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The Technomancer Recensione

The Technomancer – Mamma, sono un Tecnomante (recensione)

Giorgio Palmieri - La vita su Marte è più pericolosa di quanto pensassimo.

The Technomancer Recensione – Esiste un momento in cui ogni scelta diventa irreversibile, in cui ogni decisione ti dona delle responsabilità dalle quali non puoi sottrarti: quel momento è terribile per chi è vittima di intestino irritabile. Tuttavia, non siamo qui per illustrarvi nel dettaglio i sintomi della suddetta condizione para-fisiologica, quanto piuttosto per parlarvi della professione intellettuale di Tecnomante e, soprattutto, del videogioco The Technomancer sviluppato da Spiders. Scopritelo nella nostra recensione.

The Technomancer Recensione – Video Review

Le sessioni di gioco registrate su PlayStation 4 fanno da sfondo alla nostra voce che riassume i concetti espressi nell’analisi scritta.

Il grande Lebowski

La software house francese Spiders non è un nome noto sulla scena videoludica, ma nel suo catalogo vanta un discreto numero di titoli caratteristici, come Bound by Flame e Mars: War Logs, il quale funge da prequel di The Technomancer. Questi lavori sono stati accolti tiepidamente dalla critica, e il pubblico che li ha apprezzati è ridotto ad una piccola nicchia di appassionati, il cui supporto, però, tiene in vita l’azienda che, seppur non sia mai riuscita a sfondare realmente, continua a sfornare prodotti in linea con la sua filosofia, senza snaturarla in alcun modo.

The Technomancer (5)

Un gesto ammirevole dunque, che trova in The Technomancer la sua massima espressione, nel quale si può notare un impegno maggiore, ben al di sopra della qualità media dei precedenti titoli, in termini anche di ambizione.

Il genere è quello del gioco di ruolo d’azione di famiglia occidentale, a la The Witcher o Dragon Age per intenderci. Sdoganata però la classica ambientazione fantasy, gli sviluppatori hanno deciso di acclimatare la loro creatura sul pianeta Marte, in un contesto post-apocalittico. A causa di un evento catastrofico, infatti, le comunicazioni con la Terra si sono interrotte, e l’intero pianeta rosso è in balia di una guerra per il controllo dell’acqua, teatro di scontri tra la grandi fazioni di Abundance e Aurora.

La struttura delle città riflette le condizioni in cui versa la popolazione: innanzitutto, coloro che sono stati contaminati dalle radiazioni solari vivono al di fuori dei centri abitati per costrizione, schiavi dei lavori forzati a causa della possanza fisica sviluppata proprio dal contatto con le splendenti (e cocenti) emissioni.

I bassifondi invece sono destinati, guarda caso, al ceto basso, da prostitute e mercanti, a mercenari e ladruncoli, mentre le zone più elevate offrono dimora all’esercito, ordine dei Tecnomanti compreso, di cui fa parte Zachariah Rogue Mancer, protagonista delle vicende. Incaricati da tempo immemore di proteggere il proprio popolo da qualsiasi pericolo, questa ala speciale dell’esercito è ormai alla mercé delle fazioni, le quali non si fanno scrupoli a mandarli ovunque su Marte pur di arrecare un minimo danno alla corporazione avversaria. Il giocatore quindi assume i panni di Zachariah, un aspirante Tecnomante, e la storia comincia proprio nel suo ultimo giorno da cadetto.

The Technomancer (3)

Scelta la classe (inserendo un punto tra gli attributi del Furfante, Guerriero, Guardiano e Tecnomante) e alcuni dettagli del viso da uno scarno bacino di variazioni, l’avventura inizia e ci permette subito di prendere confidenza con i poteri di questa professione, che poi, in realtà, è molto più un lavoro. Possiamo definirlo infatti quasi uno stile di vita, in cui tutti i membri portano nel cuore un segreto dal duplice scopo: la sola conoscenza di questo inconfessato evento concluderà l’addestramento di ognuno e terrà i Tecnomanti legati per sempre. Su questo poetico quadro si erge un’ambientazione davvero interessante, e sulla quale abbiamo costruito grandi speranze sin dalle prime battute.

Purtroppo, scendendo in profondità e analizzando il mondo più da vicino, si nota come il titolo sia stato realizzato con un budget non consono alla mole di cura che richiede un’avventura del genere. Molti aspetti sono stati trascurati, e l’universo fallisce nell’impresa di sembrare vivo: i personaggi non giocanti si assomigliano troppo l’uno con l’altro, i loro movimenti spesso sono innaturali, la profondità dei dialoghi è a livello a dir poco basilare e, in generale, il corposo e accattivante incipit della trama non viene replicato nel migliore dei modi all’interno del videogioco vero e proprio.

Elettriche botte da orbi

D’altro canto, il sistema di combattimento ci viene subito presentato nella sua forma completa. Infatti è possibile addestrarsi su ciascuno dei tre diversi stili, intercambiabili tra di loro, a prescindere dalla “classe” scelta. Ognuna è dotata di un set di armi diverso, e una non preclude l’altra, che potrete infatti potenziare a piacimento per plasmare il vostro alter ego definitivo.

