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Tekken 7: il ritorno del figliol prodigo, più tamarro e cafone che mai! (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Tekken 7 – Tekken, letteralmente Pugno di Ferro, nasceva nel lontano 1994 come titolo da sala giochi. Solo dopo qualche mese sbarcò su PlayStation, diventando uno dei primi giochi a riuscire a vendere milioni di copie per questa piattaforma. A distanza di quasi 23 anni, la saga di Tekken risorge a nuova vita con questo settimo capitolo che va ad introdurre qualche gradita novità a livello gameplay, nuovi personaggi (compreso uno dell’universo di Street Fighter), un motore grafico basato sull’Unreal Engine e tanto altro. Ma soprattutto ritroviamo la storia che da sempre fa da background alla serie e il suo proseguimento, con nuovi intrecci e la faida familiare della famiglia Mishima sempre al centro del tutto. Scopriamo quindi se il gioco vale la candela!

Editore Bandai Namco Entertainment
Sviluppatore Bandai Namco Studios
Piattaforme PC Windows, PS4, Xbox One
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo giocatore, multi giocatore (locale/online)

Video Recensione Tekken 7

Come di consueto ecco la nostra video recensione che va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Il filmato è stato realizzato utilizzando spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PlayStation 4. Buona visione!

Mishima Civil War

Heihachi Mishima, Kazuya Mishima e Jin Kazama. Non è certo la prima volta che la trama ruota attorno al trittico “nipote, padre e nonno” e al gene del diavolo, il misterioso tratto che garantisce a Kazuya e Jin poteri demoniaci piuttosto pericolosi. Tekken 7 si riaggancia ai fatti avvenuti nel sesto capitolo. In Tekken 6 Jin Kazama aveva sfruttato il potere della compagnia Mishima Zaibatsu per trascinare il mondo in una spirale di caos e distruzione. L’obiettivo era quello di risvegliare Azazel, demone responsabile della diffusione del gene del diavolo. Jin sperava sconfiggendolo di liberarsi del gene del diavolo, ma le cose non vanno come sperato. In questo settimo capitolo ritroviamo Heihachi, tra i più importanti personaggi di sempre della serie di Tekken, pronto a tutto per riprendere il controllo della sua società, la Mishima Zaibatsu. Kazuya Mishima nel frattempo mantiene il controllo dell’altra società più potente al mondo, la G Corporation, e le pedine in gioco su tutti e tre i fronti sono innumerevoli.

Recensione Tekken 7 – Che ci crediate o meno, Akuma di Street Fighter è perfettamente calato nell’universo di Tekken.

Qualcuno però dà la caccia a Kazuya e Heihachi, il temibile Akuma della serie Street Fighter. Chi sia il suo mandante sta a voi scoprirlo giocando alla Story Mode di Tekken 7. A proposito della Story Mode di questo settimo capitolo, sappiate che oltre ad approfondire alcuni temi come le side-story di alcuni celebri personaggi e il tema del gene del diavolo, porrà fine alla saga del clan Mishima. La domanda che quindi vi starete ponendo è: posso godermi questo settimo capitolo senza aver giocato i precedenti? La risposta è sì. I personaggi e la storia sono sufficientemente carismatici da essere apprezzati anche da chi si avvicina per la prima volta alla saga, ma ovviamente gli utenti più navigati riusciranno ad apprezzare maggiormente il tutto grazie ai tanti volti noti e agli intrecci tra gli stessi personaggi.

Recensione Tekken 7 – Il nuovo capitolo scava a fondo nelle vicende passate di Heihachi e Kazuya, e non solo.

Lungo la modalità storia avrete anche modo di giocare a dei veri e propri flashback, che vi proietteranno in momenti passati della saga. Vengono ulteriormente approfonditi i vari intrecci grazie anche a sequenze animate con l’Unreal Engine 4 e anche a tavole animate. A livello puramente registico, dobbiamo ammettere di non aver apprezzato alcuni stacchi fin troppo bruschi. Il team di sviluppo si è impegnato per far sì che i vari filmati e i momenti in cui il giocatore combatte si intreccino quasi perfettamente, ma al termine dei combattimenti o in altri casi si assiste a interruzioni quasi forzate, senza un qualche genere di dissolvenza. Stiamo comunque cercando il pelo nell’uovo. Andiamo adesso a scoprire le tante novità presenti in questo capitolo.

Tante novità!

