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Ma Super Mario Odyssey li ha, dei difetti? (recensione)

Giorgio Palmieri - Il 2017 sarà ricordato come uno dei migliori anni nella storia dei videogiochi. Lo stiamo vivendo, e forse non ce ne accorgiamo.

Recensione Super Mario Odyssey – Sapete cosa ci fa sbellicare dalle risate? Che un nanerottolo con un filino di pancia, dei baffi improponibili, una salopette passata di moda e con oltre trent’anni sul groppone, sia ancora qui, a dettar legge.

D’altronde, è sempre stato così: quando esce un nuovo capitolo di Mario, si compra e basta. Non si aspettano pareri, non s’aspettano recensioni. I sostenitori dell’idraulico di Nintendo sanno a cosa vanno incontro, e chi invece lo prende a scatola chiusa si fida della fama che lo precede. Perché Mario è Mario, e come lo fa lui, il platform, non lo fa nessuno. Ecco la nostra recensione di Super Mario Odyssey.

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Editore Nintendo
Sviluppatore Nintendo
Piattaforme Switch
Genere Platform
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore (locale)

Video Recensione Super Mario Odyssey

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Nintendo Switch, registrate tramite il sistema cattura-video interno.

Nuovo gioco, stessa storia

Super Mario Odyssey è esattamente quello che ci si aspettava già dal primo trailer apparso in rete: una sinfonia, un’odissea – per rimanere in tema – che celebra la saga in toto, insieme alla sua immensa creatività. Tranne per la storia, s’intende. Perché, si sa, quando si parla di prodotti Nintendo, la trama sembra passare automaticamente in secondo piano.

Il solito Bowser vuole convolare a nozze con la solita Peach, e per farlo ha deciso di mettere a repentaglio l’equilibrio dell’intero universo setacciando ogni regno, e rubando prelibatezze e sciccherie che questi offrono, dalla torta più grande del pianeta, al vestito più elegante che si sia mai visto in giro. Il nostro eroe dovrà quindi armarsi nuovamente di santa pazienza e salvare la principessa, questa volta, però, con l’aiuto di Cappy, un cappello capace di “impossessarsi” di nemici e oggetti, permettendo a Mario di “cap-turare” la sua preda, per prenderne il controllo.

Seguite il nostro ragionamento: un enorme mostro costringe una povera fanciulla a sposarsi, distruggendo e spremendo le risorse del cosmo, mentre un idraulico baffuto utilizza il suo cappello per soggiogare le anime di altri esseri viventi, per poi salvare una sola ragazza. Sembra davvero che questa vicenda voglia illustrare l’egoismo nelle sue sfaccettature.

Ciancerie a parte, quella di Super Mario Odyssey è la classica storiella sulla quale nessuno, o quasi, si soffermerà, perché – lo ribadiamo – Mario è Mario, e Mario è così. Ciò nonostante, dal capitolo per Switch, quello di rottura dall’insuccesso di WiiU e il ruggito di quest’ultima, ci aspettavamo qualcosina in più, almeno nella trama. Sia chiaro, il filo conduttore deve essere sempre quello che collega il nostro eroe e la principessa, ma è il contorno a lasciare un pizzico d’amaro in bocca: i filmati incisivi si contano sulle dita di una mano, i vari livelli presentano del folklore narrativamente solo abbozzato, e il tutto si svolge entro i canoni imposti dalla nomea della saga, senza alcun azzardo.

Tuttavia, c’è da dire che sono i personaggi, le loro animazioni, e interazioni, a scrivere gli strati dell’universo, e a comporre il carisma di una produzione che emana costantemente gioia attraverso le sue meccaniche: una giocabilità che ci ricorda perché abbiamo iniziato a giocare ai videogiochi, perché li amiamo, e perché facciamo questo mestiere.

Super Mario Odyssey è un platform eccellente, con un tale livello di precisione che altri rivali possono solo sognarsi. Ci si muove con disinvoltura e leggiadria nei suoi regni spettacolari, abbastanza ampi da non risultare dispersivi. Le configurazioni con le quali ci siamo interfacciati al gioco si sono principalmente incentrate sul Pro Controller, di sicuro la nostra preferita, e quella con i Joy-Con separati, la stessa consigliata da Nintendo: l’unico aspetto opinabile dei controlli è la telecamera, che andrà costantemente gestita con lo stick analogico destro, vista la sua incapacità di prendere proprie decisioni intelligenti.

Cappy è la vera star di Odyssey: basta lanciarlo contro la maggior parte delle entità viventi, e non, per assumerne le vesti. Ogni personaggio controllato ha le sue peculiarità, i suoi tratti distintivi, in grado di stravolgere l’intera struttura.

