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The Tomorrow Children (1)

The Tomorrow Children – Zappo la vigna (recensione)

Giorgio Palmieri - Preparatevi a lavorare, giocando.

The Tomorrow Children Recensione  Si avvicinano le stagioni più fredde dell’anno, e con loro la più calda in termini di uscite videoludiche. Il mercato infatti si prepara ad accogliere i mostri dell’industria e, in particolare, i nuovi capitoli delle saghe blasonate, ormai divenuti appuntamenti fissi in autunno. C’è spazio però anche per titoli minori e freschi, e tra questi spicca proprio The Tomorrow Children, gioco sviluppato da Q-Games in collaborazione con SCE Japan Studio e Sony: vediamolo nel dettaglio con la nostra recensione.

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Falce e martello

Classificare The Tomorrow Children non è semplice, e la visione di un filmato promozionale non potrebbe aiutare granché. In effetti siamo abituati a tutorial tremendamente esplicativi, anche fin troppo, che non lasciano spazio a dubbi o prove sul campo all’arrembaggio. Q-Games si è divertita invece a spiazzare i giocatori, lasciandoli in balia di quello che, al contrario, è un gameplay molto rodato, simile al classico sandbox (Minecraft vi dice qualcosa?), infilato però in un contesto atipico per il genere, ovvero post-apocalittico in preda ad una distopia di stampo sovietico.

La storia vede come protagonista un esperimento finito male, il quale ha fuso le coscienze umane in un’unica massa, il Void, e sarà compito delle compagne reperire le risorse per sopravvivere e ricostruire la civiltà, cittadina dopo cittadina. I giocatori, appunto, impersonano le compagne, dei cloni o, meglio, delle proiezioni di esseri umani reali che devono collaborare attraverso tre azioni: costruzione, esplorazione, e combattimento, anche se in misura minore.

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Dopo la sequenza iniziale, utile a familiarizzare con i controlli, l’utente viene gettato in una città casuale, in cui già altre compagne stanno lavorando. Si rimane subito straniti dinanzi a cotanta confusione: case piazzate in maniera tutt’altro che omogenea, decine di menù pieni zeppi di statistiche, gente che compare per una frazione di secondo per poi dissolversi, e personaggi non giocanti persi quasi quanto noi.

L’aura di mistero, tuttavia, sparisce dopo una manciata di ore: The Tomorrow Children non è altro che un esperimento eccentrico nel quale vi sentirete davvero parte di una dittatura, sommersi in un’ambientazione asettica tanto inquietante quanto ispiratissima. Il gameplay si basa sulla continua collezione delle risorse primarie nelle isole adiacenti alla città: l’inventario è limitato, quindi si è costretti a raggranellare il possibile per poi svuotarlo nel punto di raccolta. Sarà premura del bus raccogliere il tutto per portarlo in città, dove poi dovrà essere smistato dalle altre compagne nei vari depositi.

The Tomorrow Children (2)

Inoltre, tra le risorse disponibili, le più importanti in assoluto sono le matriosche: queste racchiudono le anime degli abitanti e sono le uniche in grado di ripopolare le città. Proprio per la loro fragilità, i giocatori dovranno portarle da un punto all’altro con estrema delicatezza, altrimenti si frantumeranno. Che sia chiaro: queste operazioni non vengono eseguite automaticamente, ma tutte a mano, come se il gioco volesse darvi la sensazione di star lavorando.

Per quanto riguarda invece i combattimenti, il sistema è alquanto striminzito: si possono sconfiggere le creature delle isole con delle armi da fuoco, le cui sezioni di sparatorie lasciano a desiderare in quanto a vivacità, oppure potrete costruire delle torrette per difendere la città da mostri dalle dimensioni gargantuesche, chiamati Izvergs: insomma, è una fetta ludica debole quella puramente action, messa dunque solo per contorno.

A seconda del lavoro svolto, recandovi nell’apposito ufficio, il gioco vi ricompenserà con dei buoni razione, spendibili nei negozi per l’acquisto di oggetti, da pale a picconi, fino ad arrivare a bazooka e fucili, e davvero poco più. È bene informarvi che ognuno di essi è consumabile, e si romperà dopo un certo numero di utilizzi.

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La fase di costruzione, invece, avviene su un banco di lavoro in città, e il giocatore, prima di poter realizzare un edificio, sarà sottoposto ad una variante del gioco del 15, di difficoltà proporzionale all’importanza della costruzione che si sta per edificare. Un’idea che in effetti diversifica la solita fase di crafting, caratterizzata solitamente da tempi di attesa variabili. È importante sapere che sia il banco da lavoro, che tutte le altre strutture, non funzionano senza energia elettrica, ma basterà recarsi nelle apposite pedane, o nei generatori, per produrne un po’.

