovi tipi di trappole che preferivamo fossero incluse già di base.

I problemi di Styx: Shards of Darkness girano attorno alla sua visibile macchinosità in qualsiasi elemento preso in esame, dalla rigidità dell’intelligenza artificiale, incapace di essere naturale, e che spesso crea vere e proprie file indiane di nemici, alle animazioni, davvero troppo artificiali, in special modo quelle dei personaggi non giocanti. D’altro canto, il level design diventa parte integrante del gameplay, molto più che in altri titoli dello stesso genere, con livelli enormi, forti di compiti secondari e pieni zeppi di scorciatoie, tant’è che riesce a toccare il massimo delle sue capacità quando bisogna salire su un punto sopraelevato, cosa che spingerà genuinamente il giocatore ad analizzare i dintorni e gli appigli per capire come raggiungere l’obiettivo.

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Peccato che ci sia un riciclo di alcune situazioni che potrebbe far storcere il naso, un difetto che viene comunque ammorbidito, come già accennato, dall’ottimo lavoro svolto nella complessità delle mappe, in un’avventura che richiede almeno dodici ore per essere completata. Un aspetto invece da dimenticare risiede nei combattimenti corpo a corpo: infatti, una volta entrati in conflitto a viso aperto, bisognerà deviare i colpi nemici attaccandoli con il giusto tempismo, in un bizzarro metodo afflitto da problemi di collisioni e legnosità che fa acqua da tutte le parti.

Questa fatica di Cyanide è mossa dall’Unreal Engine 4, ma la grafica purtroppo non è esente da problematiche: molte texture in bassa risoluzione e una mole poligonale non sempre all’altezza sporcano una resa visiva tutto sommato gradevole, che mira a ricreare un’atmosfera dark davvero d’impatto, in costante bilico tra la fiaba e il realismo. Purtroppo abbiamo notato qualche fenomeno di pop up di troppo, che speriamo vengano risolti in futuro, mentre ci aspettavamo di più dal motore fisico, dato che è rimasto ancorato alla generazione passata, e forse anche qualcosina in più. Invece, i fondali sono davvero degni di nota, sui quali è stato svolto un buon lavoro, specie nei luoghi all’aperto: d’altro canto, a parte l’ottimo doppiaggio di Styx nella sola lingua inglese, il comparto sonoro non brilla, con effetti e musiche nella media.

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Concludiamo con una nota in merito alla presenza di una modalità multigiocatore cooperativa, in cui un giocatore impersonerà Styx, l’altro invece vestirà i panni di un clone perfetto, ma attenzione: a prescindere dalla difficoltà, un colpo nei combattimenti in mischia vi metterà fuori combattimento, e sarà possibile rianimarsi vicendevolmente solo sacrificando metà della propria vita rimasta. Si tratta quindi di una modalità quasi complementare, che esige ancora più precisione del singolo giocatore, proprio perché è impossibile salvare manualmente la partita. Non aspettatevi dunque di godervela con sconosciuti.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Styx: Shards of Darkness – Giudizio Finale – Non sarà il gioco che farà cambiare idea sul genere ma, anzi, rafforzerà la propria idea in merito, sta di fatto che Styx: Shards of Darkness ha fatto i compiti a casa, senza osare: se lo stealth abbinato all’universo fantasy rientra nelle corde, l’ultima fatica di Cyanide piacerà e non poco, purché non si cerchino rivoluzioni.

PRO CONTRO
  • Ambientazioni evocative e ben fatte…
  • Stealth nudo e crudo, senza compromessi
  • Vestire i panni di Styx è uno spasso
  • Level design buono, talvolta eccellente
  • …il resto meno, in particolare le animazioni
  • Intelligenza artificiale rigida, legnosa
  • Combattimenti da evitare (e rivedere)

Recensione Styx: Shards of Darkness – Trailer

Recensione Styx: Shards of Darkness – Screenshot