Daydream design final

Cardboard 2.0 è in realtà un sogno ad occhi aperti (Daydream)

Nicola Ligas -

Il titolo in italiano rende in effetti poco, ma se avete seguito il Google I/O ieri sera, saprete già che Google ha lanciato una nuova piattaforma per la realtà virtuale, chiamata Daydream. Questa riprende il paradigma di cardboard, ovvero visore più smartphone all’interno, ed al momento non ci sono tracce del fantomatico successore di Cardboard standalone.

Daydream è in effetti costituita anche da un nuovo visore, che è in pratica il Cardboard 2.0, e che sarà realizzato sia da Google che da altri partner, che potranno personalizzarlo ciascuno a proprio gusto, rispettando però le linee guida generali di Google in merito a Daydream.

L’idea è quella di un visore comunque più evoluto del precedente, più ergonomico, con una fascia per assicurarlo in testa, e dotato anche di un controller dedicato. Quest’ultimo, dalla forma di un piccolo telecomando, include dei sensori, per rilevarne il movimento e la direzione in cui è rivolto, ed alcuni pulsanti, oltre ad un trackpad.

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I primi esemplari di Daydream dovrebbero arrivare in autunno, ma non sono stati fatti i nomi dei partner che li realizzeranno, né date precise. Al contempo dovranno esserci degli smartphone Daydream-ready, con Android N, che ricevano il bollino di approvazione di Google per essere usati col nuovo visore. Non è chiaro quali siano gli standard minimi, ma risoluzione del display, performance e capacità di rilevare correttamente e rapidamente il movimento della testa, sono caratteristiche fondamentali, che probabilmente già molti top di gamma rispettano.

La realtà virtuale è la scusa perfetta per pompare l’hardware di PC e smartphone

In merito agli smartphone compatibili, sono stati fatti i nomi di Samsung, LG, HTC, Huawei, Xiaomi, ZTE, ASUS, ed Alcatel, ma probabilmente ci sarà anche Sony alla fine. Ci saranno un po’ tutti insomma, perché questa nuova corsa alla realtà virtuale è la scusa migliore per tirare fuori dispositivi con hardware sempre più potente, che sarebbe “non giustificato” per l’utilizzo ordinario.

Google ha insomma fatto la mossa più furba nel non realizzare un Cardboard 2.0 standalone, stile HTC Vive e Oculus Rift per capirsi, compiacendo così tutti i propri partner, che dovranno invece sfornare sia nuovi smartphone che nuovi visori; e qualcosa ci dice che non gli dispiacerà affatto farseli pagare. Speriamo che qualcuno pensi anche agli utenti.

Aggiornamento: l’articolo è stato aggiornato per riflettere il fatto che anche Google, e non solo partner selezionati, realizzerà un suo visore Daydream.

  • Marco Napea

    la domanda è … per il mio nexus 6p c’è sicuramente speranza vero? vero!?

    • Speranza sì, chi sono io per ucciderla?

  • oOstardastOo

    Aspettate oculus ragazzi che sará migliore