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The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un capolavoro. Punto. (recensione)

Lorenzo Delli - Un capitolo che strizza l'occhio ai fan di vecchia data e che accoglie i nuovi giocatori a braccia aperte. Breath of the Wild è una perla videoludica di raro valore, scopriamola insieme!

Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – L’ultimo capitolo della celebre saga The Legend of Zelda non è solo il titolo di punta della line-up di Nintendo Switch. Si tratta di un gioco destinato a rimanere nella storia videoludica e che probabilmente, come Ocarina of Time a suo tempo, sarà fonte di ispirazione per i titoli di futura generazione.

Una saga che va avanti da oramai più di 31 anni grazie allo spunto iniziale e al continuo lavoro di Shigeru Miyamoto, e che grazie a Breath of the Wild torna a fare la voce grossa sulla scena videoludica. Ma cosa lo rende così speciale e così apprezzato dalla critica? È il senso di attaccamento al personaggio che spinge i fan ad apprezzare i giochi della saga o c’è qualcosa di più?

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Iniziamo col dirvi che The Legend of Zelda: Breath of the Wild può essere affrontato a cuor leggero anche da chi non ha mai apprezzato particolarmente la saga o da chi non ci si è mai avvicinato per altri motivi. E continuiamo dicendovi anche che il senso dell’attaccamento al personaggio non è assolutamente un fattore che ha spinto la critica a premiarlo con voti così alti. Breath of the Wild è un capolavoro, punto. È lo è sotto talmente tanti punti di vista che questa recensione non sarà sufficiente ad elencarli tutti.

Publisher Nintendo
Sviluppatore Nintendo EAD
Piattaforme Nintendo Switch, Nintendo Wii U
Genere Open World Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild

La nostra video recensione realizzata utilizzando spezzoni di gameplay catturati con Elgato HD 60 S durante le nostre sessioni di gioco su Nintendo Switch.

Gameplay Breath of the Wild

Sul canale YouTube di SmartWorld abbiamo realizzato qualche giorno fa un live di circa 30 minuti con l’ausilio della scheda di acquisizione Elgato HD 60 S. Non dovrebbero esserci particolari spoiler, se non appunto l’esplorazione di regioni che ancora non avete visitato.


Link e Zelda, forever and ever

Un po’ di background storico prima di gettarci nella mischia. Ci troviamo sempre ad Hyrule, e il protagonista, manco a dirlo, è sempre e comunque Link. Proprio Link continua ad essere una figura misteriosa, senza quelle classiche caratteristiche che è facile trovare in alcuni iconici personaggi della storia dei videogiochi. Link è un Hylia (una sorta di mezzelfo) non particolarmente alto, praticamente privo di muscolatura, comunque particolarmente agile e scattante, ma senza nessun altro tratto distintivo, se non gli iconici simboli della serie quali la spada che esorcizza il male o la classica tuta verde.

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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Link e Zelda, sempre e comunque uniti da un rapporto così unico e particolare che trascende spazio e tempo.

In Breath of the Wild scompaiono anche quei tratti distintivi, lasciandoci per le mani un personaggio piuttosto neutro. Anzi, a dirla tutta ritroviamo Link praticamente nudo, con indosso solo la biancheria, dopo un sonno durato 100, lunghissimi anni. E indovinate un po’? Zelda è in difficoltà, e dovremo mettercela tutta per aiutarla contro Ganon, l’eterno nemico della saga che anche stavolta mette in pericolo il regno di Hyrule. Ed è proprio Zelda, che 100 anni prima, aveva salvato Link dalle grinfie di Ganon facendolo addormentare in un santuario segreto.

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Insomma, Link è tutt’altro che il classico eroe già pronto sin dall’inizio a menare le mani in stile Chuck Norris. L’unica arma che ha in suo possesso è il coraggio, o meglio, il vostro coraggio. Sì, perché The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un vero e proprio viaggio di costruzione del personaggio. Sarete voi, nei panni di Link, ad imparare ad affrontare le difficoltà imposte dall’enorme regno di Hyrule, sarete voi ad imparare ad utilizzare al meglio armi, poteri ed armature specifiche, sarete voi a plasmare l’eroe senza macchia e senza paura che riuscirà alla fine a scacciare il male e a far trionfare il bene, come vuole la tradizione. E tutto ciò è bellissimo, quasi poetico. Ed è anche il motivo per cui preferiamo collocarlo nel genere degli Action RPG, non solo in quello dei giochi di azione.

