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Symphony of the Machine – Il nuovo Mario Giuliacci (recensione PSVR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Symphony of the Machine – In una landa arida sorge un’antica torre: scalarla è d’obbligo, dato che nei dintorni non c’è poi granché. Da questa premessa viene alla luce Symphony of the Machine, un rompicapo il cui obiettivo è riempire un buco enorme nel panorama della realtà virtuale, caratterizzato dall’assenza quasi totale di giochi meditativi e rilassanti. Ecco la nostra recensione.

Editore Stirfire Studios
Sviluppatore Stirfire Studios
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Rompicapo
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Symphony of the Machine

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR, in abbinata con PS4 Pro.

Posso stendere i panni?

Tutto gira attorno ad una macchina in grado di controllare il meteo. Vengono quindi dati al giocatore gli strumenti per manipolare un particolare laser, in maniera tale da farlo collidere con i pulsanti che attivano condizioni come pioggia, sole, vento e così via. Lo scopo risiede nel rendere nuovamente fertile la terra di questo mondo ormai privo di vita, prendendo i semi, per poi piantarli in appositi vasi, ciascuno dei quali necessita di requisiti particolari per far crescere la propria pianta: ciò è scandito da una serie di istruzioni lineari, che dovrete eseguire alla lettera per passare alla fase successiva.

Ad esempio, se inizialmente avrete bisogno di una semplice giornata soleggiata per far proliferare il vostro simpatico vegetale, dopo sarà richiesto di combinare la pioggia e il vento per dare vita ad una tempesta. I presupposti cambiano sempre, e chiaramente vi verranno forniti dei gadget speciali per soddisfarli, come delle piastrelle riflettenti, per direzionare al meglio il laser, il quale sarà costantemente ostacolato da scudi, creati apposta per mettervi i bastoni tra le ruote.

La propria posizione riveste quindi un ruolo chiave, che esige soprattutto una collocazione giusta della PlayStation Camera, altrimenti il gioco faticherà a riconoscere i vostri movimenti: infatti, Symphony of the Machine necessita di un bel po’ di spazio per essere giocato senza troppi problemi, e a ciò si aggiunge l’obbligo di giocare in piedi, a meno ché non vogliate bisticciare più del dovuto con i suoi controlli macchinosi (che, per la cronaca, possono contare sia sull’utilizzo del controller, sia di un massimo di due Playstation Move, che noi francamente abbiamo preferito).

Il movimento, in particolare, fa uso del classico sistema di teletrasporto, visto numerose volte nei giochi a realtà virtuale: potete quindi muovervi all’interno dell’ambiente semplicemente puntando il terreno, con una dissolvenza che separa il punto precedente con quello nuovo. Dato che il posizionamento è importante, dovrete muovervi spesso per cercare di collocarvi in un punto specifico, in modo tale da avere tutto sotto controllo, tra gli oggetti e le istruzioni per far crescere la pianta. Questa operazione purtroppo trascende il concetto di comodità, e spesso bisogna riposizionarsi diverse volte prima di beccare l’angolazione giusta.

Superato lo scalino dei controlli, la strada è tutta in discesa, tanto-ché l’esperienza offerta da Symphony of the Machine è tra le più distensive e tranquille disponibili su PSVR, farcita con un comparto grafico piacevole e stilisticamente al di sopra della media dei titoli a realtà virtuale, anche se il grosso del lavoro lo fanno gli effetti atmosferici, che quando si generano fanno persino impressione, di tanto in tanto.

Purtroppo la delusione di questo particolare rompicapo sta nella sua durata, dato che, nel giro di poco più di un’ora, esaurirà la sua offerta, proposta su PSVR a ben 23,99€: gli sviluppatori hanno cercato di espanderla con una modalità extra, la Sandbox, attraverso la quale è possibile giocare all’infinito con gli stessi (pochi) strumenti già sperimentati nel filone principale, ma il grave problema è che l’avventura viene presentata come se fosse un corposo tutorial di un viaggio magnifico che, a malincuore, non c’è.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Symphony of the Machine  Giudizio Finale – Nonostante i suoi problemi, molti dei quali parecchio evidenti, Symphony of the Machine è sicuramente un puzzle game di quelli da tenere in considerazione, ma non a prezzo pieno, visti gli scarsi contenuti. Tuttavia, manipolare il meteo e osservare come il paesaggio risponde di conseguenza, è un’esperienza a realtà virtuale dal concept originale e piacevole, ma breve e acerbo.

PRO CONTRO
  • Rilassante, come pochi altri sulla VR…
  • Idea originale e tutto sommato riuscita
  • Ambientazione affascinante
  • … anche se i comandi macchinosi potrebbero farvi sfuggire qualche imprecazione
  • Brevissimo
  • Prezzo alto, specie su PSVR

Recensione Symphony of the Machine – Trailer

Recensione Symphony of the Machine – Screenshot