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The King of Fighters XIV Recensione

The King of Fighters XIV – Ho i pugni nelle mani (recensione)

Giorgio Palmieri - Il ritorno del re, su PlayStation 4, tra coriandoli e petali.

Recensione The King of Fighters XIV – Alzino la mano tutti coloro che hanno vissuto, sulla propria la pelle, almeno uno spaccato dell’era d’oro dei cabinati arcade. L’esperienza ovviamente varia a seconda della sala giochi che frequentavate, ma il comune denominatore era rappresentato dalla società SNK, maestra del coin-op e ghiotta di gettoni. The King of Fighters è uno dei videogiochi più noti dell’azienda nipponica, e vederlo giungere alla sua quattordicesima edizione per la serie principale, sinceramente, ci fa sentire vecchi. Bando alle ciance, andiamo a vedere di che pasta è fatto The King of Fighters XIV.

Video Recensione The King of Fighters XIV

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella video recensione, con i filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PlayStation 4.

Gioco di mano…

The King of Fighters XIV è la scelta giusta se siete alla ricerca di un picchiaduro senza violenza spudorata e con un vasto, vastissimo parco personaggi, in cui non faticherete a trovare il vostro preferito.

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È proprio questo il suo più grande pregio: tuttavia, la presenza di tanti lottatori non ha sminuito il lavoro svolto a livello di caratterizzazione, perché ogni eroe è un personaggio con le sue distinte peculiarità, non solo nell’estetica ma anche e soprattutto nello stile di combattimento.

Nello specifico, il roster conta ben 50 personaggi, 19 dei quali totalmente nuovi. Per chi non lo sapesse, la serie di KOF si è sempre distinta per le sue battaglie tre contro tre, sulle quali il gioco costruisce il suo grado di divertimento principale. Il giocatore può scegliere, appunto, tre personaggi diversi, indipendentemente dal team di appartenenza, costruendo così la sua squadra preferita.

Le lotte sono strutturate a round, uno per ciascun combattente: quando un lottatore esaurisce la vita subentra l’altro, fino a quando una delle due squadre non viene sconfitta definitivamente. L’avversario che rimane in piedi durante un round recupera parte della propria barra vitale, un incentivo a dare il massimo in battaglia.

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Il sistema di combattimento è stato ulteriormente affinato rispetto al passato, e basa le sue dinamiche su mezzelune e quarti di luna per l’esecuzione delle mosse e super mosse. Le combinazioni sarebbero pure simili tra i vari eroi se non fosse che ognuno compie abilità diverse, a partire dal semplice sparo, che può variare dalla dimensione alla velocità, fino ad arrivare a capacità uniche. Giusto per citare un esempio, Mian è una combattente che utilizza le mosse di danza per sconfiggere gli avversari, e le sue combo sono a dir poco spettacolari e gratificanti.

… gioco di villano

Non abbiamo quindi nulla di negativo da dire in merito al roster: è variegato, vasto e spinge a sperimentare. Ci è capitato più di una volta di scegliere un personaggio, non trovarlo di nostro gradimento, per poi riprenderlo in un secondo momento e innamorarcene follemente.

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C’è una lista di abilità sconfinata, tra mosse, contromosse, combo, ultra e schivate, dietro ogni lottatore. L’immancabile barra degli attacchi speciali, poi, chiaramente fa il suo ritorno, e modera l’uso di fantastiche ed appariscenti super mosse EX, la cui capienza è direttamente proporzionale al membro del team in campo: l’ultimo, infatti, potrà caricarla fino a cinque livelli, rispetto ai tre previsti inizialmente. Questa è una delle tante sfumature che vanno ad arricchire un gameplay profondo e pieno di possibilità, che può essere apprezzato da chiunque grazie alla difficoltà scalabile e ad un robusto tutorial davvero esplicativo, il quale insegna praticamente tutto quello che c’è da sapere sul sistema di combattimento.

Certo, KOF è una serie complessa sin da quando è nata, e questa quattordicesima edizione non fa eccezione, specie quando si inizia a sviscerarlo per bene, ma chi rimarrà in superficie si divertirà comunque, e imparerà a capire col tempo perché questa saga è un importante punto di riferimento nel mondo competitivo.