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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Link è un personaggio in continua evoluzione, e sarete voi a plasmarlo.

Per concludere questa rapida introduzione: i collegamenti con i precedenti capitoli non mancano. Troviamo ad esempio la tribù dei Gerudo, a cui apparteneva Ganondorf in Ocarina of Time; ritroviamo Epona, la compagna di viaggi di Link, anche se non è affatto facile ottenerla; nonché le classiche armi e la classica divisa di Link, altrettanto difficili da ottenere; e soprattutto ritroviamo gli Sheikah, la misteriosa razza che in Breath of the Wild è responsabile della peculiare tecnologia che ci troveremo ad utilizzare e ad affrontare lungo gli eventi della storia principale. E Link, come al solito, è muto. Ma non vi sveliamo altro: il nuovo Legend of Zelda è un gioco da scoprire in tutto e per tutto, trama compresa.

Evoluzione dell’Open World

Gli Open World stanno letteralmente spopolando nella scena videoludica. Horizon Zero Dawn, Ghost Recon: Wildlands e Final Fantasy XV sono solo alcuni degli esempi illustri delle ultime settimane. Il sospetto era che Nintendo volesse per certi versi sfruttare un genere così diffuso per rilanciare la saga di Zelda e soprattutto per supportare il lancio di Nintendo Switch, sbattendo letteralmente Link in un mondo aperto privo di anima, bello da vedere ma niente di più che un blando contorno agli eventi del gioco. Niente di più sbagliato.

Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild - Hyrule si presenta sin da subito nella sua grandezza. In realtà si tratta solo di un minimo scorcio di quanto offerto dal gioco.
Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Hyrule si presenta sin da subito nella sua grandezza. In realtà si tratta solo di un minimo scorcio di quanto offerto dal gioco.

L’Open World che caratterizza Breath of the Wild è un qualcosa di realmente unico. Hyrule, rappresentata stavolta in tutto il suo splendore, è un mondo più vivo che mai, con regole specifiche che puniranno o premieranno il giocatore a seconda dell’approccio scelto. Si tratta di un’ambientazione che si impara ad apprezzare, vivendola sessione per sessione e sbagliando in continuazione. Si impara ad esempio sin da subito che in caso di pioggia è impossibile scalare colline, montagne o muri, perché come è ovvio che sia l’acqua rende le superfici scivolose. Successivamente si impara che indossare quello scintillante e potente scudo di ferro nel bel mezzo di un temporale non era una così bella idea. O ad esempio si apprende che avventurarsi nel deserto di notte per evitare il caldo non è il massimo, visto che l’escursione termica fa scendere tantissimo il termometro facendoci letteralmente morire di freddo.

Ogni regione di Hyrule è caratterizzata da regole piuttosto rigide: temperature massime e minime, meteo, morfologia, flora, fauna, nemici e persino densità del suolo. Si inizia in una ridente regione piena di vegetazione, per poi ritrovarsi in lunghe valli seguendo il letto di un fiume, o in zone piene di rilievi caratterizzati da continue piogge scroscianti, in regioni desertiche o in altipiani nevosi con temperature rigide, fino a una regione vulcanica che praticamente non permette l’accesso senza adeguata protezione. Camminare nel deserto è reso difficile dalla sabbia, che farà sprofondare i piedi rendendo i movimenti più lenti. Idem dicasi per la neve, per non parlare del fango che, se troppo profondo, vi inghiottirà privandovi della vita. Va da sé quindi che avrete a che fare con il classico ciclo giorno/notte e con diverse situazioni meteorologiche. Nell’interfaccia di gioco sono infatti presenti un indicatore con il meteo e l’orario e persino un termometro che vi permette di capire se dovete coprirvi contro il freddo o vestire qualcosa di più leggero contro il caldo.

