6.0

Riptide GP Renegade Title

Abbiamo quasi rotto un controller per colpa di Riptide GP: Renegade (recensione)

Giorgio Palmieri - Basterebbe dare un’occhiata ad una qualsiasi immagine qui sotto per capire di cosa tratta Riptide GP: Renegade, ma vi sconsigliamo di rimanere in superficie. Ecco la nostra recensione.

Riptide GP: Renegade Recensione – Vector Unit, l’azienda composta da sole quattro persone che ha portato in vita alcuni tra i migliori giochi di guida arcade per piattaforme mobili, torna sulla scena videoludica con Riptide GP: Renegade, e commette un grave errore. Scoprite perché questo nuovo capitolo della saga corsistica su hydro jet ha deluso le nostre aspettative.

Prima di iniziare, sappiate che questa recensione è basata sulla versione di Riptide GP: Renegade per PlayStation 4, sebbene il gioco sia disponibile anche per Android e iOS. Detto questo, mettete il casco, stringete le ginocchia e tuffiamoci nella mischia.

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Quattro moto d’acqua all’orizzonte

Vector Unit ormai è maestra nel suo mestiere, e se c’è una cosa in cui Riptide GP: Renegade riesce ad eccellere è proprio il gameplay che sta alla base della struttura, un elemento ereditato dal suo predecessore, Riptide GP2. Stiamo parlando di un classico gioco di corse arcade dove le acrobazie eseguite in aria donano una percentuale variabile di turbo, il quale potrà essere attivato in seguito per una spinta extra.

Riptide GP Renegade (3)

La miscela pensata dal team americano fa ancora la sua sporca figura a tre anni di distanza dal secondo capitolo, e su console funziona bene malgrado i limiti tecnici imposti dal porting per mobile. Tuttavia, la fisica del veicolo è stata migliorata, e ciò si riflette nel controllo dell’hydro jet, ora più responsivo e naturale rispetto al passato.

Il cuore dell’esperienza rimane in ogni caso la carriera, che qui può vantare una storia, anche se definirla tale sarebbe a dir poco un gentile eufemismo. In pratica la narrativa si riduce ad un paio di schermate statiche noiose ed inutili, tradotte in un italiano deficitario, che non aggiungono nulla al pacchetto. Un vero peccato, perché l’impronta a la Fast and Furios che traspare dalle linee di testo poteva essere sfruttata per confezionare qualcosa di quantomeno divertente da gustare tra una sessione e l’altra.

In poche parole, il protagonista viene tradito e sbattuto in cella: dopo un paio di anni, lo sfortunato pilota torna in pista per ricostruirsi un nome all’interno del circuito delle gare clandestine con hydro jet.

Riptide GP Renegade (10)

L’obiettivo quindi è quello di affrontare numerosi eventi, contraddistinti da una manciata di tracciati e modalità, guadagnando esperienza e denaro utili rispettivamente a potenziare il personaggio e il proprio veicolo. Qui iniziano a sorgere i primi grattacapi: a differenza del predecessore, in questo nuovo capitolo non è possibile acquistare fin da subito tutti i mezzi.

Bisognerà sconfiggere prima un boss, in una sfida uno contro uno, per sbloccare gli hydro jet più potenti. La strategia di risparmiare denaro e affrontare le gare con un veicolo minore per un grado di difficoltà più alto, e un eventuale investimento futuro, non è in pratica contemplata, e dovrete costantemente tenere aggiornato il vostro bolide per poter avere una chance contro gli avversari. A proposito di questi ultimi: l’intelligenza artificiale che li muove è talmente mal bilanciata da far crollare quanto di buono è stato costruito da Vector Unit.

Spacco tutto

La difficoltà in Riptide GP: Renegade raggiunge vette di frustrazione tali da sembrare scorrette nei confronti di chi sta giocando. Nei primi eventi si procede con una certa disinvoltura: il primo posto rimane un traguardo difficile, ma non impossibile da raggiungere, e con un po’ di destrezza si può portare a casa la vittoria. Completata la prima serie di circuiti, il gioco comincia a propinare avversari incredibilmente più forti, agili e scattanti, tant’è che l’unica posizione palpabile è la terza, l’unica (oltre alla seconda e la prima, ovviamente) in grado di farvi procedere nella carriera.

Riptide GP Renegade (6)

Ciò dovrebbe spingere l’utente ad impegnarsi, ma l’intelligenza artificiale ad “effetto elastico”, che terrà i rivali sempre alle calcagna a prescindere dalla vostra bravura, fa sembrare tutto fin troppo guidato: perché rendere così punitivo un gioco che, di fatto, è nato per offrire un intrattenimento spensierato e genuino, in memoria dei gloriosi tempi dell’arcade?

