8.0

Warhammer Title

Hai amici? Compra Warhammer: End Times – Vermintide (recensione)

Giorgio Palmieri - Intendiamo amici videogiocatori, ovviamente.

Recensione Warhammer: End Times – Vermintide – Il gioco competitivo ha assunto una nuova forma negli ultimi anni: non solo l’eSport è ormai una realtà ben affermata, ma gran parte dei videogiochi odierni includono una modalità multigiocatore. Ci sono addirittura prodotti basati esclusivamente sul gioco online, che sacrificano la campagna in singolo giocatore per implementare un lato competitivo. Ecco, appunto, competitivo: si preferisce quindi puntare sullo spirito – in un certo senso – bellicoso che su quello cooperativo, motivo per cui i videogiochi collaborativi sono in netta minoranza rispetto a quelli che mettono i giocatori gli uni contro gli altri.

Oggi quindi vi parliamo di Warhammer: End Times – Vermintide, titolo basato sulla cooperazione sul quale ci siamo soffermati in occasione del breve periodo di beta allestito a fine settembre, e che adesso, dopo decine e decine di ore passate in sua compagnia, siamo pronti ad analizzare nello specifico. Con questa recensione, ci riferiamo soprattutto alla recente versione console, anche se quella PC, uscita lo scorso anno, è pressoché identica, fatta eccezione per qualche piccola differenza che abbiamo opportunamente segnalato. Detto questo, buona lettura.

Video Recensione Warhammer Vermintide

Come al solito, i concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire. Le clip mescolano sequenze tratte dalle versioni PC e console.

Chi non si diverte in compagnia…

Warhammer: End Times – Vermintide è sostanzialmente una reinterpretazione in chiave fantastica della formula di Left 4 Dead. Si tratta infatti di un videogioco in prima persona ambientato nell’universo fantasy di Warhammer nel quale quattro giocatori si avventurano in livelli a se stanti pieni di Skaven, degli uomini ratto che hanno assaltato la città di Uberseik.

I giocatori possono scegliere tra una rosa di cinque eroi giocabili (Cacciatore di Streghe, Cavaliere, Guardiavia, Nano, Strega), ognuno dei quali vanta un equipaggiamento differente, che potrà poi essere personalizzato con il bottino raccolto a fine missione, ma su questo aspetto ci ritorneremo a breve.

Warhammer Vermintide (14)

Le meccaniche che supportano la giocabilità sono pressoché identiche a quelle, appunto, di Left 4 Dead. Il gruppo deve farsi strada tra orde di Skaven per raggiungere un particolare punto della mappa, solitamente una carrozza, che poi permetterà ai giocatori di fuggire e vincere la partita.

Le missioni sono costruite per essere altamente rigiocabili, perché la comparsa dei nemici è casuale: nessuna sfida è uguale all’altra, e senza l’attiva cooperazione tra i partecipanti è praticamente impossibile portarsi a casa la vittoria. Questo perché, al di là degli Skaven comuni che possono essere falciati con un colpo, il gioco si diverte a lanciarvi contro ogni sorta di mostruosità, con un’intelligenza artificiale dinamica che si adatta in base al posizionamento del giocatore. Di conseguenza, vagare da soli non è assolutamente una buona idea.

Tra i vari mostri spuntano infatti ratti lanciatori di bombe velenose, elite dotati di armatura, enormi Rattorchi e capibranco capaci di impalare uno dei membri del team ad una picca, allo scopo di lasciarlo a morire inerme sotto le grinfie dei topi mutanti, lontano dal gruppo. Pertanto, proprio perché i nemici faranno di tutto per cogliere il giocatore di sorpresa, non bisogna mai separarsi dai propri compagni, i quali potranno supportare la vittima liberandola da eventuali trappole tese dagli Skaven.

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Le missioni presentano una costruzione lineare che, tuttavia, offrono vie secondarie nelle quali si nascondono dei forzieri contenenti quattro tipologie di oggetti: rifornimenti medici, bombe, pozioni e munizioni. Le quantità sono molto limitate, ed essere egoisti è deleterio per il gruppo.

Disinfestazione totale

Per quanto riguarda la giocabilità vera e propria, ogni giocatore può contare sull’utilizzo di un’arma bianca e una da fuoco. Il sistema di combattimento si focalizza principalmente sulle battaglie in mischia dove, con la classica visuale in soggettiva, sarà possibile parare, schivare e colpire gli avversari tramite attacchi leggeri, pesanti, o persino spinte. Gli scontri offrono un buon grado di coinvolgimento ma, proprio per la natura del gioco, tendono a trasformarsi in un tripudio caotico dove non si riesce a capire la provenienza dei colpi, una problematica che può essere digerita una volta comprese a fondo le dinamiche.