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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Il deserto non è esattamente il più ospitale dei luoghi, ma riesce ad offrire degli scorci piuttosto suggestivi.

Come accennato sono presenti anche flora e fauna specifici. Nelle foreste non mancheranno cervi, cinghiali e conigli, più un’ampia categoria di volatili; nel deserto invece troveremo le tipiche foche del deserto, mentre in zone particolarmente aperte potremo trovare piccoli gruppi di cavalli selvatici che pascolano tranquillamente. Non mancheranno lupi vicino ai rilievi, svariate tipologie di pesci a seconda della regione, volpi che scapperanno emettendo il loro tipico verso e quant’altro. La biodiversità delle regioni si estende anche alla tipologia di frutta e verdura che è possibile trovare. Nelle regioni più rigogliose si troveranno varietà di funghi a non finire, mele, peperoncini e non solo; nel deserto invece banane o angurie, più particolari frutti da raccogliere sulle cime dei cactus. In montagna crescono le fragole e così via.

Va da sé che un lavoro di catalogazione della biodiversità richiederebbe ben più di qualche parola. Credeteci quindi sulla parola quando vi diciamo che il lavoro svolto da Nintendo in tal senso è stato a dir poco certosino. C’è poi una caratteristica piuttosto importante che contribuisce ad impreziosire il tutto e soprattutto a far funzionare le cose a dovere: lo sbalorditivo motore fisico sviluppato per l’occasione. Ogni oggetto, animato o inanimato, è caratterizzato da un suo peso, da una sua resistenza alle sollecitazioni, da diversi gradi di libertà a seconda della superficie e dell’inclinazione della stessa. Sconfiggere un mostro Scheletro su un pendio potrebbe far rotolare la sua testa di sotto impedendogli di “rigenerarsi“, giusto per fare un esempio. Pensate che viene affrontato persino il concetto di energia cinetica: grazie al potere Stasi, Link può bloccare temporaneamente un oggetto, caricarlo di energia cinetica colpendolo ripetutamente, ed osservarne gli effetti una volta scaduti gli effetti di stasi. C’è chi ha sfruttato questo espediente per inventarsi un mezzo di trasporto a base di enormi massi volanti! Non manca poi il magnetismo, sempre legato ad uno dei poteri di Link che gli permette di manovrare gli oggetti metallici.

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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Scalare le montagne vi permette di osservare le cose da una prospettiva diversa, e spesso anche di scoprire sacrari nascosti, torri e quant’altro.

Tecnicamente è anche possibile collegare dei palloncini ricavati da mostri di particolare tipo a piattaforme di legno e volare via fornendosi ulteriore spinta con enormi foglie magiche, le stesse che è possibile utilizzare per navigare con le zattere presenti in gioco. Anche in questo caso è impossibile elencarvi tutte le sfaccettature del motore di gioco. Ogni sessione farete nuove scoperte, e ognuna di esse vi regalerà un grado di soddisfazione piuttosto elevato. Un ultimo esempio prima di procedere oltre. Non sapete come appiccare un incendio? A logica vi serve una pietra focaia, che si ottiene facendo esplodere in aria giacimenti minerari o particolari elementali di terra (non facili da scovare). Ma la pietra focaia non è sufficiente: dovrete abbattere alberi, lavorare il legno per creare fascine di legno, posarci accanto la pietra focaia e utilizzare un’arma di ferro contro la pietra per innescare una scintilla. Attenti però a farlo in un campo di erba secca: il fuoco divamperà in un attimo, e non risparmierà nessuno, voi compresi. Ovviamente non è l’unico modo di appiccare un incendio!

I poteri di Link

Un brevissimo cenno anche ai poteri di Link, alcuni già citati precedentemente. Grazie a delle sfide iniziali, il protagonista potrà utilizzare degli strumenti/poteri che lo aiuteranno in combattimento e anche per la risoluzione di vari puzzle ambientali.

