8.0

The Elder Scrolls Legends – Bethesda gioca la sua carta (recensione)

Giorgio Palmieri È un gioco di carte quindi Bethesda "gioca la sua carta". Hai capito la battuta? Eh?

Recensione The Elder Scrolls Legends – I videogiochi di carte collezionabili funzionano ancora, e Hearthstone ne è la prova empirica. Allora ci prova Bethesda a dire la sua, in un panorama letteralmente dominato dalla creatura di Blizzard, che ormai imperversa da un po’ di anni senza feroci duellanti alle calcagna. Riuscirà The Elder Scrolls Legends a ritagliarsi una fetta di spasimanti? Tutto dipende da voi, cari lettori: tutto dipende da voi.

Al momento della recensione, il gioco è disponibile solo su PC e iPad, ma lo sarà presto anche su altre piattaforme, tra cui quelle mobili. Per maggiori informazioni, leggete il nostro articolo dedicato.

Editore Bethesda
Sviluppatore Dire Wolf Digital
Piattaforme Windows, MacOS, Android, iOS
Genere Gioco di carte
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione The Elder Scrolls Legends

I concetti espressi nella seguente recensione sono racchiusi nel video a seguire, con tanto di sequenze di gameplay tratte dalle nostre sessioni di gioco su PC.

Processore: Intel(R) Core(TM) i7-6700 CPU @ 3.40GHz (8 CPUs), ~3.4GHz
RAM: 16384MB
Scheda Grafica: AMD Radeon R7 265

Una carta nel ginocchio

Senza mezzi termini, The Elder Scrolls Legends attinge a piene mani dalle meccaniche di Hearthstone, con un occhio di riguardo verso il sempreverde Magic: The Gathering. Si inizia la partita con in mano tre carte, e con l’annessa possibilità di scartare quelle indesiderate per pescarne di nuove – manovra chiamata comunemente mulligan – e, ad ogni turno, se ne pesca un’altra dal proprio mazzo. Per calare le carte sulla plancia si utilizza la Magicka, la quale aumenta di un punto sempre ad ogni turno. Chi comincia per secondo può contare su un anello speciale, utilizzabile tre volte, che garantisce un punto di Magicka per round: una scelta forse un pelino sbilanciata per i nostri gusti, ma che andrebbe verificata nelle fasi più avanzate.

Invece, le creature, diversamente da Hearthstone, possono essere piazzate su due distinte corsie, destra e sinistra, ognuna delle quali può vantare caratteristiche uniche. In linea di massima, nel gioco competitivo standard, la sinistra rappresenta la Zona Aperta, su cui non vigono regole particolari, mentre per quanto riguarda la parte destra, la cosiddetta Zona Oscura, tutte le carte evocate non possono essere attaccate per un turno. Sembra un elemento secondario, ma in realtà la dinamica apre un ventaglio di strategie inaspettate, permettendo quindi alle creature, specie quelle meno resistenti, di sopravvivere più a lungo.

Interessante anche l’introduzione delle rune, anche se siamo sicuri che non farà impazzire i dettratori delle meccaniche casuali: ogni cinque punti di danno subiti all’eroe, si guadagna una carta pescata direttamente dal mazzo, la quale, se dotata dell’abilità Profezia, può essere posizionata immediatamente sul campo senza alcun costo.

Ritornando ai combattimenti, oltre a poter attaccare direttamente l’avversario, ogni carta può scontrarsi solo con quelle posizionate nella zona opposta dell’altro giocatore. La stessa cosa non vale per i bersagli delle magie, visto che è possibile scagliare maledizioni e potenziamenti indipendentemente dal posizionamento. I valori e le abilità, tra l’altro, sono grossomodo le stesse di Hearthstone: l’attacco e i punti salute per ciascuna carta vanno a definire in media il costo in Magicka, a sua volta influenzato dalla presenza, appunto, di abilità specifiche, molte riprese dalle fonti d’ispirazione, in accoppiata con alcune inedite, come Furto, che permette di attivare un effetto particolare quando si sottrarre vita al giocatore. Sbucano poi le carte Costanti, con cui è possibile ottenere bonus permanenti per tutta la durata della partita.

Si tratta quindi più che altro di variazioni sul tema e non di vere e proprie rivoluzioni, così come è tutto il pacchetto offerto, che comunque trova le sue peculiarità nella gestione dei mazzi. Le carte di The Elder Scrolls Legends infatti sono contraddistinte da cinque attributi, Forza, Agilità, Resistenza, Volontà e Intelligenza, ed un elemento Neutrale. Ogni mazzo può contenere un massimo di due attributi, e la classe dell’eroe è definita proprio dalla combinazione di questi, fermo restando che il numero minimo di carte in un mazzo è di 50, mentre quello massimo è di 70. Ovviamente, meno carte si hanno, più si ha la probabilità di pescare le creature desiderate, ma tutto sta nel personale stile di gioco, e soprattutto nella strategia che ogni giocatore vorrà adottare.

