Amazon contro i falsi recensori: la battaglia arriva in aula

Amazon contro i falsi recensori: la battaglia arriva in aula
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Ci sono degli importanti sviluppi in merito alla rilevante questione delle recensioni pilotate su Amazon, la piattaforma di e-commerce più vasta al mondo, che negli scorsi mesi ha portato il colosso di Jeff Bezos a escludere diverse aziende cinesi dalla sua piattaforma.

Nello specifico Amazon ha portato la questione in tribunale, facendo causa alle piattaforme di broker che si occupavano della generazione di recensioni fasulle a scopo di lucro. Tra queste piattaforma sono state menzionate AppSally e Rebatest, due siti web, ormai chiusi, che si occupavano di generare profitto tramite recensioni pilotate con la promessa di prodotti in regalo mai spediti a utenti inconsapevoli.

Come riferito da Dharmesh Mehta, Vice president of Worldwide customer trust & Partner support di Amazon, le recensioni false pregiudicano l'esperienza di tutti i clienti Amazon, generando false aspettative e sviando le opinioni durante gli acquisti. Pertanto l'azione legale di Amazon nei confronti di questi fenomeni, che mirano a rendere sistematiche le recensioni pilotate, hanno lo scopo di prevenire il problema.

Amazon ha anche messo a punto un software per il riconoscimento automatico delle recensioni pilotate, con il quale afferma di aver bloccato almeno 200 milioni di opinioni "comprate" e non oneste solo nel 2020. Basta infatti pensare che piattaforme come quelle menzionate sopra contavano anche 900.000 iscritti disposti a scrivere recensioni false in cambio di benefit.

AppSally, ad esempio, vendeva tali queste recensioni a partire da 20 dollari l'una, chiedendo ai malintenzionati di spedire confezioni vuote a persone disposte a scrivere recensioni false e di fornire fotografie da caricare insieme a quelle recensioni.

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