L’obiettivo finale è quello di ripopolare la città, per poi ricominciare da zero, tenendo oggetti e il livello: accumulare esperienza significa incrementare le proprie statistiche, dalla velocità degli scavi alla capienza dell’inventario, ma non abbiamo riscontrato grandi cambiamenti in termini pratici.

Il lavoro rende liberi?

Le dinamiche di gioco di The Tomorrow Children sono circondate da scelte di game design che peggiorano l’esperienza man mano che passano le ore. La ripetitività diventa eccessiva e, soprattutto, dove il titolo di Q-Games fallisce è proprio nella costruzione di uno spirito collaborativo, che dovrebbe essere il perno dell’offerta contenutistica. Sebbene infatti il gioco sia online, le compagne comandate dagli altri utenti non sono visibili sulla mappa. Le vederete solo ed esclusivamente per un istante mentre eseguiranno azioni importanti, molte delle quali atte, tra l’altro, ad ostacolarvi.

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Volete dedicarvi alla creazione di oggetti ma c’è già una persona al banco? Dovrete mettervi in coda ed aspettare che finisca (o che termini il tempo a lui permesso). Il bus ha appena scaricato le risorse raccolte dagli altri giocatori e siete così volenterosi da voler portare minerali e legna al proprio posto? Bene, ma è probabile che un altro giocatore starà già facendo la stessa cosa, solo che la situazione si paleserà non appena premerete il tasto corrispondente per raccogliere l’oggetto, per poi perderlo perché un’altra compagna l’aveva preso poco prima di voi.

Non c’è quindi la reale possibilità di coordinarsi, anche perché lo stesso gioco non presenta la necessità impellente: del resto, è sufficiente dare un’occhiata alle risorse mancanti per capire cosa fare in quel preciso istante. I tempi di reazione tra il comando e l’effettiva raccolta sono poi troppo lunghi, e meriterebbero una pulizia generale.

Se c’è una cosa dove The Tomorrow Children eccelle è sul piano stilistico, e l’atmosfera che riesce a ricreare è a dir poco inquietante: la tecnologia che muove il comparto grafico prende il nome di Voxel Cone Ray Tracing, la quale permette di simulare effetti di luce e riflessi realistici in tempo reale. La direzione artistica è poi ispirata, e la resa visiva si avvicina molto alla computer grafica: peccato solo per l’utilizzo eccessivo dell’effetto sfocatura, davvero fastidioso a nostro avviso. Per concludere questo argomento, le isole visivamente sono impressionanti, sebbene l’esplorazione non sia così stimolante da valorizzarle.

The Tomorrow Children (4)

La nota finale va al modello di monetizzazione: Q-Games e Sony hanno scelto il free-to-play per il loro The Tomorrow Children, anche se al momento è possibile giocarlo solo acquistando il pacchetto della fondazione al prezzo di 19,99€, una sorta di early-access, con alcuni oggetti speciali all’interno, per chi volesse supportare il progetto. La valuta premium è caratterizzata dai Dollari Liberi, che possono essere spesi per comprare oggetti più potenti: in ogni caso, un paio di questi verranno donati quotidianamente al giocatore, malgrado la struttura cerchi continuamente di proporvi di acquistare una manciata di Dollari Liberi in diverse occasioni, o di usarne un po’ per attivare alcuni servizi, come la rimozione, singola, del minigioco del crafting.

6.0

Giudizio Finale

Recensione The Tomorrow Children – Giudizio Finale – The Tomorrow Children è un esperimento dal potenziale enorme, pieno di idee interessanti e che potrebbe lasciarvi a bocca aperta. La magia si dissolve nel giro di qualche sessione, quando l’impalcatura di gioco inizia a mostrare tutte le sue fragilità: purtroppo la monotonia, la legnosità e una delusione costante affliggono quella che doveva essere, sulla carta, una grande esperienza. Eppure, paradossalmente, consigliamo di provarlo non appena debutterà ufficialmente, in forma free-to-play, anche solo per ammirarlo in azione per un paio di ore: potreste davvero rimanere affascinati.

PRO CONTRO
  • Di primo acchito, stupisce…
  • Genere noto, esperienza nuova
  • Atmosfera unica e inquietante
  • … ma la sorpresa svanice dopo un paio di ore
  • Discutibili scelte di game design
  • Utilizzo eccessivo dell’effetto sfocatura
  • Dinamiche di gioco meccaniche e legnose

Recensione The Tomorrow Children – Trailer

Recensione The Tomorrow Children – Screenshot