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World of Final Fantasy

World of Final Fantasy – E cos’è, Pokémon? (recensione)

Giorgio Palmieri L'antipasto prima di Final Fantasy XV o c'è qualcosa in più?

Recensione World of Final Fantasy  È inutile negarlo: quando venne annunciato, World of Final Fantasy aveva destato il nostro interesse solo ed esclusivamente per la presenza degli storici eroi dei precedenti capitoli. Ad una prima occhiata sembrava un titolo creato allo scopo di marciare sulla nostalgia, eppure dietro lo spudorato, ma graditissimo fan service, si nasconde un viaggio fantastico, una delle sorprese più belle dell’anno. Davvero, ma quanto è stimolante essere smentiti ogni tanto?

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Video Recensione World of Final Fantasy

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire: le clip sono tratte dalle nostre sessioni di gioco su PS4. Vi ricordiamo, inoltre, che il gioco è disponibile anche su PS Vita.

Legami di sangue

La storia di World of Final Fantasy racconta le gesta di due gemelli tanto simili nell’aspetto quanto diversi nel carattere. Lann è un ragazzo impulsivo, tontolone, sempre con la battuta pronta; la dolce Reynn, invece, è l’esatto opposto, visto che preferisce agire sempre con cautela, senza lasciare mai nessun dettaglio al caso. Seppur già vista sullo schermo, questa dicotomia è vincente, nonché piena zeppa di momenti divertentissimi in grado di strapparvi sempre un sorriso, e lo spirito comico non è eccessivamente infantile, malgrado lo stile grafico fiabesco potrebbe trarre in inganno.

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Tuttavia, non è l’umorismo ad essere il protagonista del racconto: la vicenda infatti è incentrata sulla perdita della memoria di entrambi i simpatici personaggi. Recuperarla non sarà un compito semplice, perché Lann e Reynn dovranno avventurarsi nel mondo parallelo di Grymoire, sotto l’occhio non troppo vigile del folletto Tama e, soprattutto, della misteriosa Enna Kros, la quale rivelerà ai due gemelli che in passato sono stati i più grandi Custodi dei Miraggi che siano mai esistiti.

Bene, ma cosa sono i Miraggi? Cos’è un Custode? E perché non si ricordano nulla di tutto ciò? Domande a cui Enna Kros potrebbe rispondere sin da subito, ma che deciderà di sua spontanea volontà di rimanere sul vago per permettere a Lann e Reynn di metabolizzare la loro nuova vita e… a Square Enix di farci divertire.

In effetti, ogni meccanica del gioco viene giustificata con delle scuse tutt’altro che credibili, incanalate in toni sempre scanzonati, che si allontanano dall’oscurità e dalla emotività tipica della saga. Eppure, va benissimo così: se presa per ciò che è, ovvero un grande, grandissimo tributo alla serie dal sapore giocoso, la storia è piuttosto godibile, con la presenza di Cloud, Squall, Tidus e compagni che non stona affatto con l’obiettivo dell’avventura. Di conseguenza, l’omaggio non è fine a sé stesso e riesce a proporre un sano compromesso senza cadere nel citazionismo esasperato.

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L’universo che ospita le avventure è quindi Grymoire, una terra popolata da lillichini e Miraggi. I primi sono sostanzialmente delle persone minuscole con la testa enorme, mentre i Miraggi possono essere paragonati a delle sorte di Pokémon, delle creaturine che i giocatori dovranno catturare – o, nel gergo del gioco, imprismare – per ritornare ad essere i Custodi dei Miraggi, padroni che riescono a domare e ad entrare in sintonia con i mostriciattoli impilandoli sulla loro testa.

Questioni di equilibrio

Come forse avrete già intuito, le dinamiche che caratterizzano World of Final Fantasy non hanno alcun senso e, paradossalmente, è proprio questo uno dei suoi punti di forza: sono talmente bizzarre che in fondo funzionano.

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Innanzitutto, la giocabilità confezionata da Square Enix alterna fasi lineari di esplorazione nei dungeon a tanti, tantissimi incontri casuali, per la gioia dei nostalgici. Il sistema di combattimento, di fatto, ritorna ad essere quello a turni, incentrato sulla variante attiva (ATB), con i tempi di azione posizionati su una barra laterale.

Ciascun protagonista possiede due forme, ovvero lillichina e jigante, che il giocatore potrà cambiare a proprio piacimento prima di entrare in battaglia. Invece, le pile di mostriciattoli sono composte da tre spazi, che potranno essere riempiti da due Miraggi e uno tra Lann e Reynn. I totem possono contenere un solo elemento delle tre grandezze disponibili (S, M e L, mentre la taglia XL è relegata solo a speciali evocazioni), tenendo in mente che i due gemelli fanno parte della famiglia M nella forma lillichina, mentre in quella jigante verranno considerati di misura L.