  • Bomba radiocomandata: disponibile in due forme, tonda o quadrata, può essere piazzata o lanciata e fatta esplodere a distanza. Utile ad attirare e/o ferire nemici e anche a far esplodere giacimenti minerari per raccoglierne il contenuto (ci ringraziate dopo per questa info).
  • Kalamitron: grazie alla tavoletta Sheikah, Link può attirare o respingere il metallo. Utile anche per sradicare alcuni forzieri dal terreno o per recuperare oggetti metallici da laghi e fiumi.
  • Stasys: ne abbiamo parlato prima in relazione all’energia cinetica. Ferma gli oggetti nel tempo, e permette di accumulare energia cinetica colpendoli ripetutamente.
  • Glacyor: permette di creare blocchi di ghiaccio a partire da fonti di acqua. Può essere utilizzato anche per distruggere il ghiaccio.
  • Scattaimmagini: il nome parla da solo!
  • Amiibo: vi permette di sfruttare il potere contenuto dentro gli amiibo, ne parleremo a breve in un paragrafo.
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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Spostare un’enorme lastra di ferro? Nessun problema grazie allo strumento Kalamitron.

Dark Souls-Style?

Che Dark Souls sia diventata una pietra di paragone per un gran numero di titoli action non è certo un segreto. E ovviamente ci è voluto poco prima che scattasse il paragone tra Breath of the Wild e la saga di Hidetaka Miyazaki. In effetti il nuovo Legend of Zelda è, a tratti, un gioco piuttosto crudele, e lo si capisce da un fattore in particolare: l’assenza di un vero e proprio tutorial. Ovviamente sarete guidati nei primi minuti di gioco, ma capirete sin da subito che buona parte delle dinamiche di gioco dovrete scoprirle sulla vostra pelle.

Come già accennato, l’open world che lo caratterizza va affrontato con un certo grado di attenzione, imparando dai propri errori nell’affrontare le minacce che possono caratterizzare le varie regioni di Hyrule. Idem dicasi per i combattimenti. È sufficiente schiacciare un pulsante nel momento sbagliato per beccarsi un colpo di mazza chiodata sul fianco esposto, e ritrovarsi a rotolare esanime mentre compare la schermata di Game Over obbligandovi a caricare un salvataggio precedente.

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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Per affrontare i combattimenti ci vuole tempismo, ottimi riflessi e strategia. Anche un po’ di fortuna non guasta!

Le crudeltà, se così si possono definire, non finiscono qui. Qualsiasi arma o scudo che utilizzerete è soggetta a rottura, e come ci insegna la legge di Murphy, se si può rompere lo farà nel momento peggiore, magari durante un boss fight o quando state per terminare un faticoso combattimento contro più mostri. È quindi inutile affezionarsi a un particolare tipo di spada o di mazza, visto che dopo un certo numero di fendenti raggiungerà il suo grado massimo di deteriorabilità infrangendosi in mille pezzi. Dovrete quindi imparare a gestire il vostro inventario, che inizialmente potrà contenere un numero limitato di armi da corpo a corpo, archi e scudi, gettando via armi ridotte male o meno potenti ma cercando di mantenere una giusta varietà. Inutile equipaggiarsi di sole spade a una mano, visto che lance e alabarde potrebbero aiutare a tenere lontani mostri più grandi di noi o permetterci di caricare gruppi di nemici a cavallo. Idem dicasi per le armi a due mani: talvolta l’approccio spada a una mano e scudo può salvarvi la pelle.