Così facendo, la meccanica per la quale il gioco regala intense soddisfazioni, quella delle acrobazie, va semplicemente in brodo di giuggiole. Nel dettaglio, il giocatore può decidere di eseguire più acrobazie durante un solo salto per caricare più turbo in una soluzione: così facendo, il rischio di cadere dalla moto d’acqua aumenta, in quanto, toccando il suolo, o l’acqua, durante un salto della morte o un giro a 360° qualsiasi, potrete cadere dal mezzo. Il brivido del rischio quindi faceva (e fa) parte dell’esperienza ludica di Riptide, ma in Renegade è sufficiente un solo sbaglio per mandare a monte l’intera gara.

Se si va però ad analizzare l’offerta contenutistica, si può notare come gli sviluppatori si siano sforzati nel ricreare tracciati molto più ispirati rispetto al passato, da basi militari con tanto di navi da guerra, a città futuristiche fluttuanti ricche di scorciatoie. Alcune piste sono sottotono rispetto ad altre, eppure nel complesso il lavoro, almeno in questo lato, è discreto e riesce persino a sorprendere per certi versi.

Riptide GP Renegade (8)

Certo, la grafica non fa gridare al miracolo, e la sua natura cross-platform è forte, specie nelle animazioni legnose, e nella qualità delle texture e dei modelli non sempre al di sopra della media. Tuttavia, alcuni scorci in movimento sono suggestivi e trasmettono un senso di adrenalina, aiutato dalla velocità di gioco sempre sostenuta.

Per quanto il gameplay sia divertente, però, le poche modalità e i soli 9 tracciati rendono presto il titolo abbastanza ripetitivo, in una progressione che si addice più al “mordi e fuggi” che al console gaming. Almeno la modalità multigiocatore cerca di edulcorare il pacchetto, mettendo quindi da parte la opinabile intelligenza artificiale. Peccato che nei nostri test il matchmaking non sia mai riuscito a trovare un avversario, ma almeno ci siamo tolti qualche soddisfazione nel multiplayer in locale fino a quattro giocatori, un’opzione che sta lentamente scomparendo nell’industria odierna, ma su cui Vector Unit punta ancora molto.

Infine, vi segnaliamo che l’edizione PS4 è prezzata a 14,99€, mentre quella mobile si attesta sui 2,99€. In entrambi i casi gli acquisti in-app sono assenti: riusciamo a comprendere solo a metà questa estrema disparità di prezzi tra le due versioni. Comunque sia, Android e iOS sembrano le piattaforme migliori sulle quali gustare l’ultima fatica di questo piccolo team statunitense.

6.0

Giudizio Finale

Riptide GP: Renegade è un titolo che non contraccambia l’amore che gli si da. Una difficoltà esageratamente punitiva, novità superflue e una progressione tutt’altro che armoniosa decretano una sola sufficienza con margini di miglioramento: questa volta Vector Unit non stupisce, ma siamo convinti che si riprenderà.

PRO CONTRO
  • Adrenalinico e a tratti esaltante
  • Alcune piste davvero spettacolari
  • Multiplayer in locale a 4 giocatori
  • Difficoltà frustrante e mal bilanciata
  • Poche novità, alcune superflue
  • Progressione da rivedere

Recensione Riptide GP: Renegade – Trailer

Recensione Riptide GP: Renegade – Screenshot

  • Biagio Marino

    Reptide GP 1 e 2 sono bellissimi, leggeri e divertenti ci gioco praticamente da sempre mi avete un po smontato con questa recensione.. ma direi meglio cosi lo prenderò quando sarà in sconto! 🙂

  • giorgio085

    credo che la recensione sia tutta basata su un equivoco. Il livello di difficoltà è settabile, se risulta troppo difficile in modalità difficile, si mette la facile.

    • No. La difficoltà non è settabile nella carriera. Su che piattaforma lo hai provato?

      In ogni caso non è solo la difficoltà ad essere il problema.

      • giorgio085

        lo uso da ieri su android, ti confermo che nelle impostazioni puoi settare la difficoltà, ho appena fatto la prova in un evento carriera e settato in motalità facile, vinco facile, in modalità difficile il primo posto me lo devo sudare parecchio. Ovviamente giocandoci da ieri sono ai primi livelli (precisamente alla coppa argento vivo). Per la cronaca c’è anche un livello di difficoltà intermedio chiamato standard, ma non l’ho provato. Gioco rigorosamente difficile ed ho fatto una prova a settare facile solo leggendo questa recensione.

        • Il nostro test è avvenuto su PS4 e non ci sono impostazioni della difficoltà nella carriera. Immaginavo che versione Android fosse la migliore. Chissà, forse con un prossimo update la implementeranno anche su console. Lo spero proprio.

          • giorgio085

            ah, non immaginavo potessero esserci differenze tra versione consolle e versione mobile. Almeno su mobile è un po come tornare al primo riptide gp, dove le difficoltà erano le classi (250, 500 e 1000), che qui sono facile, standard e difficile, cosa che su riptide gp2 è stata abbandonata in favore di un livello di difficoltà (e velocità) che cresceva andando avanti con la carriera.