Non sarebbe un nuovo capitolo senza una valanga di novità. Tekken 7 si mantiene saldamente ancorato alla struttura di gioco classica che da sempre caratterizza la serie. I fan dei precedenti giochi della saga quindi possono dormire sonni tranquilli: tutta la qualità di uno dei migliori picchiduro di sempre è presente e ben radicata. Ci sono comunque delle gradite aggiunte anche al sistema stesso di combattimento. Iniziamo ad esempio dalle meccaniche rage, da scatenare quando la barra della vita del personaggio è molto bassa. Rage Art è una sorta di super mossa finale, con tanto di animazione da godersi (o da subire imprecando), piuttosto facile da far partire ma difficile da padroneggiare. Si tratta di un colpo davvero potente, in grado di danneggiare l’avversario per circa il 30/40% della loro vita (dipende dalla loro vita massima), ma trovare il momento giusto in cui utilizzarlo non è affatto banale. C’è anche il Rage Drive, una serie di attacchi consecutivi o un singolo attacco con un più alto ammontare di danni, da scatenare con una classica combinazione di pulsanti e movimenti. Se un avversario sta per colpirvi con una Rage Art e voi riuscite ad incoccare una Rage Drive, i due attacchi si annulleranno a vicenda.

Recensione Tekken 7 – La Rage Drive di Lee finisce con una rosa esplosiva in faccia. Ogni personaggio ne ha una tutta sua, ovviamente in linea con il background e con lo stile dello stesso.

Sempre a proposito delle novità insite nel sistema di combattimento, c’è sicuramente da annoverare anche il così detto Power Crush, una mossa che Bandai Namco definisce come “corazzata”, che permette di incassare danni ridotti da colpi di media entità mentre però danneggiamo il nemico. Le tante altre novità riguardano anche i campi di battaglia e alcune piccole chicche che vanno ad impreziosire i momenti topici dei combattimenti.

Gli stage adesso sono più dinamici. Cambiano l’orario del giorno, la condizione meteorologica, l’incalzare della musica o la musica stessa e non solo. Gli stage stessi presentano leggere modifiche strutturali durante i combattimenti, e ci sono persino transizioni di zona dovute magari all’abbattimento di barriere o pareti. Intendiamoci, niente di così scenico, ben lontano quindi dalle transizioni viste nella serie Injustice, ma aggiunge comunque quel po’ di dinamismo in più che non guasta. Inoltre, come appena accennato, ci sono dei cambi di regia che vanno ad evidenziare momenti particolari, come gli Epic Match Ending Slow. Come suggerisce il nome inglese, si tratta di un rallentamento del tempo, nonché uno zoom sui due combattenti, che avviene in occasione di termini di combattimenti particolarmente affiatati. Potrebbe ad esempio accadere nel caso i due contendenti siano entrambi prossimi alla morte, o nel caso che entrambi abbiamo appena scatenato un colpo che può risultare fatale e solo uno dei due va a segno.

Recensione Tekken 7 – Solo Yoshimitsu può contare su 162 diverse mosse. Alcune sono variazioni di altre più intuitive, ma si tratta comunque di numeri sorprendenti.

Veniamo adesso alle modalità di gioco. Di una vi abbiamo già parlato: la modalità storia. Qualche dettaglio in più però non guasta. Per cominciare è possibile giocare con la così detta Modalità Storia Assistita. Se adorate calarvi nella trama senza pensare troppo a combo o pianificazioni di vario genere, con questa modalità potrete scatenare combo con un solo pulsante e godervi i combattimenti e la grafica di gioco. Vi consigliamo caldamente di giocarla: utilizzare i vari personaggi conoscendo il loro background o il loro ruolo nella storia ve li farà apprezzare maggiormente. Al termine della Story Mode sbloccherete anche vari Episodi Personaggio, dei sotto capitoli per i personaggi del roster che amplieranno la storia e che termineranno nel giro di un’unica sfida.