Le Lune invece rivestono il ruolo principale di traghettatrici dell’avventura, dato che, di fatto, stiamo parlando del carburante col quale la Odyssey, la nave dei nostri eroi, può attivarsi e quindi portarci a zonzo di regno in regno. Queste sono ben nascoste, e si celano in posti improbabili o vengono offerte come ricompense dopo minigiochi, livelli bonus e tanto, tantissimo altro. Nel mentre si raccolgono anche le monete, quelle normali, e le locali: se le prime possono essere spese per articoli generali venduti da qualsiasi negoziante sparso nei pianeti, le altre servono per acquistare degli abbigliamenti specifici, legati allo stile del posto. Vedere tutti questi costumi gratuiti in un gioco prodotto dall’industria odierna fa un certo effetto, assuefatti come siamo da DLC e bonus pre-order di cui, francamente, ne abbiamo un po’ le tasche piene.

Il gameplay poi si reinventa sempre, e si passa da sezioni treddì a dueddì come quelle di un tempo, per poi finire alle fasi in cui si personifica, ad esempio, una pianta, un millepiedi, una pila di goomba, o un carrarmato, e il level design si adatta a loro, alle loro caratteristiche, mettendo sul piatto una varietà stratosferica, che non dà minimo spazio alla noia. Se dovessimo analizzare la qualità dei livelli, i mondi acquatici purtroppo non godono della stessa fantasia riservata negli altri, pur tenendo sempre alta la curiosità nel vedere cosa si sono inventati gli artisti e gli sviluppatori del colosso di Kyoto. La struttura delle mappe raggiunge spesso e volentieri punti di assoluta pregevolezza, che invita a pensare al di là del livello.

Non a caso il ritmo non perde mai un colpo, gonfiandosi di volta in volta fino al gran finale, in una durata che si attesta sulle dieci ore circa, dosata da un tasso di difficoltà nella media: del resto, le vite sono state eliminate, e la morte vi porterà via sole dieci monete, un cambiamento di cui avevamo bisogno. Come ogni buon Mario insegna, questo è solo l’inizio, perché la vera sfida sta nel raccogliere tutte le Lune, ed è qui che Super Mario Odyssey dà il meglio di sé, nell’esplorare i suoi squisiti mondi alla ricerca dei molti collezionabili ben nascosti. Completare l’avventura la prima volta apre una marea di nuove possibilità, ma è meglio finirla qui, perché Mario va gustato. Va gustato anche per la sua splendida grafica, che pone quesiti sul come un titolo del genere sia in grado di girare su Switch. Eccezione fatta per qualche sbavatura, visivamente il gioco è sublime, pulitissimo, con una fluidità fissa sui sessanta fotogrammi al secondo.

E si viaggia in mondi dalla direzione artistica frizzante dei quali non vogliamo parlarvi. Non vogliamo rovinarvi in alcun modo la magia di Super Mario Odyssey, quell’incantesimo che esalta sempre e ti fa dire “no vabbè, spettacolo” in continuazione, col sorriso ebete sulla faccia.

9.5

Giudizio Finale

Recensione Super Mario Odyssey  Giudizio Finale – Fare gli scettici con Mario non funziona. Puoi, sì, mantenere un atteggiamento distaccato quanto vuoi, ma Super Mario Odyssey è un qualcosa in grado di farti sciogliere, un platform da primo della classe che incolla allo schermo e da cui non vuoi staccarti. Non è perfetto: alcuni mondi, specie quelli acquatici, sfigurano dinanzi alla beltà degli altri; la storia, poi, si adagia sugli allori e la telecamera rimane talvolta intrappolata nel passato, ma… a chi importa? Questo è il nuovo termine di paragone per il genere. Se hai Switch, devi comprare Mario. Non hai Switch? E allora fattelo sto regalo: prendilo, e poi compra Super Mario Odyssey.

PRO CONTRO
  • Meraviglioso, da vedere e da giocare
  • Giocabilità precisa, stellare, creativa
  • Estremamente vario e multiforme
  • Stile da vendere in ogni dove
  • Longevo, il cui finale è solo un nuovo inizio
  • Direzione artistica, musiche, comparto tecnico, una coesione di rara bellezza
  • La storia è sempre la solita tiritera, e non rischia
  • Alcuni regni, specie quelli acquatici, sfigurano dinanzi a tutti gli altri
  • Telecamera a tratti arcaica

Recensione Super Mario Odyssey – Trailer

Recensione Super Mario Odyssey – Screenshot

  • Filippo Dardi

    Voto: Mario/Mario.

  • dan

    me lo faccio sto regalo, dai…

  • Elektrosphere

    Mi viene la voglia di prendere Switch solo per questo. Incredibile.