E i combattimenti, come già accennato, non sono per niente facili. Link può contare su un pulsante che gli permette di agganciare un bersaglio focalizzando quindi i suoi attacchi e la difesa. Mentre il nemico vi sta per colpire avete diverse alternative: usare lo scudo e assorbire per intero (o parzialmente) il colpo, rovinando quindi la resistenza dello scudo; saltare all’indietro o di lato prima che arrivi il colpo per evitarlo e magari scattare in avanti per attaccare; o, meglio ancora, aspettare il momento giusto ed esibirsi in una parata perfetta, in grado di rallentare momentaneamente il tempo offrendovi la possibilità di un contrattacco gratuito. Ovviamente è anche possibile ingaggiare i nemici dalla distanza grazie al fido arco (tranquilli, si rompe anche quello). A tal proposito ci sono frecce con effetti diversi che però in certi casi potrebbero danneggiare anche voi, come la potentissima freccia esplosiva. Non manca poi la componente stealth: sempre nell’interfaccia di gioco è presente un indicatore che vi fa capire quanto rumore emette Link muovendosi. Spostandosi molto lentamente, grazie anche alla sensibilità delle levette analogiche dei Joy-Con, è possibile avvicinarsi di soppiatto ai nemici e ucciderli sul colpo. In alcune missioni un approccio stealth potrebbe semplificare parecchio la vita del giocatore. Sta di fatto che nessun combattimento va affrontato a cuor leggero. Imparare ad uccidere i Bokoblin non vuol dire averla vinta in ogni occasione: assaltare un insediamento di questi piccoli mostri potrebbe scatenare un gran caos, al termine del quale, indovinate un po’? Game Over. E poi ci sono i combattimenti con i boss.

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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – I combattimenti contro i boss sono ovviamente ostici. Parecchio ostici.

I boss ovviamente sono presenti in alcuni punti chiave del gioco e sono particolarmente complessi da sconfiggere. Affrontarli richiede il saper studiare il terreno di scontro e il farsi venire un po’ di idee su come sfruttare debolezze e anche punti di forza del nemico. Se ad esempio un avversario vi scaglia addosso enormi blocchi di ghiaccio, dovreste imparare a sfruttare il Glacior per romperli prima che vi raggiungono. Un altro usa le scariche elettriche a suo vantaggio? Avvicinategli un oggetto di ferro, così la scarica si dirama anche verso di lui. I boss però sono presenti anche in natura. Potreste per dire camminare tranquillamente per la natura incontaminata, godendovi il paesaggio e una splendida giornata di sole, e incappare improvvisamente in un enorme elementale di pietra che continua a scagliarvi rocce anche a chilometri di distanza. O magari camminare nel deserto ed essere ingoiati da un verme delle sabbie che nulla ha a che invidiare con quelli creati da Rambaldi per Dune.

Prima di passare ad un altro argomento, Link dovrà avere a che fare anche con un altro fattore: il vigore. Il vigore ci permette di resistere più a lungo scalando una parete, ci permette di correre per più tempo, di resistere in aria con la paravela e anche di avere la meglio in combattimento. Potete caricare i vostri attacchi facendo ad esempio roteare la spada o caricando un fendente più potente, consumando appunto vigore. E attenzione a correre troppo durante un combattimento: rimanere senza vigore lascerà Link sfiancato, rendendolo particolarmente vulnerabile.

Sacrari e Colossi Sacri

Breath of the Wild non è solo combattimenti ed esplorazione, è anche risoluzione di enigmi ambientali di vario genere. Nella Hyrule di questo capitolo sono nascosti 120 sacrari. Oltre a fornire dei punti di teletrasporto utilissimi per spostarsi velocemente di regione in regione, il completamento dei sacrari ci premia con un emblema del trionfo. Potrete poi convertire 4 emblemi con un portacuore, ovvero un cuore aggiuntivo nella barra della vita, o con un portavigore, per aumentare appunto il vostro vigore massimo. Ciò significa che per avere un portacuore o un portavigore dovrete affrontare con successo quattro sacrari. E talvolta può rivelarsi davvero difficoltoso!

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Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Un preziosissimo emblema del trionfo. Che fatica però guadagnarli.

Ogni sacrario presenta una sfida a sé stante. Potreste ritrovarvi ad affrontare puzzle mnemonici o di ingegno, alcuni vi proporranno combattimenti sempre più difficili, altri sfide basate sui riflessi. È come se il gioco contenesse 120 livelli di un puzzle game a sé stante! Ma i puzzle ambientali non terminano qui. Per arrivare ad affrontare Ganon dovrete anche esplorare i quattro Colossi Sacri, ognuno comprensivo di un gran bel po’ di enigmi da risolvere e di una mappa interna tridimensionale. Fidatevi quando vi diciamo che vi daranno un bel filo da torcere. E per finire, anche Hyrule stessa nasconde qualche enigma aggiuntivo! L’accesso ad alcuni sacrari e ben nascosto, e dovrete risolvere mini-sfide di vario genere, talvolta difficilissime da scoprire, per accedervi. Alcune ambientazioni nascondono poi piccoli trucchi per scovare i semi kogoru (scoprirete poi a cosa servono) e una quantità esorbitante di segreti nascosti.