Non lasciatevi intimorire però dalla confusione dettata dalle fasi iniziali: Warhammer End Times – Vermintide è un gioco alla base molto semplice, anche fin troppo ad essere sinceri. Si sente la mancanza di qualcosa, di qualche personalizzazione di stampo ruolisitico per i personaggi.

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Al di là infatti delle armi e dei tratti specifici, gli eroi si somigliano abbastanza l’uno con l’altro: la più originale è senz’altro la Strega, l’unica che vanta delle magie in grado di cambiare profondamente l’approccio in battaglia, mentre gli altri si limitano ad offrire piccole particolarità e poco più. Sono però le situazioni a garantire un certo spessore al gameplay, dove i giocatori dovranno tenere sempre gli occhi aperti e prendere decisioni in tempi strettissimi senza mai fermarsi troppo a lungo in un punto, altrimenti il bottino diventerà solo un lontano miraggio.

A questo proposito, gli sviluppatori hanno implementato un modello di acquisizione di equipaggiamento il cui obiettivo è proprio quello di espandere la profondità di ciascun personaggio. Al completamento di ogni missione, un sistema basato sul lancio dei dadi decreterà la qualità dell’oggetto vinto. La probabilità di beccare un’arma o un accessorio migliore può essere aumentata in diversi modi, incrementando ad esempio il livello di sfida o raccogliendo i tomi. Questi libri, sparsi nei livelli, occupano la casella dell’oggetto curativo, e dovranno essere trasportati fino alla fine del livello per poter beneficiare degli effetti.

L’idea è geniale perché mette il giocatore davanti al rischio, ma la raccolta del bottino è comunque estremamente lenta dato che otterrete un solo oggetto per missione, di rarità tra l’altro casuale. Tuttavia, la fucina e il santuario offrono una serie di strumenti per realizzare armi, potenziamenti e tante altre opzioni di sicuro interesse.

Warhammer Vermintide (2)

Peccato che nella versione console non siano stati ancora inseriti i contratti, con i quali è possibile ottenere bottino e bonus alle statistiche completando alcuni compiti extra, ma il team di sviluppo, Fatshark, sta lavorando duramente per eguagliare l’edizione PC in termini di contenuti. A proposito di offerta: il gioco propone comunque un buon numero di missioni, 16 per l’esattezza, e due mappe dedicata all’Ultima Resistenza, una modalità sopravvivenza studiata per i veterani.

Per la cronaca, il pacchetto è proposto a circa 39,99€, sia in edizione fisica che digitale. Ciononostante, non è un gioco che ci sentiamo di consigliare senza riserve nel caso non abbiate almeno un amico con cui condividere l’esperienza. La possibilità di avventurarsi insieme ai membri del gruppo comandati dal computer effettivamente c’è (e i bot si comportano in maniera decente), ma non è questo il modo col quale dovreste giocare Warhammer End Times – Vermintide, perché non è ciò per cui è stato creato.

In realtà nemmeno il matchmaking riesce a compensare a tale mancanza perché il titolo di Fatshark, semplicemente, dà il meglio di se con un team affiatato, con tanto di chat vocale, dato che la comunicazione è molto limitata senza di essa, almeno su PlayStatation 4 e Xbox One. Ci sentiamo però di rimproverare l’assenza del multigiocatore a schermo condiviso, una modalità che avrebbe certamente migliorato la nostra valutazione finale.

Warhammer Vermintide (3)

Per concludere, abbiamo davvero apprezzato il level design, non tanto nell’aspetto ludico quanto in quello audiovisivo: le architetture, i giochi di luce, gli effetti sonori, la cura per i dettagli, tutti insieme formano un’atmosfera evocativa, sorretta da una direzione artistica magnifica. Purtroppo il comparto tecnico è ancorato ai soli trenta fotogrammi al secondo tendenti persino al basso, ma per fortuna si tratta di episodi sporadici.

8.0

Giudizio Finale

Warhammer End Times – Vermintide è un’esperienza multigiocatore di spessore, che parte da un’idea già nota per poi staccarsi e diventare un prodotto con una sua spina dorsale. Qualche grattacapo di troppo non gli permettono di spiccare il volo come vorrebbe, ma il team di sviluppo è al lavoro per sistemare gran parte delle problematiche descritte in sede di recensione. Insomma, uccidere ratti non è mai stato così divertente, specie con un gruppo di fidati compagni.

PRO CONTRO
  • Grande azione collaborativa, con situazioni impegnative che la valorizzano
  • Direzione artistica molto suggestiva
  • Sistema di combattimento viscerale e violento
  • Offerta contenutistica più che degna, proposta a prezzo ridotto
  • Senza un team affiatato il divertimento cala sensibilmente
  • L’acquisizione del bottino andrebbe migliorata
  • Poca differenzazione tra gli eroi
  • Assenza del multigiocatore a schermo condiviso

Recensione Warhammer Vermintide – Trailer

Recensione Warhammer Vermintide – Screenshot