La formula risulta comunque molto accessibile, grazie anche alla presenza dei mazzi predefiniti e agli ottimi tutorial che condiscono una modalità storia parecchio divertente. Infatti, a differenza di Hearthstone, Legends fa più attenzione all’esperienza per il singolo giocatore, con tanto di modalità storia travestita, appunto, da tutorial, che non si risparmia spunti interessanti con cui divertire l’utente: spiccano infatti filmati doppiati in italiano, decisioni che vanno a modificare le specifiche di una carta, e campi di battaglia dalle zone con effetti singolari: in particolare, ci è piaciuto molto il duello sul vascello, dove, ad ogni turno, una carta casuale cambiava corsia.

Per il resto, Bethesda e Dire Wolf Digital non hanno osato troppo, proponendo la classica modalità versus amichevole e classificata, con tanto di ranghi da scalare, affiancata all’arena, che consente di giocare con un mazzo creato sul momento senza poter attingere alla propria collezione, esattamente come il titolo di Blizzard, sotto condizioni particolari. Tuttavia, in Legends si può giocare la suddetta modalità anche da soli contro l’intelligenza artificiale, scevri dallo stress di una partita online, ed è forse questo il suo maggiore pregio, ovvero la maggiore enfasi nei riguardi della componente solitaria. Certo, si rimane comunque basiti dinanzi alle uguaglianze, dalle animazioni delle carte al ritmo del gioco, fino ad arrivare alle stesse modalità, sulle quali si poteva essere un pelino più creativi, magari con l’introduzione di duelli cooperativi due contro due, sfruttando le potenzialità delle due corsie.

Ciononostante, il colosso americano ha già annunciato un piano di supporto corposo per la sua creatura, quindi, almeno da questo punto di vista, siamo in una botte di ferro. Ricordiamo che stiamo pur sempre parlando di un prodotto free-to-play, con prezzi per l’acquisto di bustine leggermente più salati rispetto alla concorrenza (per l’acquisizione con valuta reale, mentre in gioco l’ottenimento è simile al titolo Blizzard).

C’è da dire che comunque la progressione traghetta il giocatore tra missioni erogate giornalmente, che possono essere completate in qualsiasi modalità, anche in quelle dedicate al singolo giocatore, per ottenere monete: di conseguenza, si può giocare gratis senza troppi compromessi, e soprattutto dedicandogli brevi sessioni, tenendo però a mente che, per realizzare le giuste sinergie, dovrete comunque essere costanti. Un elemento a cui si è abituati, soprattutto se già masticate il genere, aiutati dall’opzione di distruzione di carte inutilizzate per ottenere gemme dell’anima, utili per crearne di nuove. Abbiamo qualche riserva in merito al bilanciamento generale, anche se siamo sicuri che verrà costantemente monitorato dagli sviluppatori.

In quanto ad aspetto estetico, all’opposto del suo rivale, The Elder Scrolls Legends risulta molto meno accattivante, un po’ per i toni più seriosi, che sicuramente faranno la gioia degli amanti del fantasy puro, ma anche e soprattutto per una realizzazione visiva sicuramente funzionale ma più generica e meno incisiva, con qualche inspiegabile singhiozzo di troppo anche sulla nostra configurazione. Di altra pasta è il comparto sonoro, caratterizzato da ottime tracce musicali e un doppiaggio in italiano sorprendentemente curato.

8.0

Giudizio Finale

Recensione The Elder Scrolls Legends  Giudizio Finale – The Elder Scrolls Legends è un deja-vu continuo, ma non per questo indegno della vostra attenzione, anzi, tutt’altro. Siamo dinanzi ad un robusto gioco di carte che ha qualcosa da dire sulla scena. Si poteva osare di più nell’ideazione di aspetti distintivi, magari su qualche modalità più originale, compensata però da un’invidiabile attenzione nell’offerta iniziale, con tante carte, possibilità e un segmento storia decisamente divertente. Se riuscirà a fare breccia tra i videogiocatori, soprattutto fra quelli che hanno dedicato anima e cuore al titolo di Blizzard? Solo il tempo ce lo dirà.

PRO CONTRO
  • Meccaniche rodate, ma con spunti da non sottovalutare
  • Buon numero di carte e contenuti
  • Ottimo comparto sonoro
  • Localizzazione completa in italiano
  • Palesemente derivativo
  • Bilanciamento da monitorare
  • Poteva osare di più, specie nelle modalità (magari una cooperativa?)

Recensione The Elder Scrolls Legends – Trailer

Recensione The Elder Scrolls Legends – Screenshot