Comparto tecnico

In questi giorni, se qualcuno vuole appellarsi ad un difetto di The Legend of Zelda: Breath of the Wild fa leva sul comparto grafico del nuovo titolo Nintendo. Valutandolo da un punto di vista tecnico, è innegabile che non si tratti di un motore grafico all’avanguardia. Nella versione dock, “proiettato” quindi su un televisore full HD, si possono notare talvolta problemi di aliasing o texture comunque non ad altissima risoluzione. Come se non bastasse, proprio la modalità dock ci introduce all’unico, grande difetto di questo titolo. In situazioni concitate si assiste a vistosi cali di frame rate. I combattimenti nell’erba alta, all’ordine del giorno in certe ambientazioni, fanno calare i frame rate ben sotto i 30 fps, e dobbiamo ammettere di esserci trovati talvolta in difficoltà. Come accennato, i combattimenti richiedono riflessi sempre vigili, ed eventuali rallentamenti potrebbero introdurre un ulteriore grado di sfida tutt’altro che gradito. Nessun problema invece in modalità portatile, dove probabilmente Breath of the Wild dà il meglio di sé.

Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Anche il character design è ovviamente curato nei minimi dettagli.

Il fatto che non sia un motore grafico all’avanguardia non significa però che sia anche un brutto motore grafico, tutt’altro. Ci siamo letteralmente innamorati dello stile grafico di Breath of the Wild. La sensibilità artistica degli autori si palesa in tutta la sua bellezza in tantissime occasioni. Ci sono ambientazioni che, per forza di cose, sono più spoglie di altre: è inutile sperare di trovare vita, vegetazione e soprattutto movimento di alcun genere in un canyon del deserto.

Altre invece sono piene di vita, piene di colori, con folate di vento che muovono gli steli dell’erba, cervi al pascolo, insetti, anfibi e molto altro. Le cittadine sono piene di dettagli e di NPC.  E, soprattutto, ci sono alcuni scorci al tramonto o all’alba che sono davvero incredibili. Per non parlare del character design: alcuni personaggi sono incredibilmente dettagliati. Persino Zelda, che di fatto è un personaggio piuttosto semplice all’apparenza, è animata e caratterizzata con cura. Insomma, un utilizzo del cel-shading davvero ammirevole. Viene da chiedersi cosa sarebbero riusciti ad ottenere con maggiore potenza.

Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – L’aspetto di Link cambia a seconda delle armature e delle armi equipaggiate.

Un cenno d’obbligo anche all’altrettanto incredibile colonna sonora del gioco, che alterna meravigliosi pezzi di pianoforte a sessioni strumentali più ricche dedicate a momenti più concitati. Singoli eventi possono innescare musiche particolari, come l’avvicinarsi di un pericolosissimo guardiano ancestrale o il sorgere della Luna Rossa. Il tutto poi è coadiuvato da un doppiaggio italiano a livello professionale che, per una volta tanto, non soffre di overacting.

Amiibo

Nintendo, per il lancio di Breath of the Wild, ha lanciato degli amiibo letteralmente stupendi. Quello dedicato a Link con l’arco è qualcosa di spettacolare: un enorme numero di dettagli e una posa davvero azzeccata. Oltre a questo c’è anche una versione di Link a cavallo, uno dedicato ad uno dei nemici più diffuso (il Bokoblin), un enorme guardiano ancestrale con tentacoli semoventi ed uno dedicato a Zelda. Forse il meno soddisfacente è proprio quello dedicato a Zelda, che non solo presenta meno dettagli ma che sembra anche meno curato degli altri.