Su queste regole solo apparentemente complesse si erge un gameplay ricco di variabili, impreziosito da una progressione sfaccettata per tutti i Miraggi, che si ispira alla sferografia di Final Fantasy X. In breve, si guadagnano punti salendo di livello, che poi bisognerà distribuire in uno schema colmo di bonus permanenti, tra i quali spiccano anche le evoluzioni dei mostriciattoli.

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Inoltre, è possibile tenere quattro assetti diversi, due per ogni personaggio e, in particolare, per ciascuna forma. Per quanto riguarda invece l’operazione di cattura, questa avviene con i Prismaliti, degli oggetti non consumabili ottenuti non appena ci si imbatte nei nuovi Miraggi. Chiaramente prima è necessario indebolirli rispettando certe condizioni, come utilizzare magie di uno specifico elemento o ridurre la loro barra vitale al minimo.

Collezionali tutti

Ricapitolando, il gameplay è ben più articolato di quanto sembri di primo acchito, e permette una personalizzazione che strizza l’occhio alle materie di Final Fantasy VII, proprio perché ogni mostro impilato donerà al totem nuove abilità.

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Si sente però l’esigenza, il desiderio di voler utilizzare più mostri in battaglia, cosa che purtroppo è limitata a quattro miraggi e due personaggi (e, di conseguenza, due sole configurazioni attive), con la possibilità di evocare sul campo gli storici eroi a dare manforte al gruppo con un attacco devastante. Tra l’altro, i mostri nelle retrovie non possono essere scambiati con quelli in gruppo, e guadagnano anche meno esperienza rispetto a coloro che partecipano alla battaglia, fattore che vi spingerà a potenziare e ad usare solo un piccola cerchia di creature, almeno nell’avventura principale.

Per il resto, World of Final Fantasy scorre via che è una bellezza, grazie anche alla graditissima possibilità di velocizzare sia i filmati che i combattimenti con il tasto dorsale destro: un’opzione che è un toccasana per qualche dialogo un po’ troppo prolisso.

Comunque sia, collezionare Miraggi è divertente, sperimentare le combinazioni migliori lo è ancora di più, e siamo convinti che gli amanti dei giochi di ruolo giapponesi, specie quelli vecchio stampo, lo adoreranno nonostante la trama tutt’altro che profonda. L’offerta è poi farcita con tanti compiti paralleli e missioni secondarie molto ben organizzate, con le quali divertirsi per altre decine e decine di ore, oltre alle più di trenta previste per completare la storia.

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Infine, uno degli aspetti meno convincenti della produzione risiede nella direzione artistica e, soprattutto, nel design dei personaggi, composto perlopiù da figure super deformate, uno stile che potreste amarlo come odiarlo. In tutta franchezza, a noi non ha fatto impazzire, ma ci si fa l’abitudine con il passare delle ore, e si può addirittura impararlo ad apprezzare. D’altro canto, la grafica è ben lontana dagli standard odierni, però tutto sommato si lascia guardare, mentre il lavoro svolto nella stesura della colonna sonora va apprezzato e combina pezzi nuovi con altri riarrangiati per l’occasione.

8.0

Giudizio Finale

Recensione World of Final Fantasy Giudizio Finale  È lapalissiano dire che ci dispiacerebbe se World of Final Fantasy passasse in sordina, quindi non fatevi spaventare dall’ombra del quindicesimo capitolo: questo nuovo, bizzarro esperimento di Square Enix è stato creato per i fan, e tra echi del passato e spunti originali è praticamente impossibile rimanere indifferenti dinanzi al lavoro svolto dalla software house nipponica. In soldoni, non perdetevelo, specie se siete cresciuti con gli storici capitoli di questa fantastica saga.

PRO CONTRO
  • La storia, nella sua semplicità, è spassosa…
  • Un (bel) tributo alla saga per i fan
  • Buon livello di strategia nella meccanica dei totem
  • … a parte qualche dialogo prolisso
  • Direzione artistica non per tutti i palati
  • Il sistema dei Miraggi poteva essere approfondito di più

Recensione World of Final Fantasy – Trailer

Recensione World of Final Fantasy – Screenshot

  • Daniele Freccero

    Spettacolare speriamo esca anche per Nintendo switch se no sarò costretto a comprare anche la ps4