Dove però pecca la produzione firmata SNK Playmore è nelle modalità. Sia chiaro, l’offerta contenutistica non è affatto striminzita: oltre al già citato roster dei personaggi, che da solo potrebbe valere il prezzo del biglietto per estimatori del picchiaduro, The King of Fighters XIV presenta anche una ventina di stage su cui darsele di santa ragione, senza includere spietate manovre di DLC all’interno, come altri titoli del genere hanno fatto senza alcun tipo di scrupolo negli ultimi tempi.

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Purtroppo la delusione sta nell’assenza di modalità fuori dai canoni convenzionali. Ci sono le missioni per ogni personaggio, utili per farvi conoscere meglio le mosse; c’è la sopravvivenza, che svolge egregiamente il suo mestiere; c’è anche l’online, teatro di scontri tra i giocatori più smaliziati, a patto di avere una connessione stabile. Proprio qui sbuca la variante Party Battle Mode, che permette di giocare online con 6 amici.

Infine la modalità storia soppianta il classico arcade offrendo dieci stage che sfociano poi nel boss finale. Ogni tanto comparirà qualche scenetta in-game tra i personaggi, che si limitano ad un paio di dialoghi graditi ma decisamente semplici, mentre la vera e propria trama viene raccontata con un paio di scene d’intermezzo in computer grafica: simpatiche, senza ombra di dubbio, eppure è veramente troppo poco per creare un arco narrativo degno di essere vissuto.

Ma io volevo fare l’usciere

Ci dispiace vedere The King of Fighters XIV ancorato al suo genere d’appartenenza nonostante ormai gli anni permettano qualche evoluzione, ma capiamo l’esigenza di SNK di proporre una base solida dalla quale ripartire. Da clienti, tuttavia, potreste rimanere scontenti della mancanza di modalità che incentivano il singolo giocatore: tra l’altro, gli sbloccabili sono ridotti alle illustrazioni e poco più. Un vero peccato, perché ci sarebbe piaciuto conoscere meglio questi personaggi: sarà per il prossimo KOF? Staremo a vedere.

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L’ultima nota va al comparto audiovisivo, una calda materia di discussione sin dall’annuncio del gioco. L’abbandono dello stile bidimensionale a favore di un 3D a metà tra il passato e il presente ci è sembrata una scelta intrapresa per motivi di budget, e per accontentare un po’ tutti, senza però soddisfare a pieno nessuno.

In effetti, la serie, con questa direzione artistica, perde un po’ del suo smalto e della sua vivacità, visto che gli effetti speciali sono talvolta acerbi, in particolar modo quelli delle super mosse, e i modelli dei personaggi sono dettagliati quanto basta. In generale la veste grafica non impressiona e sembra appartenere alla scorsa generazione ma, tutto sommato si lascia guardare, mentre le musiche fanno il loro sporco lavoro, e il tema principale risulta particolarmente azzeccato.

8.0

Giudizio Finale

Recensione The King of Fighters XIV – Giudizio Finale – The King of Fighters XIV è un picchiaduro solido, competitivo, complesso e gratificante, che espande la saga verso orizzonti, i quali non si discostano dai pregi che l’hanno fatta diventare storia, pur risultando pieni di accortezze graditissime. Si poteva azzardare di più nel divertimento a lungo termine, specie in singleplayer, ma se volete tirare qualche schiaffo virtuale a qualcuno, in un universo nipponico e nostalgico pieno zeppo di personaggi e possibilità, non potete sbagliare: questo è il titolo che fa per voi.

PRO CONTRO
  • Combattimenti profondi e pieni di possibilità
  • Tanti personaggi, ognuno con le sue finezze
  • Complesso, ma adattivo
  • Il comparto grafico appartiene alla scorsa generazione
  • Qualche modalità non convenzionale non avrebbe guastato

Recensione The King of Fighters XIV – Trailer

Recensione The King of Fighters XIV – Screenshot