The Technomancer (6)

Il Furfante può contare su un pugnale e una pistola (il nostro preferito), mentre il Guardiano è equipaggiato con mazza e scudo; infine, il Guerriero fa del bastone il suo principale strumento di distruzione. Questi tre stili possono essere cambiati al volo, anche perché sono complementari, e lo sviluppo è articolato secondo tre schemi diversi (Talenti, Attributi, Abilità) ognuno dei quali potrà essere migliorato grazie ai punti acquisti salendo di livello, erogati in maniera alternata in base alla tipologia dell’albero di inclinazione. Così si ottengono capacità passive e attive, elementi che vanno ad arricchire un sistema di combattimento già ricco di possibilità.

Si è attivi partecipi delle lotte, proprio come in un tipico titolo d’azione, con tanto di schivate, diverse tipologie d’attacco e, ovviamente, magie elettriche, i tratti distintivi di ogni Tecnomante che si rispetti. La dinamicità degli scontri è frammentata da piccoli istanti di slow-motion che spettacolarizzano il combattimento e aiutano il giocatore a rendersi conto dei nemici che lo circondano: un paio di colpi, infatti, possono mettervi al tappeto.

A parte qualche grattacapo nella telecamera ballerina e nelle animazioni, sicuramente funzionali ai fini del gameplay ma talvolta mal concatenate tra loro, le battaglie sono la parte più profonda e meglio riuscita del gioco, la le quali poi si dipanano lungo ulteriori percorsi di personalizzazione e progressione, come compagni da reclutare e equipaggiare all’occorrenza, creature di vario tipo da saccheggiare e boss dalle dimensioni gargantuesche, e una componente di crafting davvero ben fatta, in cui sarà possibile potenziare e modificare armi e armature in ogni dettaglio grazie agli oggetti raccolti dai nemici, o smaltiti da quelli senza utilità.

The Technomancer (2)

Se da un lato quindi abbiamo una giocabilità tutto sommato robusta e pregna di idee già viste ma ben amalgamate tra loro, dall’altro l’impalcatura non riesce a stare al passo con il resto, attraverso missioni inficiate da una quantità ragguardevole di backtracking, il quale vi costringerà a passare da un punto all’altro delle labirintiche città per risolvere le solite questioni di scambi di favori, supportate da dialoghi e vicende non sempre interessanti, che vanno a vanificare il buon lavoro svolto a livello di concept.

I compiti primari sono però quelli realizzati meglio, in cui le scene d’intermezzo degne d’attenzione vengono alternate a combattimenti e fasi di esplorazione in ambienti nuovi, dove è possibile recuperare oggetti nei forzieri nascosti nelle vie parallele a quella principale. Fa capolino un esiguo sistema a scelte di moralità, molte delle quali binarie, ma che garantiscono almeno effetti immediati.

Gran parte delle quest secondarie, invece, sono prive di mordente ed è molto probabile che le affronterete solo per racimolare ricompense ed esperienza aggiuntiva. Anche il diario avrebbe beneficiato di un’attenzione maggiore, dato che le missioni sono schematizzate in maniera fin troppo essenziale, con i soli obiettivi e nulla più, senza riportare i dettagli della storia.

The Technomancer (4)

Tra l’altro, la struttura non sposa l’open world in senso stretto, e infatti il mondo è un agglomerato di zone, visitabili a proprio piacimento, separate da schermate di caricamento leggermente più lunghe del tollerabile. Il comparto tecnico, poi, vive di alti e bassi: l’impatto nel complesso supera la sufficienza, eppure la mancanza di dettagli è sotto l’occhio anche del meno attento, dalle espressioni facciali poco curate alle ambientazioni un po’ ripetitive. Tutto sommato, però, il lato visivo si lascia apprezzare. Discorso a parte per la componente audio, che alterna pezzi evocativi a molti motivetti ambientali davvero dimenticabili.

7.0

Giudizio Finale

The Technomancer è un titolo che ci sentiamo di consigliare ad una precisa fetta di pubblico che, dopo questa nostra analisi, avrà senz’altro già inquadrato l’indole del lavoro della francese Spiders. Questo gioco di ruolo non riesce mai a brillare, ma regala soddisfazioni soprattutto nel gameplay, dove dei combattimenti all’insegna dell’azione sposano uno sviluppo del personaggio sufficientemente articolato. Al di là del mero aspetto ludico, alcune sfumature del titolo verranno particolarmente apprezzate dagli estimatori del genere, eppure è innegabile che The Technomancer non riesca a portare in vita gli obiettivi prefissati a causa di una esecuzione a tratti superficiale.

PRO CONTRO
  • Premessa accattivante…
  • Sistema di combattimento dinamico
  • Buon grado di personalizzazione e sviluppo
  • … che il gioco non riesce a valorizzare al meglio
  • Molte missioni ripetitive e poco ispirate
  • Evidente mancanza di rifiniture

The Technomancer Recensione – Trailer

The Technomancer Recensione – Screenshot