Non manca poi la Modalità Arcade, che vi permette di affrontare un crescendo di combattimenti che sfocia nella sfida con il boss finale, solitamente diverso per ogni personaggio del roster (alcuni hanno il boss finale in comune). Le sfide arcade si risolvono però nel giro di 5 incontri, senza alcun cenno alla trama che viene invece approfondita dalla Story Mode e dagli Episodi Personaggio. Sarà ovviamente anche possibile sfidare gli amici in locale sfruttando proprio la Modalità Arcade. Ci sono poi le Treasure Battle, che vi permettono di accumulare crediti per sbloccare oggetti estetici con cui personalizzare i vari combattenti, o direttamente oggetti (talvolta anche piuttosto assurdi), grazie a combattimenti continui a difficoltà crescente. Quella degli oggetti estetici è una caratteristica da non sottovalutare in relazione soprattutto alla modalità online. Bandai Namco ha puntato molto proprio sull’online e sugli eSport, e le decine e decine di personalizzazioni per ognuno dei membri del roster permetterà ai giocatori di scendere in campo con combinazioni uniche nel loro genere. A proposito dell’online, il giocatore può anche prendere parte a tornei fino a 8 giocatori con un montepremi in palio.

Let’s get physical, physical

Bisogna ammettere che l’Unreal Engine 4 fa il suo sporco dovere. I personaggi, nonostante proporzioni e altre caratteristiche volutamente esacerbate, sono uno spettacolo da guardare. Le animazioni delle mosse sono meravigliose ed esageratamente spettacolari. Non mancano effetti di luce che vanno ad impreziosire particolari combo e gli effetti derivanti magari dall’incrocio di Rage Art e Rage Drive o situazioni del genere. Ci sono dei micro-difetti che di tanto in tanto si fanno notare, ma difficilmente ve ne accorgerete nel bel mezzo di un combattimento. A proposito dei combattimenti, come accennato la struttura dei classici Tekken permane anche in questo capitolo. Ogni sfida è velocissima e può concludersi anche in una manciata di secondi. Tutto fila liscio, senza un minimo rallentamento (60 fps garantiti anche su console, per intenderci). Le mosse da apprendere per ogni personaggio sono decine e decine, e c’è anche una Modalità Pratica che vi permette di esercitarvi con gli oltre 30 membri del roster.

Recensione Tekken 7 – Durante la Modalità Storia avrete modo di vivere dei flashback relativi ai precedenti capitoli della saga.

Tornando al comparto tecnico, è ovviamente nella Modalità Storia che si può notare la maggior cura grafica che caratterizza questo settimo capitolo. In alcuni momenti della trama vengono anche utilizzati dei filtri (ad esempio un seppia per i flashback) che rendono il tutto ancora più cinematografico. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora super aggressiva e tamarra al punto giusto che contribuirà al divertimento generale. Da annoverare anche il doppiaggio, che ha coinvolto professionisti di tutto il mondo. Ogni personaggio infatti parla la lingua della sua nazione di provenienza. È presente anche un lottatore italiano, Claudio l’esorcista, giusto per sottolineare ulteriormente il tipico stereotipo dell’italiano bigotto. Tralasciando quest’ultimo dettaglio, tanto di cappello alla direzione artistica squisitamente giapponese quindi.

Tekken 7 Collector’s Edition

Se ci seguite abitualmente su SmartWorld potreste essere incappati nel nostro unboxing della Collector’s Edition di Tekken 7. La versione che potete acquistare anche da Amazon per ben 149,99€ comprende anche la Deluxe Edition del gioco e la colonna sonora originale.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Tekken 7 Giudizio Finale – È difficile non voler bene ad un titolo come Tekken 7. La trama forse non sarà delle più incisive, e il cambio di rotta della modalità arcade, in parte coadiuvata dagli Episodi Personaggio, potrebbe far storcere il naso ai fan di vecchia data della saga. Rimane il fatto che Tekken 7 ha tantissimo da offrire, ai fan di Tekken, ai fan dei picchiaduro e anche a chi si avvicina per la prima volta al genere o alla saga stessa. La modalità online, grazie anche ai tornei fino a 8 giocatori, eleva di moltissimo la longevità, senza contare le miriadi di personalizzazioni estetiche da sbloccare. Il roster è particolarmente ricco (ben più di 30 personaggi) e non mancano modalità di gioco alternative come la Treasure Battle e valide aggiunte al sistema di combattimento. C’è anche una modalità dedicata a PlayStation VR, che per il momento però non abbiamo avuto modo di provare. Non c’è molto altro da dire: valutatene l’acquisto, difficilmente ve ne pentirete.

PRO CONTRO
  • Più zarro che mai!
  • Sistema di combattimento arricchito
  • Tante modalità di gioco
  • Direzione artistica di altissima qualità
  • Qualche scelta a livello registico forse non troppo azzeccata
  • Sbavature a livello grafico qua e là
  • Trama non troppo incisiva

Recensione Tekken 7 – Screenshot

Recensione Tekken 7 – Trailer