Utilizzarli in gioco è piuttosto semplice. Vanno in primis attivati dalle impostazioni. Successivamente sarà possibile selezionare il potere per utilizzarli, puntare verso una zona del terreno sgombra da ostacoli e godersi il risultato. Quelli che abbiamo provato vi ricompensano con oggetti speciali (Link con arco ad esempio vi regala un arco, ovviamente) caratterizzati da un grado di resistenza più elevato e da cibo di vario genere da cucinare. L’amiibo Link lupo, non appartenente a questo capitolo, evoca in gioco proprio Link in versione Lupo, un compagno animale che vi aiuterà nei combattimenti. Link a cavallo invece vi permetterà di evocare Epona.

It’s dangerous to go alone! Take this.

La celebre citazione del primissimo The Legend of Zelda per Nintendo Entertainment System ci serve ad introdurre un argomento già affrontato sulle pagine di SmartWorld, per cui non ci dilungheremo più di tanto. Piggyback ha pubblicato una corposa (circa 350 pagine) guida dedicata a Breath of the Wild che potrebbe davvero salvarvi la pelle in più di un’occasione. Noi abbiamo acquistato la versione da 19,99€, ma ne esiste anche una da “collezione” con copertina rigida a 29,99€.

LEGGI QUI: Breath of the Wild – La Guida Completa Ufficiale, foto e considerazioni

Si tratta di una così detta arma a doppio taglio: può aiutarvi a risolvere alcuni dei sacrari più ostici, o a risolvere quella mini-sfida a cui proprio non trovate soluzione, ma allo stesso tempo potrebbe rovinarvi parte dell’esperienza di gioco. Breath of the Wild è un titolo che va scoperto, anche insistendo e riprovando decine e decine di volte.

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9.7

Giudizio Finale

Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Potremmo passare ore a parlare delle tante altre caratteristiche del nuovo Legend of Zelda. Non abbiamo ad esempio fatto cenno alla preparazione dei cibi o all’incredibile vastità di Hyrule. La mappa di gioco è clamorosamente enorme, e vi ci vorranno decine e decine di ore per esplorarla tutta. Ma dobbiamo per forza giungere al termine.

Breath of the Wild è un capolavoro, un gioco immenso che riuscirà a farvi compagnia per più di 100 ore senza mai venire a noia. Le altre software house non potranno esimersi dal prendere spunto dal nuovo open world di Nintendo, un mondo caratterizzato non solo da ambientazioni diverse tra di loro, ma da regole di ingaggio uniche nel loro genere. È anche difficile trovare dei difetti al gioco, ecco il perché di un voto finale così alto.

Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Vi attende un universo di possibilità.

Potremmo fare appello alla trama, o meglio, al modo in cui viene gestita la narrazione, caratterizzata forse da quel grado di leggerezza (quasi infantilità) che non si sposa alla perfezione con alcune delle crudeli regole di gioco. O forse potremo appellarci al modo in cui il gioco sfrutta i sensori presenti nei Joy-Con, visto che uno dei primi sacrari prevede un puzzle ai limiti del sadismo e visto anche che utilizzare tutto il corpo tablet per mirare con l’arco non è il massimo della comodità. Ma credete a noi, sarebbe fiato sprecato. Breath of the Wild è un titolo che va vissuto sulla propria pelle e difficilmente una recensione scritta gli renderà davvero merito. Prima di lasciarvi vi anticipiamo che nei prossimi giorni arriverà anche un confronto con la versione Wii U.

PRO CONTRO
  • Rivoluziona il concetto di Open World
  • Motore fisico perfettamente integrato in ogni componente di gioco
  • Longevità alle stelle
  • Migliaia di segreti da scoprire
  • Colonna sonora d’autore, come al solito d’altronde
  • Problemi di frame rate in modalità dock
  • Grafica non al passo con i tempi, ma è davvero un difetto?
  • Il Canto del Cigno di Wii U

Recensione Breath of the Wild – Screenshot

Recensione Breath of the Wild – Trailer

  • boosook

    E cosi’ mi tocchera’ prendere pure la Switch prima o poi. 🙂

  • MICHAEL D’URSO

    Si boosook hai ragione aspetto prima qualche altro titolo almeno splatoon

  • Sembra un pò lunghino xD