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HTC Vive, la nostra prova della realtà virtuale in collaborazione con Valve (foto e video)

Emanuele Cisotti -

Si parla sempre più di realtà virtuale, ma non sono poi molte le aziende che hanno dei prodotti quasi pronti per eseguire delle demo complete come quelle che abbiamo provato nella giornata di ieri assieme ad HTC. Il dispositivo in questione è ovviamente Vive, realizzato in partnership con Valve, famosa casa produttrice di tanti videogiochi di successo.

Il caschetto HTC ha vari punti forti rispetto alla concorrenza, ma andiamo con ordine. Siamo stati fatti accomodare in una stanza nera poco più grande di 3 metri per lato. Lì ci attendeva il nostro visore, collegato con tre cavi ad un piccolo box a sua volta connesso ad un PC dalle specifiche non dichiarate. È lì che si esegue parte della magia, mentre il resto viene elaborato da due display a risoluzione 1.080 x 1.200 pixel che assieme offrono una risoluzione di 2.160 x 1.200 pixel. Il prodotto ha un refresh rate di 90 Hz, il che significa che il computer dovrà offrire un frame rate costante di ben 90 frame per secondo. Sulla parte frontale di Vive sono presenti una moltitudine di sensori che, assieme a quelli presenti all’interno arrivano all’incredibile numero di 70. I piccoli sensori esterni serviranno a due porte laser, poste a due angoli della stanza, per misurare con precisione la nostra presenza all’interno dello spazio. In questo modo potremo aggirarci tranquillamente nello spazio e ogni nostro movimento verrà riportato in tempo reale all’interno del mondo virtuale.

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Può sembrare una piccola novità per qualcuno, ma questa tecnologia fa la differenza fra guardare un video sferico o essere dentro un mondo virtuale. L’altra novità, che distingue Vive da buona parte della concorrenza, sono i due controller da tenere uno per mano. Questi hanno ciascuno un pad direzionale e un trigger posteriore: grazie a questi potrete portare le vostre mani all’interno della scena e interagire con il mondo circostante. Non sarete più quindi spettatori, ma sarà il vostro momento per scoprire cosa è possibile nella realtà virtuale. Ma andiamo con ordine: indossiamo le cuffie (collegate tramite jack audio al Vive) e scopriamo le demo che ci sono state proposte.

Nella prima esperienza ero su un ponte di una nave affondata (sì lo so, avrei dovuto chiedermi come avrei potuto respirare sott’acqua, ma non è successo) dove potevo ammirare le profondità marine, fino a che la quiete non è stata “disturbata” da una enorme balena. È stato sicuramente impressionante e spettacolare vedere un essere così imponente e così realistico davanti a noi. Era tutto vero e il mio cervello ne era abbastanza convinto.

La demo successiva mi ha catapultato in una cucina dallo stile cartoon dove abbiamo dovuto seguire delle istruzioni per cucinare un piatto. È stata una delle demo più divertenti perché, nonostante la grafica non realistica, mi ha fatto sentire davvero all’interno di un gioco e allo stesso tempo mi ha permesso realmente di interagire con gli oggetti. È stato molto intuitivo afferrare gli oggetti e lanciarli nel pentolone, centrandolo sempre, visto che lo spazio nel mondo virtuale era identico a quello reale, permettendo di prendere le misure in modo intuitivo alla stessa maniera.

E poi mi sono trovati a dipingere, usando la mano sinistra come una tavolozza virtuale e la destra come un pennello. Lo spazio si è riempito di colore (e di una bambinesca scritta SmartWorld). In questo caso l’effetto (voluto) della demo è stato lo stupore di potersi spostare nello spazio, disegnare in tre dimensioni e anche ritornare a scrivere dove avevo scritto nello spazio con grande precisione, dimostrando quanto i sensori del Vive mappino alla perfezione ogni centimetro dello spazio.

La quadra demo era un mondo incantato, dove con una bacchetta li luce potevo guardarmi attorno e ammirare gli oggetti fiabeschi nella stanza. Puntando poi lo scettro in certi punti precisi si veniva rimpiccioliti in quello stesso mondo, per ammirare il tutto da una prospettiva differente (con anche un ragno enorme).

E abbiamo concluso entrando nel mondo di Portal, dove dovrete cercare di riparare Atlas. Nel mio caso inutilmente. Ma quello che è stato più spettacolare (sopratutto per un non videogiocatore come me) è stato il vedere la stanza sfaldarsi sotto i piedi, cercare di salvarsi spostandosi nell’angolo e poi ammirare il resto della struttura guardando oltre il precipizio. Stupefacente.

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E così la mia esperienza con Vive, durata circa 20 minuti, è terminata. È stato stupefacente ed ha dimostrato come HTC e Valve siano un passo avanti rispetto alla concorrenza, anche se comunque in un mondo che avanza molto rapidamente. HTC Vive ha dimostrato grandi potenzialità, molta flessibilità e un livello di interazione nuovo per l’informatica e la tecnologia in generale. Alcuni limiti ci sono: un cavo al momento è sempre necessario e ogni tanto il sentirlo attorno alle gambe vi riporterà alla realtà, così come una griglia che apparirà all’interno del mondo virtuale quando vi avvicinerete troppo ad un muro reale. La soluzione è ben fatta, ma per sentirsi veramente liberi di muoversi probabilmente avremmo avuto bisogno di ben più di 3 x 3 metri.

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“Cosa ce ne faremo di un HTC Vive?” abbiamo chiesto a Graham Breen, product manager HTC. La risposta è stata prevedibile ma di quelle che fa sognare. Inizialmente Vive sarà sicuramente di grande interesse per i videogiocatori, ma le porte della realtà virtuale sono infinite. Sanità, educazione, demo di prodotti, presentazioni e ancora tante altre. Un prodotto del genere potrà farvi fare un giro turistico (ingannando realmente il vostro cervello) in un posto senza esserci realmente, potrà curare la vostra paura dell’altezza o aiutarvi a riprendervi da un trauma. Non è quindi solo intrattenimento ma è il futuro. Sia chiaro: non sarà l’unico futuro, ma sarà uno dei tanti. Uno dove la realtà virtuale che abbiamo provato ieri sarà un’alternativa al tipo di intrattenimento odierno.

Sì, abbiamo anche fatto le domande più scottanti, quando, a quanto e a quali condizioni sarà disponibile HTC Vive. Una risposta chiara non c’è, ma ci è stato detto che nelle prossime settimane ne sapremo di più (potrebbe essere svelata la versione commerciale?), con una commercializzazione da avviarsi all’inizio 2016. Quali saranno le specifiche minime del PC poi ancora non è chiaro, ma considerando i 90 frame al secondo stabili, non sarà una cosa per tutti.

  • Natale Zotto

    Secondo Steven Kotler sarà la diffusione della realtà virtuale a portare i più grandi cambaimenti nelle nostre vite. In questa intervista (http://goo.gl/8UEUtn) ha detto che l’umanità sta per vivere la più grande migrazione della sua storia, dall’analogico al digitale

    • Giorgio

      Concordo in pieno… infatti stanno nascendo tantissime realtà come Portal di Eyeora